Lezione 1
01. La Pubblica Amministrazione svolge la propria attività: In modo doveroso.
02. In cosa consiste l'attività di amministrazione?
La pubblica amministrazione cura gli interessi sopraindividuali, cioè interessi che non riguardano i singoli ma riguardano la collettività di persone di uno stato o un gruppo di essa. Attività che l’amministrazione svolge in modo doveroso (quindi non può sottrarsi nel compierli).
Lezione 3
01. Le fonti del diritto amministrativo sono: Il diritto nazionale e il diritto europeo.
02. Da dove derivano i principi generali?
Il diritto amministrativo si esprime oltre che in un sistema assai articolato e complesso di norme, anche attraverso principi, alcuni dei quali formulati espressamente dal legislatore, altri ricavabili dall'interprete, segnatamente in sede giurisprudenziale, dal complesso dell'ordinamento positivo. Nel vigente ordinamento, una parte significativa dei principi della nostra disciplina trova esplicita enunciazione direttamente in Costituzione. In tali casi il principio acquista un valore elevatissimo, ed è, per definizione, principio generale dell'ordinamento giuridico dello Stato.
03. Che rapporto sussiste tra diritto amministrativo e i principi generali?
I principi generali dell’ordinamento italiano li ritroviamo all’interno della costituzione (che noi sappiamo essere alla base del nostro ordinamento giuridico, perché su di essa si fondano le basi del diritto italiano). Qualunque atto contrario alla costituzione, e quindi ai principi che essa esprime, è incostituzionale. Quindi possiamo affermare giustamente che il diritto amministrativo non può andare in contrasto con i principi generali del nostro ordinamento. In diritto amministrativo, mancando una disciplina legislativa di parte generale, l'importanza dei principi generali nell'applicazione del diritto è decisamente prevalente rispetto che in altri settori del diritto.
Lezione 4
01. Il secondo ordine gerarchico delle fonti è dato: Da leggi e atti aventi forza di legge, sia statali che regionali.
02. I rapporti tra le fonti del diritto amministrativo sono regolati: Dal principio di gerarchia e quello di competenza.
03. Quali sono i principi che regolano i rapporti tra le fonti e in cosa consistono?
I rapporti tra le fonti sono strutturati secondo il duplice principio della gerarchia e competenza. Secondo il primo principio le fonti si trovano in una relazione di gerarchia talché le une sono rispettivamente sovraordinate-subordinate alle altre: una fonte di primo grado (come la legge ordinaria) non può andare in contrasto con la costituzione, in quanto sovraordinata rispetto alla legge ordinaria, ma può contrastare una norma di secondo grado (come i regolamenti) in quanto sovraordinate ad esse. Sulla base del secondo principio invece le fonti a prescindere dalla loro posizione "gerarchica", sono capaci di disciplinare una determinata materia e non altre.
04. Le leggi regionali a quale ordine gerarchico appartengono e in che rapporto sono con le leggi statali.
Le leggi regionali appartengono alle fonti primarie, gerarchicamente subordinate alle fonti costituzionali e sovraordinate alle fonti di secondo grado. La riforma costituzionale del 2001 (L. cost. 3/2001), ha ampliato lo spazio normativo della legge regionale, estendendo le materie di competenza "esclusiva" o residuale, a tutte quelle non espressamente enumerate ed estendendo altresì l'ambito delle materie di competenza legislativa concorrente. Pertanto l’art 117 cost. non assegna esplicitamente allo stato e che non rientrano nelle materie concorrenti, sono di competenza delle regioni.
05. Quali sono gli ordini gerarchici delle fonti e quali fonti appartengono a ciascuno di essi?
- Le fonti costituzionali: costituzione, leggi costituzionali e di revisione costituzionale
- Fonti primarie: le leggi ordinarie, gli atti avente forza di legge (decreti legge e decreti legislativi) e le leggi regionali
- Fonti secondarie: regolamenti del governo e degli enti locali.
Lezione 5
01. Il potere regolamentare consiste nel: Disciplinare con norme generali e astratte le materie fissate dalla legge nel rispetto di essa.
