Psicologia della salute (risposte aperte)
Divisione 38 e la sua missione
Cos'è la divisione 38 e qual è la sua missione? La psicologia della salute è nata negli USA alla fine degli anni '70 come settore a sé stante all'interno dell'APA: la divisione 38, con lo scopo di contribuire alla comprensione di salute e malattia, attraverso la ricerca clinica e di base, l'istruzione e i servizi. Essa si occupa della promozione e del mantenimento della salute; della prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione delle malattie mentali e fisiche; dello studio dei fattori psicologici, sociali, emozionali e comportamentali coinvolti nelle malattie mentali e fisiche; del miglioramento del sistema sanitario e delle politiche sanitarie; del dialogo e collaborazione tra psicologi e altre figure che si occupano di salute; dell'integrazione dell'info biomedica su salute e malattia con la conoscenza psicologica corrente. Si occupa sia dell'impatto del comportamento sulla salute, che dell'influenza di salute e malattia sulle dimensioni psicologiche. La divisione 38 è anche impegnata a livello politico perché gli psicologi diventino parte integrante di un servizio sanitario di qualità.
Ambito di studio e applicazione della psicologia della salute
Definisci l'ambito di studio e di applicazione della psicologia della salute, facendo particolare riferimento alle tappe storiche che hanno portato al suo sviluppo nel nostro Paese e all'estero: L'apporto più sostanziale alla psicologia della salute è giunto dalla psicologia sociale. La psicologia della salute ha fatto proprio il paradigma socio-cognitivo della psicologia sociale, per individuare le determinanti psicologiche e sociali del comportamento, le loro connessioni e la loro sequenza temporale. Scopo: elaborare modelli in grado di spiegare e predire il comportamento delle persone in relazione alla salute, per fornire poi linee guida adeguate. Bandura: fondatore della teoria socio-cognitiva; ruolo centrale delle convinzioni personali nell'innescare e nel dirigere il comportamento. Convinzioni = le info e le conoscenze personali che un individuo ha acquisito su un fenomeno, oggetto o evento. La persona, attraverso processi cognitivi, si costruisce una rappresentazione mentale degli eventi, anticipa il futuro, fissa obiettivi e sceglie tra alternative d'azione. Ambiente e persona si influenzano reciprocamente. Importanti sono le convinzione di auto-efficacia e le aspettative di risultato, poiché influenzano il tipo di attività cui le persone si dedicano, l'impegno, il tempo dedicato a un compito e le reazioni emotive. L'individuo è quindi in grado di autoregolare il funzionamento personale, attraverso i meccanismi cognitivi delle aspettative e convinzioni, e anche di auto rinforzarsi. Le credenze di auto-efficacia hanno avuto molto rilievo in ambito della salute; Bandura dice che esse si declinano in rapporto agli specifici comportamenti e situazioni. Si è quindi ipotizzato che la promozione dell'autoefficacia in programmi mirati possa avere effetti positivi sulla prevenzione e sul trattamento di stili di vita rischiosi.
Contributo della psicologia sociale e della teoria socio-cognitiva
Descrivi qual è stato il contributo della psicologia sociale e della teoria socio-cognitiva allo sviluppo della psicologia della salute: L'apporto più sostanziale alla psicologia della salute è giunto dalla psicologia sociale. La psicologia della salute ha fatto proprio il paradigma socio-cognitivo della psicologia sociale, per individuare le determinanti psicologiche e sociali del comportamento, le loro connessioni e la loro sequenza temporale. Scopo: elaborare modelli in grado di spiegare e predire il comportamento delle persone in relazione alla salute, per fornire poi linee guida adeguate. Bandura: fondatore della teoria socio-cognitiva; ruolo centrale delle convinzioni personali nell'innescare e nel dirigere il comportamento. Convinzioni = le info e le conoscenze personali che un individuo ha acquisito su un fenomeno, oggetto o evento. La persona, attraverso processi cognitivi, si costruisce una rappresentazione mentale degli eventi, anticipa il futuro, fissa obiettivi e sceglie tra alternative d'azione. Ambiente e persona si influenzano reciprocamente. Importanti sono le convinzione di auto-efficacia e le aspettative di risultato, poiché influenzano il tipo di attività cui le persone si dedicano, l'impegno, il tempo dedicato a un compito e le reazioni emotive. L'individuo è quindi in grado di autoregolare il funzionamento personale, attraverso i meccanismi cognitivi delle aspettative e convinzioni, e anche di auto rinforzarsi. Le credenze di auto-efficacia hanno avuto molto rilievo in ambito della salute; Bandura dice che esse si declinano in rapporto agli specifici comportamenti e situazioni. Si è quindi ipotizzato che la promozione dell'autoefficacia in programmi mirati possa avere effetti positivi sulla prevenzione e sul trattamento di stili di vita rischiosi.
