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Appunti di paletnologia – Parte I

La paletnologia può essere tradotta come "archeologia preistorica", delle origini. Studia le antiche civiltà del passato. È un termine convenzionale, in quanto di solito identifichiamo la storia con la nascita delle fonti scritte. In realtà preistoria e storia sono sinonimi, studiamo comunque la storia non attraverso le fonti scritte ma quelle materiali.

La ricerca archeologica in generale e quella che in particolare riguarda la paletnologia si basa sullo studio interdisciplinare delle evidenze archeologiche sulle civiltà del passato, attraverso lo studio e la ricerca delle fonti materiali. Queste fonti possono essere:

  • Siti e manufatti (cultura materiale)
  • Resti biologici e fossili (evoluzione della specie umana)
  • Territorio e clima del passato (rapporto uomo/ambiente)

È una ricerca interdisciplinare perché l'archeologia si interseca con altre discipline ed ha bisogno di esse per la sua ricerca, come la chimica, la geologia, la paleontologia, l'informatica, la botanica e l'antropologia. Attraverso questa ricerca possiamo studiare gli insediamenti, l'economia, i riti, e le produzioni materiali delle civiltà antiche.

Lo scavo archeologico è uno strumento di acquisizione di documenti, per epoche in cui le fonti scritte non sono ancora presenti. Alcune ricerche si possono fare anche nei magazzini dei musei ad esempio, ma il metodo più utilizzato sono gli scavi stratigrafici. Lo scavo va fatto seguendo adeguati criteri. I manufatti sono fabbricati dall'uomo mediante la lavorazione di diverse materie prime. I resti biologici sono invece le faune, i resti vegetali e i resti umani fossili, ritrovati ad esempio nelle sepolture.

Obiettivi della paletnologia

La paletnologia ha come obiettivo principale lo studio delle culture delle civiltà senza scritture, quindi studia gli insediamenti, le produzioni, la spiritualità ecc. La cultura archeologica è definita come "determinati tipi di resti - vasellame, strumenti, ornamenti, riti funebri, forme di abitazioni - che ricorrono costantemente insieme" (Gordon Childe, "The Danube in Prehistory", 1929).

Spesso vengono fatti parallelismi tra le culture preistoriche e quelle primitive, usando i termini come sinonimi, ma in realtà sono diversi. Il termine "preistoria" è oggettivo, ed è collocato in un tempo ben preciso, ovvero prima dell'invenzione della scrittura. Il termine "primitivo" invece si riferisce spesso a società e culture presenti ancora oggi, ed è quindi un concetto relativo, utilizzato in confronto a qualcosa che ci sembra più evoluto.

Questo non tener separate le due definizioni ha causato fraintendimenti nel passato, a causa dei quali si studiava la preistoria studiando altri popoli del presente. Lo studio delle produzioni mediante la classificazione dei materiali in pietra, in materia dura animale, in ceramica, in metallo ecc., tende ad individuare i manufatti delle varie epoche.

Schema della successione culturale in preistoria

  • Età del ferro -> IX-VIII sec. a.C.
  • Età del bronzo -> fino a IX sec.
  • Età del rame -> fino a 3000 anni fa
  • Neolitico -> fino a 5000 anni fa
  • Mesolitico -> fino a 5500 anni fa
  • Paleolitico -> fino a 7200 anni fa

Il paleolitico si divide in 3 periodi:

  • Superiore: fino a 10.000 anni fa, è dominato dall'homo sapiens
  • Medio: da 120.000-40.000 anni fa, dominato dall'homo neanderthalensis
  • Arcaico e inferiore: da 2,5 milioni a 120.000 anni fa

Datazioni che possono variare anche in base all’area geografica. Parliamo di paleolitico anche quando ci sono condizioni di vita che identificano una popolazione e cultura. Sono popolazioni che basano la loro sussistenza sulla caccia e in parte sulla raccolta. Regime che necessariamente è un modo di vita nomade, le faune si spostano e quindi anche gli umani si spostano.

Le civiltà preistoriche non si limitano solo a soddisfare le necessità primarie. Per realizzare l’obiettivo di approvvigionarsi di risorse animali per la sussistenza l’uomo inventa l’utensile. Momento in cui l’uomo inizia a scheggiare la pietra è un salto enorme dal punto di vista cognitivo, perché si arriva per la prima volta a un individuo che è in grado di modificare la materia prima per realizzare un progetto. Innovazione epocale, si inizia con la scheggiatura della materia prima per modificare queste rocce anche con sistemi tecnici molto evoluti e sofisticati, per costruire armi e utensili. È la prima testimonianza della nostra capacità di astrazione.

