Descrivi in modo sintetico ma esauriente il concetto di test e le sue finalità
Il test è lo strumento di base per una valutazione motoria, utilizzato per valutare una determinata capacità o
parametro. E’ quella procedura standardizzata ben definita che ci fornisce informazioni utili e attendibili su
un particolare problema. Il test ha 3 parametri ben definiti quali: Validità, oggettività e la ripetibilità del test.
Sono indispensabili per capire se il test che stiamo eseguendo è veramente adatto a misurare un determinato
parametro. Questi 3 parametri sono fondamentali in quanto ci fanno capire quanto un test sia utile nel
ricercare le informazioni in un determinato soggetto, oppure quanto le misurazioni ricavate siano
effettivamente veritiere e rappresentative di quelle che sono realmente le capacità di un soggetto. Ognuno
di questi indicatori ci fornisce delle informazioni su uno specifico aspetto di un test. E’ necessario:
VALUTARE i determinati parametri all’inizio, durante e dopo un programma di allenamento specifico per
vedere se un parametro si è modificato con l’allenamento;
CLASSIFICARE: vedere se i risultati ottenuti da un determinato soggetto, o gruppo di soggetti, sono in linea,
al di sotto o al di sopra, con i coetanei di quel gruppo di soggetti;
PIANIFICARE: occorre capire qual è il livello iniziale del nostro soggetto, fin dove possiamo arrivare con
l’allenamento;
VERIFICARE: è un passaggio che ci consente di verificare se l’allenamento proposto ha prodotto un
miglioramento che avevamo prefissato di conseguire quando abbiamo pianificato l’intervento motorio.
Dunque il test serve per fornire un valore oggettivo, e farci capire se il soggetto è o meno migliorato sulla
base di dati tangibili.
I test possono essere diretti oppure indiretti. I test diretti sono quelli che misurano direttamente il parametro
che vogliamo valutare; il test indiretto, invece, stima quello che è il parametro che vogliamo valutare,
utilizzando un un secondo parametro che è più o meno correlato al parametro che vogliamo conoscere.
Descrivi in modo sintetico ma esauriente il concetto di validità, oggettività e ripetibilità di un test
Validità, oggettività e la ripetibilità del test. Sono indispensabili per capire se il test che stiamo eseguendo è
veramente adatto a misurare un determinato parametro. Questi 3 parametri sono fondamentali in quanto ci
fanno capire quanto un test sia utile nel ricercare le informazioni in un determinato soggetto, oppure quanto
le misurazioni ricavate siano effettivamente veritiere e rappresentative di quelle che sono realmente le
capacità di un soggetto. Ognuno di questi indicatori ci fornisce delle informazioni su uno specifico aspetto di
un test.
LA VALIDITÀ ci indica la capacità di un test di misurare, con errore minimo, uno specifico parametro; si misura
confrontando quel test con il gold standard, che è il test ritenuto più valido e preciso per misurare quel
parametro.
L’OGGETTIVITÀ, è quell’indicatore che ci rappresenta la capacità di un test stesso, indipendentemente
dall’operatore, quindi a prescindere da chi lo somministra, darà sempre lo stesso risultato. E’ un elemento
importante soprattutto quando si lavora in team, in modo tale che chiunque somministra il test avrà lo stesso
risultato. Per valutare l’oggettività di un test Si fa eseguire lo stesso test da operatori diversi sullo stesso
soggetto, e poi si va a vedere quanto le misure ottenute dai diversi operatori sono tra loro correlate. Se le
misure ottenute sono uguali la correlazione è massima e il test risulta oggettivo; se le misure ottenute sono
differenti allora significa che l’operatore può influenzare la procedura e i risultati del test.
LA RIPETIBILITÀ di un test è l’ultimo indicatore, che indica la capacità di un test di restituire lo stesso valore
anche se viene somministrato con tempi diversi ma in condizioni identiche. Ci indica se un test si sta basando
sulla misurazione di una capacità che può modificarsi nel tempo anche se le condizioni rimangono le stesse,
oppure se il test è valido perché si basa su una correlazione che è molto stabile nel tempo.