02. I regolamenti delegati: Disciplinano materie già regolate dalla legge sostituendosi ad essa, che viene abrogata.
03. Gli enti pubblici hanno: Una propria potestà regolamentare subordinata alle leggi e ai regolamenti governativi.
04. Quali sono i regolamenti del Governo?
Regolamenti del Governo sono di due specie. La prima specie esprime il potere regolamentare che al Governo spetta in via generale, senza bisogno di specifiche autorizzazioni legislative; la seconda specie, invece, concerne i regolamenti (c.d. delegati) che necessitano di apposita autorizzazione. Quest’ultimi hanno la capacità di disciplinare ex novo materie già disciplinate con legge sostituendo la disciplina regolamentare a quella legislativa preesistente che viene abrogata, secondo il fenomeno della delegificazione.
05. Cosa sono i regolamenti delegati?
La seconda specie dei regolamenti del Governo, sono i c.d. regolamenti delegati (perché necessitano di apposita autorizzazione legislativa a differenza dei regolamenti di governo di prima specie che esprimono il potere regolamentare che al Governo spetta in via generale, senza bisogno di specifiche autorizzazioni legislative). Tali regolamenti hanno la capacità di disciplinare ex novo materie già disciplinate con legge sostituendo la disciplina regolamentare a quella legislativa preesistente che viene abrogata, secondo il fenomeno della delegificazione.
06. Quali sono le fonti secondarie non statali?
L'ambito delle fonti secondarie non statali è costituito dagli atti emanati dagli enti pubblici. Ogni ente pubblico è dotato di una pur minima potestà regolamentare, del tutto subordinata alla legge e ai regolamenti governativi, con oggetto la propria organizzazione e l'esercizio delle proprie funzioni. Molti enti pubblici hanno anche il potere di adottare un proprio statuto con oggetto principalmente l'organizzazione dell'ente. Lo statuto è fonte secondaria, il cui contenuto normativo vincola tuttavia i regolamenti interni dell'ente.
07. Quali sono le fonti secondarie?
Amplissima è la presenza delle fonti secondarie nella disciplina dell'amministrazione. Fra queste, centrale è la posizione dei regolamenti, del governo territoriale (regioni, province, comuni). Secondo la legge n.400/1988 si distinguono in termini soggettivi, tre specie di regolamenti: regolamenti del Governo, regolamenti ministeriali e regolamenti interministeriali. I regolamenti ministeriali e interministeriali necessitano di un’espressa attribuzione legislativa del potere regolamentare (al Ministro o a più Ministri). Non si tratta cioè di un potere a carattere generale spettante al Ministro in quanto tale nelle materie di attribuzione del relativo Ministero. Essi sono espressamente subordinati ai regolamenti del Governo. I regolamenti del Governo sono di due specie. La prima specie esprime il potere regolamentare che al Governo spetta in via generale, senza bisogno di specifiche autorizzazioni legislative; la seconda specie, invece, concerne i regolamenti (c.d. delegati) che necessitano di apposita autorizzazione.
Lezione 6
01. Le direttive: Direttamente applicabili nell'ordinamento interno solo se precise e dettagliate.
02. Le fonti europee: Non fanno parte dell'ordinamento interno, prevalgono sulle leggi e sono sottratte al giudizio di costituzionalità.
03. Quale è il rapporto tra le fonti europee e le fonti primarie interne?
In base alla giurisprudenza della Corte di giustizia della U.E. e della nostra Corte Costituzionale, si è affermato il principio in base al quale le fonti europee (che presentino “completezza di contenuto dispositivo”) prevalgono sulle fonti primarie interne (sulle leggi); mentre sono sottratte al giudizio di costituzionalità. Si può giustamente affermare che vige il principio del primato dell’unione europea, pertanto una norma europea che contrasta con una norma nazionale fa sì che la norma nazionale viene disapplicata (non viene né abrogata né dichiarata incostituzionale) e al suo posto viene applicata la norma europea.
04. Quali sono le fonti europee e che applicabilità hanno nell'ordinamento interno?
- I regolamenti sono atti: generali (in quanto si riferiscono a tutti gli stati membri), direttamente applicabili (perché non necessitano un intervento normativo da parte dello stato membro per produrre i suoi effetti) e sono obbligatori in tutti i suoi elementi.
