PANIERE CON RISPOSTE APERTE
LETTERATURA PER L'INFANZIA
SCIENZE PEDAGOGICHE
Docente: Di Veroli Anna
24/11/2020
Lezione 001
04. Descrivi la letteratura a scuola nel periodo del Risorgimento
Al sistema scolastico nazionale, istituito con decreto-legge del 1859, viene assegnata l’incombenza di
porre rimedio al diffuso analfabetismo e di vincere le resistenze, soprattutto cattoliche, che vengono
interposte all’istruzione popolare.
I primi programmi della scuola italiana sono emanati dal ministro Terenzio Mamiani nel 1860 e pongono
a fondamento dell’insegnamento elementare, prima che l’istruzione, l’educazione rappresentata da
principi quali il vivere civile, l’amor di patria, il rispetto dell’igiene, del dovere sociale. Per tale ragione i
pilastri dell’insegnamento sono costituiti dalla religione, dall’aritmetica e dalla lingua italiana, con una
particolare attenzione all’insegnamento della grammatica, artefatto culturale che ha come scopo finale
quello dell’unificazione linguistica dell’Italia. Lezione 002
05. Quali sono gli autori e le opere Risorgimentali che ti sono rimaste più impresse
Mi ha colpito molto il romanzo “The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe” (1719)
di Daniel Defoe (1660-1731), e Jonathan Swift (1667-1745), in quanto il testo “Travels into Several Remote
Nations of the World in Four Parts” è diventato un classico per l’infanzia.
L’obiettivo di queste opere è quello di promuovere nel lettore un’azione di riflessione personale e di
scoperta del sè profondo, attraverso opportune chiavi interpretative rintracciabili nel tessuto narrativo
delle loro produzioni letterarie. Di Walter Scott mi ha colpito l’intera opera (1771-1832); in questa,
preponderanti sono valori quali il coraggio, la dignità, l’amore, attraverso i racconti di mondi leggendari
che facilitano il coinvolgimento emozionale di chi legge.
Lezione 003
06. Scrivi a proposito di Carlo Collodi prima di Pinocchio
Per ciò che concerne Collodi prima di Pinocchio, va notato che i testi collodiani nascono su commissione,
sono scritti su invito o proposta di un committente legato al mondo della carta stampata. Anche “I misteri
di Firenze” furono commissionati a Collodi. Dopo l'avventura dei Misteri - e un non felice esordio come
autore di teatro (1861) con la commedia “Gli amici di casa” - Collodi prosegue nell'attività giornalistica, e
stringe collaborazioni con Alessandro e Felice Paggi. Avendo, Collodi, una buona conoscenza della lingua
francese, nel ’75 i Paggi chiedono a questo di tradurre i testi di Perrault, di Madame d’Aulnoy e di Madame
Leprince de Beaumont. La collaborazione di Collodi con i Paggi prosegue e nel giro di due anni escono
Giannettino (1877) e Minuzzolo (1878), che ha come protagonista un bambino di nove anni, diviso fra gli
impegni scolastici e il piacere del gioco e delle attrazioni che circondano il mondo dell'infanzia.
Negli anni Ottanta Collodi pubblicò, sempre con Paggi, Occhi e Nasi, un volume antologico diviso in due
parti, la prima dedicata a personaggi ritratti della Firenze a lui contemporanea, la seconda dedicata alla
Firenze “di una volta”, ma il testo ha le caratteristiche dell'indefinito e dell’incertezza.
Lezione 004
06. Descrivi il percorso di Ida Baccini e le "Memorie di un pulcino"
Ida Baccini (1850- 1911) insegna nelle scuole elementari del capoluogo toscano fino al 1878, quando
decide di dedicarsi interamente al giornalismo e all’attività di scrittrice. Inizia a collaborare al neonato
“Giornale per i Bambini” di Ferdinando Martini; tre anni dopo assume la direzione di “Cordelia”, rivista
per giovinette fondata da Angelo De Gubernatis.
Nel 1900 ottiene ad honorem il diploma di abilitazione all'insegnamento della pedagogia.
Il successo arriva con le Memorie di un pulcino, racconto autobiografico di un pulcino di campagna che
cambia padroncino e diventa grande in città, risulta, d'altra parte, comprensibile perché indica una
tendenza ad “assumere punti di vista in cui si pretende di collocarsi al livello degli animali e dei bambini
per osservare e per descrivere il mondo”. Il successo è dovuto anche all’utilizzo di modi di dire e proverbi
popolari. Le “Memorie di un pulcino” appartengono alla letteratura dell'infanzia postunitaria, per le
divagazioni sulla morte, gli inviti a esercitare la carità, a essere cauti nello stringere le amicizie, a badare
ai fatti propri. Lezione 005
07. Scrivi a proposito degli autori e le opere dell'Italia umbertina
Nel periodo Umbertino sono autori noti Carlo Collodi, Edmondo De Amicis ed Emilio Salgari. I temi del
nido, della morte, del lavoro come fatto etico e spirituale sono presenti nei testi dell'infanzia anche nel
“giornale per i bambini”.
