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METODI MATEMATICI
Economia
Docente: Fanton Clara
lOMoARcPSD|8082126 1
Per una funzione f(x): R→R, dare la definizione di limite infinito per x che tende ad un valore infinito.Per ogni K
(cioè >M o <-M), allora (cioè >K o <
reale esiste un M, in generale dipende da K, tale che se
di -K). f(x): R→R, dare la definizione di limite finito per x che tende ad un valore infinito.
,
Per una funzione Limite di
che tende ad se per ogni esiste un M, in generale dipende da tale che se x >M (x→)oppure se x < -
.
M (x→-), allora dista da almeno
Per una funzione f(x): R→R, dare la definizione di limite infinito per x che tende ad un valore finito.
,
, Per ogni K
meno di allora .
reale esiste un in generale dipende da K, tale che se x dista da
Enunciare il teorema della permanenza del segno, dandone l’interpretazione grafica. Se una funzione ,
, tende ad un limite finito l non nullo, esiste almeno un intorno del punto per tutti i punti del quale
per
(escluso al più il punto ) la corrispondente funzione assume lo stesso segno di .
Enunciare il teorema dell’esistenza e unicità del limite, con la dimostrazione. ammette limite
Se una funzione
per , con che può essere un valore finito o infinito, questo è unico.
finito
Dimostrazione.
Supponiamo per assurdo che la tesi non sia vera, cioè che la funzione, oltre ad ammettere limite l, ammetta anche limite
per e che sia (sarebbe la stessa cosa supporre che sia )
*
Allora, fissato un numero positivo , dobbiamo poter determinare un intorno ed un intorno di in cui sono
) *)
verificate rispettivamente le relazioni
(in e (in
.
Allora, per tutti i punti che appartengono all'intersezione dei due intorni, entrambe le relazioni sono vere
contemporaneamente, qualunque sia il valore scelto per Questo significa che, se esiste anche un solo valore di per
cui tali relazioni non sono soddisfatte, allora la posizione iniziale dell'esistenza di due limiti distinti non può essere
; le due relazioni diventano
sostenuta. Diamo allora a e un valore a nostra scelta, ad esempio diciamo che
e
Cioè si ha che
Questa catena di disuguaglianze è però assurda e quindi dobbiamo concludere che il limite è unico.
Si dimostra poi che le relazioni
sono a due a due incompatibili, cioè che una sola di esse può essere vera.
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Enunciare il teorema del confronto detto anche “dei carabinieri”, dandone l’interpretazione grafica.
Consideriamo le funzioni , e e supponiamo che esse valgono le seguenti ipotesi:
tutte siano definite nello stesso intervallo eccettuato al più un punto x0 di esso;
in ogni punto di tale intervallo sia
esista il limite delle due funzioni e e sia .
Allora esiste anche il limite di ed è il .
Enunciare il teorema degli zeri, dandone l’interpretazione grafica.
Il teorema degli zeri, chiamato anche teorema di Bolzano, per le funzioni continue reali, assicura l’esistenza di almeno
dell’equazione ottenuta eguagliando a zero la funzione, in un intervallo ai cui estremi la
una matrice (soluzione)
funzione stessa assume valori di segno opposto.
è continua nell’intervallo [a, b] ed agli estremi dell’intervallo (a, b) assume valori opposti
Se cioè
allora l’equazione di ammette in (a, b) almeno una soluzione. Dunque se
la funzione attraverserà una volta almeno l’asse dell’ascisse.
Enunciare il teorema dei valori intermedi, dandone l’interpretazione grafica.
Il teorema di Bordeaux, detto anche dei valori intermedi, si applica alle funzioni continue reali ed assicura che è
l'immagine di un intervallo contenga tutti i valori compresi tra le immagini degli estremi dell'intervallo. Se
continua in un intervallo chiuso e limitato [a, b] essa non può passare da un valore all'altro senza assumere, almeno una
volta, tutti i valori intermedi. In particolare assumerà almeno una volta tutti i valori fra il suo massimo ed il suo minimo
che sappiamo esistere per il teorema di Weierstrass.
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Enunciare il teorema di Weierstrass, dandone l’interpretazione grafica.
Il teorema di Weierstrass è un importante risultato riguardo l'esistenza di massimi e minimi di una funzione di variabile
reale. Se è continua in un insieme chiuso e limitato, allora ammette in x massimo e minimo. La funzione è
solo sufficiente. Anche funzioni non continue possono ammettere massimi e minimi, si pensi alle discontinuità di prima
specie con il salto. La funzione continua nell'intervallo (a, b) ammette un massimo in c ed un minimo in d.
Calcolare l’asintoto obliquo della seguente funzione:
Come si calcolano il coefficiente angolare m ed il termine noto q di un eventuale asintoto obliquo?
ha un asintoto obliquo di equazione , con m0, allora m e q sono
Se il grafico della funzione
dati dai seguenti limiti
Descrivi la relazione fra derivabilità e continuità
è derivabile in un punto allora è anche continua. Se è derivabile in
Il teorema dice che se una funzione
allora è continua in .
Sia allora si può scrivere:
Se è derivabile ipotizziamo continuità
Quindi la derivabilità garantisce la continuità, viceversa la continuità non è sufficiente per avere la derivabilità. Da
questo possiamo dire che:
se è continua in un punto può essere derivabile nel punto, ma non per forza. Se non è continua non sarà
derivabile.
è derivabile in un punto sarà sicuramente continua in quel punto.
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Determinare gli eventuali asintoti della funzione
Asintoto verticale y=2
Asintoto orizzontale asintoto orizzontale
Asintoto obliquo ha il seguente grafico. Individuare dal grafico eventuali estremanti, esplicitare il
La funzione
segno della derivata prima, dando la spiegazione teorica della relazione tra segno della derivata e andamento
della curva ed esplicitare l’eventuale presenza di punti di flesso specificandone la loro natura ed il loro
significato sull’andamento della curva.
Max P
Minino relativo
Flesso P (0;0)
Flesso orizzontale 0
Nel punto 0 abbiamo una pendenza orizzontale e non abbiamo punti di massimo o minimo relativo, non avendo
cambiato segno della derivata prima, dunque il punto 0 è un flesso.
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Determinare gli eventuali asintoti della funzione
Asintoto verticale
Asintoto obliquo non esiste asintoto obliquo
Determinare gli eventuali asintoti della funzione
Asintoto verticale
Asintoto orizzontale
Asintoto obliquo ha il seguente grafico. Non avendo la funzione nessun altro estremante né flesso né
La funzione
asintoto oltre a quelli riportati nella porzione di grafico riprodotta, esplicitarne intuitivamente i limiti al confine
del campo di esistenza. Scaricato da rafgio rafgio (gioraf00@gmail.com)
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ha il seguente grafico. Calcolarne il Dominio, i limiti e gli asintoti.
La funzione
Asintoto verticale
Asintoto orizzontale
Asintoto obliquo ha il seguente grafico. Calcolarne il Dominio, i limiti al confine del campo di
La funzione
esistenza, individuare gli asintoti e dare la definizione di limite destro e limite sinistro al tendere della funzione
ad un valore finito l.
Asintoto verticale ] asintoto verticale
Asintoto orizzontale
Asintoto obliquo non esiste perché esiste l’orizzontale
caso a 1, con valori di x che si approssimano a 1 nell’intorno
Un limite destro è un limite per x che tende in questo nell’intorno sinistro del punto. Il limite
destro del punto. Nel caso del limite sinis
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