PALEO GENERALE
FOSSILE : qualunque resto o traccia di organismi o di attività di organismi vissuti nel
passato.
La fossilizzazione è un evento raro. Nella maggior parte dei casi, gli organismi morti
vengono mangiati, erosi, distrutti, erosi, ecc. Solo il 10% delle specie ha lasciato dei
resti fossili. La possibilità di fossilizzazione dipende da:
-composizione e struttura dell'organismo: perché le parti dure dell’organismo sono più
resistenti. Queste sono formate da una particolare materia organica ( cheratina,
sporopollenina, ecc); le parti che spariscono più difficilmente sono quelle mineralizzate
(ossia le parti scheletriche). Le parti mineralizzate sono fatte da: carbonato di calcio,
fosfati e silice (la trovo in particolari tipi di spugne, oppure diatomee). La struttura è
importante perché se ad esempio ho una conchiglia molto sottile è difficile che
fossilizzi rispetto un’ostrica.
-ambiente di deposizione: i sedimenti erosi vengono trasportati in mare. Le rocce
sedimentarie sono prevalentemente di ambiente marino. È importante l’ambiente di
deposizione perché nei diversi ambienti possono favorire o meno la formazione di
fossili. Quindi la velocità di copertura è molto importante.
-cambiamenti che avvengono dopo la deposizione: le acque possono essere
aggressive, possono sciogliere la conchiglia oppure possono alterare la composizione
dell’acqua. Possono esserci dei cambiamenti dopo la deposizione; in alcuni casi sono
favorevoli. In altri casi lo possono rimpiazzare o cambiare la composizione.
TAFONOMIA
Studio di organismi penetrati in substrati sabbiosi o fangosi da vivi o dopo la morte.
Fattori che favoriscono la fossilizzazione:
1) rapido seppellimento
2) presenza di parti dure
Sostanze che costituiscono gli organismi viventi:
-Materia organica, ovvero idrati di carbonio, grassi e proteine. Composta da parti molli
(organi interni, muscoli ecc) e parti dure (polisaccaridi come la chitina, scleroproteine
come collagene, cheratina, cellulosa, lignina e sporopollenina).
-Sostanze minerali, ovvero carbonato di calcio, silice e fosfato di calcio.
Solo in pochi casi si può risalire alle cause della morte. Ritrovamenti di forti
concentrazioni di fossili su superfici di strato, possono essere ricondotti a una moria di
massa. eutrofizzazione
Spesso la morte è dovuta a condizioni di delle acque:
-aumento dell'apporto di nutrienti in mare
-sviluppo di fioriture algali
-morte delle alghe e deposito sul fondo
-decomposizione delle alghe morte sottrae ossigeno alle acque di fondo (ipossia ed
anossia).
Non sempre però una forte concentrazione di fossili in uno spazio ristretto è indice di
una morte collettiva. Spesso questi accumuli sono dovuti all'opera delle correnti che
trasportano gli scheletri e li concentrano in punti determinati.
PROCESSI BIOSTRATINOMICI
-predazione e necrofagia
-necrolisi: processi di decomposizione iniziano subito dopo la morte degli organismi. I
fattori che controllano il decadimento sono ossigeno, acqua, temperatura e pH. Una
conseguenza della decomposizione della sostanza organica è la disarticolazione.
-macerazione
-bioerosione
-dissoluzione pre-diagenetica: dipende dalla composizione chimico-mineralogica
originaria, dalla microstruttura, dalla porosità, dal rapporto s/v e dal chimismo delle
acque.
-trasporto: può causare logorio meccanico: abrasione e frammentazione. Può causare
anche una deposizione orientata. Quando gli organismi cadono sul fondo tendono a
disporsi con l'asse longitudinale parallelo al substrato. Posso avere una deposizione
orientata: forme allungate si depongono parallele tra loro con un certo orientamento.
Vuol dire che sul fondo c'era una corrente. In alcuni casi posso risalire anche alla
direzione della corrente. Se le conchiglie sono rigonfie e non ci sono correnti si
dispongono in modo indifferente. Se è presente una corrente si depongono con
disposizione unimodale
concavità verso il basso: .
disposizione bimodale
Posso avere una : ho una corente oscillatoria, che va avanti e
indietro, si dispongono con l'asse maggiore del corpo perpendicolare rispetto al moto
oscillatorio della corrente. Sono quindi paralleli alla cresta dell'onda.