Gli insediamenti, quando possiamo definire un sito archeologico un insediamento, che tipo di insediamento, quali sono gli elementi che ci permettono di identificare e determinare un insediamento. Da un certo punto in poi l’attività cognitiva delle popolazioni preistoriche sarà sempre più rivolta verso sistemi di comunicazione non verbali, quindi l’uso del segno come mezzo di comunicazione, che è un altro salto cognitivo importante. L’uomo sapiens è in grado di trasformare e rielaborare la realtà che vede e di metterla su un supporto in maniera bidimensionale.

Nel momento in cui l’uomo comincia a esprimersi in questa maniera, abbiamo la prova di una evoluzione dal punto di vista cognitivo e intellettivo dalla quale non si tornerà più indietro. Anche gli ornamenti fanno parte di questo mondo. Il rito funerario è un altro salto, nei contesti archeologici ritroviamo dei resti umani non abbandonati ma deposti in fosse appositamente scavate per conservare il corpo del defunto. La coscienza della finitezza della vita e la necessità e il bisogno di conservare la memoria del defunto a un certo punto diventano un elemento caratterizzante e fondamentale, che poi sarà rielaborata in molte forme.

Anche la musica è documentata, strumenti musicali soprattutto a fiato ma anche a percussione. Possiamo cercare di ricostruire un passato così antico perché abbiamo la consapevolezza che certi processi siamo in grado di interpretarli e leggerli perché partiamo dal presupposto che chi ne è stato protagonista ci è collegato.

Il mesolitico

Il mesolitico è un periodo che prepara l’epoca successiva. La caccia continua ad essere l’attività principale ma gli si affianca in maniera sempre più preponderante la raccolta, la pesca. Gli utensili si modificano anche con il miglioramento climatico, il paleolitico è un periodo condizionato dalle glaciazioni mentre nel mesolitico il clima e l’ambiente si avvicinano a quello attuale. Spariscono i grandi mammiferi erbivori, come i mammuth, a causa del clima, quindi anche le faune cacciate e gli strumenti di caccia vanno modificati.

Il neolitico

Il neolitico è il periodo da cui viene la nostra società. In alcune aree del mondo, come la mezzaluna fertile in oriente, alcuni nuclei iniziano a praticare l’agricoltura, capiscono che quello che raccoglievano come specie selvatica poteva essere coltivato. L’uomo comincia anche ad addomesticare gli animali, quindi ha bisogno di pascoli. Comincia a produrre non più solo per soddisfare la necessità di sopravvivere in quel momento ma comincia a mettere da parte le derrate alimentari, capisce che c’è una stagionalità e quindi accumula risorse per i momenti in cui queste risorse potrebbero iniziare a scarseggiare.

Nei villaggi ci sono luoghi in cui si conservano queste derrate alimentari. I villaggi si fanno sempre più grandi, sono popolazioni sedentarie, producono il cibo e si installano in territori adeguati. Cambia il mondo, non solo nella sfera produttiva, cambiano le materie prime, alcuni modi di spostarsi come la navigazione, che era già usata nel paleolitico. La produzione ceramica è un altro elemento e una novità assoluta del neolitico. Innovazione tecnologica importante, molte delle tecniche attuali di produzione ceramica risalgono anche a questo periodo. Non è solo una evoluzione che riguarda la sfera collettiva ma anche quella simbolica, i codici semantici, i linguaggi. Si passa da raffigurazioni naturalistiche a quelle schematiche. Anche la ritualità e la spiritualità cambiano, nascono le necropoli.

L'età del rame

Durante l’età del rame viene inventata la metallurgia, quindi si creano nuovi gruppi sociali, come gli artigiani specializzati. Si formano le prime società strutturate in classi, prima diversificazione sociale. C’è l’introduzione dell’aratro, del carro e della ruota. La penultima fase è l’età del bronzo, anche qui si ha un’innovazione tecnologica della metallurgia. In questo momento avremo anche il diffondersi di strutture abitative particolari. L’età del ferro è la porta alla storia, arriva in Europa la comparsa delle prime forme di scrittura.