- Le direttive: vincolano l'azione degli stati membri per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi. Non hanno il carattere della generalità (pertanto possono riferirsi a singoli stati membri) e non sono direttamente applicabili (hanno bisogno di un atto di recepimento interno per far sì che produca effetti nell’ordinamento di quello stato). Le direttive possono produrre effetti diretti solo se sufficientemente chiare, precise e incondizionate.
Altri atti delle istituzioni europee (decisioni, raccomandazioni, pareri) non hanno carattere normativo.
Lezione 7
01. Il sistema di diritto amministrativo è caratterizzato da: Separazione dell'amministrazione dalla giurisdizione e dall'istituto dei conflitti di attribuzione.
02. Con la formazione dello Stato italiano unitario nel sistema amministrativo vi erano: Apparati organizzativi centrali e periferici, questi ultimi dipendenti dal Governo.
03. Quali sono i principi che caratterizzano un sistema giuridico di diritto amministrativo?
- La formazione di un apparato organizzativo a base burocratico professionale; formato cioè da persone con preparazione professionale specifica nel settore giuridico-amministrativo, incardinate nell'organizzazione dello Stato, nella quale si sviluppano le loro carriere dipendenti dall'Esecutivo e preposti all'esercizio dei compiti stabiliti dalla legge secondo disposizioni delle autorità di governo, mediante l'esercizio in concreto di poteri discrezionali. L'apparato si articola in strutture organizzative centrali e strutture organizzative periferiche queste ultime gerarchicamente dipendenti dalle prime.
- Il principio dell’accentramento amministrativo, in buona sostanza significa dipendenza dal centro e quindi dal potere esecutivo dell’amministrazione territoriale locale, anche se espressione delle comunità amministrate. La cerniera del meccanismo è rappresentata dall’organo governativo sedente in Provincia, l’Intendente o il Prefetto, il quale da una parte è organo di trasmissione di ordini e delle disposizioni del Governo per l’amministrazione della Provincia, e d’altra parte è organo di controllo sugli enti locali.
- Principio del primato della legge consiste nella subordinazione degli atti amministrativi alla legge.
- La separazione dell’amministrazione dalla giurisdizione, che si afferma nel principio della sottrazione delle attività di amministrazione dalla cognizione dell’autorità giudiziaria ordinaria.
04. In cosa consistono i principi dell'accertamento amministrativo e del primato della legge?
Il principio dell’accentramento amministrativo, in buona sostanza significa dipendenza dal centro e quindi dal potere esecutivo dell’amministrazione territoriale locale, anche se espressione delle comunità amministrate. La cerniera del meccanismo è rappresentata dall’organo governativo sedente in Provincia, l’Intendente o il Prefetto, il quale da una parte è organo di trasmissione di ordini e delle disposizioni del Governo per l’amministrazione della Provincia, e d’altra parte è organo di controllo sugli enti locali. Principio del primato della legge consiste nella subordinazione degli atti amministrativi alla legge.
05. Nello Stato italiano unitario del 1861 come è organizzato sistema amministrativo:
Un sistema amministrativo fortemente accentrato (ministeri- prefetture-enti locali sottoposti a tutela) nel quale gli affari di amministrazione sono sottratti alla giurisdizione comune e affidati alla cognizione degli organi speciali del contenzioso amministrativo, inseriti, pur in posizione differenziata e parzialmente indipendente, nell'apparato amministrativo.
Lezione 8
01. Secondo il principio di accentramento: Tutta l'amministrazione dipende dal Governo.
02. Il principio del decentramento e dell'autonomia locale si afferma definitivamente: La legge costituzionale n.3/2001.
03. Nel sistema attuale gli enti di governo sono: Lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni.
04. Secondo il principio di decentramento e di autonomia locale gli enti di governo sono: Equiparati tra di loro, differenziandosi solo con riferimento alla comunità.
