DOMANDE APERTE
Paniere di:
PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO TIPICO E
ATIPICO
SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE (D.M. 270/04)
Prof: Camisasca Elena
Generato il 11/01/2020
Psicologia dello sviluppo tipico e atipico
Lezione 1.
58. Quali sono le principali difficoltà scolastiche durante la scuola secondaria di primo grado, nei bambini con
DSA? l’ingresso nella scuola secondaria di primo grado:
Vi sono due tipologie di problemi che emergono con
Studenti che hanno riscontrato difficoltà sin dalla scuola primaria ed in particolar modo a partire dal terzo anno
quando gli automatismi della letto-scrittura dovrebbero essere acquisiti.
Studenti che dopo aver svolto il percorso della primaria senza evidenziare particolari fatiche, manifestano
difficoltà al cospetto di un ambiente di lavoro meno protetto e più esigente.
59. Quali sono le principali difficoltà scolastiche durante la scuola secondaria di secondo grado, nei bambini con
DSA?
Una variabile importante è costituita dall’indirizzo di studio prescelto: dagli istituti professionali, alle scuole che
(licei) l’impegno e lo sforzo è diverso. Le difficoltà si
presuppongono una lunga carriera accademica manifestano
soprattutto attraverso l’affaticabilità nell’adempiere alle richieste di studio e nella necessità di disporre di tempi più
dilatati per affrontare contenuti nuovi. Caratteristica che accomuna tutti i DSA di ogni ordine e grado è la mancata
automatizzazione di alcuni processi di base che dovrebbero essere attivati senza particolare sforzo o concentrazione.
60. Quali sono le principali difficoltà scolastiche durante la scuola primaria, nei bambini con DSA?
anche molto scorretta; non solo i genitori segnalano molta fatica nell’eseguire i
Lettura molto lenta, stentata, a volte
compiti scolastici pomeridiani
61. Gli aspetti emotivo-motivazionali nei soggetti con DSA.
Scarsa motivazione allo studio, crisi di pianto di fronte ad un compito impegnativo, comportamenti di evitamento, a
volte oppositivi provocatori di fronte allo sforzo protratto. Possono comparire problemi somatici o di regolazione
dell’umore.
62. Quali sono i criteri diagnostici per la diagnosi specifica di dislessia evolutiva?
Porre solo alla fine del completamento del secondo anno della scuola primaria.
Ricercare la presenza di evidenti segni clinici quali difficoltà nello sviluppo del linguaggio, fatica nella lettura
con lentezza ed errori, difficoltà ortografiche.
Uso di prove a tre diversi livelli di abilità (lettura di parole - lettura di non parole - lettura di brano).
Considerare i parametri di rapidità, ed accuratezza (errori).
Indicazione del profilo funzionale. “Percorsi di sviluppo normale e patologico”?
63. Quali sono i disturbi affrontati nel volume di Di Pentima
Disturbi psicosomatici (patologie della sfera digestiva, patologie della sfera respiratoria, patologie della sfera
cutanea, affezioni diverse).
Disturbi d’ansia e ossessivo-compulsivi.
Disturbi dell’umore.
Disturbi della condotta.
64. A quale età può essere diagnosticata la dislessia evolutiva e quali sono le sue caratteristiche?
Al termine del completamento del secondo anno della scuola primaria.
Lettura inaccurata e lenta, difficoltà nel comprendere il significato di ciò che viene letto, difficoltà nella
pronuncia di lettere con suoni simili f, v, c. g.
Difficoltà nella scrittura di grafemi p, b, d.
Aggiunta, omissione o inversione di grafemi.
65. Quali sono i criteri diagnostici per la diagnosi specifica di disortografia evolutiva?
Porre diagnosi solo alla fine del 2° anno della scuola primaria. Uso di prove a tra diversi livelli di difficoltà (dettato di
parole - dettato di non parole - prove di produzione del testo scritto. Considerare il parametro di accuratezza (o errori)
nelle prove ortografiche. Indicazione del profilo funzionale.
66. Quando (a che età) può essere diagnosticata la disortografia evolutiva e quali sono le sue caratteristiche?
La disortografia può essere diagnosticata al termine del secondo anno di scuola primaria e le sue caratteristiche sono:
mancato rispetto delle regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto, difficoltà nel convertire i
suoni in simboli grafici.