Carlo Collodi stravolge questi schemi e con "storia di un burattino" dissacra il tema della morte che assume
una connotazione grottesca e parodica. Pinocchio, il suo capolavoro tradotto in tutte le lingue anche in
latino, è intriso delle ossessioni, dell'amore e dei nodi della formazione di Collodi stesso. È un burattino
senza antenati, non è soggetto alla morte e i suoi atteggiamenti sono teatrali. Edmondo De Amicis nasce
nel 1846 partecipa alla terza guerra d'indipendenza e assiste alla presa di Roma. Dopo il servizio militare
diventa giornalista e scrittore. È attento alla dimensione educativa e questo lo dimostra in due scritti:
Cuore in cui pervade l'idea della sofferenza della tristezza e vi è un continuo riferimento alla morte ed "il
romanzo d'un maestro".
"L'idioma gentile" è un'opera in cui si evince un'autentica avversione al dialetto e sostiene le idee
linguistiche di Manzoni.
Emilio Salgari (1862-1911), veronese, di origini modeste, non termina gli studi al Nautico di Venezia e
rinuncia alla carriera sul mare che trova invece tanto spazio nella sua opera. Dopo alcuni anni di
giornalismo si trasferisce a Torino; qui l'editore Speirani gli offre una serie di collaborazioni alle sue
pubblicazioni per l'infanzia e l'adolescenza e gli permette di vivere del lavoro di scrittore e qui risiederà
fino alla morte. Tra le opere salgariane che ancora oggi conservano una loro freschezza, ricordiamo “il
ciclo di Sandokan”, quello dei pirati, i romanzi del West. Dal primo ciclo di racconti emergono temi quali
coraggio, amore, sofferenza, malinconia, in una fitta trama di intrecci narrativi dove si respira l’azione dei
protagonisti in un connubio di sensazioni e stati d’animo che coinvolgono fortemente il lettore. Del
secondo ciclo narrativo va ricordata l’opera “Il corsaro nero” che ripropone i temi della malinconia
dell’avventura.
Le descrizioni degli ambienti e della natura nascono in funzione della volontà di avventura dei
protagonisti, i quali, soprattutto nei tre romanzi forse più noti (Sulle frontiere del Far- West, La
Scotennatrice, Le Selve Ardenti) perché costruiti come una breve saga della durata di un quindicennio
(1863-78), sono impegnati a risolvere difficoltà, a superare ostacoli, a non restare mai immobili. Il
linguaggio utilizzato da Salgari è molto vicino al parlato e ai modi di dire tipici della conversazione
popolare. Lezione 006
06. Scrivi a proposito di Edmondo De Amicis e della sua opera principale "Cuore"
Nell’opera “Cuore” di Edmondo de Amicis, si evidenzia un cambio di atteggiamento nei confronti del
Risorgimento. L’autore partecipa alla terza guerra d'indipendenza e assiste alla presa di Roma.
Abbandonato il servizio militare nel 1870, intraprende la carriera di giornalista e scrittore. La sua fama,
dopo il successo di Cuore (1886), non si offusca neppure quando, per i suoi ideali politici, aderisce al
socialismo (1891), divenendo successivamente scrittore civile. Nel 1908 muore improvvisamente in un
albergo di Bordighera lascia sgomento l’intero paese. Negli scritti di viaggio si sofferma sulle particolarità
osservate e vissute in giro per il mondo, incontrando il desiderio del pubblico di evadere dal provincialismo
dell’Italietta e tuffarsi in orizzonti e immagini esotiche, stravaganti, lontane. Mostra il suo impegno nella
dimensione educativa attraverso l'elaborazione di due opere: “Cuore” e “Il romanzo d'un maestro”.
