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Paniere con risposte chiuse

Logica e filosofia della scienza

Docente: Pizzichemi Lorenzo Leonardo
Data: 16/04/2020
Lezione: 002

Domande e risposte

01. Quale tra questi autori viene considerato all'unisono il fondatore della "logica classica"?

  • Platone
  • Parmenide
  • Democrito
  • Aristotele

02. Quale tra queste NON è una caratteristica della "logica arcaica"?

  • Distinzione tra i piani del pensiero, della realtà e del linguaggio
  • Coincidenza di parole e cose
  • Carattere eminentemente verbale dell'”errore”
  • Unità di pensiero, realtà e linguaggio

03. Quale tra queste affermazioni rispecchia la cosiddetta “unità indifferenziata di parole e cose”, caratteristica della "logica arcaica"?

  • Nessuna delle precedenti
  • Tra parole e cose c’è una relazione intrinseca
  • Tra parole e cose non c’è una relazione convenzionale
  • I nomi sono una semplice "etichetta" aderente alle cose da essi designate

04. Come si spiega la “natura eminentemente verbale dell'errore” nella "logica arcaica"?

  • L'errore è dovuto alla trasgressione del "principio di non contraddizione" e del "terzo escluso"
  • L'errore è dovuto a una mancata adeguazione di discorsi a stati di fatto
  • L'errore è dovuto a una mancata adeguazione del pensiero al linguaggio
  • L'errore è dovuto alla semplice espressione verbale scorretta

05. Quale relazione sussiste tra parole e cose nella "logica arcaica"?

  • Differenza specifica tra parole e cose
  • Unità indifferenziata di parole e cose
  • Indifferenza delle cose nei confronti delle parole
  • Indifferenza delle parole nei confronti delle cose

Lezione 003

01. Stando a Parmenide, quale tra i seguenti termini sfugge alle "opposizioni" tra denominazioni costitutive del linguaggio verbale?

  • Eternità
  • Essere
  • Sostanza
  • Non-essere

02. Quale tra i seguenti è un dispositivo produttivo per l'argomentare di Eraclito?

  • L'uso del formalismo matematico
  • L'impiego dell'osservazione sistematica e ripetuta di stati di cose fisici
  • L'uso del formalismo geometrico
  • L'impiego che egli fa di determinate possibilità espressive offertegli dalla lingua greca

03. Dal modo di argomentare di Eraclito possiamo accertare che le conclusioni cui egli giunse provengono:

  • Da nessuna delle precedenti
  • Da un'osservazione ripetuta di stati di cose
  • Dalla considerazione della struttura del reale come necessariamente concordante con la struttura del linguaggio
  • Dalla non-identità di realtà e linguaggio

04. Quali tra questi autori rappresenta al contempo il culmine e il superamento della "logica arcaica"?

  • Democrito
  • Zenone
  • Anassagora
  • Aristotele

05. Quale tra queste è una tesi di Eraclito?

  • Tra parole e cose vige una relazione convenzionale
  • La relazione oppositiva tra parole è un conflitto e un connubio di realtà opposte, perché le antitesi verbali sono antitesi effettive
  • L'“essere” è, ed è impossibile non sia
  • La relazione oppositiva tra parole non è un conflitto e un connubio di realtà opposte perché vige “armonia”

Lezione 004

01. I paradossi di Zenone

  • Annunciano alcune aporie intrinseche alla "logica arcaica", le quali non sono risolvibili nel suo stesso ambito
  • Sono aporie soltanto apparenti dal punto di vista della "logica arcaica"
  • Risolvono le aporie intrinseche alla "logica arcaica", senza valicarne i confini
  • Sono dovuti a un fraintendimento dell'impostazione parmenidea del “problema logico”

02. Quale intuizione si cela alla base del paradosso zenoniano della "freccia"?

  • La freccia, pur in movimento, di fatto risulta immobile
  • Nessuna delle precedenti
  • La freccia, pur immobile, di fatto risulta in movimento
  • Uno spazio finito non è divisibile all'infinito