67. Quali sono i criteri diagnostici per la diagnosi specifica di discalculia evolutiva?
Porre diagnosi solo alla fine del terzo anno della scuola primaria presenza di evidenti segni clinici: errori sintattici (il
numero 301 scritto come 3001), oppure visuo-spaziali (31 scritto come 13). Carattere di persistenza resistenza al
1
Psicologia dello sviluppo tipico e atipico
recupero. Uso di prove per competenze ed abilità specifiche (cognizione numerica, calcolo mentale e scritto - lettura e
scrittura di numeri). Punteggi critici in prove di valutazione specifiche. Indicazione del profilo funzionale.
68. Quando (a che età) può essere diagnosticata la discalculia evolutiva e quali sono le sue caratteristiche?
Si può effettuare diagnosi di discalculia solo al termine del terzo anno di scuola primaria. Le caratteristiche del disturbo
sono: difficoltà nella numerazione inversa, errori nell’applicazione delle procedure di calcolo, errori nel dettato di
numeri, difficoltà nel calcolo mentale, difficoltà nel rendere automatica la conta.
69. Quali sono i criteri diagnostici per la diagnosi specifica di disgrafia?
Porre diagnosi preferibilmente alla fine del 2° anno della scuola primaria. Presenza di evidenti segni clinici come:
difficoltà a decodificare correttamente e senza sforzo l’elaborato da parte dello stesso scrivente o di un altro lettore.
Compromissione della grafia in tutti i caratteri utilizzati compresa la scrittura dei numeri. Uso di prove in almeno due
aspetti diversi: aspetto motorio (prova prassica, visuo-motoria e visuo-spaziale), aspetto neurocognitivo (pattern
neuromotori necessari alla realizzazione del suono verbale). Considerare i parametri di fluenza e resa formale del testo
scritto (velocità media di scrittura e qualità del segno grafico. Indicazione del profilo funzionale.
70. La gravità del disturbo specifico di apprendimento secondo il DSM-5.
Il DSM-5 propone la specificità della gravità, secondo i seguenti parametri:
Lieve.
Moderato.
Grave.
71. Quali sono i criteri di esclusione per i disturbi specifici di apprendimento?
Disabilità intellettiva.
Disturbi neurologici, traumatici o malattia.
Disturbi sensoriali, visivi o uditivi.
Condizioni di svantaggio psicosociale.
Inadeguato ambiente educativo.
Non adeguata conoscenza della lingua di insegnamento.
72. Quali novità ha introdotto il DSM-5 per la diagnosi di autismo?
Sostituzione dell’espressione “Disturbi pervasivi o generalizzati dello sviluppo” con il termine “Disturbi dello spettro
autistico”. Nel DSM-IV la diagnosi veniva prevista a partire dai 3 anni, nel DSM-5 si parla della possibilità di
riconoscere i sintomi già a partire dai 12 mesi (nelle forme più severe) o a partire dai 2 anni quando i sintomi sono di
grado lieve.
73. Quali sono i criteri diagnostici per l’ADHD, secondo il DSM-5?
Disattenzione con sintomi che persistono per almeno 6 mesi con una intensità incompatibile con il livello di sviluppo
del soggetto e con un impatto negativo diretto sulle attività sociali e scolastiche-lavorative. I sintomi più frequenti della
difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti o sulle attività di gioco. Il soggetto spesso
disattenzione sono i seguenti:
non sembra ascoltare quando gli-le si parla, non segue le istruzioni bene non porta a termine i compiti scolastici, ha
spesso difficoltà ad organizzarsi nelle attività (difficoltà nel gestire compiti sequenziali, tenere in ordine materiali,
rispettare scadenze), facilmente distratto da stimoli esterni. Iperattività ed impulsività per cui il soggetto: agita o batte le
mani o si dimena sulla sedia. Lascia il proprio posto, salta, corre, è incapace di rimanere fermo come se fosse azionato
parla troppo, ha difficoltà nell’aspettare il proprio turno, risponde prima che si termini di
da un motore, spesso
formulare la domanda, interrompe o è invadente nei confronti degli altri.
74. Cosa valuta la CBCL?
Child behaviour checklist è un questionario sul comportamento del bambino. Consente di definire e misurare un fattore
generale relativo ai disturbi esternalizzanti del comportamento al fine di costruire un profilo comportamentale del
bambino. Consente di ottenere informazioni sulle competenze dimostrate dal soggetto nelle attività sportive,
scolastiche, sociali e sulla capacità di giocare da solo. Permette inoltre di mettere in luce eventuali problematiche quali
l’ansia, l’aggressività, la disattenzione e l’impulsività.
la depressione,
75. Quali sono i principali questionari/interviste diagnostiche per il disturbo ADHD?
PSQ: parent symptom questionnaire. Composto da 48 item di cui 10 riguardano i sintomi relativi
all’iperattività/impulsività e disattenzione mentre i rimanenti indagano problemi comportamentali o di apprendimento.
