Risposte aperte paniere di
PSICOLOGIA DELLA
SALUTE
Scienze e tecniche psicologiche
Docente: Covelli Venusia
LEZ. 2
05. Cos’è la divisione 38 e qual è la sua missione?
Psi Salute: nata negli USA fine anni 70 come settore a sé stante all’interno dell’APA (American Psychological
Association) Divisione 38 scopo = contribuire alla comprensione di salute e malattia, attraverso la ricerca clinica e
di base, l’istruzione e i servizi.
Si occupa della promozione e del mantenimento della salute:
prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione delle malattie mentali e fisiche;
dello studio dei fattori psicologici, sociali, emozionali e comportamentali coinvolti nelle malattie mentali e
fisiche;
del miglioramento del sistema sanitario e delle politiche sanitarie; del dialogo e collaborazione tra psicologi e
altre figure che si occupano di salute;
dell’integrazione dell’info biomedica su salute e malattia con la conoscenza psicologica corrente.
Si occupa sia dell’impatto del comportamento sulla salute, che dell’influenza di salute e malattia sulle dimensioni
psicologiche.
La Divisione 38: impegnata anche a livello politico affinché gli psicologi diventino parte integrante di un servizio
sanitario di qualità.
In Italia:
la psicologia della salute è giunta alla fine degli anni 80;
nel 1997 è stata costituita la Società Italiana di Psicologia della Salute con lo scopo di promuovere e sviluppare nel
Paese la ricerca empirica e teorica e le applicazioni sul campo.
Sta diventando parte integrante del curriculum delle lauree sanitarie.
06. Definisci l’ambito di studio e di applicazione della psicologia della salute, facendo particolare
riferimento alle tappe storiche che hanno portato al suo sviluppo nel nostro paese e all’estero.
Se da un lato i concetti di cui tratta affondano le radici in una lunga tradizione filosofica, in tempi recenti la
psicologia della salute ricevuto forte impeto a seguito difenomeni di carattere medico, sociale, culturale ed
economico che hanno attribuito centralità al modello Bío-Psicosociale e dell’Individuo nella gestione della
propria salute.
Tra questi fenomeni occupa una posizione di rilievo la transizione epidemiologica che si è verificata nel XX
secolo nei paesi industrializzati: sono state drasticamente ridotte le malattie infettive che erano la principale causa
di morte. Ne è risultato un aumento considerevole dell’aspettativa di vita e con esso l’incremento delle patologie non
infettive, croniche e degenerative.
Nasce negli USA alla fine degli anni 70 come settore del tutto separto, all’interna dell’APA: lamdivisione 38, con
lo scopo di contribuire alla comprensione di salute e malattia, attraverso la ricerca, l’istruzione e i servizi
promuovendo la salute e il mantenimento della salute.
In Italia è giunta alla fine degli anni 80; nel 1997 è stata costituita la società italiana di psicologia della salute, con
lo scopo di promuovere sviluppare nel paese la ricerca empirica e teorica nonché le applicazioni sul campo.
07. Descrivi qual è stato il contributo della psicologia sociale e della Teoria socio-cognitiva allo sviluppo
della psicologia della salute.
Apporto considerevole alla psicologia della salute deriva dalla psicologia socialeha fatto proprio il paradigma
socio-cognitivo della psicologia sociale, per individuare le determinanti psicologiche e sociali del
comportamento, le loro connessioni e la loro sequenza temporale.
Lo scopo è elaborare modelli in grado di spiegare e predire il comportamento umano in relazione alla salute così
da poter fornire linee guida adeguate.
Bandura -fondatore della teoria socio-cognitiva- mette l’accento sul ruolo centrale delle convinzioni personali
nell’innescare/dirigere il comportamento.
Attraverso processi cognitivi l’individuo si costruisce una rappresentazione mentale degli eventi, anticipa il
futuro, fissa obiettivi e sceglie tra alternative d’azione.
Ambiente persona si influenzano reciprocamente.
Importanti sono le convinzioni di auto efficacia e le aspettative di risultato, poiché influenzano il tipo di attività
quell’individuo si dedica, l’impegno il tempo dedicato e le reazioni emotive.
L’individuo è quindi in grado di auto regolare il funzionamento personale, attraverso i meccanismi cognitivi delle
aspettative convinzioni nonché di auto rinforzarsi.