03. Chi tra questi fu l'autore dei due celebri paradossi di "Achille e la tartaruga" e della "freccia"?

  • Parmenide
  • Democrito
  • Aristotele
  • Zenone di Elea

04. Da quale atteggiamento mentale scaturiscono i paradossi di Zenone?

  • L'attribuzione a uno stesso soggetto di due predicati contraddittori, data per garantita la corrispondenza tra struttura verbale e realtà del mondo
  • L'attribuzione a due soggetti di un medesimo predicato
  • L'idea che ciò che è “certo” non è detto sia “vero”
  • La tendenza a considerare le parole distinte dalle cose, creandosi così una frattura fra ciò che accade e ciò che si dice

05. Quale intuizione si cela alla base del paradosso di Zenone di "Achille e la tartaruga"?

  • Il valore delle velocità è relativo al punto in cui si trova l'osservatore
  • Chi insegue deve raggiungere anzitutto il punto da cui muove chi fugge
  • Uno spazio finito non è divisibile all'infinito
  • Chi fugge deve raggiungere prima il punto da cui muove chi insegue

Lezione 005

01. Quale tra queste NON è una caratteristica degli “atomi” per Democrito?

  • L'essere di numero e forme indefiniti
  • L'essere invisibili e piccolissimi
  • L'essere senza mutamento
  • L'essere insecabili

02. Quale tra queste NON è una tesi di Democrito?

  • Indipendenza della realtà dal pensiero
  • Identità di pensiero e linguaggio
  • Indipendenza delle cose dai loro nomi
  • Indipendenza del pensiero dal linguaggio

03. Stando a Democrito, se vogliamo pervenire a una “conoscenza certa”, dobbiamo anzitutto

  • Riconoscere l'identità di pensiero e linguaggio
  • Rivolgerci al linguaggio, non alle cose
  • Rivolgerci alle cose in quanto “cose-nomi”
  • Revocare l'unità tipicamente "arcaica" di pensiero, linguaggio e realtà materiale, dimostrandone l'inconsistenza

04. Stando a Democrito, che relazione vige tra parole e cose?

  • Una relazione sostanziale
  • Una relazione convenzionale
  • Una relazione intrinseca
  • Una relazione oppositiva

05. Con quale "motto" Democrito si prese gioco dell'impostazione del “problema logico” da parte della "logica arcaica"?

  • “Una e medesima [è detta ed è] la via che va in su (la salita) e la via che va in giù (la discesa)”
  • “Il niente dal niente”
  • “Tutte le cose che sono si differenziano dalla stessa cosa, e sono questa stessa cosa”
  • “L'ente non è più del niente”

Lezione 006

01. Secondo la dottrina aristotelica, di cosa si compone un “termine”?

  • Di una concatenazione necessaria di enunciati
  • Di due premesse e una conclusione
  • I “termini” sono elementi primi e non ulteriormente riducibili
  • Di dieci “giudizi”

02. Secondo la dottrina aristotelica, di cosa si compone un “giudizio”?

  • Di una concatenazione necessaria di enunciati
  • Di due premesse e una conclusione
  • Di “giudizi” sono elementi primi e non ulteriormente riducibili
  • Di “termini”

03. Secondo Aristotele, in un sillogismo

  • Le premesse vanno sempre “fondate” come conclusione di un precedente sillogismo
  • La conclusione deve necessariamente fungere da premessa di un ulteriore sillogismo
  • La conclusione deve essere “risolta” nelle premesse da cui deriva necessariamente
  • Le premesse devono essere “risolte” nella conclusione a cui ambiscono

04. Con quale locuzione Aristotele definisce ciò che noi oggi chiamiamo "logica"?

  • “Visione immediata”
  • “Induzione”
  • “Categoria”
  • “Sapere certo analitico”

05. Che cos’è un “sillogismo” secondo Aristotele?

  • Una concatenazione logicamente necessaria di proposizioni
  • Una relazione logica tra i “termini” di una proposizione
  • Una relazione convenzionale di una conclusione con le sue premesse
  • Un modo di ricavare alcune premesse da una conclusione

06. Aristotele impiega di rado il termine “logica” per indicare ciò che noi intendiamo con essa. Quale locuzione usa Aristotele per indicarla?

