PANIERE CON RISPOSTE APERTE
STORIA MODERNA
SCIENZE PEDAGOGICHE
Docente: Sanfilippo Marialucrezia
27/05/2020
Lezione 002
01. Cosa si intende per periodizzazione?
Per periodizzazione si intende, convenzionalmente, la suddivisione degli avvenimenti storici in periodi
molto ben distinti l’uno dall’altro; periodi le cui estremità sono determinate da fatti di particolare rilievo
per l’evoluzione generica della storia umana.
La periodizzazione più nota e quella della storia d’Europa, divisa in 5 periodi:
• la Preistoria riguarda i fatti accaduti prima dell’introduzione della scrittura;
• Storia antica, inizia con l’avvento delle grandi civiltà idrauliche, che si svilupparono lungo i fiumi;
• Storia medievale, periodo compreso dal crollo dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.) alla nascita,
nei paesi delle rispettive monarchie nazionali;
• Storia Moderna, copre un arco temporale di circa 3 secoli dal XVI al XIX, caratterizzato dal processo di
formazione degli stati nazionali in Europa, per chiudersi nel 1848;
• Storia contemporanea, comprende i fatti avvenuti dal Congresso di Vienna ad oggi.
02. Dia una definizione di scienze ausiliarie
Per scienze ausiliarie si intendono tutte quelle discipline che coinvolgono diverse figure (es. archeologo,
paleontologo, geologo etc.), le quali contribuiscono attivamente alla ricostruzione degli eventi del
passato. Lo storico deve tenere conto dei risultati provenienti da tutti questi ambiti di ricerca, dalle
cosiddette scienze ausiliarie, e deve sapientemente organizzarli ai fini di una puntuale ricostruzione di un
dato quadro temporale. Lezione 003
04. Differenze tra fonti primarie e fonti secondarie
Una delle suddivisioni delle fonti è quella in fonti primarie e fonti secondarie.
Le fonti primarie sono tutte le forme di testimonianza che appartengono all’epoca studiata; quelle
secondarie, invece, rappresentano tutti i riferimenti successivi all’epoca che si sta storicamente trattando.
Le fonti primarie, inoltre, rivestono una maggiore importanza rispetto a quelle secondarie poiché sono
considerate meno “inquinate” dall’interpretazione e dalle ovvie deformazioni prodotte dalla
trasmissione.
05. In merito alla metodologia della ricerca storica, cosa si intende per critica delle fonti e che differenza
intercorre tra critica estrinseca e critica intrinseca
Nell’ambito della metodologia della ricerca storica, per critica delle fonti si intende l’insieme delle attività
tramite le quali lo storico stabilisce il reale valore delle fonti in suo possesso.
Come prima cosa lo storico dovrà verificare che le fonti siano autentiche attraverso la critica estrinseca e
la critica intrinseca. La critica estrinseca determina i caratteri di un documento rapportandolo a quelli
della stessa epoca e di quell’ambiente. La critica intrinseca, invece, è la verifica del contenuto per appurare
che non sia in contraddizione rispetto alle notizie già accertate.
06. A cosa servono le fonti?
Con il termine “fonti” si intendono tutti i reperti del passato utili per ricostruire un periodo storico; le fonti
sono, dunque, tutto l’insieme di quegli elementi dei quali il ricercatore si può avvalere per la stesura critica
di una personale visione degli avvenimenti. Pertanto, l’uso consapevole delle fonti da parte dello storico
rappresenta un dato fondamentale a garanzia di una ricostruzione critica degli eventi del passato.
07. Dia una definizione di fonti
Con il termine “fonti” si intendono tutti i reperti del passato utili per ricostruire un periodo storico; le fonti
sono, dunque, tutto l’insieme di quegli elementi dei quali il ricercatore si può avvalere per la stesura critica
di una personale visione degli avvenimenti.
Le fonti possono essere classificate con criteri diversi: secondo “avanzi materiali” e “testimonianze
figurate e scritte”, possono essere distinte in scritte e orali, in primarie e secondarie e, infine, in fonti
intenzionali e non intenzionali. Lezione 004
06. Spieghi in cosa consiste il fenomeno della "rivoluzione dei prezzi"
Dal 1450 al 1600 l’Europa fu interessata da un significativo aumento della popolazione, probabilmente
dovuto all’attenuazione di epidemie o all’abbassamento dell’età da matrimonio, con conseguente
aumento del tempo in cui le coppie avrebbero potuto mettere al mondo i loro figli. Tale aumento
determinò, a sua volta, un incremento della domanda dei prodotti alimentari e di altri generi di prima
necessità, che causò un aumento dei prezzi. Il prezzo del grano, per esempio alla fine del secolo raddoppiò
in alcune città, in altre addirittura triplico o quadruplicò. Questo fenomeno è definito “rivoluzione dei
prezzi”.
