Didattica dell'attività motoria nell'età evolutiva e negli anziani
Lo sviluppo motorio
Lo sviluppo motorio si verifica quando il bambino viene portato a sviluppare gli schemi motori di base sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. È condizionato geneticamente, ma è estremamente favorito da fattori esterni quali l'ambiente, la famiglia, la scuola, le attività extra-scolastiche.
Le funzioni del gioco
È attraverso il gioco che il bambino si esprime meglio. Di pari passo con lo sviluppo, appaiono nel bambino diverse forme di gioco:
- Giochi funzionali o di esercizio: motricità fine a se stessa dove il piacere che ne deriva è provocato semplicemente dall’esigenza di movimento.
- Giochi simbolici: capaci di evocare oggetti e situazioni assenti.
- Giochi sociali: dettati dalle regole di gruppo.
Il bambino tra 0 e 3 mesi
Alla nascita tutti i muscoli del bambino sono innervati. Tutta la sensibilità è abbastanza sviluppata: la sensibilità tattile è molto sviluppata soprattutto attorno alla bocca; la sensibilità uditiva è anch’essa ben sviluppata, il bambino reagisce ai suoni e ai rumori; la sensibilità visiva invece deve ancora affinarsi. L’equilibrio viene ad essere collegato e regolamentato al tono, attraverso le informazioni che provengono tramite i canali semicircolari (orecchio interno). Il movimento risponde ai riflessi e agli automatismi che si attuano, soprattutto, in rapporto ai bisogni vitali.
Modalità e fasi di apprendimento
Le modalità di apprendimento possono essere:
- Per imitazione: presenza di un modello da imitare. Può avvenire anche senza l’insegnante.
- Per intuizione: presenza di un problema motorio da risolvere, mancanza di un modello da imitare.
- Per comprensione del compito: presenza di una estesa situazione informativa: dimostrazione pratica, spiegazioni, feedback frequenti. Deve essere gestita dall’insegnante.
Le fasi di apprendimento sono:
- Coordinazione grezza: caratterizza l’approccio e i primi momenti di esecuzione di un compito nuovo che risulta lento, impreciso e quindi poco efficace.
- Fase della coordinazione fina: viene evidenziata nel momento in cui il compito è ben eseguito e parzialmente automatizzato.
- Fase della disponibilità variabile: una volta raggiunto un certo grado di automatizzazione del movimento, la sua realizzazione sarà ormai precisa e costante.
I metodi di insegnamento
I metodi di insegnamento delle attività motorie sono:
- Prescrittivo: programmazione sistematica dell’attività; spiegazione e presentazione del modello; richiesta di riproduzione imitativa; consolidamento attraverso ripetute esecuzioni e correzioni degli errori. Tutti svolgono la stessa attività.
- Misto: come nel contesto precedente, ma viene talvolta prescritta un’attività individualizzata indotta da evidenti differenze di esecuzione.
- Assegnazione dei compiti: prescrittività ma differenziazione delle proposte esecutive in gruppi di lavoro.
- Esplorazione: programmazione e dichiarazione degli obiettivi da parte dell’insegnante ma attività a scelta dell’allievo. Offerta di spazi, attrezzi e tempi per attività scelte dalle motivazioni e dagli interessi degli allievi.
- Scoperta guidata: presentazioni di situazioni di problema circostanziate e semplificate per rendere possibile la scoperta delle possibili soluzioni esecutive che inducono all’autocorrezione e indirizzano le scelte educative dell’insegnante.
- Risoluzione dei problemi: presentazione di situazioni-problema di cui si sollecita la ricerca di soluzioni attraverso feedback verbali ma senza fornire modelli esecutivi. Ciascun allievo cerca di risolvere il problema a modo proprio.
Il bambino tra 4 e 6 mesi
Nel periodo tra i 4 e i 6 mesi, il bambino svolge le seguenti azioni:
- A 4 mesi è in grado di coordinare i movimenti della testa e degli occhi seguendo un oggetto in movimento; cerca di afferrare ogni oggetto possibile e lo mette in bocca per analizzarlo; sa anche passare un oggetto da una mano all’altra e lo farà anche per dimostrarvi che ha maggiore consapevolezza dei propri movimenti; quando si trova a pancia sotto, riuscirà ad alzare la testa e a sollevarsi sugli avambracci. Questo esercizio è molto importante per aiutare l’inizio del gattonamento.
