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RISPOSTE APERTE PANIERE DI

DIRITTO AMMINISTRATIVO

Servizi giuridici

Prof: Vercillo Giorgio

Generato il: 17/02/2020

DOMANDE APERTE DIRITTO AMMINISTRATIVO PROF VERCILLO GIORGIO

-Descriva il candidato l'evoluzione dello Stato di diritto.

Lo «Stato di diritto» si è evoluto in diversi modelli 1. Stato guardiano notturno; 2. Stato

interventista; 3. Stato pianificatore; 4. Stato regolatore. Nel XIX secolo si afferma Il modello dello

«Stato guardiano notturno» in cui lo Stato ha due principali funzioni: assicurare l’ordine pubblico

interno e la difesa dei confini dai nemici esterni invece la cura degli altri interessi della collettività

affidata alla società civile ed al mercato. Lo «Stato guardiano notturno» ha una forte impronta

liberista e liberalista. Il modello dello «Stato interventista» si afferma tra il finire del XIX secolo e

l’inizio del XX secolo, con la trasformazione progressiva della società da monoclasse in pluriclasse.

A livello centrale, viene potenziato l’apparato amministrativo con la crescita di ministeri ed enti

pubblici di carattere nazionale. A livello locale, invece, i poteri locali cominciano a gestire servizi

pubblici (illuminazione, acquedotti, farmacie). L’evoluzione dello «Stato interventista» fu favorita

dal fascismo in Italia, e dalla grave crisi economica degli anni 30. Lo Stato, in questo periodo,

diventa imprenditore e gestore diretto di numerosi servizi. Nascono i grandi enti pubblici, imprese

pubbliche, aziende autonome dello Stato. Lo «Stato interventista» è anche uno «Stato

pianificatore», cioè predispone a livello centrale piani e programmi di settore al fine di indirizzare

le risorse pubbliche e private verso obiettivi di interesse pubblico specifici. Lo «Stato interventista

ha favorito una crescita esponenziale della spesa pubblica ed è entrato in crisi sul finire del secolo

scorso, quando si sono diffuse politiche di liberalizzazione. La crisi dello «Stato interventista» ha

portato all’affermazione del modello di «Stato regolatore». In questo modello lo Stato rinuncia ad

intervenire o a gestire direttamente attività economiche, limitandosi a regolarle e a controllarle,

promuovendo l’iniziativa dei privati e il regime di concorrenza. Ed è in questo periodo che si è

evoluta l’organizzazione degli apparati amministrativi oltre che la loro attività.

-Descriva il candidato la nascita e l'evoluzione del Diritto Amministrativo in Italia

La nascita dello Stato di diritto ha determinato la nascita del Diritto Amministrativo in Italia. Sul

finire del XIX secolo, Francesco Crispi vara un primo programma di riforma, pubblicizzando le

Opere pie (enti privati sorti su iniziativa della società civile). All’inizio del XX secolo, furono

potenziati i Ministeri, istituiti i primi enti pubblici nazionali (INA, INPS) e, numerosi comuni

costituirono aziende per la fornitura di servizi pubblici locali (trasporti, illuminazione, farmacie).

Nel periodo fascista, lo Stato diventa sempre di più imprenditore e pianificatore e si diffusero gli

enti pubblici, Nel secondo dopoguerra, lo Stato mantiene la figura di imprenditore e pianificatore

in questo nascono IRI, ENI, EFIM, ENEL. Nel 1978 viene istituito il Servizio Sanitario Nazionale. A

partire dagli anni ‘70 all’apparato amministrativo centrale se ne affianca uno articolato su base

locale. Sul finire degli anni ‘90 si diffondono politiche di liberalizzazione in favore dell’iniziativa

economica privata. È in questo periodo che inizia il percorso di privatizzazione. Corso Di Laurea:

Insegnamento: Negli anni ‘90 le regioni acquisiscono nuove funzioni e spazi di autonomia e viene

inoltre emanata una legge fondamentale sull’azione amministrativa la legge n. 241/1990 ().

L’evoluzione del Diritto Amministrativo è proseguita fino ai giorni nostri. A ciò ha contribuito

anche la crisi finanziaria e politica in cui si è trovato negli ultimi anni il nostro paese. Risalgono al

2012 le prime politiche si spending review per rendere l’apparato amministrativo ancora più

efficiente. Risale al 2012 la prima legge in materia di anticorruzione. Risalgono al 2015-2016 le c.d.

riforme Madia che hanno profondamente innovato la disciplina dell’azione e dell’organizzazione

amministrativa.