The Alameda Study
Descrivi il famoso "The Alameda Study", come è stato condotto e a quali risultati ha portato: "The Alameda Study": Studio epidemiologico iniziato nel 1965 nella Contea di Alameda in California: Esaminato campione di 6.928 individui (età 20-94 anni) con lo scopo di rilevare le relazioni tra stili di vita, stato di salute e mortalità. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare le proprie abitudini salutari tra i seguenti sette comportamenti:
- Non aver mai fumato
- Bere moderatamente
- Dormire 8 ore per notte
- Fare attività fisica
- Mantenere il peso forma
- Evitare di mangiare fuori pasto
- Fare colazione regolarmente
I follow-up hanno confermato l'esistenza della relazione tra stile di vita e salute. È la somma delle abitudini a incidere sul tasso di mortalità; è emerso un rapporto proporzionale tra sopravvivenza e numero di sane abitudini; vi è stabilità temporale delle abitudini; ci sono differenze nella pratica dei 7 comportamenti salutari in funzione di numerose variabili sociodemografiche (uomini/donne, gruppi economicamente e socialmente svantaggiati tendono a praticare meno comportamenti salutari). Tutto ciò ha contribuito a evidenziare il ruolo dell'individuo nell'influenzare il proprio stato di salute: esso non solo è in grado di prendere parte al processo di cura, ma anche capace di: - prevenzione primaria - prevenzione secondaria - prevenzione terziaria. La condotta dell'individuo in interazione con l'ambiente è funzione di atteggiamenti, credenze, emozioni, valori, motivazioni e obiettivi.
Modello biomedico: caratteristiche e critiche
Cosa afferma il modello biomedico e quali sono le principali critiche mosse al modello? Il modello biomedico considera salute e malattia come polarità opposte di un continuum. Esso considera la salute come assenza di malattia. Dunque la medicina moderna grazie alla scoperta dell'esistenza di microorganismi, e dell'introduzione del metodi scientifico. L'individuo può diventare portatore di patologie che ne minano lo stato di salute; è richiesto l'intervento dell'esperto (del medico) per fare la diagnosi e prescrivere il trattamento. È quindi un modello centrato sulla malattia, sul medico, e il paziente è solo portatore passivo di un problema. Sono diverse le critiche mosse al modello:
- Vaghezza del modello, che non specifica i legami tra le componenti. Essa ha sollevato lo sguardo sulla complessità del concetto di salute. L'individuo è in grado di fornire una misura soggettiva del proprio stato, affidabile quanto i parametri e gli indicatori oggettivi. Gli indicatori (oggettivi-soggettivi) presentano due diverse dimensioni, una relativa al contenuto e una alla valutazione.
- Critiche riguardo i contenuti soggettivi: Poiché sono instabili (variano nel tempo e al variare delle situazioni), incomparabili (a seconda delle persone variano i criteri per definire i contenuti), e inintelligibili (le cause dei contenuti sono inconsapevoli). Inoltre i contenuti soggettivi vengono considerati oggettivamente sbagliati. Le correlazioni tra condizioni oggettive e contenuti soggettivi sono deboli. I limiti degli indicatori soggettivi non sono comunque sufficienti a garantire la superiorità di quelli oggettivi. A livello di contenuto, sulla salute non incidono solo il reddito o le condizioni igieniche, ma anche ad esempio la percezione di soddisfazione di vita; anche a livello di valutazione la misurazione oggettiva può essere a volte problematica.
