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Pancreas esocrino: Appunti di Biochimica clinica

Appunti di Biochimica clinica per l’esame del professor Esposito. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il pancreas esocrino, la pancreatite, il dosaggio amilasi lipasi, lo xilosio, un’alterazione del pancreas esocrino può comparire in maniera acuta o in maniera cronica.

Esame di Biochimica clinica docente Prof. S. Esposito

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Concetto importante:quando un enzima va nel sangue,può accadere che si coniughi ad alcune

immunoglobuline,soprattutto della classe IgA ma anche IgE…quindi se la mia amilasi si lega alle IgA non

può essere filtrata ed eliminata dal rene perché cosi è diventata un macroaggregato molto grande…quindi se

io non ho la pancreatite,ma la mia amilasi quando va nel sangue si lega alle IgA,succede che l’amilasemia

risulta aumentata perché la mia amilasi forma nel sangue delle macroamilasi…ma ciò costituisce un falso

positivo perché io in realtà non ho la pancreatite. Mentre se io faccio il dosaggio dell’amilosuria la troverò

bassa o normale perché la quota pancreatica di amilasi sarà normale-bassa… questo è uno dei motivi per cui

si possono avere dei falsi positivi. L’amilasi è sicuramente un biomarcatore quando c’è il sospetto di una

pancreatite acuta ma non proprio soddisfacente dal punto di vista diagnostico perché ha una sensibilità e una

specificità intorno al 70%. Perciò al dosaggio dell’amilasi dobbiamo associare anche il dosaggio della lipasi

per fare diagnosi di pancreatite acuta.

2)dosaggio della lipasi: La lipasi è un altro enzima che viene prodotto dal pancreas esocrino,a differenza

dell’amilasi,la lipasi è una glicoproteina,ha un PM di circa 45kDa,anche per la lipasi ci sono due isoforme

che si chiamano L1 e L2. La lipasi per poter funzionare ha bisogno di emulsionarsi con i lipidi grazie alla

presenza dei Sali biliari e ha bisogno di un cofattore che si chiama colipasi e viene prodotto dall’intestino…

ciò vuol dire che quando noi andiamo a fare il dosaggio della lipasi,il reattivo deve contenere il substrato

lipidico sul quale andrà ad agire la lipasi ma deve contenere anche Sali biliari e colipasi altrimenti non

funzionerebbe. La lipasi aumenta quasi contemporaneamente all’amilasi,però rimane in circolo per più

tempo,cioè circa 7-10 giorni. La specificità la sensibilità sono sicuramente maggiori rispetto a quelli

dell’amilasi fondamentalmente perché la lipasi a differenza dell’amilasi viene prodotta solo dal pancreas

perciò la sua concentrazione in circolo aumenterà solo in caso di pancreatite… quindi il suo dosaggio sarà

sicuramente più utile rispetto a quello dell’amilasi però poiché ha una cinetica di incremento un po’ più lenta

si associano sempre dosaggio dell’amilasi e dosaggio della lipasi.

3)Un altro test che si può aggiungere al pannello di test per diagnosticare la pancreatite acuta è il dosaggio

dell’elastasi. L’elastasi viene prodotto come zimogeno dal pancreas e poi attivata a livello intestinale,è un

enzima che va ad idrolizzare l’elastina del connettivo elastico,quindi quando mangiamo la carne abbiamo

bisogno dell’elastasi per degradarla infatti quest’enzima agisce proprio sugli alimenti che noi introduciamo.

Anche l’elastasi presenta due isoenzimi,che si chiamano Elastasi 1 e 2 che differiscono nel PM e possono

perciò essere separate mediante elettroforesi. Il metodo di dosaggio dell’elastasi è un metodo

radioimmunologico, ciò vuol dire che per poter dosare l’elastasi devo utilizzare un anticorpo che sia

specifico contro l’elastasi e un metodo di rilevazione del complesso antigene-anticorpo radioattivo, questo

per dire che l’esecuzione di questo test ha una difficoltà metodologica e tecnica se non fosse cosi

complicato, questo test sarebbe ideale perché ha una specificità e una sensibilità diagnostica elevata invece

nella pratica di routine non è un test che può essere eseguito praticamente in tutti i laboratori mentre i test

per il dosaggio di amilasi e lipasi sono test spettrofotometrici molto semplici e perciò possono essere

utilizzati in qualsiasi laboratorio.

DIAGNOSI DI PANCREATITE CRONICA:a differenza della pancreatite acuta,la pancreatite cronica non è

una situazione di emergenza e comporta fondamentalmente una situazione di malassorbimento. Quindi per

fare diagnosi di pancreatite cronica bisogna eseguire i test per vedere se c’è malassorbimento…poi andiamo

a vedere se si tratta di malassorbimento intestinale o pancreatico. Se si sospetta la pancreatite cronica in un

bambino andiamo a fare il test del sudore,infatti la fibrosi cistica è una malattia molto grave che si manifesta

fin dalla nascita e che compromette l’apparato respiratorio,il pancreas e il fegato,perché è difficile che il

bambino abbia già la pancreatite cronica ma è molto probabile che abbia la pancreatite cronica come

conseguenza della fibrosi cistica…la pancreatite cronica è più probabile che si abbia in un adulto. Il test del

sudore non valuta la funzionalità del pancreas tanto meno l’assorbimento ma è un test che serve a