Quest'ultima, iniziata nell'estate 1885, viene interrotta dall'elaborazione della prima, cui De Amicis si
dedica con straordinaria intensità. “Cuore” è pensato come il diario di un alunno che racconta vicende
sue, e dei suoi compagni, avvenute durante l’anno scolastico 1881 – 1882, in una scuola di Torino. Questo
diario è impostato in modo tale che ad ogni mese corrisponda un capitolo e, infatti, i titoli dei capitoli che
troviamo nel testo sono quelli dei mesi che si succedono fino all’estate. A queste vicende si aggiungono
quelli noti come i “racconti mensili”, quei racconti cioè che ogni mese il maestro racconta agli studenti
cercando, attraverso i racconti esemplari di ragazzi e ragazzini piccoli con cui i suoi alunni possono
facilmente identificarsi, di istruire i suoi studenti secondo quelli che sono gli ideali del suo tempo e che
approfondiremo a breve. L’espediente è ingegnoso: la scuola, come luogo eletto d’istruzione e di scambio
culturale, si presenta come un luogo perfetto per racchiudere una molteplicità di significati che, fra le
mura dell’aula, si trovano a convivere naturalmente e senza dare l’idea di essere costruite e pensate dalla
mano di uno scrittore. Un aspetto che colpisce in “Cuore” è quello della tristezza, della sofferenza, delle
disgrazie e delle morti seminate a piene mani: in questo caso De Amicis non si distacca dall'idea che per
diventare adulti occorra dolorosamente “purgarsi”, bere filtri amari per dimenticare l'infanzia.
Lezione 007
06. Scrivi a proposito dei Giornali per l'infanzia
Nella massa di giornalini del dopo Unità meritano attenzione particolare due testate: “Cordelia” rivolta
alle ragazze e, tra i periodici indirizzati ai più piccoli, il “Novellino”.
Il settimanale “Cordelia” nasce nel 1881 e si presenta in testata come “foglio settimanale per le giovinette
italiane”, per quelle che o studiano in famiglia, o vanno ancora alla scuola. I punti di riferimento della
filosofia che ispira il giornale sono la famiglia e la scuola, le due istituzioni cui sono demandati i ruoli
educativi fondamentali. Rigorosamente assente dalle pagine è la politica mentre nessuno spazio viene
concesso alle questioni intime.
Il “Novellino”, comparso nel 1899, propone per la prima volta in Italia la novità di pagine con illustrazioni
a colori. Rispetto ai giornali precedenti il “Novellino” presenta una serie di fiabe, racconti e novelle
accompagnati da numerosi disegni colorati che catturano l’attenzione dei giovani lettori. Accanto al
“Novellino” appare poi “Il Novellino rosa”, stampato su carta rosata, che l’editore volle diretto da Yambo.
Resta in vita fino al 1922. Lezione 008
06. Parla a proposito dei principali autori che esordirono nel 1900
Enrico Novelli (1876-1943), noto con lo pseudonimo Yambo, muove i primi passi della sua formazione
nell'ambiente teatrale, la sua è una teatralità fantasiosa, sorridente, a volte irriverente. La sua carriera di
scrittore, disegnatore, giornalista, drammaturgo inizia con un'alta consapevolezza di sè e del suo
mestiere: a 15 anni pubblica il suo primo romanzo, di matrice verniana, “Dalla Terra alle Stelle”, subito
dopo scrive e illustra “Il cavaliere nero” e fonda e dirige “Il Marciapiede” una “Rivista Settimanale Illustrata
di Yambo”. Yambo ha sempre avuto l’ossessione di raccontare, di narrare, e lo fa buttando giù qualsiasi
idea, qualunque fantasia su ciò che vede o immagina, certo a tutti costi di stupire il lettore inventando
storie e personaggi incredibili.
Antonio Rubino (1880-1964), poeta, scrittore, illustratore, esordisce in volume nel 1911 con “Versi e
disegni”. Il libro, oltre a segnalare l'invenzione di un modo specifico di fare, consente di verificare il solido
legame fra le prime prove poetiche e la successiva produzione per bambini comprese le bande disegnate,
le vignette, i cartoni animati. Nel primo dopoguerra, Rubino è impegnato su molti fronti di produzione,
ma soprattutto nella stesura e pubblicazione di due brevi romanzi illustrati, “Viperetta” e “Tic e Tac”,
ovverossia “l'orologio di Pampalona”. Non ritroviamo personaggi e ambienti pedagogicamente esemplari,
ma figure e ambientazioni paradossali, giochi linguistici tutti segnati da illustrazioni caricaturali e
grottesche.
Giulio Gianelli (1879-1914) è voce minore nel panorama della poesia italiana del primo Novecento. Solo
negli anni Settanta Giuseppe Farinelli, offrendoci un’edizione curata delle poesie, ha stabilito legami tanto
con i crepuscolari quanto con quell'area liberty e simbolista della nostra poesia che ha avuto in Glauco
Viazzi un attento decifratore. La fama di Gianelli come autore per ragazzi è affidata soprattutto al suo
romanzo Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino, che ha per motivo conduttore quello dell'adulto
che torna bambino.
