PANIERE CON RISPOSTE APERTE
EDUCAZIONE PERMANENTE DEGLI ADULTI
SCIENZE PEDAGOGICHE
Docente: Marinacci Marco
10/01/2019
Lezione 002
06. Il candidato descriva la relazione che corre tra apprendimento e pedagogia.
L'apprendimento è un cambiamento permanente che deriva da una nuova esperienza oppure mettendo
in atto dei comportamenti nuovi; si tratta, quindi, di una modificazione di un comportamento complesso,
stabile nel tempo, derivante dalle esperienze di vita e/o dalle attività del soggetto. Tale processo è definito
esperienziale, perché sono proprio le nostre esperienze, infatti, che influenzano le strutture cerebrali.
L'apprendimento dal punto di vista psicologico è una funzione dell'adattamento di un soggetto, risultante
dall'esperienza di un problema o di contesti nuovi (o cambiamenti che si verificano all'interno del contesto
stesso); un processo attivo di acquisizioni di comportamenti stabili in funzione dell'adattamento a quelli
che sono i cambiamenti nell'ambiente, che rappresentano per l'individuo problemi da risolvere.
Apprendere, significa acquisire nuove modalità di agire e reagire, per adattarsi alle modificazioni dei
contesti ambientali e relazionali. Se i comportamenti modificati sono semplici, si parla di
condizionamento, fenomeno dovuto all'esposizione a nuovi stimoli, interni che esterni. La pedagogia,
invece, è la scienza umana, che si occupa dell'educazione e la formazione dell'uomo nella sua interezza,
studia l'uomo nel suo intero ciclo di vita. Diversamente da quello che si può pensare, la pedagogia non si
occupa solo di bambini e dell'infanzia, ma anche di adolescenti, giovani, adulti, anziani e disabili. Si rivolge
a contesti formali, non formali e informali, in cui avviene il processo di "trasformatività", proprio della
pedagogia stessa. Lezione 003
03. IL CANDIDATO DESCRIVA LA RELAZIONE CHE CORRE TRA EDUCAZIONE E PEDAGOGIA.
L'educazione è l’attività volta allo sviluppo e alla formazione di conoscenze e facoltà mentali, sociali e
comportamentali di un individuo. La parola educazione è ritenuta complementare ad insegnamento o
istruzione, quest’ultima tende soprattutto a indicare metodologie trasmissive di sapere. Sicuramente le
strategie istituzionali sono parte di un percorso educativo, però il significato di educazione è più ampio e
ha come obiettivo quello di estrapolare e potenziare anche qualità e competenze ancora inespresse. La
pedagogia, è la scienza umana, che si occupa dell’educazione e la formazione dell’uomo nella sua
interezza, studia l’uomo nel suo intero ciclo di vita. Diversamente da quello che si può pensare, la
pedagogia non si occupa solo di bambini e dell’infanzia, ma anche di adolescenti, giovani, adulti, anziani
e disabili. Si rivolge a contesti formali, non formali e informali in cui avviene il processo di
"trasformatività", proprio della pedagogia stessa.
Lezione 005
01. Il candidato descriva i punti chiave della Riforma Gentile.
La Riforma Gentile (1923), prende il nome da Giovanni Gentile che fu incaricato di “disegnare” il nuovo
assetto scolastico, prendendo spunto dalla filosofia neoidealista e dalla ideologia politica presente
prevalentemente nel nostro Paese in quel determinato periodo. La riforma, articolata in una serie di
norme, si presenta come un testo unico a cui è stato aggiunto il regolamento di esecuzione, che interessa
le scuole di ogni ordine e grado. I punti chiave della riforma, si possono così sintetizzare: estensione
dell’obbligo scolastico fino ai 14 anni, con un corso di scuola elementare di 5 anni e uno di avviamento
professionale della durata di 3 anni, per chi non prosegue con le scuole medie; istituzione di scuole speciali
per handicappati sensoriali della vista e dell’udito; disciplina di tutti i tipi di istituzioni scolastiche
(pubbliche, private, paritarie, etc...), nelle quali svolgere l’obbligo scolastico; insegnamento obbligatorio
della religione cattolica; l’istituzione delle scuole magistrali per la preparazione dei maestri elementari.
02. 1. IL CANDIDATO DESCRIVA I PUNTI CHIAVE DELLA RIFORMA GENTILE.