07. Spieghi la differenza tra i poveri congiunturali e i poveri strutturali
I poveri strutturali sono coloro che vivono prossimi alla “soglia critica”, in una condizione di povertà,
perché impossibilitati a lavorare; ne sono un esempio i vecchi, le vedove ed i malati. I Poveri congiunturali,
invece, sono coloro che sono poveri a causa della crisi, ma capaci di risollevarsi, stando però sempre in
bilico. Lezione 005
10. Chi erano i conquistadores?
I primi conquistadores, eserciti costituiti da poche centinaia di uomini, appartenevano a ceti poveri e non
privilegiati, come gli hidalgos, cavalieri non insigniti da nessun titolo nobiliare, qualche borghese, artigiani
e contadini; con costoro partirono molte donne.
11. Quali furono i motivi che spinsero i portoghesi ad investire nelle esplorazioni nel corso XV secolo?
Il Portogallo fu il primo paese europeo ad investire nelle esplorazioni, perché aveva lo scopo di aprire un
varco per l’Oriente aggirando l’Asia e l’Africa. Lezione 006
05. In merito al crollo degli imperi americani, cosa si intende per paralisi cognitiva?
In merito al crollo degli imperi americani, le popolazioni amerindie si scoprirono incapaci di dare un
significato a quello che stava accadendo e, facendo ricorso unicamente alle loro credenze, rimasero
vittime di una “paralisi cognitiva”, ovvero di un'impossibilità di capire che si tradusse in incapacità di
reagire.
06. Quali furono le cause che determinarono lo sterminio degli indios e il crollo degli imperi americani?
Gli europei, pur considerandoli esseri dotati di ragione, trattarono gli indiani come oggetti. La causa di
tale atteggiamento violento, che provocò lo sterminio degli indiani, è riconducibile alla sete di ricchezza e
anche alla volontà di convertire gli indiani al Cristianesimo.
Lezione 007
05. Esponga i problemi che caratterizzavano la Chiesa agli inizi del '500
Nel XVI secolo, possiamo riscontrare una vera e propria degenerazione, che aveva investito la Chiesa, le
cui peculiarità sono le più disparate: secolarizzazione del Papato, l’assenteismo dell’alto Clero, la
commistione tra potere temporale e quello ecclesiastico, il nepotismo per cui i Papi preferivano i membri
della loro famiglia. In particolare, dobbiamo citare anche la vendita delle indulgenze (Lutero afflisse 95
tesi sulla porta della chiesa di Wittemberg per denunciare tale pratica), che prevedeva il condono della
pena dei peccati in cambio di considerevoli elemosine. La Chiesa, in questo periodo, inaspri anche la
pressione fiscale in diversi paesi europei, provocando un risentimento generale ancora più acuto.
06. Esponga i principi della riforma introdotta da Lutero
La formazione di Lutero fu condizionata dalla teologia di sant’Agostino, dunque dalla visione pessimistica
della condizione umana e dalla convinzione che la salvezza si poteva raggiungere soltanto con la grazia,
che poteva essere concessa da Dio. La fede era una conquista e la sola cosa che poteva aiutare era la
parola di Dio, contenuta nel Vangelo. Alla base della teologia protestante di Lutero vi era la convinzione
che solo attraverso la Grazia, solo attraverso la Fede e solo attraverso la Scritture vi sarebbe stata la
salvezza. Forte di questa convinzione Lutero iniziò a esprimerla pubblicamente tanto che nel 1517, afflisse
e rese pubbliche sulla porta della chiesa di Ognissanti di Wittenberg, le 95 tesi sulla dottrina delle
indulgenze, in cui denunciava tale pratica demolendo la dottrina delle indulgenze e sostenendo che solo
Dio e non il papa aveva il potere di rimettere le pene da lui afflitte. A seguito di tale attacco, Lutero fu
processato e nel 1520 fu scomunicato. Nelle varie opere di Lutero egli rivolgendosi alla nobiltà invocava
una riforma e contestava l’esistenza stessa del clero, negava la validità dei sacramenti, riconoscendo solo
l’eucarestia e il battesimo, sosteneva il principio della libertà interiore dell’uomo, affermando il principio
del “sacerdozio universale”: tutti i cristiani sono sacerdoti, in quanto hanno ricevuto il battesimo e non
c’è, quindi, distinzione tra clero e laici. Lezione 008
04. Punti di convergenza e differenze tra Zwingli e Lutero
Oltre all’azione di Martin Lutero, un altro importante riformatore fu Uldrych Zwingli. Egli diffuse un
cristianesimo depurato della superstizione, basato sull’abolizione del culto dei santi, sulla condanna della
dottrina del Purgatorio e sulla contestazione della gerarchia ecclesiastica e del celibato dei preti. Ciò gli
provocò tensioni nei rapporti col vescovo di Costanza, da cui Zurigo dipendeva. Nel 1523, il Consiglio della
città convocò un’assemblea durante la quale Zwingli presentò i suoi 67 articoli di fede, basati su una
lettura filologica delle Sacre Scritture e sull’abolizione dell’idea di transustanziazione. Secondo lui, la
messa era una semplice commemorazione dell’Ultima cena. Le riforme non si limitarono alla sfera
religiosa, ma furono accompagnate da una serie di provvedimenti politico-sociali. Un’altra differenza
riguardava la concezione della messa: per tutti e due essa non rappresentava un sacrificio, ma per Lutero
il corpo e il sangue di Cristo erano presenti nel pane e nel vino. Essi si trovarono però uniti contro gli
anabattisti, coloro che predicavano il battesimo in età adulta, per i quali i veri cristiani erano solo coloro
che seguivano alla lettera le parole del Vangelo. Essi furono massacrati nella città di Münster.
