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Storia del Trentino

Introduzione

Teoria del diffusionismo: negli anni '60, la suddetta teoria sosteneva che tutte le tecnologie arrivano da un solo luogo. Ad esempio: fuoco, agricoltura, ecc.

Cos'è il bronzo?

Il bronzo è una lega intenzionale fra rame e stagno. Esistono però anche leghe allo stato naturale: rame-arsenicale.

  • Bronzo costituito da "falere".

In cosa consiste il cambiamento dell'età del Bronzo?

Uno degli elementi che connotano l'età del bronzo è un'incredibile accelerazione metallurgica legata alla ricerca dei giacimenti di rame e stagno. La percentuale di miscelazione di tale lega si aggira approssimativamente tra circa il 9-10% di stagno insieme al rame, per ottenere una lega bronzea. Tali dati però varieranno dal tipo di produzione metallurgica in seguito alle diverse applicazioni del materiale.

Siccome le zone di estrazione sono distanti tra loro, si presuppone che siano avvenute delle interazioni tra i popoli. Parlando dell'età del bronzo, non si può sicuramente non menzionare lo sviluppo tecnologico che è andato incrementandosi.

Cos'è la protostoria?

La protostoria è la fase immediatamente precedente alla storia. Questa fase vede fenomeni di cambiamento della struttura economica e sociale all'interno delle comunità, ad esempio: organizzazione urbana e protourbana.

Per protourbanizzazione intendiamo lo sviluppo delle città nei suoi principi completi, sociali e culturali. Infatti, nell'età del bronzo abbiamo una crescita demografica enorme che possiamo desumere dalla quantità, vastità e durata degli abitati, che non ha eguali con l'età del rame.

L'età del bronzo, che comprende l'arco di tempo della protostoria, secondo la cronologia relativa va da: 2300 – 2200 a 900 a.C. ma il limite inferiore è soggetto a variazioni, come in centro Italia dove il limite dell'età del bronzo si ferma a 800 a.C., ma anche in Italia settentrionale dove la protostoria arriva fino al V sec. a.C.

Lo sviluppo tecnologico non è immediato per tutti i popoli europei e non avviene in maniera uniforme (2300 – 2200).

Excursus generale introduttivo

  • Ambra del Baltico: resina fossile con scopi ornamentali, usata secondo Plinio come ornamento dalle donne della pianura padana per contrastare l'insalubrità dell'acqua.
  • Palafitte: segnano un passaggio antropico, come nel caso dei laghi alpini in Svizzera, nonché di Fiavé e Ledro per l'Italia.
  • Ampi spazi coltivati: portano l'incremento tecnologico. "Aratro" rivoluziona l'agricoltura, come l'aratro di Lavagnone trovato vicino alla palafitta, uno dei più antichi in Europa.
  • Pugnale a manico composito

Elementi che delineano l'età del Bronzo

  • Metallurgia (lega di bronzo)
  • Italia settentrionale: palafitte, terramare
  • Urbanizzazione, tecniche abitative
  • Sviluppo economico
  • Intensificazione dei contatti tra i popoli
  • Incremento demografico
  • Sviluppo dell'agricoltura (aratro), rivoluzione dei prodotti secondari: latte, formaggi
  • Intensificazione e sviluppo di tipo religioso e simbolico, culto dei morti (roghi votivi; brandopferplatze)
  • Produzione, divisione del lavoro, tecnologia
  • Complessità sociale, comunità, divisione per status
  • Ripostigli

L'età del bronzo viene considerata la prima età d'Europa. Non a caso, "la ricchezza" dell'età del bronzo... la "pecunia" da "pecora", quindi bestiame – allevamento – caccia; quindi ricchezza.

L'Età del bronzo trova anche un incremento nell'uso dei ripostigli, usati probabilmente dai popoli protostorici per nascondere gli oggetti del singolo o più spesso della comunità in vista di un probabile pericolo, ovviamente in prospettiva di un loro utilizzo in momenti più tranquilli (utilizzati in prevalenza forse in vista di possibili conflitti). I ripostigli pervenuti sino a noi sono stati deposti e mai più recuperati fino all'arrivo degli archeologi.

I ripostigli contengono generalmente oggetti finiti e non finiti. Per il primo caso troviamo ripostigli di uso quotidiano come ripostigli di asce, mentre per il secondo troviamo i cosiddetti "lingotti", cioè masse di materiale metallico, in questo caso bronzeo, incompleti, in vista della fusione, quindi della produzione.