Produzioni artistiche e figurative

Gli aspetti simbolici e le produzioni artistiche figurative, l’origine del sistema figurativo. Il termine arte non va usato per le figurazioni di questo periodo, perché è un termine che si colloca bene nell’ideologia del mondo moderno e che implica soprattutto il fare. Poi nel corso della storia dell’uomo questa produzione ha assunto un collegamento anche con la dimensione estetica, intendendo per estetica non il suo significato originario, cioè che significa “emozione”, ma un qualche collegamento col bello. Nell’antica Grecia l’arte era un sistema di comunicazione finalizzato a cementare il regime dominante. Invece di “arte” usare i termini segno, produzione figurativa, cultura visuale ecc.

Nel paleolitico quello che chiamiamo “fare segno” nasce in un momento abbastanza recente dell’uomo, 40,000 anni fa. Nasce in un momento di big bang culturale che è dovuto in parte al caldo in parte alle mutazioni genetiche e ai cambiamenti neurologici. Quello che chiamiamo fare segno indica la volontà dell’uomo di manifestare la propria opinione, di attestare e documentare la propria identità. Fare arte significa attestare una presenza, che è finalizzata a vari scopi.

L’evidenza archeologica ci indica che il fare segno o almeno l’uso di un pigmento colorante potrebbe risalire ad epoche molto antiche, perché intorno ai 700,000 anni fa ci sono tracce di ocra in un insediamento del paleolitico inferiore. Questo però non significa che la presenza del colore in un insediamento sia una prova dell’uso del colore a fini decorativi, perché l’ocra è un minerale che ha anche una valenza utilitaristica, è ad esempio un impermeabilizzante che viene utilizzato nelle sepolture. Se c’è stato un uso del colore anche per pitture corporali non possiamo saperlo.

L’uomo di Neanderthal ci ha lasciato dei segni lineari ma non ha mai rappresentato dei soggetti riconoscibili, quindi non possiamo parlare di rappresentazioni figurative ma solo di una grafica. Il materiale figurativo è una produzione che si lega all’homo sapiens, che è l’ultima specie che è sopravvissuta al cammino dell’evoluzione. Il sapiens è una specie che ha origine in Africa intorno ai 200,000 anni, è una specie migratoria e quindi intorno ai 200,000 anni si spostano e colonizzano prima l’Europa, l’Asia e poi tutto il resto.

Intorno ai 40,000 anni fa succede qualcosa di particolare, dei cambiamenti sia biologici che culturali. Biologici perché è documentata una modificazione del sistema fonetico, quindi un’articolazione maggiore del linguaggio. C’è una discesa dell’apparato faringe laringe che procura un maggiore passaggio d’aria che provoca una maggiore articolazione del linguaggio. Anche il Neanderthal e l’Ergaster parlavano, avevano le capacità di emettere suoni, ma è solo col sapiens che l’articolazione raggiunge il suo massimo sviluppo.

I sapiens di 40,000 anni fa avevano la struttura fonica che abbiamo noi, quindi parlavano con le stesse potenzialità che abbiamo oggi. Il linguaggio è un sistema di comunicazione verbale che va di pari passo con altri sistemi di comunicazione non verbale, come il fare segno. Questa rappresentazione del mondo segue una serie di sviluppi cruciali.

L'evoluzione culturale

Non sono mai state ritrovate in associazione resti di australopiteco con manufatti litici. La definizione del genere homo non si basa solo su delle caratteristiche antropiche e biologiche, ma anche sulle capacità di modificare la materia. L’homo habilis è con estrema certezza la prima specie i cui resti sono stati trovati in associazione con manufatti, quindi è la prima specie in grado di progettare e di prevedere, di immaginare un prodotto con il processo di astrazione e realizzarlo. La modificazione della materia è quello che permette all’uomo di superare l’uso dell’oggetto trovato in natura.

L’introduzione dell’arte segna l’introduzione della metafora, la creazione di un simbolo. Fare segno e raffigura un’immagine è creare ciò che non esiste nella realtà. Il simbolo è di per sé un falso, ma un falso che ha la funzione di creare modelli ideologici anche semplici, religiosi. L’arte è finzione, questa finzione nasce 40,000 anni fa, e da allora l’uomo l’ha adottata e la usa in vari modi. Analisi formale delle figure, ogni immagine viene costruita, non c’è niente di istintivo, spontaneo, inconscio. L’invenzione della linea. Rappresentare in modo bidimensionale ciò che noi percepiamo in modo tridimensionale. La tridimensionalità della nostra percezione si traduce in una visione bidimensionale. Gli archeologi hanno trovato diverse pitture funerarie che risalgono a questo periodo, a volte con crani ben conservati. Vengono fatti dei calchi endocranici che duplica l’interno del cranio, quindi possiamo averne la morfologia.

