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Dalla fine dell'Ottocento alla Grande Guerra

Tra '800 e '900 si passa da un "concetto europeo" a un sistema caratterizzato da nuovi attori politici, che porterà poi alla 1^ Guerra Mondiale. Il presupposto culturale a questo mutamento è l'influenza che ha la teoria darwinista applicata alla società. Si presuppone una gerarchia, con stati più avanzati e stati più arretrati (questo concetto si ritrova nella poesia di Kipling "Il fardello dell'uomo bianco", in cui gli indigeni vengono definiti a metà tra dei bruti e dei bambini).

Anche il diritto internazionale guarda a questa teoria, e il diritto di esistenza di una nazione è legato al raggiungimento di un certo grado di civiltà, con l'affermazione di protettorati di nazioni più sviluppate (potenze) nei confronti delle altre nazioni. Le potenze avevano una sorta di tutoraggio verso le altre, il quale fa sì che il colonialismo di tipo economico nelle aree extraeuropee diventi sempre più un controllo diretto (un dominio politico) di vaste zone di Asia e Africa.

Questo viene amplificato da una grave crisi economica che colpisce l'Europa (e poi tutte le parti controllate dagli europei) nell'ultimo quarto dell' '800. Questa crisi economica ha inizio a Vienna, ma arriverà a coinvolgere gran parte dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa. La spartizione del mondo non coinvolge solo Asia e Africa, ma anche altri arcipelaghi del Pacifico, la Cina (che resta una nazione formalmente indipendente ma subisce notevoli riduzioni della propria autonomia da parte delle nazioni europee e di nuovi attori internazionali, che sono gli USA e il Giappone). Contemporaneamente esce quasi del tutto una potenza europea di lungo dominio, la Spagna.

Vecchi attori politici

  • Impero britannico: si vede obbligato a una politica di acquisizione anche amministrativa delle sue colonie quando la politica protezionista successiva alla grande crisi viennese degli anni '70 fa sì che anche altri paesi chiudano il commercio tra essi (e le proprie colonie) e il resto del mondo. L'Impero Britannico reagisce ampliando il proprio impero coloniale, intensificando gli scambi con le proprie colonie, a scapito degli scambi con gli altri. Tra il 1870 e il 1914 la quota di commercio mondiale dell'Impero britannico cala da circa il 50% al 14%.
  • Francia: aveva un'antica tradizione coloniale. Prosegue nella conquista di nuovi territori, in particolare africani, dove si scontra spesso anche con gli inglesi. Prosegue con la conquista dell'Indocina.
  • Impero russo: con l'Impero britannico, la Prussia e l'Austria-Ungheria avevano arrestato l'espansionismo napoleonico. Con la Francia era stata protagonista del Congresso di Vienna, che aveva concluso l'età napoleonica. Oltre ad adottare una politica panslava nei Balcani, stabilizza le proprie posizioni in Siberia (molto importante la costruzione della ferrovia transiberiana, che arriva fino a Vladivostock), rinuncia all'Alaska (che vende agli USA) e punta verso l'Afghanistan, la Persia e verso la Cina (in questo si scontra con l'Impero britannico e, per la Cina, anche con il Giappone).
  • Italia e Belgio: si spartiscono alcuni territori mondiali. L'Italia in Somalia e in Eritrea, il Belgio in Congo.
  • Germania: aggiunge il dominio di alcune posizioni, in particolare nel Pacifico e in Africa. La Germania arriva tardi, con la campagna coloniale degli ultimi decenni dell''800, perché Bismarck (che aveva creato la Germania a partire dalla Prussia) si era concentrato sulla stabilizzazione dell'Europa. Era consapevole che la nuova Germania aveva dei grandi potenziali nemici nei suoi confini (la Francia, che aveva perso l'Alsazia e la Lorena nella guerra prusso-francese del 1870, e l'Impero russo). Non esistevano gli Stati che attualmente dividono la Germania dalla Russia (verranno creati dopo la 1^ Guerra Mondiale). Con Guglielmo II la Germania adotta una politica di weltpolitik ("politica mondiale"); adotta quindi implicitamente una politica antibritannica. La politica di potenza tedesca ("machtpolitik") fa sì che Francia e Russia stabiliscano un'alleanza per proteggersi di fronte all'innalzamento della potenza tedesca. Al contempo la Germania intensifica e stringe ancora di più gli ottimi rapporti che aveva con l'Impero asburgico. Si configura un bipolarismo europeo, che vede da una parte Russia e Francia, e dall'altra parte Germania e Austria-Ungheria. Questo bipolarismo non impedisce la formazione di nuove alleanze momentanee (anche tra Francia, Germania e Russia, messa in atto nel 1894-1895 di fronte all'espansionismo giapponese verso la Cina).