I ripostigli possono essere misti, cioè contenere oggetti di diverso tipo, o contenere oggetti dello stesso tipo. I ripostigli variano cronologicamente e sono differenti di zona in zona. Tra gli oggetti ritrovati all'interno di questi ci sono i "lingotti a Graffa" e i "pani a focaccia", ma anche collari a lingotto come nel caso del bacino danubiano.

L'utilizzo del ripostiglio presuppone comunque una ricchezza del singolo o della comunità, la vuole preservare, quindi nascondere ai popoli circostanti.

Il metallurgo

Parlando dei ripostigli e quindi del metallo, non si può non parlare di chi lo produce. Il metallurgo è un artigiano specializzato, che sembra essere circondato da qualità sensoriali mitiche. C'è quindi un rapporto stretto tra la metallurgia e la religione in relazione al fuoco e alle sue suggestioni di fronte all'uomo.

Il metallurgo sta vicino all'élite di un popolo di una determinata cultura. Egli non appartiene a un rango elevato ma appartiene strettamente alla casta dei guerrieri. La posizione sociale del metallurgo è quindi in stretta relazione col capo, perché gli fornisce gli strumenti per la ricchezza, la guerra e il commercio, insomma gli garantisce l'egemonia.

La metallurgia porta successivamente alla divisione sociale causata dall'introduzione della spada, che non è altro che il prolungamento del pugnale. La spada segna per sempre la divisione in caste (es. casta dei guerrieri) o meglio gruppi appartenenti a un popolo.

La metallurgia porta poi a un'intensificazione dei contatti, che porta allo scambio su scala locale e su scala più vasta al commercio.

Quali sono le fasi principali della Metallurgia?

  1. Estrazione: raccolta del minerale – attività mineraria, veniva aggredito il filone riconosciuto tramite l'utilizzo di martelli in pietra seguendo la tipica colorazione differente della vena mineraria determinando delle fessurazioni.
  2. Smelting: processo per cui il minerale è trasformato in metallo mediante il calore (energia chimica) e nella fornace il materiale grezzo viene fuso e ridotto a pagnotta, viene lasciato raffreddare.
  3. Melting: fusione del metallo da parte dell'artigiano specializzato, che produce gli effetti finiti nei pressi delle abitazioni.
  4. Alligazione: lega ad esempio fra rame e stagno.
  5. Casting: colata di rame fuso nella forma.
  6. Forgiatura: battitura, il metallo viene battuto comprimendo la sua struttura cristallina che si disfa e perde di elasticità. In questo modo si irrobustisce.

Intensificazione lega intenzionale – Bronzo:

  • 3500 a.C. - Afghanistan
  • 3000 a.C – Mesopotamia
  • 2500 a.C – da Troia ad Uruk

Ipotesi:

  • Gordon Childe: sviluppo e diffusione dell'area mesopotamica.
  • "Sistema mondo": si innescano meccanismi di trasmissione attraverso i commerci.
  • I poemi omerici ci danno una visione d'insieme di come era il mondo antico dal punto di vista economico, politico e culturale.

L'età del bronzo Antico e Medio

Premessa

Il bronzo medio è il periodo della protostoria caratterizzato dall'uso di manufatti in lega di rame e stagno. Si è sviluppata nel corso del II millennio a.C. e si articola in quattro fasi principali:

  1. Bronzo antico – Bz A – Fruhbronzezeit, Early Bronze Age
  2. Bronzo medio – Bz M – Mittelbronzezeit, Middle Bronze Age
  3. Bronzo recente – Bz R – Jungbronzezeit, Late Bronze Age
  4. Bronzo finale – Spatbronzezeit, Final Bronze Age

I primi studi di questi periodi sono stati svolti nella seconda metà del XIX secolo e nei primi anni del XX secolo, dopo le significative scoperte del bacino danubiano, alcuni suggestivi insediamenti palafitticoli delle Alpi svizzere e altri insediamenti "terramaricoli" arginati, nella valle padana.

Un notevole contributo per capire il periodo dell'età del bronzo è dato dalla fortunata scoperta della palafitta del lago di Ledro (dell'età del bronzo), che ha restituito una notevole quantità di reperti (portati alla luce con gli scavi di Ghislazoni e Battaglia nel 1929 e nel 1937). Purtroppo, le condizioni di allora non permettevano una esaustiva valutazione delle scoperte.