Descrivi in modo sintetico ma esauriente in cosa consiste la valutazione generale di un soggetto da
eseguire prima dei test motori
Prima di programmare qualsiasi attività fisica con un soggetto, occorre fare una valutazione delle sue
condizioni generali, se ci sono controindicazioni a determinate attività, per garantire la sicurezza nello
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svolgimento dell’attività fisica, per capire quale sia il programma di allenamento più adatto, in base alle
controindicazioni e ai bisogni speciali che emergono in fase di valutazione. In questa fase andiamo a
individuare le necessità specifiche del soggetto in relazione a fattori di rischio, sintomi, diagnosi di patologie
pregresse che richiedono adattamenti motori particolari. Si può valutare lo stato di salute con questionari
standardizzati, autoprodotti o con colloquio orale con il soggetto. Le principali informazioni da chiedere al
soggetto sono: la storia familiare inerenti a malattie ereditarie cardiovascolari come infarto del
miocardio,ecc., che espongono il soggetto a tali rischi. Occorre allora far fare al soggetto una visita medica
per ottenere l’idoneità fisica. Altra valutazione da verificare è se ha subito interventi chirurgici, se è fumatore,
se fa attività fisica, se è sedentario, se fa uso di medicinali, in quanto alcuni farmaci possono interferire
direttamente con alcuni parametri fisiologici che sono alla base dell’adattamento all’allenamento. I principali
fattori di rischio da indagare sono: familiarità, stile di vita, ipertensione, dislipidemia, alterata glicemia a
digiuno, obesità. Tra i segni e sintomi da tener conto durante l’attività fisica sono: il dolore al torace, collo,
mandibola e braccia in quanto potrebbero essere sintomi di ischemia coronarica; riduzione della frequenza
respiratoria durante l’attività fisica; la dispnea parossistica notturna o in posizione sdraiata, nel giorno in cui
il soggetto ha effettuato l’allenamento; palpitazioni o tachicardia. Se ci sono questi segni e sintomi è utile
interrompere il programma di attività motoria e rimandare il soggetto a un controllo specialistico.
Descrivi in modo sintetico ma esauriente la differenza tra fattori di rischio, segni e sintomi
Prima di programmare qualsiasi attività fisica con un soggetto, occorre fare una valutazione delle sue
condizioni generali, se ci sono controindicazioni a determinate attività, per garantire la sicurezza nello
svolgimento dell’attività fisica, per capire quale sia il programma di allenamento più adatto, in base alle
controindicazioni e ai bisogni speciali che emergono in fase di valutazione. I principali fattori di rischio da
indagare sono: familiarità, stile di vita, ipertensione, dislipidemia, alterata glicemia a digiuno, obesità. Tra
i segni e sintomi da tener conto durante l’attività fisica sono: il dolore al torace, collo, mandibola e braccia in
quanto potrebbero essere sintomi di ischemia coronarica; riduzione della frequenza respiratoria durante
l’attività fisica; la dispnea parossistica notturna o in posizione sdraiata, nel giorno in cui il soggetto ha
effettuato l’allenamento; palpitazioni o tachicardia. Se ci sono questi segni e sintomi è utile interrompere il
programma di attività motoria e rimandare il soggetto a un controllo specialistico.
Descrivi in modo sintetico ma esauriente l'utilità della valutazione antropometrica in soggetti con
bisognispeciali.
La valutazione antropometrica può essere utile per stabilire l’intensità di un’attività fisica di un programma
di allenamento, o per capire su quali segmenti corporei intervenire. Le valutazioni antropometriche sono il
primo step per capire la situazione generale del soggetto. Nella valutazione antropometrica si valutano 3
domini: LA DIMENSIONE CORPOREA, ovvero il peso e l’altezza, che vengono sintetizzati in un unico indice, il
BMI, che è l’indice di massa corporea ; LA STRUTTURA CORPOREA, ovvero la morfologia del soggetto e il
rapporto tra determinati segmenti e circonferenze corporee) per stimare la quantità di tessuto adiposo
sottocutaneo e il livello di rischio cardiovascolare; LA COMPOSIZIONE CORPOREA, ovvero la percentuale di
acqua, la massa grassa e magra, ecc. I metodi di composizione corporea sono tantissimi, ma si differenziano
in 5 livelli: atomico (che indica la percentuale di carbonio, di ossigeno, di idrogeno), molecolare (che indica la
percentuale di acqua, proteine grassi, carboidrati o minerali), cellulare (che indica la percentuale di tessuto
adiposo, fluidi intracellulari e extracellulari), tissutale (che indica la percentuale di tessuto muscolare, osseo,
nervoso etc.), e corporeo (che indica la percentuale di peso che abbiamo sulla testa, sul tronco, sugli arti
superiori e inferiori).
Descrivi in modo sintetico ma esauriente le implicazioni della biomeccanica sul movimento articolare
La biomeccanica, intesa come biomeccanica umana, è quella materia che si occupa di applicare i principi della
meccanica a sistemi biologici. E’ molto utile conoscere la biomeccanica, perché può essere utile per capire
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come un tipo di esercizio può essere adattato, al fine di modificare le sollecitazioni articolari e muscolari, per
ottimizzare l’intervento motorio. Per esempio, il momento della forza ci fa capire come una leg extension
eseguita con le caviglie produce sollecitazioni muscolari diverse rispetto a una leg extension con un
macchinario isotonico. Se per esempio un soggetto ha subito un intervento al gomito e presenta alcuni angoli
compromessi, a livello articolare, in base a come si posizionano i segmenti corporei nello spazio, si possono
avere dei carichi maggiori nella fase iniziale, intermedia e finale del movimento.
