Paniera completo e-campus - Risposte aperte storia del diritto italiano servizi giuridici
Lezione 001
Vaccarella Alessandro
Cos'è il diritto? A cosa serve?
Il diritto – che ha per scopo quello “di comporre il pluralismo e di mantenere uniti gli uomini fra loro” – è “l’espressione, il prodotto, la vita stessa di una determinata comunità sociale in un determinato momento storico, colta in uno dei momenti più alti della condizione umana, che quello associativo-organizzativo” (Martines).
Perché nelle facoltà di giurisprudenza si insegna la storia del diritto?
L’insegnamento della storia del diritto nelle facoltà di giurisprudenza ha la funzione di dotare il futuro giurista positivo di un bagaglio culturale che gli consenta di comprendere che “il suo strumento tecnico è tratto da un prodigioso deposito sapienziale di regole di giustizia che una ultra millenaria tradizione europea di esercizio della ragione giuridica ha messo a disposizione dell’uomo contemporaneo” (Cavanna).
Lezione 002
Come si può definire, in via di prima approssimazione, il Diritto Comune?
Con l’espressione Diritto Comune possiamo designare, in via di primissima approssimazione, il diritto romano giustinianeo ed il diritto canonico così come furono elaborati interpretati tra i secoli XII e XVIII dalla giurisprudenza dottrinale e giudicante dell’Europa occidentale.
Il Diritto Comune – grandioso fenomeno giuridico che si colloca al centro della storia europea del diritto – è quel “sistema che si sviluppò con la rinascita giuridica del secolo XII e che fu opera della scienza giuridica in simbiosi con le leggi romane, le norme canoniche nonché i diritti locali e speciali delle città, dei regni, dei borghi, delle corporazioni dei ceti sociali (iura propria)” (Padoa Schioppa). La millenaria vita del Diritto Comune si sviluppa nella notte di Natale dell’800 (incoronazione di Carlo Magno) fino all’anno 1804 (Code Napoleone).
Qual è la tradizionale partizione della storia del diritto?
- Età tardo antica: dal IV/V secolo d.C. al 476
- Alto medioevo: dal 476 al X secolo
- Basso medioevo: dall’XI secolo al 1492
- Età moderna: dal 1492 al 1789
- Età contemporanea: dal 1789 ad oggi
Lezione 003
Con quali strumenti tecnici l’Imperatore, nell’età tardo antica, esercitava il potere legislativo?
L’Imperatore esercitava il potere legislativo mediante: edicta, ossia costituzioni, ovvero leggi vincolanti nell’Impero, nonché mediante rescripta, ossia brevi testi a mezzo dei quali gli uffici imperiali risolvevano le questioni giuridiche che non potevano essere definite sulla base del diritto preesistente.
Cosa sono i codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano?
Importanti raccolte di costituzioni imperiali – sotto il regno di Diocleziano – furono il codice Gregoriano ed il codice Ermogeniano. Altra importante raccolta di costituzioni imperiali fu il codice Teodosiano, promulgato da Teodosio II nel 438 d.C., in sedici libri: tale raccolta ebbe grande influenza in Occidente fin dopo l’anno 1000.
Quali sono le caratteristiche dell’età tardo antica?
L’età tardo antica si caratterizza per la prevalenza delle leges (costituzioni) sugli iura (fonti tradizionali del diritto civile, ossia consuetudini, usi, senatoconsulti, pareri dei giuristi, etc.). L’età tardo antica si caratterizza per la massiccia produzione normativa: gli interventi legislativi furono così tanti e tali da determinare la necessità di raccogliere le costituzioni imperiali.
Lezione 004
Quale era il fine della legge delle citazioni del 426 d.C.?
Se già con la legge delle citazioni del 426 il ricorso agli iura era stato in qualche misura limitato e circoscritto, con l’intervento di Giustiniano essi diventavano – nella selezione e nell’aggiornamento appena detti – una sezione autonoma dell’ordinamento giuridico vigente, anzi l’unica fonte di iura, poiché quelli non inseriti nella selezione perdevano ciò che oggi definiremmo la propria “forza di legge”. In altri termini, quella parte di iura che venne espressamente individuata, attualizzata e inserita nel Digesto, diveniva diritto: tutto il resto veniva abbandonato dimenticato.
In quale contesto venne alla luce il Digesto?