diagnosticare la fibrosi cistica,quindi se il nostro bambino ha la fibrosi cistica,è normale che abbia anche la

pancreatite cronica perché la fibrosi cistica è una malattia che compromette tutte le ghiandole esocrine quindi

anche il pancreas esocrino. Il test del sudore consiste nella valutazione della quota di sodio e di cloro nel

sudore che risulta significativamente aumentata in pazienti affetti da fibrosi cistica. Faccio stimolazione della

cute con pilocarpina che induce la secrezione del sudore dopo di che si raccoglie il sudore in un caratta e si

valutano i valori di sodio e di cloro,nel caso in cui i valori risultano aumentati allora vuol dire che i sintomi

di malassorbimento nel bambino sono dovuti alla pancreatite cronica da fibrosi cistica. Quando invece si

sospetta una pancreatite cronica in un adulto,per fare diagnosi di pancreatite cronica si ricorre ai test indiretti

di malassorbimento. Se c’è un malassorbimento vuol dire che c’è uno squilibrio tra la digestione e

l’assimilazione da parte dell’intestino tenue quindi abbiamo il malassorbimento quando gli alimenti vengono

introdotti nel tubo digerente ma non vengono digeriti quindi non vengono neanche assorbiti e cosi vengono

escreti nelle feci oppure abbiamo il malassorbimento quando gli alimenti vengono digeriti ma poi non

vengono assorbiti perché l’intestino non è in grado di assorbire. Quindi le cause possono essere di tre

tipi:pancreatiche,epatiche ed intestinali. Se le cause sono pancreatiche abbiamo la digestione alterata,ci sono

delle malattie che compromettono il pancreas esocrino che per questo motivo non produce più gli enzimi

digestivi che digeriscono le tre classi di macromolecole,le proteine,i carboidrati e i lipidi,i quali a loro volta

non vengono assorbiti e li troviamo nelle feci. La causa di malassorbimento può essere anche epatica perché

il fegato produce e fa dirigere la bile verso l’intestino,la bile nell’intestino emulsiona i lipidi e quindi fa si

che questi lipidi possano essere digeriti. Però non viene intaccato l’assorbimento dei carboidrati e delle

proteine perché la bile non partecipa alla digestione di queste due classi di macromolecole. Se le cause di

malassorbimento sono intestinali,ciò può essere dovuto a malattie infiammatorie intestinali,malattie

parassitarie intestinali e a malattie intestinali chirurgiche ecc… e ciò compromette sia la digestione che

l’assimilazione,la digestione perché sull’orletto a spazzola degli enterociti ci sono degli enzimi digestivi

come ad esempio la lattasi… Il segno principale di malassorbimento è la steatorrea,cioè presenza di lipidi

nelle feci perché sia che la causa è pancreatica sia epatica e sia intestinale c’è sempre un malassorbimento

dei lipidi ma non c’è sempre un malassorbimento dei carboidrati e delle proteine perché ad esempio se la

causa è epatica l’assorbimento dei carboidrati e delle proteine non viene compromesso. Abbiamo la

steatorrea quando si elimina una quota di lipidi superiore ai 5 grammi al giorno,questo è il cut-off(valore di

riferimento) per distinguere una perdita di lipidi fisiologica da quella patologica. Per diagnosticare una

steatorrea esistono dei test di screening e dei test di approfondimento.

-Test di screening:esame microscopico delle feci,questo test non ha una grande attendibilità perché è legata

alla capacità dell’operatore,un altro test di screening consiste nel dosaggio dei carotenoidi sierici. I

carotenoidi sono pigmenti vegetali di natura lipidica che vengono prodotti dal nostro organismo ma

dobbiamo introdurli con l’alimentazione per cui non si accumulano nell’organismo. Ciò vuol dire che

quando si instaura una situazione di malassorbimento che compromette l’assorbimento lipidico sempre,i

livelli di corotenoidi sierici diminuiscono velocemente perché non ci sono depositi nel nostro organismo.

-L’esame definitivo consiste nel dosare precisamente e non al microscopio la quota di lipidi fecali,la quota di

lipidi fecali può essere espressa con diverse modalità esempio come percento del peso fresco oppure come

percento dei grassi ingeriti oppure come quantità assoluta delle 24 ore. Le due ultime modalità sono quelle

preferite.

Abbiamo detto che abbiamo la steatorrea quando si elimina una quota di lipidi superiore ai 5 grammi al

giorno però questo riferimento può portare a degli errori diagnostici perché questa quota dipende da quanti

grassi mangia il paziente perché se il paziente non mangia molti grassi non arriverà mai ai 5 grammi nelle 24

ore anche se ha il malassorbimento…allora la modalità più corretta è quella che esprime il % dei grassi

ingeriti,vuol dire che io devo somministrare al paziente un pasto che abbia un contenuto lipidico noto dopo

di che rispetto a questa quota somministrata io valuto quanta ne ha persa con le feci,in condizioni normali

non se ne perde più 5% perché in condizioni normali il coefficiente di ritenzione,cioè quello che si assorbe,è

del 95%... quindi se somministro 300 grammi di lipidi non posso perdere più di 15 grammi con le feci delle

24 ore…questa è la modalità più corretta per esprimere la steatorrea.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in biotecnologie mediche
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher biotech89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biochimica clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Esposito Sergio.

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