La Riforma Gentile (1923), prende il nome da Giovanni Gentile che fu incaricato di “disegnare” il nuovo
assetto scolastico, prendendo spunto dalla filosofia neoidealista e dalla ideologia politica presente
prevalentemente nel nostro Paese in quel determinato periodo. La riforma, articolata in una serie di
norme, si presenta come un testo unico a cui è stato aggiunto il regolamento di esecuzione, che interessa
le scuole di ogni ordine e grado. I punti chiave della riforma, si possono così sintetizzare: estensione
dell’obbligo scolastico fino ai 14 anni, con un corso di scuola elementare di 5 anni e uno di avviamento
professionale della durata di 3 anni, per chi non prosegue con le scuole medie; istituzione di scuole speciali
per handicappati sensoriali della vista e dell’udito; disciplina di tutti i tipi di istituzioni scolastiche
(pubbliche, private, paritarie, etc...), nelle quali svolgere l’obbligo scolastico; insegnamento obbligatorio
della religione cattolica; l’istituzione delle scuole magistrali per la preparazione dei maestri elementari.
Lezione 006
04. Il candidato tracci i principi costituzionali che regolano l'istruzione in Italia.
La costituzione della Repubblica Italiana, promulgata nel 1947 ed entrata in vigore il 1 Gennaio 1948,
dedica alcuni articoli (art. 33 e 34 Cost.) all'istruzione, considerata come un fine di benessere perseguito
dallo Stato. Lo Stato può farsi carico, in relazione al momento storico e all'ideologia politica della classe al
potere, di realizzare un maggiore benessere della collettività e di migliorare ed elevare le condizioni di
vita dei suoi cittadini. In particolare, nella Costituzione è espressa la volontà da parte della Repubblica
Italiana, di concepire la scuola come ponte di passaggio tra la famiglia (primo nucleo formativo della
persona) e la società (il luogo naturale di integrazione con gli altri individui e di esplicazione della
personalità di ognuno). I principi che regolano l'istruzione in Italia sono: la libertà di insegnamento; la
presenza di scuole statali per tutti i tipi, ordini e gradi di istruzione; il libero accesso all'istruzione scolastica
senza alcuna discriminazione; l'obbligatorietà e la gratuità dell'istruzione scolastica; il riconoscimento del
diritto allo studio anche a coloro che sono privi di mezzi, mediante borse di studio, assegni e altri
provvedimenti da attribuire mediante concorso, purché siano capaci e meritevoli; esami, per l'ammissione
ai vari gradi dell'istruzione scolastica e l'abilitazione professionale; la libera istituzione di scuole da parte
di enti o privati; la parificazione delle scuole private a quelle statali, quanto agli effetti legali e al
riconoscimento professionale del titolo di studio.
05. Il candidato tratteggi per sommi capi il percorso legislativo dell'istruzione in Italia.
La L. del 31/12/1962 n. 1859 mette in atto, per la prima volta, il principio costituzionale dell'obbligatorietà
e gratuità dell'istruzione impartita per almeno 8 anni istituisce la scuola media unica, disponendo che
“l’istruzione obbligatoria successiva a quella elementare è impartita gratuitamente nella scuola media,
con durata di tre anni ed è scuola secondaria di 1° grado”. La L. n. 444 del 18/03/1968 istituisce la scuola
materna statale, come albo triennale a sè stante, che “accoglie bambini nell'età prescolare dai tre a sei
anni e si propone come fini di educazione e di sviluppo la personalità infantile, l'assistenza e la
preparazione alla scuola dell'obbligo, integrando l'opera della famiglia”. La L. n. 820 del 24/09/1971
istituisce la scuola a tempo pieno, come risposta del sistema educativo ai bisogni sociali di nuova
generazione, che riflettono un cambiamento della famiglia impegnata, in tutte le sue componenti, nel
mondo del lavoro. Questa riforma, riduce il numero di alunni per classe a 25, avvia la sperimentazione di
attività integrative che affiancano le materie curriculari, richiedendo un impegno scolastico temporale più
lungo e il coinvolgimento di tutti i docenti in lavori integrati e pluridisciplinari. Non c'è dubbio, che a livello
generale e normativo, il ruolo dello Stato rimane centrale. Solo lo Stato, infatti, “può garantire (non
realizzare) che l'istruzione costituisca su tutto il territorio nazionale un diritto di cittadinanza e solo lo
Stato può garantire (non realizzare) l'unitarietà del sistema nazionale di istruzione”.