- A 5 mesi scopre le dita dei piedi e troverà questa scoperta molto emozionante. Potrebbe essere in grado di rotolare da solo da pancia a schiena e sollevarsi sulle mani e sulle ginocchia. Può manipolare gli oggetti tra le mani e studiarli nei dettagli.
- Verso la fine dei 6 mesi è probabile che riesca a sedersi da solo e forse anche a rimettersi seduto nel caso cadesse. Batte le mani e soprattutto gli oggetti tra loro allo scopo di scoprirne il suono che producono; ma non ha smesso ancora di assaggiate tutto quello che gli capita per mano. Si dondola avanti e indietro tenendosi sulle mani e sulle ginocchia, provando un piacere irrefrenabile.
Che cos'è la didattica
La didattica è quella parte della pedagogia che ha per oggetto di studio i metodi di insegnamento e che si preoccupa della riuscita dell’azione pedagogica del docente. Mentre la pedagogia o scienza dell’educazione studia il processo educativo nel suo complesso, la didattica è la scienza dell’insegnamento e delle problematiche connesse alle modalità di apprendimento degli allievi. La didattica delle attività motorio-sportive ha come obiettivo il miglioramento dell’efficacia ed efficienza del docente di scienze motorie e sportive e come conseguenza diretta dell’apprendimento nell’allievo.
Il riflesso nel bambino
I riflessi neonatali possono essere facilmente evocati con alcune manovre e sono tipici dei primi mesi di vita. I principali riflessi del neonato sono:
- Il riflesso di Moro
- Il riflesso di raddrizzamento
- Il riflesso di deambulazione automatica e di Babinski
- Il riflesso di prensione o grasping-reflex
- Il riflesso tonico asimmetrico del collo
- Lo stiramento incrociato
- Il riflesso di Galant
Peer teaching e cooperative learning
Il peer teaching viene attivato quando l’insegnante, dopo aver spiegato la consegna pratica, propone alle coppie preformate (o a piccoli gruppi) che uno dei due esegua il compito e l’altro suggerisca, aiuti e valuti il proprio compagno. Il cooperative learning è decisamente applicabile nei giochi e negli sport di squadra nonché nella gran parte delle attività pratiche a gruppi, consiste nell’assegnazione al gruppo o alla squadra di compiti, finalità o progetti che devono essere realizzati per ottenere un fine comune.
Fattori individuali: l'allievo
Possiamo concepire l’apprendimento come un processo che tende a “far crescere” i livelli di competenza (intellettiva, motoria, sociale e comunicativa) dell’allievo. È sicuramente la componente primaria e più importante: senza la sua volontà ad apprendere, le competenze dell’insegnante e un ambiente favorevole possono incidere in misura minima. Oltre ovviamente alle sue caratteristiche fisiche dipendenti dalla dotazione genetica (altezza, peso, massa muscolare, conformazione corporea) e agli stili di vita fino al momento nel quale entriamo in relazione per incominciare la nostra opera educativa, diventa importante accertare il suo livello psico-motorio ossia il grado di capacità e di abilità motorie possedute.
Lo sviluppo intellettivo cognitivo
Per sviluppo cognitivo s'intende lo sviluppo delle attività intellettive. Nell'uso psicologico del termine si possono distinguere due fondamentali indirizzi:
- Quello statistico, interessato per la maggior parte allo studio delle dissonanze individuali (nell'eseguire una serie di compiti) e al carattere "dimensionale" dell'intelligenza.
- Quello qualitativo, che analizza i processi razionali all'interno dell'individuo. Ciò non comporta un condizionamento solo interiore del processo maturativo: colloca solo all'interno del soggetto il motore che alimenta lo sviluppo stesso e che lo dispone.