SCRS: self control rating scale. SDAB (compilata dal bambino) per l’individuazione
SDAI (compilata da insegnanti), SDAG (compilata dai genitori).
di comportamenti di disattenzione e iperattività.
ADHD rating scale. 2
Psicologia dello sviluppo tipico e atipico
CBCL: child behaviour checklist.
DBD: distruptive behaviour disorder rating scale.
76. Descriva il percorso diagnostico del disturbo ADHD.
Richiesta di consulenza solitamente collegata a sintomi di disattenzione ed iperattività rilevati in ambito
scolastico o per difficoltà nel lavoro (organizzazione, intolleranza nei confronti della vita sedentaria e messa in
atto di comportamenti rischiosi).
Raccolta delle informazioni anamnestiche.
Colloquio e osservazione clinica.
Ipotesi diagnostica.
Test diagnostici.
Sintesi diagnostica e stesura del profilo funzionale del bambino con ADHD.
77. Quali sono le novità del DSM-5 per il disturbo ADHD?
La presenza di esempi dopo la descrizione dei sintomi allo scopo di facilitare la diagnosi. Il criterio che i sintomi
Il criterio di insorgenza è stato modificato da “I sintomi erano presenti
devono presentarsi in almeno due contesti. prima
dei 7 anni” a “vari sintomi di disattenzione o iperattività impulsività presenti prima dei 12 anni”. È consentita una
diagnosi di comorbilità con i disturbi dello spettro autistico.
78. Che cosa si intende per controllo delle componenti attentive?
L’attenzione può essere definita in modo generale come un processo cognitivo che permette di selezionare determinati
stimoli ambientali, ignorandone altri. Sintomi di difficoltà attentive possono essere: tempo ridotto di lavoro sullo stesso
compito, maggior numero di distrazioni e frequenti cambi di interesse. Nei bambini con ADHD è stato riscontrato un
deficit nell’attenzione sostenuta (abilità di mantenere uno stato di allerta durante le attività mentali prolungate).
79. Come è articolato l’articolo di Dimitri et al? Quali contenuti?
L’articolo affronta il tema del bullismo soffermandosi sugli effetti psico-fisici nelle vittime di bullismo e di
cyberbullismo confrontando i due fenomeni sempre in relazione agli effetti sulle vittime. Analizzati tali sintomi, illustra
i programmi di prevenzione sia del bullismo che del cyberbullismo.
80. Cosa si intende per deficit della memoria di lavoro?
memoria di lavoro consiste nell’abilità di trattenere le informazioni utili all’esecuzione di un compito ignorando
La
quelle non pertinenti. Il bambino con ADHD non riesce ad inibire gli stimoli non pertinenti conservando attive in
memoria solo le informazioni funzionali all’esecuzione di un compito.
81. Cosa si intende per deficit delle funzioni esecutive?
Incapacità a inibire risposte non pertinenti al compito difficoltà a pianificare adeguatamente i compiti. Deficit nella
memoria di lavoro.
82. Quali sono i principali fattori eziologici dell’ADHD?
L’ambito di ricerca che ha fornito i risultati più plausibili circa le cause del disturbo è la genetica. Correlazioni
significative hanno confermato il ruolo cruciale svolto dalla dopamina. Gli studi compiuti in ambito neurobiologico,
hanno evidenziato anomalie strutturali in 4 regioni cerebrali: corteccia prefrontale, gangli della base, cervelletto e corpo
calloso. Sono proprio queste regioni a costituire la base neurale delle funzioni neuropsicologiche che risultano
deficitarie nei soggetti con il disturbo.
Quali sono i casi clinici presentati da Vio e Lo Presti nel capitolo sull’autismo?
83. 1° Caso clinico: Giuseppe, età cronologica tre anni ed un mese. Arresto dello sviluppo del linguaggio (18
mesi). Scomparsa di sorriso ed interazione con i familiari. Presenti stereotipie motorie, interessi ristretti,
irrequietezza ed instabilità motorie. Produce qualche parola isolata ed incomprensibile (gergo alaia).
2° caso clinico: Enrico, età cronologica 10 anni e due mesi.
e Lo Presti sull’autismo?
84. Come è articolato il capitolo di Vio
1. Descrizione delle caratteristiche fondamentali del disturbo autistico.
2. Modelli di funzionamento: principali teorie che hanno cercato di studiare dal punto di vista cognitivo il
funzionamento dei pazienti con autismo.