-Descriva il candidato le differenze tra Stato interventista e Stato regolatore

Lo «Stato di diritto» si è evoluto in diversi modelli tra cui lo stato interventista e quello regolatore.

Lo «Stato interventista» predispone a livello centrale piani e programmi settoriali (su trasporti,

sanità, energia elettrica, rete commerciale) volti ad indirizzare le risorse pubbliche e private verso

obiettivi di interesse pubblico predeterminati. Lo «Stato interventista» (imprenditore e

pianificatore) ha determinato una crescita esponenziale della spesa pubblica ed è entrato in crisi

sul finire del secolo scorso, quando si sono diffuse (in ambito nazionale oltre che europeo)

politiche di liberalizzazione, contrarie ai regimi di monopolio legale e di pubblicizzazione delle

molteplici attività che precedentemente erano svolte dalla mano pubblica. La crisi dello «Stato

interventista» ha portato all’affermazione del modello di «Stato regolatore». In questo modello lo

Stato rinuncia ad intervenire o a gestire direttamente attività economiche, limitandosi a regolarle

e a controllarle, promuovendo l’iniziativa dei privati e il regime di concorrenza. Il modello di «Stato

regolatore» ha costituito il paradigma di riferimento dell’ultimo trentennio. Ed è nella cornice di

quest’ultimo che si è evoluta l’organizzazione degli apparati amministrativi oltre che la loro

attività.

-in cosa consiste l'attività di amministrazione

il Diritto Amministrativo può essere definito, in prima approssimazione, come quella branca del

Diritto Pubblico che ha per oggetto l’organizzazione e l’attività della pubblica Amministrazione. Il

Diritto Amministrativo riguarda, pertanto: • l’apparato preposto all’esercizio di funzioni

amministrative (c.d. organizzazione amministrativa); • il modo di svolgimento di tali funzioni (c.d.

attività amministrativa); • gli strumenti di tutela nei confronti dello scorretto svolgimento di tali

funzioni (c.d. giustizia amministrativa). Riguarda i «rami bassi» dell’ordinamento e disciplina

l’organizzazione e l’azione dei complessi apparati pubblici che si sono evoluti nel corso del tempo è

Regolato principalmente da leggi, regolamenti, statuti) e da principi di derivazione

giurisprudenziale. L'attività amministrativa è quell'attività mediante la quale i soggetti della

pubblica amministrazione provvedono alla cura dell'interesse pubblico, interessi loro affidati dopo

che la funzione politica sceglie i fini da perseguire. L'azione amministrativa deve essere regolata

sulla base dei due principi costituzionali contemplati dall'art.97: il buon andamento e imparzialità.

Sulla base di quelli elaborati a livello comunitario, anche l'efficienza, efficacia, trasparenza,

pubblicità, principi assorbiti nel nostro ordinamento dalla legge sul procedimento amministrativo

(l.241/1990), devono essere posti alla base dell'azione della P.A.

-Definisca il candidato i caratteri propri del c.d. diritto ad una buona amministrazione

Il concetto di buona amministrazione è notevolmente mutato rispetto al passato poichè se in

origine era rivolto prevalentemente all’amministrazione, attualmente riveste un ruolo

particolarmente incisivo per la tutela degli amministrati. Il principio di buona amministrazione

trova base normativa non solo a livello Costituzionale nell’art. 97, ma anche in ambito

sovranazionale [4] nell’art. 41 della Carta di europea dei diritti fondamentali dell’Unione europea

che : 1. Il diritto a che le questioni che riguardano ogni persona siano trattate in modo imparziale

ed equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni, organi e organismi dell'Unione; 2. il

diritto di ogni persona di essere ascoltata prima che nei suoi confronti venga adottato un

provvedimento individuale che le rechi pregiudizio;3. il diritto di ogni persona di accedere al

fascicolo che la riguarda, nel rispetto dei legittimi interessi della riservatezza e del segreto

professionale e commerciale; 4. l'obbligo per l'amministrazione di motivare le proprie decisioni; 5.

il diritto al risarcimento da parte dell'Unione dei danni cagionati dalle sue istituzioni o dai suoi

agenti nell'esercizio delle loro funzioni, conformemente ai principi generali comuni agli

ordinamenti degli Stati membri.

-Descriva il candidato quali aspetti del Diritto Amministrativo sono stati influenzati e si sono

evoluti per effetto delle spinte provenienti dal Diritto Europeo

Il Diritto Amministrativo, ha subito una profonda influenza del Diritto Europeo sotto vari profili : 1.

