Diritto
commerciale
E-CAMPUS
PANIERE COMPLETO, COMPRENSIVO DI DOMANDE
A RISPOSTA APERTA E CHIUSA 2021/2022
Lezione 2
01. La definizione codicistica di piccolo imprenditore
è funzionale e descrivere il fenomeno "piccola impresa";
02. L'impresa può essere esercitata:
anche in forma collettiva
03. L'imprenditore agricolo
Non è assoggettato allo statuto dell'impresa commerciale
04. I criteri di qualificazione delle imprese:
Non concernono la natura del soggetto che esercita l’attività
05. L'institore è:
Colui che è preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa commerciale
06. Il candidato illustri sinteticamente il contenuto dell'art. 2083 c.c. (nozione di
piccolo imprenditore)
La definizione di piccolo imprenditore è contenuta nell'art 2083 c.cil quale dispone che Sono
piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro
che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei
componenti della famiglia". La nozione di piccolo imprenditore viene qualificata, da tale
disposizione, da un punto di vista soggettivo ed oggettivo. Dal punto di vista soggettivo viene
definito piccolo imprenditore colui che svolge le funzioni e assume la qualifica di: coltivatore
diretto, artigiano, piccolo commerciante; mentre, dal punto di vista oggettivo, l'attività del
piccolo imprenditore deve essere svolta prevalentemente con lavoro proprio, rientrando dunque
nel campo della ditta individuale, vale a dire con l'apporto dei componenti della propria
famiglia, fattispecie che può assumere la forma civilistica e fiscale dell'impresa familiare.
Affinché un imprenditore possa essere considerato "piccolo" ai sensi del codice civile è
necessario che nell'impresa il fattore lavoro prevalga sul fattore capitale e che, appunto, il
lavoro sia svolto in prevalenza dall'imprenditore e dai componenti della sua famiglia.
07. Il candidato illustri sinteticamente come si colloca la nozione di piccolo
imprenditore nel contesto delle norme civilistiche in tema di imprenditore.
L'art 2083 c.c dispone che Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani,
i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata
prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia". A riguardo, elemento
qualificante della fattispecie di piccolo imprenditore attiene al requisito dell'organizzazione.
Infatti, affinché un imprenditore possa essere considerato "piccolo" ai sensi del codice civile è
necessario che nell'impresa il fattore lavoro prevalga sul fattore capitale, e che il lavoro, a sua
volta, sia svolto in prevalenza dall'imprenditore e dai componenti della sua famiglia. Si noti che
la prima parte dell'art 2083 ha una funzione meramente esemplificativa. Il riferimento è diretto
da un lato ad Alcune categorie storiche di piccoli imprenditori (ad esempioi coltivatori diretti
del fondo e piccoli commercianti), per le quali i requisiti organizzativi sopra richiamati sono
sempre presenti. Pertanto, il piccolo imprenditore gode di una serie di semplificazioni che
derivano dal suo status particolare, quali: esonero dalla tenuta delle scritture contabili;
iscrizione nel registro delle imprese con mera funzione di certificazione anagrafica e pubblicità
notizia; non assoggettamento, in caso di insolvenza, alla procedura fallimentare ovvero alle
altre procedure concorsuali.