3. Criteri diagnostici.
4. Caso clinico.
5. Indicazioni per la diagnosi di secondo livello.
6. Esempio di applicazione del- profilo psico-educativo.
3
Psicologia dello sviluppo tipico e atipico
nel loro capitolo sull’autismo specificano i livelli di gravità dell’autismo: quali sono?
85. Vio e Lo Presti
Vengono individuato tre livelli di gravità:
Richiesta di assistenza.
Richiesta di assistenza sostanziale.
Richiesta di assistenza molto sostanziale.
86. Descriva la prospettiva cognitivista delineata nel primo capitolo del volume di Di Pentima.
Nella seconda metà degli anni 50, in contrapposizione al comportamentismo, emerge una nuova prospettiva teorica, il
cognitivismo che individua nel funzionamento della mente il proprio oggetto di studio. Il cognitivismo si occupa di
indagare i processi mentali quali la percezione, l’apprendimento, il ragionamento, la risoluzione dei problemi, la
memoria, il linguaggio, l’attenzione. La mente viene equiparata ad un calcolatore, un elaboratore che acquisisce le
informazioni in entrata (input), le sottopone ad analisi e produce una risposta in uscita (output).
87. Quali sono le principali teorie descritte nel volume di Vio e Lo presti che hanno cercato di studiare, da un
punto di vista cognitivo, il funzionamento del paziente con autismo?
Le principali teorie che hanno cercato di studiare, dal punto di vista cognitivo, il funzionamento del paziente con
autismo sono:
La teoria della mente: incapacità di rendersi conto del pensiero altrui.
La coerenza centrale: attenzione al singolo particolare piuttosto che all'insieme.
Presenza di deficit diffusi nelle funzioni esecutive: difficoltà nel pianificare le azioni volte al raggiungimento
di uno scopo tenendo presente il contesto.
La teoria dei neuroni specchio: problemi a livello del comportamento imitativo.
88. Descriva la prospettiva comportamentista delineata nel volume di Di Pentima.
Il modello comportamentista nasce agli inizi del ventesimo secolo dall'esigenza di conferire una solida base scientifica
che l’oggetto di
alla psicologia. La necessità di individuare un oggetto di studio direttamente osservabile misurabile
studio individuato sia il comportamento manifesto. In base a questa teoria, lo sviluppo infantile è costituito da una
graduale acquisizione di comportamenti ed abitudini sulla base di associazioni stimolo-risposta e di rinforzi forniti
dall’ambiente.
89. Delinei il disturbo antisociale di personalità descritto nel capitolo 5 del volume di Di Pentima.
Il Disturbo Antisociale di Personalità è una diagnosi che viene formulata sulla base della valutazione del
comportamento che deve essere caratterizzato da: Azioni impulsive e che infrangono la legge e-o le norme sociali e non
tengono conto delle conseguenze gravi che hanno sugli altri e dei rischi per sé stessi.
90. Descriva quali eventi traumatici sono stati delineati nel primo capitolo del volume di Di Pentima.
Secondo il DSM-5 un evento può essere considerato traumatico qualora presenti le seguenti caratteristiche: l’individuo
è stato coinvolto oppure ha assistito ad un evento in cui si è verificata la morte di una persona, oppure ci sono state
lesioni o minacce gravi all’integrità fisica propria o altrui. Di fronte a tale esperienza l’individuo ha provato una paura
intensa oppure orrore associati a sentimenti di impotenza. In infanzia gli eventi traumatici sono rappresentati per lo più
da morte o abbandono di una figura di riferimento, da coinvolgimento in incidenti che potevano compromettere
l'incolumità fisica propria o altrui, oppure che hanno comportato danni fisici a sé e-o agli altri o da coinvolgimento i
– –
gravi forme di maltrattamento fisico emotivo sessuale.
91. Nell’articolo di Camisasca et al (2014) quali indicazioni sono state fornite in merito all’associazione tra
violenza nell’infanzia ed esiti post-traumatici?
Relativamente alla sintomatologia post-traumatica, è stato rilevato un effetto significativo di mediazione
dell'attaccamento insicuro nell'associazione tra abuso sessuale e sintomatologia post-traumatica. Il funzionamento
psicologico caratteristico della disorganizzazione dell'attaccamento e una carente funzione di regolazione delle
emozioni può costituire la chiave esplicativa per la comprensione degli esiti disadattivi conseguenti a eventi traumatici.
92. Quali sono i principali
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Paniere nuovo (2023) di Psicologia dello sviluppo tipico e atipico
-
Paniere nuovo completo di Psicologia dello sviluppo tipico e atipico
-
Paniere aperte Psicologia dello sviluppo tipico e atipico
-
Psicologia dello Sviluppo Tipico e Atipico - Paniere compilato