SEPPELLIMENTO
E' importante la velocità di sedimentazione e la granulometria dei sedimenti: se siamo
vicino alla costa, posso avere delle ghiaie (2-70 mm) che hanno grande permeabilità e
alto drenaggio. I resti di organismi contenuti in esse non hanno una grande possibilità
di fossilizzare. Anche le sabbie (2-1/16 mm) hanno un alto drenaggio e favoriscono
l'ingresso di acque percolanti spesso acide e ossigenate. Rappresentano una
condizione negativa per la conservazione dei fossili. Tuttavia nei fondali marini
favoriscono lo sviluppo di organismi fossori e in questo caso costituiscono un elemento
positivo. In alcuni ambienti, come le aree deltizie, possono conservare fossili particolari
come le tracce degli organismi. I sedimenti più adatti alla fossilizzazione sono le peliti
(1/16-1/256). Sono i sedimenti più diffusi. Dati gli ambienti in cui si depositano (marini
a bassa energia) e la grana fine, conservano i migliori fossili. La sottrazione dei resti
degli organismi ad agenti distruttivi può avvenire per:
-inglobamento in ambra, bitume o detriti ricchi di sostanze organiche.
-incrostazione biologica o abiologica (travertino: roccia carbonatica che si forma alle
sorgenti di acque idrotermali ricche in carbonato di calcio; quando l'acqua esce si ha
una diminuzione di T e P e si ha deposizione di calcite).
Inglobamento in petrolio greggio: giacimento di bitume di Rancho La Brea, dove
esistevano dei laghetti naturali di petrolio.
Inglobamento in ambra: resina fossile prodotta dal Pinus succinifer nell'area baltica
(Eocene-Oligocene) e in Sicilia (Miocene). Gli organismi che rimangono intrappolati
subiscono un processo di disidratazione che porta alla scomparsa della sostanza
organica. La loro forma esterna rimane ben impressa nella resina ma internamente si
creano spazi vuoti.
FOSSILIZZAZIONE delle parti mineralizzate
-impregnazione: conchiglia impregnata
-ricristallizzazione:composto chimico non cambia la composizione chimica ma solo
l'abito cristallino
-sostituzione
-dissoluzione ed eventuale riempimenti
Una conchiglia con cristalli di calcite che contengono sostanza organica. Viene sepolta,
si deposita del sedimento all'interno delle valve e iniziano i processi di fossilizzazione.
La sostanza organica nello spessore del guscio si decompone e nei vuoti che si
formano, si possono depositare vari elementi (calcite o silicio). RIEMPIMENTO. Il guscio
diventa più pesante e più resistente, più compatto. I fossili non hanno colore poichè i
pigmenti si decompongono insieme alla sostanza organica. Aragonite che con
variazioni di temperatura e pressione diventa calcite: RICRISTALLIZZAZIONE. Si
mantiene la forma della conchiglia in questo caso ma di solito si perdono alcuni
dettagli strutturali del guscio. In altri casi si può avere SOSTITUZIONE e si ha un
cambiamento di composizione (silicizzazione, piritizzazione, fosfatizzazione,
dolomitizzazione). Si può anche avere una sostituzione successiva alla
ricristallizzazione. In alcuni casi si ha la DISSOLUZIONE dei gusci e se la cavità interna
era stata riempita posso avere un modello interno e un'impronta esterna. Questa
cavità può anche essere riempita da sedimenti grossolani a formare lo pseudoguscio.
Formazione di strutture biogeopete : ho una conchiglia che inizialmente ha la
parte interna vuota. Viene sepolta e un po' di sedimento riesce a entrare, per gravità
si deposita lasciando uno spazio vuoto che può essere riempito successivamente da
materiale di precipitazione. Importante per capire se lo strato è dritto o rovescio.
FOSSILIZZAZIONE della sostanza organica
Condizioni per la conservazione
1) permineralizzazione o permeazione cellulare: dei composti chimici si depositano
all'interno delle cellule, questo fa sì che si abbiano delle conservazioni. Avviene
quando si ha la formazione dei noduli carbonatici: sedimento con poco calcio, un
pesce muore, viene sepolto e inizia il processo di decomposizione, si libera ammoniaca
e si crea un ambiente alcalino, aumento del pH che favorisce la precipitazione del
carbonato di calcio, questo richiama gli ioni di calcio in ambiente. Si formano i noduli
intorno ai resti organici e il processo si arresta quando finisce la decomposizione.
Posso avere questo fenomeno anche con la pirite in acque riducenti o con la silice
(acque di circolazione che penetrano nelle cellule).
2) carbonificazione: in ambienti anaerobici le parti molli possono conservarsi come
pellicole carboniose per la fermentazione batterica che porta alla eliminazione per
distillazione di idrogeno e ossigeno.
3) mummificazione: per disidratazione e conseguente riduzione del volume, sono
necessari ambienti chiusi.
4) congelamento o crioconservazione.