Capacità di rappresentare in maniera realistica la natura. Figura schematica di un individuo, con il corpo che è stato scomposto e ricomposto in una linea verticale. All’origine del fare arte c’è un linguaggio naturalistico, schematico e astratto. L’astrazione ci indica la modificazione della realtà riconoscibile. In tutta Europa si sviluppa questa sineddoche. I grandi temi sono il mondo animale, le figure mascherate antropomorfe, e la prospettiva astratta. Il fenomeno figurativo nasce 40,000 anni fa nell’ambito di una cultura detta dell’Aurignaziano, in un momento in cui i sapiens arrivano a est e trovano i Neanderthal. Il sapiens ha già vissuto il cambiamento culturale e quindi ha una carta in più, che non è la capacità tecnica ma la comunicazione. Sa comunicare conoscenze di generazione in generazione. Quindi i sapiens sono sopravvissuti perché sapevano comunicare, la comunicazione è alla base della nostra società.

Quindi l’arte e il fare segno in questo senso ha una funzione fondamentale, perché serve a trasmettere i simboli. Le figure non volevano raccontare il mondo, ma volevano trasportare quella figura in un mondo altro. Caricare un elemento naturale di una forza simbolica, religiosa, emotiva. I Neanderthal dopo 5-6000 anni di convivenza con i sapiens, si estinguono. Non ci sono prove di attività belligeranti e violente, ma anzi gli antropologi stanno documentando casi di ibridazione biologica oltre che culturale.

Grotta in cui si ha la raffigurazione di un animale su cui sono presenti dei grumi di ocra che gli erano stati scagliati contro a distanza. Riflessione sul significato di questo gesto e della rappresentazione. Una delle teorie è che queste rappresentazioni facessero parte di un gesto simbolico propiziatorio alla caccia. Prima di partire per una battuta di caccia si raffigurava l’animale e lo si abbatteva virtualmente.

L'analisi formale

Qual è il procedimento mentale che il paleolitico ha adottato per arrivare a una certa rappresentazione. Le veneri sono figure femminili gravide, tema della fertilità femminile. Per prima cosa il corpo viene scomposto, per il procedimento di astrazione. Il messaggio che la statuetta deve dare è quella della fertilità, della gravidanza, della donna maternale. Quindi vengono enfatizzate, nel processo di ricomposizione del corpo, le parti deputate alla procreazione e alla maternità. In una raffigurazione di questo tipo ci sono delle parti anatomiche che non hanno valore, nell’ottica di sottolineare il maternale.

Quindi nelle statuette non sono mai rappresentati i piedi ad esempio. La testa è un’identità, ma questa produzione non ha uno scopo ritrattistico, quindi la testa diventa un volume accessorio. Le braccia anche non hanno nulla a che vedere con la fertilità, quindi vengono suggerite sommessamente, sono sfumate e fuse nel volume dei seni. Si lavora per sottrazione, esistono ma non si devono vedere, perché la percezione deve essere attratta da altri elementi corporei. Esempio tipico del procedimento concettuale. Scomposizione e ricomposizione attraverso volumi. Nascita della piccola statuaria. Questo procedimento concettuale riguarda non solo la resa bidimensionale ma anche la resa tridimensionale a tutto tondo di volumi.

I grandi santuari

I grandi santuari sono dei luoghi dove queste figure venivano dipinte. Percezione, è importante collocare le vaie figure nel loro ambiente, non sono mai state destinate casualmente in un ambiente. Il contesto è importante perché legato alla percezione e all’emozione che quel prodotto suscita. Un esempio è la grotta di Lascaux, in cui tutte le pitture sono situate a minimo tre metri di altezza, quindi non sono all’altezza del piano di visuale dello spettatore. Nella parete sono stati trovati dei fori utilizzati per metterci i pali per costruire poi l’impalcatura per permettere ai pittori di realizzare queste figure. Si ha una percezione molto particolare, non c’

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/08 Etnomusicologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher .Artemis. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paletnologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Lo Vetro Domenico.
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