Le credenze di auto efficacia hanno avuto importante rilievo in ambito della salute; bandura sostiene che esse si
declinano in rapporto agli specifici comportamenti e situazioni.
Se ipotizzato che la promozione dell’auto efficacia in programmi mirati possa avere effetti positivi sulla
prevenzione sul trattamento di stile di vita rischiosi.
Le credenze di auto efficacia influenzano anche il modo in cui le persone affrontano gli eventi stress e gli eventi
della vita quotidiana. Da studi è emerso che il potenziamento dell’auto efficacia è connesso al successo con cui le
persone gestiscono le fonti di stress quotidiano e le loro conseguenze nocive per la salute.
08. Descrivi il famoso “The Alameda Study”, come è stato condotto e a quali risultati ha portato
Stili di vita degli individui e salute
Studio epidemiologico iniziato nel 1965, Contea di Alameda in California:
Esaminato campione di 6928 individui (età 20-94 anni); scopo: rilevare le relazioni tra stili di vita, stato di salute e
mortalità.
Ai partecipanti è stato chiesto di indicare le proprie abitudini salutari tra i seguenti sette comportamenti:
1) non aver mai fumato
2) bere moderatamente
3) dormire 8 ore per notte
4) fare attività fisica
5) mantenere il peso forma
6) evitare di mangiare fuori pasto
7) fare colazione regolarmente.
I follow-up hanno confermato l’esistenza della relazione tra stile di vita e salute.
Tutto ciò ha evidenziato il ruolo dell’individuo nell’influenzare il proprio stato di salute: egli non solo è in grado di
prendere parte al processo di cura, ma anche di:
- prevenzione primaria (adottare comportamenti preventivi per tutelare la sua salute)
- prevenzione secondaria (adottare misure che consentono di identificare una malattia in fase iniziale, contrastando
la sua evoluzione)
- prevenzione terziaria (contribuire a eliminare o ridurre la disabilità residua di una malattia partecipando a
programmi per potenziare risorse e abilità personali).
La condotta dell’individuo in interazione con l’ambiente è funzione di atteggiamenti, credenze, emozioni, valori,
motivazioni e obiettivi (non basta sapere che fumare fa venire il cancro per smettere).
LEZ. 3-4
04. Cosa afferma il modello biomedico e quali sono le principali critiche mosse al modello?
05. Definisci e confronta come intendono la salute il modello biomedico il modello biopsicosociale.
06. Quali sono le caratteristiche del modello biopsicosociale? E come definisce la salute l’OMS?
È difficile dare una definizione di salute è funzione del patrimonio di conoscenze di una data società in un dato
periodo storico; le definizioni non sono solo molto differenti tra loro a seconda del soggetto che le fornisce, ma
sono anche passibili di cambiamenti costanti nel tempo.
Modello Biomedico di salute e malattia (ha dominato il passato)
Considera salute e malattia come polarità opposte di un continuum.
Considera la salute come assenza di malattia, come a conseguenza della medicina moderna che ha
scoperto l’esistenza di microrganismi e dell’introduzione del metodo scientifico.
L’individuo può diventare portatore di patologie che minano il suo stato di salute. È richiesto l’intervento
dell'esperto medico per effettuare diagnosi e prescrivere il trattamento. Modello centrato sulla malattia,
e sul medico mentre il paziente è solo portatore passivo di un problema.
Assunto di basemodello centrato sulle cause biologiche della malattia, sulla centralità del medico,
sulla misurazione oggettiva della malattia: ottica deterministica che parla di SALUTE OGGETTIVA=
condizione fisica misurabile oggettivamente.
Modello che ha contribuito allo sviluppo di terapie e alla pianificazione di politiche sociali-internazionali
volti a garantire a tutti standard adeguati di salute ed assistenza.
Limiti: visione riduzionistico della malattia; superiorità del sapere scientifico rispetto ad altre forme di
sapere; è insufficiente nel descrivere-spiegare la complessità del concetto di salute.
Modello Biopsicosociale di salute e malattia (sempre più presente oggi)
Incentrato sia sulla dimensione biologica che sulla dimensione psicologica e sociale. Queste tre
dimensioni contribuiscono singolarmente alla salute della persona e si influenzano reciprocamente.
Modello che considera il paziente come una persona, un individuo, tiene conto del contesto sociale in cui
egli vive e l’apparato sanitario che la società cui appartiene è sviluppato al fine di fronteggiare le
conseguenze della malattia.