Legislazione amministrativa; 2. attività amministrativa; 3. organizzazione amministrativa; 4.

finanza pubblica; 5. tutela giurisdizionale. Sul piano della legislazione, sono sempre maggiori le

norme di legge che disciplinano l’organizzazione e l’azione amministrativa di derivazione europea.

Si pensi al Codice dei contratti pubblici, alle norme in materia di telecomunicazioni, energia e gas,

antitrust. In tutti questi casi, le norme del Diritto Europeo vincolano la legislazione amministrativa

nazionale che è tenuta a recepirle. Ciò anche alla luce del principio sancito dall’art. 117, co. 1 Cost.,

in base al quale la potestà legislativa di Stato e Regioni deve essere esercitata nel rispetto dei

vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario. L’attività amministrativa è profondamente

influenzata dal Diritto Europeo all’art. 1, co. 1 della legge n. 241/1990, annovera tra i principi

generali dell’azione amministrativa anche quelli «dell’ordinamento comunitario». Si tratta, in

particolare, di principi evincibili dai Trattati, dalla giurisprudenza euro-unitaria, nonché dalla Carta

europea dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il Diritto Europeo condiziona anche

l’organizzazione amministrativa. Si pensi, ad esempio: • alla evoluzione della nozione giuridica di

P.A. in senso funzionale • alla nascita ed alla evoluzione delle autorità nazionali di regolazione e di

vigilanza; • alla istituzione, a livello governativo, del Dipartimento per le politiche europee presso

la Presidenza del Consiglio dei Ministri; • alla presenza di molti uffici di enti pubblici . Ulteriori

ingerenze si hanno nel settore della finanza pubblica. A ciò ha contribuito l’adesione dell’Italia e di

gran parte degli Stati europei: • al Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance

dell’Unione economica e monetaria (fiscal compact); • al Trattato MES (istitutivo del meccanismo

europeo di stabilità). Ed è sulla base degli impegni assunti dall’Italia in ambito europeo che è stata

anche modificato l’art. 81 Cost., con l’inserimento in Costituzione del principio del c.d. pareggio di

bilancio. Infine, l’ultimo ambito in cui il Diritto Europeo presenta significativi punti di contatto con

il Diritto Amministrativo nazionale è quello della tutela giurisdizionale nei confronti dell’operato

dei pubblici poteri. È, infatti, grazie alla spinta del Diritto Europeo che in Italia si sono sviluppati

fondamentali istituti del processo amministrativo che hanno reso la tutela giurisdizionale piena ed

effettiva. Si pensi, ad esempio, al caso della tutela risarcitoria o a quella cautelare, la cui

affermazione nell’ordinamento interno è dipesa dall’influenza prodotta dal Diritto Europeo.

-da dove derivano i principi generali

Fonte del diritto amministrativo, sono le norme dell'ordinamento in generale, più precisamente,

sia le norme del diritto nazionale, che quelle del diritto europeo, le norme del diritto europeo non

si limitano ad incidere solo in alcuni importanti settori della P.A. (si pensi alla disciplina degli

appalti o dei servizi pubblici), ma incide altresì nella stessa parte generale della disciplina. Molti

principi, infatti, sono il frutto di elaborazioni fatte dalla Corte di giustizia dell’unione europea. Ad

ogni modo tali norme riescono ad essere vincolanti all'interno dell'Italia, perché esso è un Paese

membro dell'Unione europea e quindi assoggettato ai poteri normativi degli organi comunitari, i

quali, nelle materie contemplati dagli stessi Trattati possono emanare Regolamenti o Direttive. Il

diritto amministrativo è composto da un sistema assai complesso e articolato di norme, delle quali

una parte assai cospicua si esprime attraverso i c.d. PRINCIPI. Taluni di questi principi sono di

formazione normativa, Costituzione, leggi ordinarie, ecc, altre sono, invece, di elaborazione

giurisprudenziale. I principi possono essere astratti: Da più norme particolari: In questo caso il

principio trova il suo fondamento nella compresenza di più norme che sono espressive del

medesimo indirizzo. Da una singola norma positiva: In questo caso il principio trova il suo

fondamento nell'eccedenza di contenuto normativo, deontologico, assiologico, presente nella

norma. Dall'essenza stessa dell'ordinamento: In questo caso il principio trova il suo fondamento

nei suoi valori supremi Dalla Costituzione: In questo caso il principio acquista un valore

elevatissimo e permane di sé l'intero ordinamento amministrativo. Ad ogni modo è importante

ricordare che indipendentemente dalla natura o fonte dei principi, essi rivestono un ruolo

fondamentale all'interno del diritto amministrativo, proprio per l'assenza in questa branca del

diritto di una qualsivoglia codificazione. Non a caso sempre per lo stesso motivo (assenza di

codificazione), riveste particolare importanza anche l'attività svolta dalla giurisprudenza. Con

riferimento al diritto amministrativo se ne esalta il ruolo creativo, tanto da poterla annoverare tra

le fonti del diritto amministrativo.