Nel corso di questi cinque anni (529-534), Giustiniano decise di selezionare gli iura al fine redigendo il Digesto. Anima di quest’impresa è ancora Triboniano, medio tempore diventato quaestor sacri palatii, ciò che oggi potremmo definire come ministro della giustizia. Il 15 dicembre 530 Giustiniano dispose che con gli iura – all’occorrenza modificati così da renderli aggiornati – venisse costruito un templum iustitiae: solo ciò che in tale “edificio giuridico” fosse stato contenuto, avrebbe costituito il diritto; ciò che non vi fosse stato contenuto, non lo sarebbe stato. Il Digesto venne promulgato il 16 dicembre del 533, a soli tre anni dall’inizio dei lavori; una velocità incredibile se si considera:
- Che si trattò di cernere circa 10.000 pezzi di una quarantina di giuristi di sistemarli in 50 libri;
- Che il Digesto venne alla luce nonostante l’insurrezione di Nika dell’11 gennaio 532.
Lezione 005
Cos'è la littera Pisana (di poi littera Florentina)?
La seconda (e più importante) testimonianza è il testo dei Digesti noto come littera Pisana – perché il manoscritto ebbe sede a Pisa tra i secoli XII e XV – e poi come littera Florentina. È discusso se i due tomi siano stati redatti a Costantinopoli, a Ravenna o nell’Italia meridionale: si tratta, comunque, di un manoscritto databile tra la metà del VI secolo e primi anni del seguente. Tale manoscritto, già noto alle prime scuole medievali, venne studiato approfonditamente dai giuristi della scuola culta.
Cosa sono le Institutiones di Giustiniano?
Giustiniano sapeva bene che una riforma strutturale dell’ordinamento come quella che stava compiendo doveva essere accompagnata da una parallela riforma didattica, che sortisse un’adeguata formazione dei giuristi: decise quindi di redigere un manuale ufficiale di diritto, da insegnarsi durante il primo anno di preparazione. Dal secondo al quarto anno gli scolari avrebbero studiato il Digesto e al quinto anno il Codice. La redazione del manuale di diritto venne affidata – sempre sotto il controllo di Triboniano – a Teofilo e Doroteo, i quali scrissero ciascuno due dei quattro libri delle Institutiones, partendo dalle Istituzioni di Gaio. Il 23 novembre del 533 vennero promulgate le Istituzioni, che divennero il primo manuale scolastico con forza di legge.
Lezione 006
Cos'è il Corpus Iuris Civilis di Giustiniano?
La sterminata compilazione giustinianea costituisce ciò che verrà chiamato Corpus Iuris Civilis, straordinario e ineguagliato monumento, modello e patrimonio di sapienza e cultura giuridica. Le fasi della compilazione giustinianea sono le seguenti:
- 528 d.C.: Primus Codex Iustinianus (12 libri, costituzioni da Diocleziano a Giustiniano).
- 533 d.C.: Digesto (50 libri, raccolta di iura, le fonti giurisprudenziali acquistano forza di legge).
- 533 d.C.: Institutiones (4 libri, breve testo di didattica avente forza di legge).
- 34 d.C.: Codex Repetitae Prelectionis (12 libri, revisione del primo codice con aggiornamento delle nuove costituzioni emanate dal 528 d.C.).
- 535-565 d.C.: Novellae Constitutiones dell’Imperatore Giustiniano. Manca una raccolta ufficiale: circolarono in epoca medievale in due raccolte private (Epitome Iuliani e Authenticaum).
In cosa si sostanzia il valore della compilazione giustinianea?
Giustiniano (483-565 d.C.) divenne imperatore dell’Impero romano d’Oriente dal 527. Giustiniano fu il più grande legislatore della storia; è innegabile che quella da lui voluta sia stata una straordinaria opera di recupero e razionalizzazione dei più pregevoli passi del diritto romano. Giustiniano tentò di ristabilire la certezza del diritto. Il più grande merito della compilazione di Giustiniano, che ne fa un’opera dal valore incommensurabile, consiste nell’aver sottratto all’oblio gli scritti dei massimi giuristi della Roma antica. Sarà proprio la “riscoperta” di questa opera a determinare il rinascimento giuridico, intorno al 1100. La vigenza del corpus giustinianeo: in Oriente fu la base del diritto bizantino per quasi mille anni, fino alla caduta dell’Impero romano d’Oriente ad opera dei turchi, nel 1453. In Occidente la vigenza del corpus fu limitata alla provincia italica (nel resto dell’Europa occidentale, e precisamente in Francia e Spagna, verrà conosciuto nel rinascimento giuridico). In Italia il corpus diviene diritto vigente nel 554 d.C., con la Pragmatica Sanctio.