Ruolo centrale dell’individuoviene ampiamente considerata la prospettiva soggettiva: tra le cause
della patologia possono esservi anche comportamenti scelti attivamente dall’individuo (fumare), o
fattori di origine sociale.
Mira a coinvolgere l’individuo non solo nel processo di cura ma anche nella fase di prevenzione.
L’individuo è in grado di fornire una misura soggettiva del proprio stato, affidabile quanto i parametri e
gli indicatori oggettivi.
Critiche: vaghezza del modello, che non specifica i legami tra le componenti.
Critiche ai contenuti soggettivi: sono instabili in quanto variano nel tempo al variare delle situazioni;
incomparabili in quanto a seconda delle persone variano anche i criteri di definizione dei contenuti,
inintellegibili in quanto le cause dei contenuti sono inconsapevoli.
Vengono considerati oggettivamente sbagliati
Le correlazioni tra condizioni oggettive e contenuti soggettivi sono deboli.
I limiti degli indicatori soggettivi non sono tuttavia sufficienti a garantire la superiorità di quelli oggettivi
tipici del modello biomedico.
Modello che ha sollevato lo sguardo sulla complessità del concetto di salute.
OMS SALUTE
La definizione di salute secondo il modello Biopsicosociale è coerente con la definizione di salute dell’OMS: la
salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non mera assenza di malattia o infermità.
Salute e malattia non sono poli opposti di un continuum, ma dimensioni parzialmente indipendenti che possono
essere compresenti e influenzarsi reciprocamente.
Vanno considerati in relazione alla qualità della vita in generale.
Salute non è l’opposto di malattianella malattia si possono individuare aspetti positivi come:
cambiamenti positivi di personalità e aumento delle risorse personali e maggiore spiritualità, conseguenze
positive, queste, che influenzano la salute a lungo termine, es: persone con disabilità hanno riportato limitazioni
nelle attività quotidiane ma anche di godere di una buona ed eccellente qualità di vita.
LEZ. 5
05. Descrivi di che cosa si occupa la psicologia positiva, facendo particolare riferimento alla prospettiva
edonica ed eudaimonica del benessere soggettivo. Diener
Il termine BENESSERE è diverso dal concetto di qualità della vita: il benessere analizzato prevalentemente dalla
psicologiaRogers nel 1963 definisce il BENESSERE come funzionamento completo, dispiegamento delle
potenzialità individuali.
Negli ultimi anni si è rinnovato l’interesse nei confronti del benessere grazie alla PSICOLOGIA
POSITIVAindagine dei punti di forza, delle abilità e delle risorse dell’individuo; il trattamento terapeutico non
deve solo riparare ciò che non funziona, ma anche costruire su ciò che va bene, sulle risorse personali.
La Psi Positiva fa riferimento a due tradizioni della filosofia antica: la prospettiva Edonica e la prospettiva
Eudamonica.
PROSPETTIVA EDONICA
Piacere edonico come piacere o felicità risale ad Aristippo, filosofo greco IV sec. A.C. (insegnava come lo scopo
della vita fosse ottenere il massimo grado di piacere)per la psicologia edonismo è la felicità soggettiva, non
riducibile al solo piacere fisico, ma che può derivare anche dal raggiungimento di obiettivi e risultati nei domini
della vita.
Pe
Per la Psi il benessere soggettivo integra le componenti affettive positive con quelle cognitive in termini di
soddisfazione di vita.
Ricerche hanno dimostrato che il benessere soggettivo esercita per via diretta o indiretta influenze positive sulla
salute.
Il benessere soggettivo è influenzato anche dalla personalità, dagli stili interpretativi e dal significato che le
persone attribuiscono allo stato di salute.
È stato provato che nelle società occidentali il materialismo non contribuisce al benessere soggettivo: vi è quindi
discrepanza tra ciò che gli individui pensano che possa renderli felici in reale livello di benessere soggettivo.
PROSPETTIVA EUDAIMONICA
Il termine eudaimonia, inteso come processo di sviluppo delle autentiche potenzialità dell’individuo, risale ad
Aristoteleegli intendeva contrapporsi alla felicità edonica, considerata come un ideale volgare, in grado di
rendere gli uomini servi e seguaci dei desideri. La vera felicità risiederebbe piuttosto nella coltivazione ed
espressione delle virtù individuali in armonia con il mondo circostante.