05. Caratteristiche della riforma di Zwingli
Zwingli, dottore in teologia, rappresenta un altro importante riformatore. Egli diffuse il Cristianesimo,
depurato dalla superstizione, abolizione del culto dei santi, condanna della dottrina del Purgatorio e
contestazione della gerarchia ecclesiastica e del celibato dei preti. Presento 67 articoli di fede di rilettura
filologica delle Sacre Scritture e sull’abolizione dell’idea della transustanziazione, la messa era vista solo
come una commemorazione dell’ultima cena. Le riforme di Zwingli investirono anche la sfera politica,
oltre quella religiosa. Lezione 009
01. Esponga le caratteristiche del Calvinismo
La dottrina del calvinismo vede ridotta l’importanza dei Sacramenti, ad eccezione del Battesimo e
dell’Eucarestia, promuove il sacerdozio universale (tutti i cristiani sono sacerdoti perché ricevono il
Battesimo, non c’è distinzione tra il clero e i laici). Il concetto fondamentale è quello della predestinazione:
gli uomini si salvano oppure sono avviati alla dannazione eterna, perché la libera scelta di Dio investe
alcuni con la sua grazia, mentre altri no, secondo un progetto divino che sfugge alla comprensione degli
uomini. Non sono le opere a salvare l’uomo, ma solo la fede nelle grazie di Dio. Tuttavia, se le opere, non
sono uno strumento di salvezza, ciò non significa che esse non abbiano alcun valore. La buona condotta
morale, l’agire virtuoso e, il successo ottenuto divengono per il calvinista un segno dell’elezione divina. Il
Calvinismo, considera l’Eucarestia solo un momento per ricordare l’ultima cena e non come la dottrina
luterana, che descrive la natura dell’Eucarestia in termini concreti e metafisici, il pane e il vino divengono
anche sostanza del corpo e del sangue di Cristo.
02. Cosa è la predestinazione?
La predestinazione è il principio secondo cui Dio salva o danna, in base ad un disegno divino già scritto,
non comprensibile all’umo. Le buone azioni non servono per la salvezza eterna ma sono una necessaria
testimonianza della scelta divina. Il Dio di Calvino è onnipotente, tutto può e che ha un disegno per ogni
uomo.
03. In base agli studi effettuati, quali furono le condizioni che contribuirono alla diffusione della Riforma
protestante?
La riforma Protestante, si è presentata come un movimento di protesta, contro la Chiesa, rispondendo a
quel malcontento presente nei suoi confronti. La Chiesa, all’inizio del XVII secolo, era stata colpita da un
processo di degenerazione; secolarizzazione del papato, commistione tra potere temporale ed
ecclesiastico, assenteismo dell’alto clero. Le cariche ecclesiastiche erano ricoperte da famiglie nobili, le
quali però non avevano la predisposizione ad esercitarle e quindi le affidavano a parroci impreparati; i
Papi, invece, favorivano i membri della loro famiglia per la compravendita di beni. Un fenomeno, assai
diffuso era la vendita delle indulgenze, ingenti donazioni venivano fatte in cambio del condono dei peccati.
A questi comportamenti, dobbiamo aggiungere l’inasprimento fiscale, in diversi paesi europei, da parte
della Chiesa. La riforma protestante ha motivi religiosi, politici ed economici, e anche se non era l’intento
di Lutero, le sue parole sono stare interpretate politicamente.