Proprio sulla base dei ritrovamenti di Ledro, l'illustre paletnologa trentina Pia Laviosa Zambotti ha tracciato un primo quadro dell'età del bronzo in Trentino ipotizzando che l'area di Ledro fosse in connessione con l'area transpadana e la cultura di Polada (la teoria è errata).

Nuovi ritrovamenti succedutisi a Montesei di Serso, presso Pergine, a Trento in località Soltieri, a La Vela Valbusa, Romagnano-Loc, monte Ozol e Fiavé, seguiti da ricerche e studi sistematici condotti negli anni sessanta secondo le più moderne metodologie, hanno consentito di acquisire in argomento, elementi di conoscenza più approfonditi che permettono di tracciare un quadro generale, organico e aggiornato, dell'intero ciclo dell'età del bronzo nella regione trentino-altoatesina, dalla fase formativa ai momenti finali (2200-900 a.C.) corrispondente alla protostoria.

Le maggiori e più articolate informazioni sugli aspetti culturali che hanno contraddistinto le tappe dello sviluppo millenario dell'età del bronzo in Trentino sono pervenute principalmente dagli abitati in sito umido (laghi, acquitrini) e in particolare da Fiavé nelle Giudicarie. Fiavé è il sito più rappresentativo dell'età del bronzo in Trentino, perché nelle sue sequenze culturali possono fare riferimento situazioni analoghe alla palafitta di Ledro, nonché siti minori del Trentino di ambiente secco e umido.

L'età del bronzo antico

In Trentino, il bronzo antico coincide con un'intensificazione del popolamento nel territorio alpino centro-orientale e si sviluppa nel corso di sei secoli, a cavallo fra il III e il II millennio a.C. (cronologia relativa=2200-1600), articolandosi in tre fasi:

  1. Bronzo antico primo (Bz AI)
  2. Bronzo antico secondo (Bz AII)
  3. Bronzo antico terzo (Bz AIII)

Bronzo antico primo

Il bronzo antico primo corrisponde allo stadio iniziale dell'antica età del bronzo. Il momento avanzato dell'Eneolitico recente ne rappresenta l'elemento propulsivo e in parte coincidente; di qui la denominazione di eneolitico recente – bronzo antico primo.

Il bronzo recente primo nel territorio sud alpino ed in particolare nella fascia prealpina centro orientale coincide con il processo formativo della nascente cultura di Polada. Secondo la definizione di P. L. Zambotti, la cultura di Polada viene identificata con l'antica età del bronzo dell'Italia settentrionale centro orientale.

Nel Trentino, il momento iniziale dell'antica età del bronzo coincide con il verificarsi di due fenomeni interdipendenti: un significativo incremento della metallurgia rivolta alla produzione e alla trasformazione del rame; e il manifestarsi di un nuovo orizzonte culturale, definito "Polada A locale – Serso 1" che rappresenta il processo formativo della cultura di Polada. Quest'ultimo è compartecipe in regione del fermento culturale che informa la fase avanzata dell'eneolitico recente, assumendo un aspetto locale corrispondente alla formazione del bronzo antico.

Le testimonianze di questo nuovo orizzonte sono concentrate nel Trentino centrale. Come a Montesei di Serso, presso Pergine, in alta Val Sugana dove si trova il sito più rappresentativo, ma anche a La Vela Valbusa e Romagnano, nella media valle dell'Adige e del Sarca, nonché a Ledro. Dette testimonianze sono connesse ad aspetti specifici della metallurgia; altre alla cultura materiale e infine al culto dei morti, documentato da necropoli o tombe singole. Mancano infatti precise informazioni riguardo agli abitati.

È peraltro da rilevare che, operative in genere, sia per le necropoli e le aree insediative prevale l'ambiente secco, per quanto si sviluppi proprio in questo momento l'insediamento di Ledro e sia pure utilizzato quello di Fiavé in ambiente umido.

L'attività metallurgica è documentata soprattutto con ritrovamenti di resti di fonderia, verificatisi in fondovalle (a Trento in località Piazzina Gaban, Acquaviva, Borgosacco, o su altura ma comunque a quota inferiore a 700 m s.l.m.; Montesei di Serso e Croz del Cius nel perginese, in siti prossimi a giacimenti metalliferi del Trentino centrale. L'elemento distintivo o il fossile guida che identifica le aree operative di fusione sono i resti di fonderia del bronzo antico primo Serso 1 dove si trovano abbondanti scorie di fusione del tipo a "focaccia" molte delle quali ammassate ancora intere accanto ai forni.