08. Il candidato illustrisinteticamente come si inquadra la fattispecie
dell'impresa agricola nella tipologia degli imprenditori
L'art. 2135 c.c. comma 1 definisce imprenditore agricolo colui che esercita una delle seguenti
attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Il
comma 2 del medesimo articolo precisa che per coltivazione del fondo, selvicoltura ed
allevamento di animali si intendono: "le attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo
biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che
utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine". Gli
elementi che qualificano la fattispecie di imprenditore agricolo si riferiscono al tipo di attività
svolta e al tipo di organizzazione. In particolare, con riferimento alle modalità organizzative
dell'attività, occorre che essa sia finalizzata alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico
ovvero di una fase necessaria al ciclo stesso. Qualora manchi tale requisito organizzativo,
l'imprenditore, nonostante svolga una delle attività tipicamente agricole, non può essere
considerato imprenditore agricolo ma, rientra a tutti gli effetti nella categoria dell'imprenditore
commerciale. Riguardo alle attività connesse, il terzo comma definisce tali le attività esercitate
dal medesimo imprenditore agricolo dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione,
commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente
dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. Pertanto tali prodotti
devono derivare da quest'ultimi. Diversamente, i prodotti oggetto delle attività di
manipolazione conservazione trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, qualora
non fossero ottenuti prevalentemente da un'attività agricola, le suddette attività non potrebbero
essere qualificate come agricole per connessione, ma sarebbero a tutti gli effetti attività
commerciali. In ultimo, si noti che, le attività di agriturismo come attività di impresa agricola
per connessione possono essere considerate tali se svolte dal medesimo imprenditore e dirette
alla fornitura di beni e servizi.
09. Il candidato illustri sinteticamente come si inquadra la fattispecie
dell'imprenditore artigiano nel contesto delle tipologie di imprenditori
L'imprenditore artigiano è disciplinato dalla legislazione speciale: nello specifico, si tratta della
Legge quadro 443/1985. Tale legge attribuisce la qualifica di imprenditore artigiano
unicamente agli imprenditori commerciali operanti in determinati settori (si pensi a quelli
artistici, di abbigliamento su misura, servizi, trasporti) dove sia presente il lavoro manuale
almeno in una certa misura, variabile a seconda dei settori, in relazione a determinati livelli
massimi di occupazione. Il presupposto necessario per ottenere specifici benefici (fiscali,
contribuitivi e finanziari) è rinvenibile nella sussistenza dei requisiti di "artigianalità"
unitamente all'iscrizione all'Albo delle imprese artigiane. La sussistenza dei suddetti requisiti
viene periodicamente accertata dalla Commissione Provinciale per l'Artigianato e la mancanza
ovvero la perdita di questi comporta la cancellazione dall'Albo delle imprese Artigiane e la
conseguente iscrizione all'Albo delle imprese industriali. Però affinché quest'ultimo possa
essere qualificato anche come piccolo imprenditore, si richiede la sussistenza delle condizioni
organizzative di cui all'art.2083 c.c. in particolare, il lavoro nell'impresa dovrà essere svolto
prevalentemente dall'imprenditore e dai componenti della famiglia.
Lezione 3
01. Il piccolo imprenditore:
Non è obbligato a tenere le scritture contabili
02. Lo statuto generale dell'impresa trova applicazione:
Se l'attività ha i requisiti individuati nell'art. 2195 c.c.
03. Le norme dello statuto dell'impresa commerciale:
Si applicano a tutte le imprese commerciali;
04. Il candidato esponga brevemente l'istituto della rappresentanza con
riferimento all'imprenditore commerciale, specificando le diverse figure di
rappresentante dalla disciplina codicistica.
L'imprenditore, per lo svolgimento della propria attività imprenditoriale, si avvale, quasi
sempre, di altri soggetti, i quali sulla base delle mansioni che vengono loro assegnate, possono
assumere una posizione di subordinazione non soltanto rispetto all'imprenditore ma anche tra di
loro. In particolare gli artt. 2203 c.c. s.s. disciplinano tre figure di rappresentante commerciale:
la predisposizione institoria, i procuratori e i commessi. L'institore viene preposto
dall'imprenditore all'esercizio di un'impresa commerciale o di un ramo di essa; nel caso di più
institori, questi possono agire disgiuntamente, salvo che non sia stato previsto diversamente
nella procura. Egli può compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa, salvo che non
siano previste delle limitazioni nella procura (art. 2203/2208). L'art 2209 c.c. riguarda la figura
dei procuratori, i quali sono coloro che in virtù di un rapporto continuativo, abbiano il potere di
compiere per l'imprenditore gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa, pur non essendo
preposti ad esso. Infine, i commessi dell'imprenditore, sanciti dall'art 2210 c.c. possono
compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie delle operazioni di cui sono indicati,
salve le limitazioni contenute nell'atto di conferimento della rappresentanza. Non possono
tuttavia esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna, né concedere
dilazioni o sconti che non sono d'uso, salvo che siano a ciò espressamente autorizzati.