Modello biomedico e modello biopsicosociale
Definisci e confronta come intendono la salute il modello biomedico e il modello biopsicosociale: Il modello biomedico considera salute e malattia come polarità opposte di un continuum. Esso considera la salute come assenza di malattia. Dunque la medicina moderna grazie alla scoperta dell'esistenza di microorganismi, e dell'introduzione del metodi scientifico. L'individuo può diventare portatore di patologie che ne minano lo stato di salute; è richiesto l'intervento dell'esperto (del medico) per fare la diagnosi e prescrivere il trattamento. È quindi un modello centrato sulla malattia, sul medico, e il paziente è solo portatore passivo di un problema. Il modello biopsicosociale dà rilievo alla dimensione biologica, ma anche a quella psicologica e sociale. È basato sulla teoria dei sistemi; infatti considera il paziente come persona, il contesto sociale in cui vive e l'apparato sanitario che la società cui appartiene ha sviluppato per fronteggiare le conseguenze della malattia. Le tre dimensioni contribuiscono singolarmente alla salute della persona, ma si influenzano a vicenda. Prevede il ruolo centrale dell'individuo (considera la prospettiva soggettiva); Prevede inoltre che tra le cause della patologia ci possono essere anche comportamenti liberamente e attivamente scelti dall'individuo (fumare), o fattori di origine sociale. Mira dunque a coinvolgere la persona non solo nel processo di cura, ma anche nella fase di prevenzione. Secondo la definizione dell'OMS la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non mera assenza di malattia o infermità.
Caratteristiche del modello biopsicosociale
Quali sono le caratteristiche del modello biopsicosociale? E come definisce la salute l'Organizzazione Mondiale della Sanità? Il modello biopsicosociale dà rilievo alla dimensione biologica, ma anche a quella psicologica e sociale. È basato sulla teoria dei sistemi; infatti considera il paziente come persona, il contesto sociale in cui vive e l'apparato sanitario che la società cui appartiene ha sviluppato per fronteggiare le conseguenze della malattia. Le tre dimensioni contribuiscono singolarmente alla salute della persona, ma si influenzano a vicenda. Prevede il ruolo centrale dell'individuo (considera la prospettiva soggettiva); Prevede inoltre che tra le cause della patologia ci possono essere anche comportamenti liberamente e attivamente scelti dall'individuo (fumare), o fattori di origine sociale. Mira dunque a coinvolgere la persona non solo nel processo di cura, ma anche nella fase di prevenzione. Secondo la definizione dell'OMS la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non mera assenza di malattia o infermità.
Psicologia positiva: prospettiva edonica e eudaimonica
Descrivi che cosa si occupa la psicologia positiva, facendo particolare riferimento alla prospettiva edonica e eudaimonica del benessere soggettivo: La PSICOLOGIA POSITIVA consiste in un indagine dei punti di forza, delle abilità e delle risorse dell'individuo; il trattamento terapeutico non deve solo riparare ciò che non funziona, ma anche costruire su ciò che va bene, sulle risorse personali. La psicologia positiva fa riferimento a due tradizioni della filosofia antica: la prospettiva edonica e quella eudaimonica. Il piacere edonico come piacere o felicità risale ad Aristippo; per la psicologia è la felicità soggettiva, non riducibile al solo piacere fisico, ma che può derivare anche dal raggiungimento di obiettivi o risultati nei domini della vita. Fa riferimento a un benessere soggettivo che integra le componenti affettive e cognitive. La soddisfazione è suddivisa in generale e relativa ai singoli ambiti di vita. La ricerca sul benessere soggettivo ha dimostrato che le persone si percepiscono in generale piuttosto felici; il livello di benessere soggettivo di un individuo tende a restare costante nel tempo; gli individui si adattano velocemente alla maggior parte delle situazioni, anche se le circostanze di vita influenzano il benessere soggettivo. Per approccio eudaimonico s'intende un processo di sviluppo delle autentiche potenzialità dell'individuo. La vera felicità risiede nella coltivazione ed espressione delle virtù individuali in armonia con il mondo circostante. Le differenze sostanziali risultano essere le seguenti: L'eudaimonia è un processo di costruzione continua, l'edonismo invece è uno stato di appagamento ottenuto attraverso il soddisfacimento dei desideri. L'eudaimonia è legata all'interesse, all'apertura verso le novità, all'impegno; l'edonismo è correlato alla piacevolezza e all'affettività positiva, la sua felicità ha luogo anche senza sforzo. L'eudaimonia si sviluppa quando le attività quotidiane sono conguenti con i valori profondi della persona; non comprende solo la soddisfazione individuale, come l'edonismo, ma anche il benessere collettivo: la felicità individuale si realizza nello spazio sociale.