-che rapporto sussiste tra diritto amministrativo e i principi generali?

Fonte del diritto amministrativo, sono le norme dell'ordinamento in generale, più precisamente,

sia le norme del diritto nazionale, che quelle del diritto europeo, le norme del diritto europeo non

si limitano ad incidere solo in alcuni importanti settori della P.A. (si pensi alla disciplina degli

appalti o dei servizi pubblici), ma incide altresì nella stessa parte generale della disciplina. Molti

principi, infatti, sono il frutto di elaborazioni fatte dalla Corte di giustizia dell’unione europea. Ad

ogni modo tali norme riescono ad essere vincolanti all'interno dell'Italia, perché esso è un Paese

membro dell'Unione europea e quindi assoggettato ai poteri normativi degli organi comunitari, i

quali, nelle materie contemplati dagli stessi Trattati possono emanare Regolamenti o Direttive. Il

diritto amministrativo è composto da un sistema assai complesso e articolato di norme, delle quali

una parte assai cospicua si esprime attraverso i c.d. PRINCIPI. Taluni di questi principi sono di

formazione normativa, Costituzione, leggi ordinarie, ecc, altre sono, invece, di elaborazione

giurisprudenziale. I principi possono essere astratti: Da più norme particolari: In questo caso il

principio trova il suo fondamento nella compresenza di più norme che sono espressive del

medesimo indirizzo. Da una singola norma positiva: In questo caso il principio trova il suo

fondamento nell'eccedenza di contenuto normativo, deontologico, assiologico, presente nella

norma. Dall'essenza stessa dell'ordinamento: In questo caso il principio trova il suo fondamento

nei suoi valori supremi Dalla Costituzione: In questo caso il principio acquista un valore

elevatissimo e permane di sé l'intero ordinamento amministrativo. Ad ogni modo è importante

ricordare che indipendentemente dalla natura o fonte dei principi, essi rivestono un ruolo

fondamentale all'interno del diritto amministrativo, proprio per l'assenza in questa branca del

diritto di una qualsivoglia codificazione. Non a caso sempre per lo stesso motivo (assenza di

codificazione), riveste particolare importanza anche l'attività svolta dalla giurisprudenza. Con

riferimento al diritto amministrativo se ne esalta il ruolo creativo, tanto da poterla annoverare tra

le fonti del diritto amministrativo.

- Descriva il candidato i rapporti tra Diritto Amministrativo e Diritto europeo

Il Diritto Amministrativo, ha subito una profonda influenza del Diritto Europeo sotto vari profili : 1.

Legislazione amministrativa; 2. attività amministrativa; 3. organizzazione amministrativa; 4.

finanza pubblica; 5. tutela giurisdizionale. Sul piano della legislazione, sono sempre maggiori le

norme di legge che disciplinano l’organizzazione e l’azione amministrativa di derivazione europea.

Si pensi al Codice dei contratti pubblici, alle norme in materia di telecomunicazioni, energia e gas,

antitrust. In tutti questi casi, le norme del Diritto Europeo vincolano la legislazione amministrativa

nazionale che è tenuta a recepirle. Ciò anche alla luce del principio sancito dall’art. 117, co. 1 Cost.,

in base al quale la potestà legislativa di Stato e Regioni deve essere esercitata nel rispetto dei

vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario. L’attività amministrativa è profondamente

influenzata dal Diritto Europeo all’art. 1, co. 1 della legge n. 241/1990, annovera tra i principi

generali dell’azione amministrativa anche quelli «dell’ordinamento comunitario». Si tratta, in

particolare, di principi evincibili dai Trattati, dalla giurisprudenza euro-unitaria, nonché dalla Carta

europea dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il Diritto Europeo condiziona anche

l’organizzazione amministrativa. Si pensi, ad esempio: • alla evoluzio

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Scienze giuridiche IUS/10 Diritto amministrativo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rafgio00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Vercilio Giorgio.
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