05. Il candidato esponga sinteticamente la disciplina del registro delle imprese
La disciplina, contenuta nel codice civile nelle leggi speciali, che viene definita "statuto
dell'Imprenditore commerciale, prevede che La qualifica di imprenditore commerciale
comporti l'assoggettabilità dello stesso ad una disciplina particolare non prevista come
obbligatoria per il piccolo imprenditore e per l'imprenditore agricolo. Uno degli obblighi
previsti da quest'ultima consiste nell'obbligo di iscrizione nel registro delle imprese. L'art. 2188
ss. C.c. e numerose leggi speciali, regolano il registro delle imprese che ha il compito di
rendere pubbliche le imprese esistenti e i fatti che la riguardano.
All’interno di questo registro, in pratica si può trovare una “fotografia” della situazione
giuridica di ogni impresa. Fra i vari dati rinvenibili si possono leggere i dati delle imprese
afferenti la Costituzione, la Denominazione, lo Statuto, gli Amministratori, la sede (legale ed
operativa) le modifiche (ad esempio dello statuto, della sede, delle cariche sociali, ecc.),
l’esistenza di procedure concorsuali, la liquidazione, la cessazione.
06. Il candidato elenchi quali sono le scritture contabili obbligatorie per
l’imprenditore, le caratteristiche ed i contenuti nonché le loro finalità
Nel Codice civile, a stabilire quali sono le scritture obbligatorie per l'impresa è l'art.2214.
Tale norma si applica agli imprenditori che esercitano un'attività commerciale, in altre parole a
tutti gli imprenditori ad eccezioni di quelli che esercitano un'attività agricola.
Due sono le scritture obbligatorie secondo il Codice civile:
il libro giornale;
il libro degli inventari.
A questi due registri si aggiungono le altre scritture che siano richieste dalla natura e
dalle dimensioni dell'impresa.
Il contenuto del libro giornale è stabilito nell'art.2216 del Codice civile, il quale prevede che il
libro giornale deve indicare giorno per giorno le operazioni relative all'esercizio dell'impresa.
una scrittura cronologia, in quanto riporta le operazioni aziendali in ordine di data;
una scrittura complessa, perché raccoglie i dati relativi all'intera gestione permettendo la
determinazione del reddito dell'esercizio e del patrimonio esistente al termine dell'esercizio.
Il libro degli inventari è disciplinato dall'art.2217 che stabilisce che l'inventario deve redigersi
all'inizio dell'esercizio dell'impresa e successivamente ogni anno, e deve contenere
l'indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all'impresa, nonché delle
attività e delle passività dell'imprenditore estranee alla medesima.
L'inventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite il quale deve
dimostrare con evidenza e verità gli utili conseguiti o le perdite subite. Nelle valutazioni di
bilancio l'imprenditore deve attenersi ai criteri stabiliti per i bilanci delle società per azioni, in
quanto applicabili.
L'inventario deve essere sottoscritto dall'imprenditore entro tre mesi dal termine per la
presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette.
Scopo delle scritture contabili obbligatorie secondo il Codice civile, è quello di permettere
la ricostruzione delle operazioni aziendali nell'eventualità:
che si verifichino contrasti tra l'azienda e i terzi;
che sia necessario accertare le responsabilità dell'imprenditore o degli amministratori.
07. Il candidato illustri quali sono le modalità di tenuta delle scritture contabili
da parte dell'imprenditore commerciale.
Le modalità delle tenute contabili da parte dell’imprenditore commerciale sono sancite nei
seguenti articoli:
L'art. 2215 del Codice civile precisa che il libro giornale e il libro inventari devono
essere numerati progressivamente. Essi non sono soggetti a bollatura né a vidimazione.