  • “Sapere corretto non necessariamente veritiero”
  • “Sapere analitico non reale”
  • “Sapere certo analitico”
  • “Sapere certo sintetico”

07. Come si chiama il corpus di testi che contiene le opere di logica di Aristotele?

  • Aforismi sulla logica
  • Organon
  • La metafisica
  • La retorica

08. Che cos’è la "logica" per Aristotele?

  • La forma del discorso probante
  • Una scienza poietica
  • Una disciplina etica
  • La "scienza prima"

09. Di cosa si compone un “sillogismo” qualsiasi?

  • Di premesse indispensabili per la sua comprensione
  • Di “giudizi” o enunciati
  • Di quattro “termini”
  • Di dieci “categorie”

Lezione 007

01. Stando ad Aristotele, in base alla "qualità" i giudizi si dividono in

  • Vero e falso
  • Universali, particolari e singolari
  • Affermativi e negativi
  • Possibili e necessari

02. Che cosa sono le “categorie” per Aristotele?

  • Elementi che rendono possibile l'esperienza oggettiva
  • Enunciati necessariamente veri o falsi
  • I predicati possibili di un soggetto
  • Le nozioni generali alle quali deve essere riportabile qualsiasi “termine” della “proposizione”

03. A quale ambito rimanda in prima istanza il termine “categoria”?

  • Scientifico
  • Filosofico
  • Medico
  • Giuridico

04. Secondo Aristotele, quale tra questi giudizi per ragioni formali NON sarebbe di pertinenza della logica?

  • “Aristotele non è un logico”
  • “Aiutatemi, vi prego!”
  • “Dio esiste”
  • “Gli asini volano”

05. Stando ad Aristotele, in base alla "quantità" i giudizi si dividono in

  • Universali, singolari e particolari
  • Affermativi e negativi
  • Possibili e necessari
  • Veri e falsi

06. Stando ad Aristotele, in base alla "modalità" i giudizi si dividono in

  • Universali, singolari e particolari
  • Affermativi e negativi
  • Veri e falsi
  • Possibili e necessari

Lezione 008

01. Del classico sillogismo aristotelico: "Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è uomo, Socrate è mortale", qual è il “termine medio”?

  • “È”
  • “Socrate”
  • “Uomo”
  • “Mortale”

02. Di quanti “termini” si compone un “sillogismo” aristotelico?

  • Sei
  • Tre
  • Quattro
  • Cinque

03. Quale tra queste affermazioni NON è vera secondo la dottrina del sillogismo di Aristotele?

  • Il termine “medio” può figurare come predicato sia nella premessa maggiore che nella minore
  • Il “termine medio” può figurare come soggetto nella premessa maggiore e come predicato nella minore
  • Il “termine medio” può figurare come soggetto in entrambe le premesse
  • Il “termine medio” compare sempre nella conclusione di un sillogismo

04. Del classico sillogismo aristotelico: "Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è uomo, Socrate è mortale", qual è l'”estremo minore”?

  • “Uomo”
  • “Socrate”
  • “È”
  • “Mortale”

05. Del classico sillogismo aristotelico: "Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è uomo, Socrate è mortale", qual è l'”estremo maggiore”?

  • “Socrate”
  • “Uomo”
  • “Tutti”
  • “Mortale”

06. Di quante proposizioni si compone un “sillogismo” aristotelico?

  • Una
  • Cinque
  • Tre
  • Due

07. Del classico sillogismo aristotelico: "Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è uomo, Socrate è mortale", qual è la “premessa maggiore”?

  • Socrate è mortale
  • Socrate è uomo
  • Tutti gli uomini sono mortali
  • Nessuna delle precedenti

08. Che cos’è secondo Aristotele un “sillogismo dimostrativo” o “scientifico”?

  • Un sillogismo dalle premesse “vere”, ma dalla conclusione “falsa
  • Un sillogismo formalmente corretto e “vero” al contempo
  • Un sillogismo che concerne esclusivamente la matematica o la fisica
  • Un sillogismo dalla conclusione “vera”, ma dalle premesse “false”

09. Del classico sillogismo aristotelico: "Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è uomo, Socrate è mortale", qual è la “premessa minore”?

  • Nessuna delle precedenti
  • Socrate è uomo
  • Tutti gli uomini sono mortali
  • Socrate è mortale

Lezione 009

01. Su quale proprietà della logica trovano il loro fondamento il "principio di non contraddizione" e il "principio del terzo escluso"?