04. In base agli studi effettuati, perché la Riforma protestante contribuì a innescare il processo di
sviluppo delle scienze?
Nel corso del XVII secolo, nel pieno fermento della rivoluzione scientifica, le scienze naturali vedono una
grandissima predominanza di protagonisti di fede protestante rispetto alla parte cattolica. I grandi
scienziati olandesi, per la matematica, l’ottica, la microscopia e la fisiologia rappresentano un capitolo di
tutto rilievo nella storia della scienza. In Germania e nei paesi scandinavi, la presenza protestante-luterana
è dominante su tutta la scena europea ed è rappresentata da figure importanti quali Keplero, Otto Von
Guericke, Leibniz. Questa predominanza numerica è causata sia dallo spostamento del centro dei
commerci dal Mediterraneo al mare del nord, che dal’ influenza specifica della religiosità luterana.
Bisogna ricordare il clima di grande liberalità di cui si godeva in nazioni protestanti quali i Paesi Bassi e
l’Inghilterra, sicuramente positivo per lo sviluppo di uno spirito scientifico.
Lezione 010
01. Perché si dice che lo scisma anglicano fu uno scisma senza eresia?
Per comprendere in profondità lo scisma anglicano, è necessario soffermarsi sulla struttura politica, che
ha permesso ciò. Il Parlamento inglese era composto da due camere: una (Camera dei Pari) composta da
nobili e clero, l’altra (Camera dei Comuni), da cavalieri e cittadini. Il Parlamento veniva convocato da Re
e, con la dinastia Tudor, le convocazioni avvenivano sempre più raramente, a favore di un rafforzamento
del potere reale. L’ atto di Supremazia, aveva dichiarato il Re, capo supremo della Chiesa d’Inghilterra,
negando l’autorità del Pontefice. Al monarca, veniva demandato il potere sulla Chiesa, sulla sua disciplina
interna e anche il potere di scomunicare e di repressione dell’eresia. L’autore di questa politica, fu Thomas
Cromwell, che teorizzò l’idea del potere come autorità, congiunta del monarca e del Parlamento, senza
limiti di competenza e senza il riconoscimento di autorità superiori in nessun campo. Lo scisma anglicano
fu definito come uno scisma senza eresia; la struttura della Chiesa e la dottrina non vennero inizialmente
modificate. Enrico VIII aveva acquisito da Papa Leone X, il titolo di Defensor Fidei (difensore della fede),
grazie alla pubblicazione di una confutazione della dottrina luterana nel 1521. Questo fatto testimonia la
sua non intenzione di stravolgere quelli che erano i dogmi e fondamenti teologici della religione Cristiana.
Lezione 011
02. Quali furono gli argomenti trattati dal Concilio di Trento?
Nel 1545 iniziano i lavori per la Riforma della Chiesa e il Concilio ecumenico si riunì a Trento, sede di un
principato vescovile soggetto all’Impero. Il Concilio venne trasferito una prima volta a Bologna nel 1547 a
causa di una peste, poi riconvocato a Trento nel 1551 da Giulio III, ma interrotto a causa delle ostilità tra
Francia e l’Impero nel 1552. Dopo 10 anni, il Concilio fu riconvocato e i lavori conclusi nel 1563 il
pontificato di Pio IV. Durante il Concilio vennero trattati i seguenti argomenti:
• Le questioni disciplinari e i doveri del clero: Vennero istituiti i seminari (collegi dedicati alla
preparazione dei sacerdoti) Ai vescovi venne vietato l’accumulo di benefici e di cariche, venne sancito
l’obbligo di risiedere nella propria diocesi, di visitarla integralmente ogni due anni e di produrne
relazioni da inviare alla Curia di Roma. Ai parroci furono impartite norme per il decoro del culto, per
l’insegnamento religioso ai fedeli mediante il catechismo, e per la tenuta rigorosa dei registri di
battesimi, matrimoni e sepolture (importantissimi documenti che oggi ci consentono di approfondire
le nostre nozioni storiche) e fu loro imposto il celibato e l’abito sacerdotale.
• La definizione dei punti dogmatici controversi: vennero riconfermati i dogmi messi in discussione dalle
Riforme, venne ribadito il valore delle opere ai fini della salvezza e condannato il principio di
giustificazione per sola fede , furono confermati tutti i 7 sacramenti, compreso quello dell’ordine, che
conferiva al sacerdote la possibilità di fare da intermediario tra le Sacre Scritture e i fedeli, fu
riaffermato il valore della Chiesa accanto alla Sacra Scrittura come fonte di verità e fu rafforzato il
carattere monarchico della Chiesa Cattolica, dal momento che fu uffici
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