WHOQOL-100 e WHOQOL-Bref
Descrivi le differenze tra il WHOQOL-100 e il WHOQOL-Bref, facendo particolare riferimento alla descrizione delle dimensioni di cui si compongono. Gruppo di lavoro WHOQOL (World Health Organization Quality of Life) fondato negli anni '90 per sviluppare e diffondere uno strumento di misurazione transculturale della qualità della vita (QDV). La QDV non è monolitica, ma multicomponenziale: bisogna quindi individuare i diversi settori di vita a cui fanno riferimento le persone per esprimere i propri giudizi, e capire con quale peso ogni settore contribuisce al giudizio globale. WHOQOL-100: scala per misurare la QDV nei diversi domini; 4 domande per sezione con scala Likert a 5 punti. Oltre ai 6 domini c'è una sezione generale che indaga la QDV globale. WHOQOL-Bref: versione breve, con 26 item. Analisi fattoriale ha individuato 4 fattori (non 6): salute fisica (più indipendenza), area psicologica (più spiritualità), relazioni sociali e ambiente. Dall'applicazione del WHOQOL-100 è emerso che il livello della QDV percepita permette di predire esiti clinici futuri (soprattutto la sopravvivenza) senza dover fare riferimento a indicatori oggettivi dello stato di salute.
Qualità della vita secondo l'OMS
Descrivi come è stata definita la qualità della vita dall'OMS e le sei dimensioni del WHOQOL (World Health Organization Quality of Life): L'OMS definisce la qualità della vita come la percezione da parte degli individui della posizione che occupano nella propria vita, all'interno della cultura e del sistema di valori in cui vivono, e in relazione ai propri obiettivi, aspettative, parametri di riferimento e interessi. Le dimensioni individuate dal WHOQOL sono sei:
- Salute fisica (dolore e disagio, energia e stanchezza, sonno e riposo)
- Area psicologica
- Indipendenza
- Relazioni sociali
- Ambiente
- Spiritualità, religione e credenze personali
Ognuno di essi si articola in sezioni, per un totale di 31.
Teoria della selezione psicologica
Descrivi cosa afferma la teoria della selezione psicologia, facendo particolare riferimento ai concetti di challenge, skill e flow: La selezione psicologica ha come oggetto lo studio dell'esperienza soggettiva e del suo ruolo nel processo di crescita personale. Esperienza soggettiva costituita da cognizioni, emozioni e motivazioni. Essa rappresenta l'elaborazione consapevole di informazioni e notizie provenienti dal mondo esterno ed interno. La qualità dell'esperienza è funzione di due variabili: i challenge e gli skill percepiti. I challenge cioè sfide e opportunità d'azione percepite dal soggetto nell'ambiente (nelle attività e situazioni quotidiane). Le skill come le capacità che una persona percepisce di avere nel fronteggiare le sfide. La qualità dell'esperienza cambia in base alla valutazione soggettiva delle capacità possedute rispetto alle sfide offerte dall'ambiente. Se si percepiscono challenge elevati e skill adeguati per affrontarli si ha uno stato di esperienza ottimale o flow. Essa tende ad essere ricercata e selezionata dagli individui; l'individuo tende ad organizzare la propria vita intorno alle attività associate all'esperienza ottimale (attività ottimali), che diventano il nucleo di polarizzazione della sua attenzione nel tempo. È un processo dinamico che ruota attorno all'equilibrio tra challenge e skill percepiti, non si tratta della ripetizione continua e statica delle stesse attività.
Teoria del benessere psicologico
Descrivi cosa afferma la teoria del benessere psicologico, e in particolare le dimensioni di cui si compone il funzionamento psicologico positivo: La teoria del benessere psicologico è da rintracciare nel Movimento di Salute Mentale (USA, anni '50). Jahoda dichiarava: identificare la salute mentale con l'assenza di disturbo psichiatrico è poco utile, cioè la mancanza di disturbo può essere criterio necessario ma non sufficiente a garantire la salute mentale. Il massimo grado di felicità deriva dal buon adattamento degli esseri umani al contesto ambientale e sociale di vita. Secondo Ryff, Il funzionamento psicologico positivo è costituito da 6 dimensioni: auto accettazione, relazioni sociali positive, crescita personale, propositi di vita, padronanza dell'ambiente; autonomia. Keyes ha aggiunto altre 5 dimensioni relative al benessere sociale: coerenza sociale, attualizzazione sociale, integrazione sociale, accettazione sociale, contributo sociale.
Teoria dell'autodeterminazione e benessere soggettivo
Descrivi come la teoria dell'autodeterminazione spiega il comportamento delle persone riguardo al benessere soggettivo, facendo particolare riferimento alla motivazione estrinseca ed intrinseca: Nella teoria dell'autodeterminazione il nucleo centrale è lo studio della motivazione e del ...
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