Fattori esterni: l'ambiente fisico, socio culturale e la famiglia
La disponibilità di ambienti e di attrezzature idonee e propedeutiche non può che facilitare l’apprendimento delle abilità. La palestra deve essere facilmente raggiungibile, attrezzata, pulita ma soprattutto sicura e a norma di legge. Oltre agli ambienti al chiuso, non dimentichiamo che la presenza di un ambiente naturale circostante al plesso scolastico o vicino e facilmente raggiungibile possa essere un valore aggiunto per l’apprendimento motorio e il miglioramento delle capacità di condizione e di coordinazione del movimento. Il ruolo della famiglia nei processi di apprendimento motorio è decisamente importante e in questo caso la traduzione letterale del termine “constraint” in vincolo o limite si addice pienamente. La mancanza di cultura del movimento da parte di alcuni genitori porta l’ambiente scolastico o l’ambiente sportivo a ritenerla spesso il capro espiatorio delle limitazioni motorie del proprio figlio.
Sviluppo emozionale, morale e dell'identità personale
I neonati cominciano a segnalare il proprio stato emotivo fin dalla nascita e la madre riesce, per mezzo di un linguaggio fatto di gesti, contatti e tensioni, le emozioni del proprio figlio. L’emozione è strettamente connessa all’affettività, ma anche alla dimensione cognitiva e sociale. Verso il settimo mese i bambini diventano più paurosi e diffidenti. A partire dal diciottesimo mese il bambino inizia ad esprimere le proprie emozioni grazie anche all’uso del linguaggio. Lo sviluppo morale comprende sia i processi di socializzazione sia l’interazione tra affetti, esperienza sociale e processi cognitivi. L’adulto deve aiutare la crescita dell’identità personale mediante l’ascolto, rafforzando i sentimenti, rendendo consapevole il bambino delle proprie emozioni, dei propri bisogni e desideri.
Modalità di apprendimento per imitazione
La spontaneità e la naturalezza sono le caratteristiche fondamentali dell’apprendimento per imitazione e gran parte degli apprendimenti motori di tipo funzionale e utilitaristico del bambino in età evolutiva avvengono imitando gli altri che rappresentano quindi il “modello” a cui rapportarsi. Le prime forme grezze degli schemi motori avvengono imitando le gestualità dei genitori e dei fratellini. Non solo il bambino, ma anche l’adulto ricorre a questa forma specialmente quando è portato a variare esecuzioni motorie già conosciute. È una modalità che si adatta all’apprendimento di abilità globali o parziali semplici, naturali e poco complesse e il risultato che il bambino ottiene è estremamente individualizzato e dipendente dal suo grado di destrezza globale.
Gli schemi motori di base
Gli schemi motori di base sono gli elementi fondamentali del movimento, sono così chiamati perché sono movimenti naturali per la specie umana; vengono appresi attraverso l’esperienza durante lo sviluppo e diventano patrimonio per la costruzione di future abilità motorie. Sono classificati in:
- Camminare
- Correre
- Rotolare
- Saltare
- Arrampicarsi
- Lanciare
- Afferrare
Il raggiungimento di queste competenze motorie aiuta il bambino a trasferire le capacità apprese a livello motorio anche in altri contesti, come, per esempio, in ambito scolastico, con un miglioramento delle capacità d’attenzione e della gestione dello spazio corporeo ed extra-corporeo.
Differenze tra il battere/colpire e il lanciare
Il battere/colpire è la capacità di produrre un impatto brevissimo con uno dei due arti superiori o inferiori per allontanare da sé un attrezzo. Può essere considerata una variazione del lanciare e si differenzia in quanto non c’è prensione dell’attrezzo. Il lanciare invece allontana da sé l’oggetto con uno o entrambi gli arti.
Modalità di apprendimento per intuizione
L’apprendimento per intuizione è caratterizzato per la presenza di un problema motorio da risolvere, mancanza di un modello da imitare. Sollecita competenze cognitive superiori e rispetta i tempi personali di apprendimento. Ha dei limiti in quanto comporta un numero elevato di errori e tempi lunghi di riuscita e di miglioramento. È indicata per l’apprendimento di abilità globali e parziali semplici in età evolutiva, abilità open tipiche dei giochi di movimento in età evolutiva.
Modalità di apprendimento per comprensione del compito
La modalità di apprendimento per comprensione del compito è caratterizzata per la presenza di un’estesa situazione informativa: dimostrazione pratica, spiegazioni, feedback frequenti; inoltre deve essere gestita dall’insegnante. Sollecita la maggior parte delle competenze cognitive, limita il numero degli errori e riduce i tempi di apprendimento. Come unico limite ha il problema di offrire all’allievo la soluzione tecnica più efficace. È indicata per le abilità sportive e di prestazione, abilità globali e parziali complesse, abilità open e closed.