Quando e per mezzo di quale strumento normativo, la compilazione giustinianea diviene diritto vigente in Italia?
Nel 535 una nuova iniziativa militare vide le armate di Giustiniano combattere a lungo contro i Goti d’Italia: nel 553 – dopo alterne vicende – Giustiniano ebbe in mano la penisola, e la vigenza della compilazione giustinianea venne estesa all’Italia riconquistata dopo diciott’anni di guerra. L’atto con cui Giustiniano decretò formalmente la vigenza della sua compilazione per partes Italiae, nell’agosto del 554, è la Pragmatica Sanctio: l’Italia diventa formalmente terra di diritto giustinianeo, a differenza del resto d’Europa, che rimane soggetto alle leggi romano barbariche e, quindi, al diritto teodosiano.
Lezione 007
Cos'è il Pactus legis Salicae?
All’epoca di Clodoveo (481-511) entra in vigore il Pactus legis Salicae: si tratta di un piccolo complesso normativo di fattura germanica. Esito di un accordo tra il popolo dei Franchi e i suoi maggiorenti, esso si sostanzia in una serie di capitoli quasi tutti diretti a stabilire pene pecuniarie per i reati. Il metodo di costruire le pene in termini di composizione economica era procedimento tipico dei Germani: tale metodo cercava di far leva sui congrui risarcimenti per evitare il ricorso alla vendetta privata o alla faida, che era un vero e proprio flagello sociale, considerato che scatenava sanguinose guerre tra le famiglie. Il Pactus legis Salicae è dunque il più antico esempio di “tariffario penale” stabilito per legge.
Cosa caratterizza la legislazione dei popoli barbari?
Il diritto di questi popoli era fondato sul principio della personalità del diritto, a differenza del sistema romano fondato sul principio della territorialità del diritto. Secondo il principio di personalità del diritto, ogni uomo seguiva il diritto della sua stirpe di appartenenza (i barbari erano gelosi delle loro consuetudini e intendevano continuare a seguirle). Secondo il principio di territorialità del diritto, invece, le norme di uno Stato vincolano e si applicano a tutti coloro, pure se stranieri, che vivono in un certo territorio. In altri termini, per il principio di personalità del diritto, soggetti di un medesimo ordinamento politico potevano usare sistemi normativi diversi a seconda dell’etnia di appartenenza: pertanto la Lex Romana Visigothorum sarebbe stata invocata solo dai Romani, la Lex Visigothorum solo dai Goti.
Lezione 008
Cosa è il gairethinx?
Per tutti gli ordinamenti barbarici il re era soltanto il capo militare della sua gente: ogni potere di governo risiedeva nell’assemblea degli uomini liberi e armati, i quali manifestavano il loro consenso in assemblea battendo le lance o le spade sugli scudi. Il termine gairethinx indica tanto l’assemblea in armi quanto la rumorosa cerimonia dell’approvazione collettiva. Dal punto di vista tecnico-giuridico il gairethinx indica il rito formale che rendeva irrevocabile – firma et stabilis – per sempre la dismissione di un bene prezioso, come la legge consegnata al popolo.
Cosa sono le curtis ducalis e le curtis regiae?
Nel 584 con l’elezione del re Autari la storia dei Longobardi vede una decisa opera di rafforzamento della monarchia: il primo passo fu compiuto proprio da Autari, il quale impose che ciascun duca cedesse un terzo delle proprie terre al sovrano. Si formarono quindi due tipi di amministrazione locale del territorio: le curtis ducali per i beni dei duchi e le curtis regiae per quelli del re. La curtis regia sostanziava un organo di controllo del re sui duchi: a capo delle curtis regiae vennero infatti posti funzionali alle dirette dipendenze del re – detti gastaldi – con il compito di curare che i fondi regi venissero ben coltivati, di riscuotere le compositiones che i tribunali ducali infliggevano alla parte colpevole e di convogliare verso le casse regie i redditi dei beni di pertinenza reale.
Lezione 009
Cos'è il guidrigildo?
Il diritto penale longobardo ruota attorno al guidrigildo (wirgild o widrigild): la maggior parte delle norme di diritto penale erano corredate da un tariffario attraverso il quale venivano fissati compensi pecuniari ad evitare la faida (vendetta privata). L’ammontare delle pene cambia anche a seconda dello status sociale dell’offeso: il guidrigildo longobardo rappresentava non il valore economico del corpo ma dello status sociale dell’arimanno. Esempio: per un pugno sono tre soldi, per uno schiaffo sei, etc.