Marino Moretti (1885-1979) sembra avere nei confronti dell'infanzia un atteggiamento ambivalente, sia
quando essa viene designata a destinataria di versi e prose, sia quando la fanciullezza diventa soggetto e
protagonista di storie in versi. Questa ambivalenza è esplicitamente dichiarata in una pagina del Libro dei
miei amici. Egli costruisce testi che solo apparentemente sembrano indirizzati ad una fruizione infantile,
ma che sostanzialmente hanno poco a che vedere con i reali interessi dei bambini. I suoi componimenti si
avvicinano all’universo infantile poiché il suo repertorio è costituito da giocattoli, burattini, giostre etc.,
ma questi oggetti e personaggi in effetti vengono utilizzati per esprimere stati d’animo nostalgici e
complessi per nulla infantili.
Giovanni Pascoli (1885-1912) aveva progettato di comporre un libro di poesie “fanciulline” destinato
all'infanzia. L'idea che Pascoli ha dell'infanzia si ricava con chiarezza dal celebre scritto “Il Fanciullino”, che
contiene la formulazione più compiuta e articolata della sua poetica. Egli sostiene che dentro di noi vi è
un fanciullino che resta tale mentre noi cresciamo, ed è come una voce nascosta nel profondo di ognuno
di noi, suggerendoci quelle emozioni e sensazioni che solo un fanciullo può avere. Spesso, però, questa
voce non viene ascoltata dall’uomo. Il poeta invece è colui che è capace di ascoltare e dar voce al
fanciullino, è colui che riesce a dar sfogo alle sensazioni e allo stupore tipico del bambino.
Lezione 009
07. Parla a proposito del "Corriere dei Piccoli"
Nel Natale del 1908 esce il “Corriere dei Piccoli” come supplemento al “Corriere della Sera”. È un progetto
di ammodernamento editoriale voluto da Luigi Albertini. La veste grafica del “Corriere dei Piccoli” è
caratterizzata da una prima pagina a riquadri con vignette colorate. I contenuti interni, la scelta dei
collaboratori e l'attenzione alla produzione straniera ne fanno un successo editoriale di quegli anni.
Vengono trattati temi della scienza, della narrativa, dell’attualità e della poesia ed è destinato alla buona
borghesia italiana. il “Corriere dei Piccoli” è anche ricco anche di giochi da completare che affilano l'estro
di Antonio Rubino. È suddiviso in 88 annualità ed è stato pubblicato fino al 1996. Tra le opere pubblicate
a puntate sul “Corriere dei Piccoli” vi è “Il romanzo delle mie delusioni” di Sergio Tofano.
Lezione 010
06. Come ha inciso il Fascismo sulla produzione letteraria
Il regime fascista condiziona fortemente la letteratura giovanile. All'impegno pedagogico sulle storie per
bambini, si aggiunge nel ventennio di Mussolini quello dell'indottrinamento fascista. I libri per l'infanzia
diventano strumento di penetrazione tra i giovani e i giovanissimi con il compito di alimentare, con storie
di varia esemplarità, l'ideologia del regime, a partire dalla mitizzazione di Mussolini. Nel campo della
letteratura per ragazzi, come in altri campi del sapere, il fascismo è riuscito certamente a creare una sorta
di mentalità fatta di patriottismo acceso, di retorica solenne, di esaltazione di miti e riti guerreschi, ma
non fino al punto da occupare totalmente e il mondo fantastico e creativo dei più giovani.
Lezione 011
06. I principali autori della fase della Guerra e del dopoguerra (1915-1922)
Senza dubbio le opere di Orvieto, Gotta e Tofano risultano le più rappresentative del periodo bellico.
L'attività letteraria di Laura Cantoni Orvieto (1876-1953), moglie del poeta Angiolo Orvieto, è tra i
protagonisti del clima di grande fervore intellettuale che a Firenze fiorisce grazie alle attività organizzative
della famiglia Orvieto. Esordisce nella scrittura per ragazzi nel 1909 con un libro di storie dedicate ai figli,
storia di due bimbi italiani con una governante inglese. Due anni dopo scrive l'opera sua di maggior
successo, Storie della storia del mondo, in cui una mamma racconta ai suoi due bambini i miti greci che
fanno da contorno alla guerra di Troia. La materia del libro è il frutto di una intelligente rielaborazione.
Nel 1914 Orvieto pubblica una raccolta di favole (Principesse, bambini e bestie) e nel 1920 pubblica il suo
libro forse più commosso, la biografia della “fiorentina fanciulla inglese” Florence Nightingale, nata a
Firenze nel 1820, donna decisa a combattere ostinatamente contro ogni convenzione borghese per far
valere
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Paniere nuovo completo di Letteratura per l'infanzia (2024)
-
Paniere con risposte chiuse di letteratura per l'infanzia
-
Paniere risposte aperte Servizi per l'infanzia: progetti e gestione, corretto
-
Paniere Geografia