SCALA DI SUDDIVISIONE DELLA SCALA GEOLOGICA: (PRIMA DOMANDA DI
ESAME)
Partiamo dal Precambiano e ci fermiano al Mesozoico. Le grosse novità faunistiche si
trovano in questo periodo.
 Bisogna sapere la data di inizio ad esempio del paleozoico.
PRECAMBIANO: parte dalla nascita della terra 4 miliardi di anni fa fino a 540 miliardi di
anni fa.
FANEROZOICO: quando inizio a trovare abbondanti resti fossili.
SUDDIVISIONE AMBIENTI MARINO
-PELAGICO: comprende tutta la massa d’acqua
-BENTONICO: riguarda il substrato.
Ambienti pelagici: suddivisione in ambiente neritico (massa d’acqua che si trova al
di sopra della piattaforma continentale), l’ambiente oceanico (è quello che riguarda il
mare). La scarpata termina a circa 200m. A seconda della profondità, l’oceano si
divide: quello che interessa a noi è quello epipelagico che arriva a circa 200m,
comprende la zona fotica cioè la zona nella quale possono penetrare le radiazioni e
quindi fare fotosintesi. Al di sotto c’è il mesopelagico, seguito da batipelagico,
abissipelagico, e adopelagico.
Se si prende in considerazione l’ambiente bentonico è quella parte della costa che
viene occasionalmente bagnata. Gli organismi necessitano di particolari accorgimenti.
litorale
Nella zona (compresa fra alta e bassa marea) gli organismi necessitano di
essere bagnati e alcune volte di essere asciutti. Anche questi necessitano di
sub-litorale,
emersione e immersione. Poi c’è l’ambiente che è quello compreso fra la
bassa marea e i 200m; ci sono le alghe attaccate sul fondo.
La profondità della zona fotica varia in base la latitudine: nelle zone equatoriali la luce
penetra più facilmente, alle alte latitudini le radiazioni colpiscono più difficilmente.
batiale
Al di sotto della zona sub, c’è la zona (dai 1000 ai 4000m) che corrisponde alla
abissale
scarpata, dove non c’è più fotosintesi; troviamo spugne. Poi c’è la zona che va
adale
da 4000m ai 5000m, qui c’è la differenza di diversità e pressione. Nella zona si
hanno ancora meno taxa, non ci sono più predatori e aumentano gli organismi
necrotici. Con la profondità variano anche le associazioni.
MOBILITA’:
-PLANCTONICI: quelli che vivono nella massa di acqua e non si muovono da soli
preventivamente ma si fanno trasportare da questa. Sono sia vegetali che animali. Si
parla di fitoplancton per i vegetali e zooplancton per gli animali. Devono essere piccoli:
nel caso dei fitoplancton sono unicellulari; negli zooplancton, possono essere
unicellulari o stadi larvali di organismi grandi (oloplancton quando sono lavartici,
mentre meroplancton quando sono larvali in un solo stadio della loro vita). Le meduse
sono pluricellulari, grandi, però sono planctoniche. Sono capaci di movimenti
planctonici e sono trasportate dalle correnti.
-NECTONICI: sono quelli capaci di muoversi liberamente nella massa d’acqua (es.
pesci, natilus)
-BENTONICI: quelli che vivono a contatto con il fondo. Possono vivere sopra al
substrato (EPIFAUNALI) e quelli che vivono all’interno del substrato (INFAUNALI). Gli
epifaunali possono essere mobili (vagili->es. stelle di mare o chiocciole), possono
essere fissati al substrato, es. coralli oppure ostriche, cozze. Possono fissarsi in
maniera diversa. Oppure sedentari che sono organismi che vivono ancorati al
substrato che a volte si muovono con piccoli spostamenti occasionali (es. pect). Gli
infaunali possono essere PERFORATORI (che riescono a perforare delle rocce) o
FOSSATORI (organismi che scambiano la loro tana all’interno di sedimenti).
Poi ci sono EPIPLANCTONICI, sono organismi che vivono attaccati a altri oggetti o
organismi, teoricmente dovrebbero essere sessili ma sfruttano gli altri organismi
galleggianti.
I NECTO-BENTHOS sono quelli che si muovono abilmente ma vivono a contatto con il
fondo sabbioso o scoglio, es. sogliola.
TROFISMO: cioè il modo in cui si nutrono e di cosa. In ambiente marino i produttori
primari sono alghe, in particolare la posidonia. È costituita da alghe e fitoplancton. I
consumatori primari sono ad esempio ricci di mare. I consumatori secondari sono
organismi marini che si nutrono di detriti alimentari che trovano sul substrato
(DEPOSITORI) oppure altri che trattengono particelle all’interno filtrando. I carnivori
sono i consumatori secondari/terziari. Quelli che vivono all’interno del substrato
mangiano sedimento espellendo quello che non serve. I necrofagi si nutrono di
organismi morti e i parassiti sono quelli che si nutrono di tessuti di un altro organismo.