1. L’eudaimoniaprocesso di costruzione continua / L’edonismostato di appagamento ottenuto
attraverso il soddisfacimento di desideri
2. L’eudaimonialegata all’interesse, all’apertura verso le novità, all’impegno / L’edonismocorrelato
alla piacevolezza e all’affettività positiva, la felicità ha luogo anche senza sforzo.
3. L’eudaimoniasi sviluppa quando le attività quotidiane sono congruenti con i valori profondi della
persona. Diversamente dall’edonismo non comprende solo la soddisfazione individuale, ma anche il
benessere collettivola felicità individuale si realizza nello spazio sociale.
Tratto comune è che per entrambi la felicità non è legata al possesso di beni materiali o di ricchezza.
Presentano le due facce del benessere personale:
Il benessere percepitocostituito da una componente emotiva: soddisfazione di vita e felicità edonica /
componente funzionale: benessere psicologico di carattere eudaimonico e benessere sociale.
Sono dunque tre le dimensioni del benessere:
1. EMOTIVA
2. PSICOLOGICA
3. SOCIALE
(tre approcci teorici si sono focalizzati sul benessere nelle sue tre dimensioni, sono stati applicati al contesto
della salute)
06. Descrivi le differenze tra il WHOQOL-100 e il WHOQOL-Bref, facendo particolare riferimento alla
descrizione delle dimensioni di cui si compongono.
07. Descrivi come è stata definita la qualità della vita dall’OMS e le sei dimensioni del WHOQOL (World
Health Organization Quality of Life).
Il termine qualità della vita è stato introdotto in ambito medico in qualità di indicatore soggettivo dell’esito di un
trattamento, accanto agli indicatori oggettivi (seppure non molto conosciuto dei medici stessi).
Risale al Movimento degli Indicatori Sociali sviluppatosi negli anni 60 in USA, per introdurre la rilevazione
degli indicatori sociali accanto a quelli economici.
OMS
Definisce la qualità della vita come la “percezione da parte degli individui della posizione che occupano nella
propria vita, all’interno della cultura e dal sistema di valori in cui vivono, e in relazione proprio obiettivi,
aspettative, parametri di riferimento e interessi”. World Health Organization Quality Of Life.
Il gruppo di lavoro World Health Organization Quality Of Life È stato fondato agli inizi degli anni 90 per
sviluppare e diffondere uno strumento di misurazione transculturale della Quality Of Lifenon è monolitica
bensì multicomponenziale: vanno individuati diversi settori di vita cui fanno riferimento le persone per
esprimere i propri giudizi identificando con quale peso ogni settore contribuisce al giudizio globale.
I 6 DOMINI della WHOQOF:
1. Salute fisica (dolore e disagio, energia e stanchezza, sonno e riposo)
2. Area psicologica
3. Indipendenza
4. Relazioni sociali
5. Ambiente
6. Spiritualità, religione e credenze personali
Ogni dominio se articola in sei domini e 31 sezioni. Vi è anche una sezione generale relativa ai giudizi circa la
qualità della vita globale.
WHOQOL-100:
È la scala per misurare la QOL nei diversi domini. Sono previste 4 domande per ciascuna sezione con
scala Likert a 5 punti. Oltre ai sei domini c’è una sezione generale che indaga la QOL globale.
Dall’applicazione di questa scala è emerso che il livello della QOL percepita permette di predire esiti
clinici futuri (soprattutto la sopravvivenza) senza dover fare riferimento a indicatori oggettivi dello stato
di salute.
La misura della QOL globale può predire gli esiti avversi, anche indipendentemente da variabili socio
demografiche, condizioni mediche di base e salute percepita.
Il giudizio di generale di QOL non è la sommatoria dei giudizi relativi diversi domini, bensì una
percezione globale in cui i domini e loro peso si combinano in modo complesso
Il peso dei diversi domini nella formulazione del giudizio globale è connesso all’importanza assegnata
dal soggetto ad ogni dominio.
WHOQOL-Bref:
Questionario Self report, composto nella sua versione ridotta da 26 item.
L’analisi fattoriale ha individuato 4 fattori/domini (non 6):
Salute fisica (e indipendenza)
o Area psicologia (e spiritualità)
o Relazioni sociali
o Ambiente
o
L’obbiettivo dello strumento e valutare la percezione soggettiva dello stato di salute individuale in
rapporto a quattro aree:
Fisi
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