  • Incompletezza della logica del primo ordine
  • Dualità logica
  • Esistenza di funzioni non calcolabili
  • Indecidibilità logica

02. Ammessa la sua equivalenza logica con il principio del "terzo escluso" e con il "principio di identità", che cosa afferma di preciso il cosiddetto "principio di non contraddizione" nella sua formulazione classica?

  • Se a uguali si tolgono uguali rimangono uguali
  • Non è possibile affermare e negare al contempo uno stesso predicato a un medesimo soggetto
  • Ogni cosa è uguale a se stessa
  • Da premesse vere scaturiscono necessariamente conclusioni vere

03. Che cos’è l'”induzione” per Aristotele?

  • Un procedimento non-inferenziale per mezzo del quale si ottengono premesse vere
  • Una forma di deduzione
  • Un procedimento non-inferenziale per mezzo del quale si ottiene una conclusione vera
  • Un procedimento opposto alla deduzione perché produce un'inferenza nel verso opposto

04. Stando ad Aristotele, quale natura ha l'”induzione”?

  • È una facoltà extra-logica
  • È una facoltà logica
  • È una facoltà di tipo inferenziale
  • È una facoltà verbale

05. Quale carattere hanno il principio di "non contraddizione" e del "terzo escluso"?

  • Nessuno dei precedenti
  • Logico
  • Empirico
  • Induttivo

Lezione 010

01. Che cos’è la "retorica" per gli Stoici?

  • Il procedimento con cui ottenere una conclusione falsa da premesse vere
  • Il procedimento con cui ottenere premesse vere da una conclusione falsa
  • L'ornamento oratorio del procedere per argomenti
  • La scienza del discutere rettamente su argomenti per domanda e risposta

02. Che cos’è per gli Stoici una “rappresentazione catalettica”?

  • Una rappresentazione sempre verace e punto di partenza per la formazione dei giudizi corretti
  • Una rappresentazione sempre falsa e punto di partenza per la formazione di giudizi errati
  • Nessuna delle precedenti
  • Una rappresentazione che comporta un giudizio

03. Che cos’è la "dialettica" per gli Stoici?

  • Il procedimento con cui ottenere una conclusione falsa da premesse vere
  • La scienza del discutere rettamente su argomenti per domanda e risposta
  • Il procedimento con cui ottenere premesse vere da una conclusione falsa
  • L'ornamento oratorio del procedere per argomenti

04. In quali discipline di divide la logica per gli Stoici?

  • "Deduzione" e "induzione"
  • "Dialettica" e "retorica"
  • "Ontologia" e "deontologia"
  • "Etica" e "fisica"

05. Quale tra questi fu il logico più importante e prolifico della scuola stoica?

  • Democrito
  • Pirrone
  • Diogene Laerzio
  • Crisippo

Lezione 011

01. A rigore, per gli Stoici che cos’è congiunto in un giudizio?

  • Un termine reale con un altro termine reale
  • Un termine fittizio con un altro termine fittizio
  • Un soggetto con un predicato
  • Un individuo con un “esprimibile”

02. Per gli Stoici quali sono gli ambiti di pertinenza del cosiddetto “esprimibile completo”?

  • L'esistente e l'inesistente
  • Nessuno dei precedenti
  • Il reale e l'irreale
  • Il vero e il falso

03. Che relazione vige tra linguaggio e realtà secondo la dottrina logica degli Stoici?

  • La realtà materiale è una delle tante forme del linguaggio
  • Identità di linguaggio e realtà
  • Dominio del linguaggio è una "realtà" che non è la realtà delle cose materiali
  • Dominio del linguaggio è la realtà delle cose materiali

04. Agli Stoici si deve, forse per la prima volta nella storia della logica, l'idea di "completezza". Che cosa si intende con questo termine?

  • L'idea che un numero esiguo di proposizioni può essere derivato da tutte le proposizioni vere
  • Una completa dottrina dei sillogismi
  • L'idea che tutte le proposizioni vere possono essere derivate da un numero esiguo di proposizioni
  • L'analisi dei connettivi

05. Gli Stoici inaugurarono la "logica proposizionale" fornendo per la prima volta nella storia della logica

  • Un'analisi dei connettivi
  • Una grammatica scientifica
  • Un sistema assiomatico
  • La dottrina della rappresentazione "cata"
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Froggy_F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Logica e filosofia della scienza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Pizzichemi Lorenzo Leonardo.
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