Mesozoico e cenozoico sono dominati da detritivori. Nel paleozoico dominano i
filtratori.
8/10
Grafico variabilità all'interno di una specie: n esemplari e n coste radiali.
Curva bimodale: ammoniti, n. esemplari e rapporto a/b, ottengo 2 picchi. Può indicare
che abbiamo 2 specie diverse che hanno un picco di intervallo, che la variabilità è
all'interno di due popolazioni leggermente diverse tra loro o che siamo in presenza di
dimorfismo sessuale (maschio e femmina diversi tra loro in base a specifici caratteri).
Ammoniti, fila superiore sono più grandi, fila inferiore sono più piccole e hanno una
protuberanza. Questo è il caso di dimorfismo sessuale nell'ambito di questa famiglia di
ammoniti. Per dire ciò è necessario che esemplari grandi e piccoli vengano ritrovati
sempre insieme (stessa località e stesso tempo). Si ritiene che le più grandi siano
femmine ma è quasi impossibile dirlo.
ISTITUZIONE DI UNA NUOVA SPECIE
Cose obbligatorie:
-nomenclatura: latino/latinizzato
-diagnosi: breve
-descrizione: dettagliata
-illustrazioni: disegni, fotografia, raggi X..
-designazione dei tipi: olotipo fondamentale
Cose facoltative:
-misure
-numero di esemplari
-discussione
-distribuzione geografica e stratigrafica
-osservazioni: commenti, confronti con specie simili
Tipi della specie:
-olotipo: l’esemplare scelto dall’autore che rappresenta la specie e che deve essere
conservato presso un museo o un istituto di ricerca per eventuali studi successivi
-paratipi: altri esemplari scelti dall’autore per illustrare la variabilità
-neotipo: designazione di un altro esemplare nel caso in cui il tipo originario sia andato
perso.
E' possibile cambiare il nome del taxon solo se:
-è stato determinato erroneamente
-il nome contravviene alle regole di nomenclatura
Omonimi: sono nomi identici che denotano specie diverse
Sinonimi: sono nomi diversi attribuiti alla stessa specie
Principio della priorità: il nome valido di un taxon è il più antico nome disponibile.
Descrizione: la cosa più difficile da fare, richiede tempo ma aiuta chi legge. E'
necessario conoscere la terminologia giusta (gasteropodi: turricolato, fusiforme,
naticiforme..).
Caratteri omologhi: stessa origine evolutiva
Caratteri analoghi: stessa funzione
Illustrazioni: fotografia efficace ma ci sono troppe informazioni, è necessaria quindi
anche la descrizione.
Per le categorie superiori si usa la cladistica: metodo per ipotizzare relazioni tra
organismi per ricostruire le linee evolutive attraverso caratteri anatomici, fisiologici e
sequenze geniche.
Problemi riscontrabili con i fossili: non so a quale organismi appartenessero. Posso
usare la numenclatura linneiana fino al genere. Paratassonomia: viene applicata per
quei resti fossili dei quali si ignora l'attribuzione biologica.
15/10
EVOLUZIONE
Processo con il quale gli organismi cambiano nel tempo.
Diversità in relazione ai differenti adattamenti.
Adattamento: coesistenza di caratteristiche morfologiche, fisiologiche ed etologiche
che rendono un organismo idoneo alla vita in un particolare ambiente.
Lamark (1774-1829): gli organismi cambiano nel tempo, devono derivare da
progenitore. Il primo che si è reso conto dell'importanza dell'adattamento a diverse
condizioni ambientali. Gli organismi si perfezionavano e ottenevano maggiore
complessità. I caratteri che venivano acquisiti erano ereditari. L'ereditarietà dei
caratteri acquisiti non è vera.
Darwin (1809-1882): osservazioni su adattamenti, diversità e distribuzione geografica.
Durante il suo viaggio, si è accorto che gli organismi si erano adattati agli ambienti e
ha confrantato faune di diversi continenti e di diverse isole: differenze tra isole e
continente, specie che vivevano nello stesso continente potevano essere diverse a
seconda delle condizioni ambientali. Queste differenze erano giustificabili solo con
l'isolamento, c'erano delle barriere che isolavano le specie. Si rese conto anche
dell'importanza delle barriere: geografiche o ambientali. Struzzo americano (Rhea) che
occupa due regioni diverse: questo ha creato due specie diverse. Quanto maggiori
erano le differenze, tanto più antiche dovevano es
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