Quali sono le caratteristiche dell’Editto di Rotari?
Momento centrale della storia dei Longobardi è l’emanazione nel 643 dell’Editto di re Rotari. L’Editto di Rotari è composto da 388 capitoli, la maggior parte dei quali consta di norme consuetudinarie. L’Editto di Rotari è considerato il più ampio e organico testo normativo prodotto dalla società germanica, e si compone di due masse: una composta di consuetudini e l’altra da libere decisioni del sovrano.
Rotari detta i precetti dell’editto in prima persona, facendo discendere l’efficacia vincolante dell’editto della propria autorità. L’Editto disciplina le materie in esso trattate in modo organico: un primo gruppo di capitoli riguarda i reati politici; seguono i reati contro le persone e contro le cose. Segue la trattazione del diritto di famiglia e successorio, dei diritti reali e delle obbligazioni e della materia processuale. I capitoli conclusivi sono dedicati a diverse materie e sono probabilmente frutto di aggiunte posteriori. Alla materia penale viene data netta prevalenza, in particolare in punto prescrizioni a difesa della vita del singolo e della sua proprietà.
Degne di menzione risultano le disposizioni sul tentativo di reato che viene infatti distinto in atti preparatori, tentativo e delitto perfetto, con relative differenti pene. Questa distinzione supera quanto disciplinato dal diritto romano, che puniva alla stessa maniera il tentativo e il crimine effettivo.
L’Editto di Rotari prevede anche pene afflittive: il taglio della mano per i reati di falso e la pena capitale per la congiura contro il re, la diserzione, la collusione con il nemico, l’attività sediziosa, l’abbandono del posto di battaglia. Sono tutte fattispecie di derivazione romana e precisamente di regolamenti militari dell’epoca della militia foederata.
Lezione 010
Cos'è la wadia?
La datio wadiae o wadia rappresentava l’atto formale con funzione accessoria di garanzia per negozi di diversa natura: veniva utilizzata per confermare una promessa e garantirne l’esecuzione con l’intervento di un garante-fideiussore. Il rito consisteva nella consegna da parte del debitore di un oggetto (generalmente un bastoncino) al creditore, riscattato successivamente e medio tempore dato appunto al garante. La wadia serviva anche per garantire la comparsa in giudizio.
Cos'è il mundio?
Il diritto longobardo presta particolare attenzione alla donna, titolare della capacità giuridica ma non di quella di agire. La donna era perennemente assoggettata al mundio, il cui potere veniva esercitato dai maschi della famiglia o, in loro mancanza, dalla curtis regia. Se nell’antico diritto germanico il mundio indicava il potere del capofamiglia sugli altri componenti del gruppo e la tutela da questi esercitata, nel diritto longobardo aveva carattere essenzialmente patrimoniale, sostanziandosi nel diritto-potere di amministrare i beni della donna e di assisterla nel compimento di atti giuridici: senza l’approvazione del mundoaldo, gli atti giuridici della donna non erano validi. Il mundio veniva esercitato dal mundoaldo e non si identificava con il potere del capofamiglia: la donna era infatti sottoposta a una duplice potestas, quella familiare in senso largo e quella del mundio. Le due potestà in parola potevano anche non essere esercitate dalla stessa persona perché il matrimonio trasmetteva necessariamente il potere familiare al marito ma non necessariamente al mundio: lo sposo doveva acquistarlo.
Che tipi di processo conoscevano i Longobardi?
Il processo longobardo avveniva secondo due forme, in entrambe delle quali il giudice non decideva nel merito:
- Con duello tra campioni, i quali si sfidavano in luogo dei litiganti, con risoluzione della controversia in funzione dell’esito del duello stesso;
- Con giuramento solenne del convenuto insieme ai coniuratores, i quali operavano un giuramento non de veritate, ossia sui fatti, ma de credulitate, ossia sull’affidabilità della persona.
La funzione del giudice – sia nelle cause civili sia in quelle penali – era sostanzialmente quella di vigilare sul corretto rispetto delle regole del duello o del giuramento.
Lezione 011
Quando nasce il Sacro Romano Impero?
Carlo Magno, figlio di Pipino il Breve, ascese al trono nel 768. Nella notte di Natale dell’anno 800, a Roma, Carlo Mag...
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