Lezione 010
04. Il candidato descriva i punti salienti dei provvedimenti scolastici voluti dal Ministro dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, iniziati ufficialmente con la legge 133/2008 e
proseguiti con la legge 169/2008.
I provvedimenti scolastici voluti dal Ministro dall’Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella
Gelmini, sono iniziati con la L. 133/2008 e proseguiti con la L. 169/2008, avevano lo scopo di riformare il
sistema scolastico italiano. Le novità principali riguardano: l'introduzione di due nuovi licei, cioè il Liceo
delle Scienze Umane, Musicale e Coreutico, e l'ampliamento del Liceo Artistico; l'insegnamento della
lingua inglese venne reso obbligatorio per tutto il quinquennio; le materie scientifiche vennero
potenziate.
Il d.l. Del 2008 n.112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione e la competitività),
convertito in L. 6 agosto 2008 n. 133, riguardante le finanze pubbliche, presenta anche provvedimenti per
il mondo universitario e accademico.
Il d.l. n. 137 del 1/09/2008, ha modificato il sistema della pubblica istruzione. I provvedimenti riguardano
sia la scuola primaria che secondaria (entrambi i gradi): le ore ritornano a essere di 60 minuti e viene
rintrodotto lo studio dell'educazione civica. Per la scuola dell’infanzia, alle famiglie venne data la
possibilità di anticipare l'iscrizione dei propri figli a 2 anni e mezzo; venne reintrodotta la figura del
maestro unico per la scuola primaria. Lezione 011
23. Il candidato descriva i principali punti introdotti dalla legge 13 Luglio 2015 n° 107 "La Buona Scuola".
La Buona Scuola ha messo al centro l'autonomia, dando gli strumenti finanziari e operativi ai dirigenti per
poterla realizzare. La scuola è stata concepita con uno sguardo rivolto al futuro, non tralasciando
l'importanza della tradizione; per gli studenti è prevista un'offerta formativa più ricca, musica, arte, con
un approfondimento delle lingue, dell'economia e delle competenze digitali. L'intera comunità scolastica
è coinvolta nell'elaborazione del Piano dell'Offerta Formativa, documento costitutivo dell'identità
culturale e progettuale di ogni istituto. Il dirigente scolastico non è più un burocrate, ma si trasforma in
leader, la cui attenzione è rivolta alla vita scolastica nella sua interezza.
24. Il candidato argomenti in che cosa consiste principalmente l'autonomia relativa a "La Buona
Scuola".
La “Buona Scuola”, ha messo al centro l'autonomia scolastica dando gli strumenti finanziari e operativi ai
dirigenti per poterla realizzare: maggiori risorse economiche e umane per le scuole. Le scuole hanno
finalmente un organico potenziato, ovvero l'organico dell'autonomia che ricoprirà le cattedre vacanti
garantendo così la continuità didattica, rispondendo alle nuove esigenze educative, organizzative e
progettuali; potenziando l'offerta formativa, combattere la dispersione scolastica e rendere la scuola più
inclusiva. Le scuole indicano allo Stato il fabbisogno di docenti e strumenti necessari per il loro progetto
formativo, attraverso i POF (Piano Offerta Formativa), con la durata di 3 anni.
Lezione 013
03. Il candidato dia una definizione di apprendimento in contesti informali.
L’apprendimento informale ha origine mediante le esperienze, anche in modo intenzionale, ed è il
risultato delle attività della vita quotidiana; i contesti in cui si verifica sono i più disparati (la famiglia, i
mass-media, gli eventi musicali, teatrali e sportivi). Comprende le molteplici forme dell'apprendimento,
che avvengono in contesti destrutturati, esperienziali e non istituzionali; derivano dalle attività della vita
quotidiana legate al lavoro, al tempo libero, alla famiglia e, in generale, attraverso le relazioni sociali.