L'art.2215-bis prevede che i libri, i repertori, le scritture e la documentazione la cui tenuta è
obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento o che sono richiesti dalla natura o dalle
dimensioni dell'impresa possono essere formati e tenuti con strumenti informatici.
L'art.2219 stabilisce che tutte le scritture debbano essere tenute secondo le norme di un'ordinata
contabilità senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine. Non vi si
possono fare abrasioni e, se è necessaria qualche cancellazione, questa deve eseguirsi in modo
che le parole cancellate siano leggibili.
08. Il candidato illustri le modalità di redazione e di tenuta del libro degli
inventari.
Il libro degli inventari è disciplinato dall'art.2217 che stabilisce che l'inventario deve redigersi
all'inizio dell'esercizio dell'impresa e successivamente ogni anno, e deve contenere
l'indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all'impresa, nonché delle
attività e delle passività dell'imprenditore estranee alla medesima.
L'inventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite il quale deve
dimostrare con evidenza e verità gli utili conseguiti o le perdite subite. Nelle valutazioni di
bilancio l'imprenditore deve attenersi ai criteri stabiliti per i bilanci delle società per azioni, in
quanto applicabili.
L'inventario deve essere sottoscritto dall'imprenditore entro tre mesi dal termine per la
presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette.
09. Il candidato illustri sinteticamente i termini e le modalità di conservazione
delle scritture contabili
Le regole circa la conservazione delle scritture contabili sono fissate dall'art.2220 del Codice
civile.
Tale norma prevede che le scritture contabili debbano essere conservate per dieci anni dalla
data dell'ultima registrazione.
Per lo stesso periodo devono conservarsi le fatture, le lettere e i telegrammi ricevuti e le copie
delle fatture, delle lettere e dei telegrammi spediti.
Le scritture e i documenti possono essere conservati sotto forma di registrazione su supporti di
immagini, sempre che le registrazioni corrispondano ai documenti e possano in ogni momento
essere rese leggibili con mezzi messi a disposizione dal soggetto che utilizza detti supporti.
Lezione 4
01. Il candidato illustri brevemente la nozione di azienda di cui all'art. 2555 c.c.,
commentandone gli aspetti peculiari.
L’ azienda è definita nell’art. 2555 c.c. come il “ complesso dei beni organizzati
dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”.
Il tema della natura giuridica dell’azienda nell’ambito della teoria dei beni vede contrapposte la
c.d. teoria unitaria e la c.d. teoria atomistica.
La prima afferma la diversità del “bene” azienda rispetto alla semplice somma di quelli che lo
compongono, giungendo a equipararla all’universalità di beni e in particolare di beni mobili,
con applicazione in via diretta della relativa disciplina civilistica; la seconda, invece, risolve
l’azienda nei singoli beni che la compongono. l’art. 2555 c.c. valorizza come elemento
qualificante dell’azienda la destinazione dei beni all’esercizio dell’impresa.
Non ha influenza se l’imprenditore ne sia proprietario o ne disponga in forza di un altro diritto
reale;
nell’ambito dell’art. 2555 c.c., la nozione di bene include non solo beni mobili, immobili e
quelli c.d. immateriali (per esempio, i brevetti di invenzione), ma anche più in generale i
contratti che l’imprenditore ha stipulato per l’esercizio dell’impresa e le situazioni soggettive
che ne derivano (crediti e debiti).
Non, però, il c.d. avviamento, cioè il valore aggiunto dell’azienda rispetto a quello della somma
dei singoli beni aziendali che consiste nella capacità di attrarre la clientela e generale reddito ed
è congruenza dell’organizzazione dei fattori della produzione (avviamento oggettivo) e
dell’efficienza dell’imprenditore nella gestione dell’impresa (avviamento soggettivo);
Lezione 5
01. Gli elementi essenziali del contratto di società sono
La pluralità dei soci, l'esercizio in comune di un'attività economica, i conferimenti e lo scopo di
lucro.
02. Il candidato illustri sinteticamente quali tipi societari possono essere
utilizzati per l'esercizio di un'attività commerciale.
Due s
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