05. Secondo il principio del decentramento e dell'autonomia locale come è organizzata l'amministrazione?
Secondo il principio del decentramento, l’amministrazione si articola una struttura pluralistica che vede accanto allo Stato un insieme di enti del governo territoriale (Regioni, Province e Comuni) cui la Costituzione stessa riserva un ambito di governo loro proprio, come espressione politica delle comunità di riferimento. Il disegno autonomistico viene completato con la L. cost. 3/2001, che modifica la Costituzione identificando la Repubblica in un insieme di enti di governo tra loro equiparati e differenziati solo con riferimento alla comunità rispettivamente amministrata e per la differente dimensione degli interessi coinvolti.
06. Secondo il principio dell'accentramento come era organizzata l'amministrazione?
Il principio di accentramento nei suoi termini essenziali, può essere così descritto: l'amministrazione dipende dal Governo (il quale dell'andamento dell'amministrazione è responsabile davanti al Parlamento); essa si articola in una serie di uffici burocratico-professionali ordinati in Ministeri, al vertice di ognuno dei quali è collocata un'autorità politica (il Ministro); in ogni Provincia è a sua volta collocato un ufficio del Governo (la Prefettura) con competenza di amministrazione generale, che esercita la vigilanza (controllo di legittimità sugli atti) e anche la tutela (controlli di merito di vario tipo, approvazione dei bilanci, nomina di alcuni funzionari, etc.) sugli enti locali (Comuni e Province). Questi ultimi, i cui organi sono parzialmente elettivi, svolgono compiti di carattere amministrativo in favore delle rispettive comunità.
Lezione 9
01. Secondo la sua nozione originaria l'atto amministrativo è: Un atto unilaterale d'autorità, imperativo, esecutorio adottato da un organo amministrativo e sottratto alla cognizione dei giudici ordinari.
02. Secondo la successiva evoluzione giurisprudenziale l'atto amministrativo è: Disciplinato da norme di legge inderogabili e pertanto sottoposto al controllo degli organi deputati alla tutela contenziosa in caso di loro violazione.
03. L'atto amministrativo da atto unilaterale d'autorità diviene atto controllabile nella sua fase preparatoria: In quanto strumento finalizzato al perseguimento di interessi generali.
04. Qual è l'evoluzione della nozione di atto amministrativo?
La nozione originaria di atto amministrativo nasce in giurisprudenza come atto unilaterale d'autorità, imperativo, esecutorio, adottato da un organo amministrativo e perciò sottratto alla cognizione dei giudici ordinari. La nozione compare la prima volta nel sistema legislativo, con l'art. 2, L. 20.3.1865, ma è dalle leggi sul contenzioso amministrativo che s'individuano una serie di materie concernenti gli affari dell'amministrazione, sottratte alla giurisdizione comune e affidate alla cognizione dei tribunali del contenzioso. L’atto amministrativo nel quale l’amministrazione si esprime nasce quindi come atto giuridico dotato di particolare forza (efficacia giuridica); e viceversa, gli atti delle autorità giudiziarie (sentenze, ordinanze ecc.) dai quali resta però distinto. L'evoluzione successiva, dovuta più alla giurisprudenza del Consiglio di Stato e all'elaborazione dottrinale ha completamente trasformato la nozione originaria dell'atto amministrativo, come atto d'esercizio della funzione amministrativa dotato di autorità. Si fa strada in giurisprudenza l'idea che l'atto amministrativo (come esercizio d'autorità) sia rigidamente disciplinato dalle norme (di legge), norme perciò inderogabili e cogenti, a pena di invalidità (a differenza delle norme di diritto comune per regola a carattere dispositivo) e che la violazione di queste norme, sulla competenza, sulla forma, etc., possa essere fatta valere da parte degli interessati, davanti agli organi deputati alla tutela contenziosa nei confronti dell'amministrazione.
05. Qual è l'evoluzione giurisprudenziale del concetto di atto amministrativo?
La nozione originaria di atto amministrativo nasce in giurisprudenza come atto unilaterale d'autorità, imperativo, esecutorio, adottato da un organo amministrativo e perciò sottratto alla cognizione dei giudici ordinari. La nozione compare la prima volta nel sistema legislativo, con l'art. 2, L. 20.3.1865, ma è dalle leggi sul contenzioso amministrativo che s'individuano una serie di materie concernenti gli affari.
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