I forni possono essere di due tipi:

  1. Forno con struttura a catino piatto elissoidale, con bordo ingrossato in impasto di concotto di argilla e ghiaia, steso su di un letto di scorie poste su depositi ghiaiosi, come ad esempio accade al riparo La Vela Valbusa, all'Acquaviva, ecc. Accanto al catino sono presenti anche ugelli conici in terracotta che venivano inseriti all'estremità del manicotto del mantice.
  2. L'altro tipo di struttura consiste in forni verticali, quadrangolari, in pietra, come è stato accertato a Romagnano-Loc, a Montesei di Serso e al Croz del Cius.

È da sottolineare che a Montesei di Serso sono stati trovati resti di fusione per ascia ad occhio associate a lesine del tipo "Ig II" uguali a quelle diffuse in Slovenia, Croazia e anche nel Salisburghese.

Nel bronzo antico primo compaiono in Trentino centrale le necropoli e le sepolture singole situate in riparo o grotticella. Fra di esse assume particolare importanza la tomba di La Vela Valbusa. La tomba era posta sopra una struttura fusoria a catino piatto e il corredo costituito dal boccale di tipo Polada A di formazione locale, mentre alcuni oggetti come il bastoncino fusiforme forato al centro rientra nella "cultura campaniforme".

La formazione della nuova entità culturale coincidente con lo stadio iniziale della antica età del bronzo – eneolitico recente – bronzo antico primo, trova espressione oltre che nella metallurgia e culto dei morti anche in apporti culturali di diversa origine, la cui azione si manifesta con l'entità culturale definita "Polada A locale – Serso 1".

Cultura di Polada: elementi distintivi

  • Boccaletto a corpo globoso con collo distinto, orlo appiattito e ansa a gomito acuto
  • Bicchiere troncoconico con ansa a nastro e gli orci con linea di fori passanti sotto l'orlo.

In questo momento in Trentino proprio il boccaletto di tipo Polada accoglie con frequenza il gusto per la decorazione a nastri e triangoli punteggiati nello stile suggerito dalla corrente medio danubiana. Sono particolarmente evidenti le influenze con la corrente slovenica, ne dimostrano le forme ceramiche (brocca biansata, olla a reticolo di cordoni ad impressioni digitali).

Concludendo: la fase Polada A – Serso 1 è coincidente con la fase del bronzo antico primo e proprio sulla base di tali corrispondenze, il gruppo Polada A – Serso 1 è da considerare un'espressione regionale del vasto fermento culturale che accompagna lo sviluppo dell'eneolitico recente medio-europeo, che è uno dei fattori formativi della cultura di Polada dell'età del bronzo antico nella fascia pre-alpina meridionale.

Bronzo antico secondo

Il bronzo antico secondo è operante in Italia lungo la fascia prealpina e subalpina centro-orientale, si caratterizza per l'affermazione della cultura di Polada. Questa cultura ha il suo centro formativo o propulsivo in abitati di tipo palafitticolo o affini, ubicati in zona umida (laghetto inframorenico, stagno o torbiera) nel territorio del basso Garda centro-occidentale, a spiccata vocazione agricola. L'epicentro è riconoscibile nell'eponima torbiera di Polada e nello stadio del Lavagnone situato nel comune di Lonato, in provincia di Brescia.

La cultura Lavagnone-Polada si contraddistingue per un solido aspetto unitario (rappresentato nel complesso Lavagnone 2).

Elementi distintivi della cultura Lavagnone-Polada:

  • Resti abitato palafitticolo con struttura a pali isolati
  • Boccaletto a corpo globoso e ansa a gomito
  • Brocca biconica elissoidale biansata
  • Orcio a fori passanti sotto l'orlo
  • Caratteristici sono gli oggetti ornamentali che riecheggiano la tradizione eneolitica predominante nel primo momento, denominato Polada A, come:
    • L'ascia piatta a margini rialzati - tipo Torbole
    • Il pugnale a lama triangolare
    • L'aratro a trazione animale (il più antico esemplare rinvenuto in Europa, che sintetizza nella sua tecnologia il notevole progresso tecnologico raggiunto dall'agricoltura, attività economica primaria).

Il Trentino si identifica nella seconda fase del bronzo antico con la cultura di Polada, sicuramente nella sua espressione classica, dominante nel basso Garda. Rispetto al bronzo antico primo, il bronzo antico secondo registra una contrazione demografica. L'orizzonte Polada classico non è documentato nella sequenza di Fiavé.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/01 Preistoria e protostoria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paletnologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Pedrotti Annaluisa.
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