Descrivi in modo sintetico ma esauriente il concetto di valutazione funzionale
La valutazione deve essere il più possibile specifica e funzionale. Per specifico si intende che il soggetto deve
essere sempre testato in una condizione che deve essere il più vicino possibile a quella in cui si trova
normalmente. Durante il processo valutativo bisogna prima cercare di capire la situazione generale e i bisogni
speciali del soggetto che si deve valutare. Quindi si utilizzano una serie di test validi, ripetibili e oggettivi che
danno informazioni generali sull’aspetto motorio del soggetto. Si usano le batterie di test standard, che sono
una serie di test molto semplici da somministrare che danno un quadro generale della condizione fisica e
motoria del soggetto su diversi aspetti. Poi seguono una sequenza di test più specifici che analizzano i punti
deboli limitanti del soggetto, e i suoi bisogni speciali. Una volta individuati i punti deboli e i fattori limitanti,
si cerca di individuare anche i punti di forza, ovvero quelle capacità ben espresse e sulle quali posso puntare
per compensare i punti deboli e migliorare i punti forti. La valutazione è funzionale se riproduce il contesto
conosciuto dal soggetto e quindi potrà esprimere al meglio la capacità da testare.
Descrivi in modo sintetico ma esauriente l'utilità e la finalità delle batterie di test facendo un esempio
Una batteria di test, è un insieme di test motori che hanno lo scopo di valutare ognuno una specifica capacità
o abilità di un soggetto. Lo scopo di una batteria di test è quella di delineare la condizione generale di un
qualsiasi soggetto che vuole intraprendere un programma di allenamento motorio, avendo così gli strumenti
per creare un percorso formativo o di allenamento partendo da dati reali e specifici. Per esempio si possono
eseguire i seguenti test per valutare la condizione fisica del soggetto:
Misurazione HR a riposo (o altri parametri a riposo)
Misurazioni dati antropometrici, misurazioni di composizione corporea, e test di equilibrio.
Test di forma cardiorespiratoria
Test di forma muscolare.
Test di flessibilità articolare.
Se si segue un preciso ordine dei test, nelle sedute di valutazione successive si dovrà sempre seguire l’ordine
che si è utilizzato all’inizio.
In un breve paragrafo esponi la differenza tra paramorfismi e dismorfismi sottolineandone le differenze in
termini di prevenibilità e curabilità
Il PARAMORFISMO è una atteggiamento posturale anomalo, scorretto privo di lesioni organiche e quindi
reversibile. IL DISMORFISMO è invece un’alterazione anatomica cronica della morfologia congenita o
,
acquisita. I paramorfismi sono molto frequenti durante l’età scolastica e colpiscono più facilmente i soggettivi
con disauxia, ovvero un anomalo andamento dell'accrescimento, che però non raggiunge livelli considerati
patologici, che in molti casi scompare spontaneamente con l'accrescimento. Ma è anche vero che spesso
nell'infanzia si può anche avere una evoluzione dei semplici vizi di portamento in vere e proprie deformità,
perché, durante la fase dell’accrescimento scheletrico, atteggiamenti posturali errati che si protraggono per
molto tempo, proprio, possono degenerare in alterazioni organiche strutturate. Quindi conviene sempre
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monitorare i paramorfismi lievi, poiché potrebbero nel tempo evolvere in dismorfismi. Purtroppo, molte
cattive abitudini posturali originano a scuola. Compito dei docenti è promuovere una diagnosi precoce,
invitando gli studenti ed i loro genitori a eseguire visite mediche specialistiche nel caso in cui si sospetti
l’esistenza di paramorfismi. A ciò si aggiunge un altro fattore, quale il sistema muscolare che, nelle diverse
fasi evolutive dell'accrescimento, può essere alterato creando degli squilibri, che possono tradursi in ipotonia
ed ipotrofia di diversi gruppi muscolari, e ciò può facilitare lo sviluppo di diversi paramorfismi. I principali
paramorfismi tipici dell’età scolare sono: dorso curvo, dorso piatto, iperlordosi lombare, rigidità lombare,
scapole alate, atteggiamento scoliotico, ginocchio valgo, ginocchio varo, piede valgo, piede varo. Quindi,
quando si valutano paramorfismi, bisogna tener presente sia della componente scheletrica, che della
componente muscolare.
In un breve paragrafo, esponi quelli che dovrebbero essere i livelli minimi e le caratteristiche
dell'esercizio fisico preventivo
L’attività fisica produce notevoli benefici sulla salute e rappresenta un validissimo strumento di prevenzione.
l’Organizzazione Mo
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