04. Il candidato indichi quali sono le figure professionali orientate alla formazione.
La formazione nel mondo del lavoro si pone, come obiettivo generale, il miglioramento delle capacità
relazionali individuali, atte a favorire comportamenti adeguati alla realtà operativa. L'attività di
formazione è correlata allo sviluppo delle risorse umane e all'organizzazione. Le figure che si occupano di
formazione sono: il tecnico di formazione (figura che possiamo ulteriormente dividere in: il formatore
organizzatore; il formatore programmatore; il formatore tutor) e lo specialista di formazione (che
possiamo suddividere in: il docente; il ricercatore; il progettista. Si parla di professionalità specialistica,
facendo riferimento a quella figura professionale che necessita di una preparazione di base, per poi
specializzarsi su un determinato campo. Una suddivisione professionale, l'abbiamo nello sviluppo delle
varie specializzazioni di ruolo che il formatore ha scelto, quali: formatore docente; formatore metodologo;
formatore progettista (in quest'ultimo caso è indispensabile, però, a prescindere della scelta di
specializzazione che il formatore ha deciso di approfondire, che il formatore sia in possesso di una elevata
preparazione culturale di base; la componente di base è la conoscenza approfondita del contesto
organizzativo tipico del settore e/o organizzazione in cui operano le persone in “formazione” dei modelli
di sviluppo dell'organizzazione del lavoro, sia specifiche sia generali).
05. IL CANDIDATO DESCRIVA COME SI COSTRUISCE UN CORSO DI FORMAZIONE.
Un corso di formazione si costruisce in base ad obiettivi, metodi didattici e la durata dei tempi. Questi
elementi esprimono il significato di ciò che concerne l'oggetto della formazione. L'efficacia dei risultati
dipende dalla coerenza tra le scelte, la congruenza rispetto alla teoria dell'apprendimento, che il
formatore “fa vivere”. La nostra esperienza rileva che spesso si dà più importanza a ciò che si insegna,
rispetto al metodo con cui lo si fa. È importante, pertanto, cercare un collegamento tra i principi che
guidano l'opera del formatore e le teorie dell'apprendimento da parte dell'individuo. Il risultato ottenuto
favorisce un legame tra conoscenza e cambiamento individuale.
Se il primo passo, nella direzione di una formazione concreta, consiste nel “recupero” dell'utente di
formazione, il secondo passo consiste, da parte del formatore, in un recupero di sé a favore di se stesso.
Lezione 017
04. Il candidato descriva la relazione che intercorre tra aree e attività formative.
Le attività formative predisposte per la fascia manageriale sono finalizzate a consentire l'acquisizione, lo
sviluppo e il consolidamento delle skills necessarie per realizzare l'implementazione delle strategie
aziendali. Obiettivi più specifici si traducono nel favorire l'approccio imprenditivo e l'integrazione nei
comportamenti organizzativi e gestionali, anche attraverso l'acquisizione di competenze, abilità e
comportamenti connessi con il ruolo svolto. Particolare risalto viene attribuito alla comunicazione e al
coinvolgimento, presupposti e modalità importanti ai fini della costruzione di una “squadra di vertice”, e
nell'implementazione delle strutture organizzative e dei sistemi gestionali. Sono raggruppate in tale area
tutte le attività tese al miglioramento di skills e comportamenti manageriali al fine di: analizzare scenari e
contesti; elaborare strategie e piani; identificare miglioramenti di sistemi e processi gestionali; integrare
sistemi e processi; individuare soluzioni innovative; stimolare processi di autosviluppo professionale delle
risorse.
05. Il candidato indichi quali sono le diverse aree formative.
Le aree formative sono quattro:
1. Area della formazione manageriale, le cui attività formative sono finalizzate a consentire l'acquisizione,
lo sviluppo e il consolidamento delle skills necessarie per realizzare l'implementazione delle strategie
aziendali; più nello specifico, consiste nel favorire l'approccio imprenditivo e l'integrazione nei
comportamenti organizzativi e gestionali; particolare risalto viene attribuito alla comunicazione e al
coinvolgimento, importante al fine della costruzione di una “squadra vertice”, e nell'implementazione
delle strutture organizzative e dei sistemi gestionali; vi sono raggruppate tutte le attività tese al
miglioramento delle skills e comportamenti manageriali al fine di: analizzare scenari e contesti;
elaborare strategie e piani; identificare miglioramenti di sistemi e processi gestionali; integrare sistemi
e processi; individuare soluzioni innovative; stimolare processi di autosviluppo professionale delle
risorse;
2. Area della formazione istituzionale, riguarda tutte quelle attività svolte in occasione di alcune fasi
critiche della carriera aziendale al fine di: fornire aggregazione e senso di appartenenza all'azienda,
tramite la diffusione e la socializzazione di valori e obiettivi condivisi; fornire le conoscenze necessarie
a implementare le skills funzionali a ricoprire i nuovi ruoli; unifilare i sistemi gestionali e operativi;
3. Area della formazione specialistica funzionale, che comprende attività di formazione volte ad
assicurare l'acquisizione, l'aggiornamento e l'accrescimento delle
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