Differenze tra il correre e il saltare
Correre è una forma di traslocazione utilizzata dall’uomo per procedere velocemente nello spazio attraverso una successione di appoggi degli arti inferiori con un tempo di volo tra l’uno ed il successivo mentre saltare è l’abilità che ci permette di staccare il corpo da terra attraverso una spinta operata dagli arti inferiori.
Modalità conoscitive dell'allievo
Le modalità conoscitive dell’allievo sono:
- Anamnesi familiare
- Anamnesi scolastica
- Anamnesi medico-sanitaria
- Test motori e psico-attitudinali
- Osservazioni oggettive
- Colloqui diretti
- Prove scritte e di disegno
- Ricorso all’equipe psicopedagogica
Differenze tra scavalcare e saltare
Saltare è l’abilità che ci permette di staccare il corpo da terra attraverso una spinta operata dagli arti inferiori mentre scavalcare consiste nel superare un ostacolo senza effettuare tempo di volo e con possibilità di controllo con esso.
Lo schema motorio: camminare
Camminare è la forma di traslocazione più utilizzata dall’uomo che gli consente di procedere nello spazio attraverso una successione di appoggi degli arti inferiori e senza tempo di volo.
La comunicazione verbale e non verbale
I due sistemi di comunicazione che l’uomo utilizza per interagire con i propri simili sono quelli verbale e non verbale. Negli ultimi studi è emerso che l’intensità e l’efficacia della comunicazione non verbale (linguaggio intrinseco) è superiore a quella verbale (linguaggio estrinseco) e che quando non c’è coerenza tra i due tipi di linguaggio la comunicazione risulta ambigua e poco credibile. La comunicazione verbale si manifesta con parole, frasi e discorsi, il solo messaggio verbale è asettico, incompleto e poco convincente, trasmette il “che cosa” diciamo, ha funzioni di rinforzo dell’apprendimento. La comunicazione non verbale si manifesta con sguardo e mimica facciale, gestualità fine, posizione e movimenti del corpo, volume di voce, entusiasmo, humor, posizione rispetto al gruppo. Il messaggio è meno articolato e preciso, trasmette il “come” lo diciamo, stabilisce le modalità di relazione con l’altro determinandone il grado d’empatia.
Lo schema motorio: correre
Correre è una forma di traslocazione utilizzata dall’uomo per procedere velocemente nello spazio attraverso una successione di appoggi degli arti inferiori con un tempo di volo tra l’uno ed il successivo.
Tipologia di feedback
Le tipologie di feedback sono:
- Informativo: fornisce all’allievo informazioni sul movimento prima e durante il suo svolgimento.
- Reazione personale: rende partecipe l’allievo del successo del proprio intervento di correzione.
- Reazione giudicante: esprime un giudizio in merito (positivo o negativo) al comportamento dell’allievo.
- Rivelazione: è un feedback forzato che rivela all’allievo qualcosa di cui non è consapevole.
- Spiegazione: è una variante del precedente che aggiunge una spiegazione.
Lo schema motorio: saltare
Saltare è l’abilità che ci permette di staccare il corpo da terra attraverso una spinta operata dagli arti inferiori.
Obiettivi didattico-educativi dell'attività motoria sportiva in età evolutiva
Nel percorso di crescita dell’età evolutiva sono stati definiti degli obiettivi didattico-educativi dell’attività motoria in funzione dell’età del bambino fino al suo completo sviluppo. Ad oggi, qualsiasi percorso scolastico mette in primo piano la realizzazione di tali obiettivi, identificandoli in base al breve termine (una sola lezione), a medio termine (un mese o un quadrimestre) e a lungo termine (l’insieme del primo e secondo quadrimestre).
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Set Domande Paniere Risposte Aperte e Chiuse Didattica dell'attività motoria nell'età evolutiva e negli anziani
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Domande esame Teoria e metodologia dell'attività motoria nell'età evolutiva
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Paniere domande aperte Psicologia Generale e dell'attività fisica