Grandi avvenimenti prima della 1^ Guerra Mondiale

Ci sono tre grandi avvenimenti prima della 1^ Guerra Mondiale, che faranno sì che il sistema internazionale arrivi all'esplosione della Grande Guerra e che convinceranno l'Impero britannico ad avvicinarsi a Francia e Russia:

  • Guerra anglo-boera (1899-1902)
  • Guerra russo-giapponese (1904-1905)
  • Crisi marocchina (1906)

Poi alcune crisi balcaniche, di cui l'ultima porterà allo scoppio della 1^ Guerra Mondiale.

Guerra anglo-boera

Si svolge nel moderno Sud Africa. I Boeri avevano un rigido regime schiavistico e avevano dei vicini che avevano fondato delle colonie britanniche. Quando i Boeri scoprono importanti giacimenti di oro e diamanti, le imprese britanniche investiranno ingenti capitali su queste miniere. I Boeri, negando ai britannici gli stessi diritti garantiti al proprio popolo, portano l'Impero britannico ad intervenire. La prima azione militare inglese viene sconfitta (questo suscita un telegramma di Guglielmo II, imperatore tedesco, verso i Boeri, che venendo reso noto a Londra suscita un forte sentimento antitedesco). Con il nuovo secolo la guerra anglo-boera si fa durissima, vengono coinvolti circa 360.000 uomini britannici e viene investita una risorsa finanziaria enorme. Il XX secolo vedrà per la prima volta dei campi di concentramento anche per la popolazione (sono campi di concentramento molto diversi da quelli di sterminio della Germania nazista). La guerra ha un esito non chiarissimo: formalmente Londra vince, le repubbliche boere nel 1902 vengono inserite in una nuova colonia (l'Unione Sudafricana), dove i Boeri mantengono un'ampia autonomia amministrativa, mantengono un regime razziale fortemente razzista (scardinato alla fine del '900 da Nelson Mandela). I Boeri ottengono 3 milioni di sterline come risarcimento. Il generale britannico Baden-Powell, al ritorno in patria, fonda il movimento degli Scout.

Guerra russo-giapponese

La sconfitta della Russia è più significativa rispetto ad altre sconfitte che avevano fatto registrare europei in territori extraeuropei, perché è una sconfitta in una guerra tecnologica. Il Giappone riesce a porre in evidenza quanto il suo apparato produttivo e le sue tecnologie fossero ormai avanzati, in grado di competere con la Russia. Dopo questa sconfitta, la Russia non potrà più guardare verso l'Asia, ma concentrerà la mira verso i Balcani, area guardata con vivo interesse sia dagli italiani sia dagli asburgici; questo è favorito anche dalla crisi dell'Impero ottomano, che nel corso dell' '800 aveva perso molti dei suoi territori in Europa.

Crisi marocchina

Segna una fortissima tensione tra Francia e Germania. Segna l'ingresso degli Stati Uniti in campo diplomatico (con la partecipazione degli USA alla conferenza di Algeciras). Questa crisi fa sì che l'Impero britannico si orienti definitivamente verso una politica di compromesso e di equilibrio a favore di Francia, Russia e Giappone, ma lascia aperto il confronto con la Germania (che continua una politica di sviluppo navale). Dopo la crisi marocchina ci saranno delle crisi minori anche nei Balcani, che diventeranno la "polveriera" dell'Europa, perché sono teatro di molte crisi, l'ultima delle quali porta alla 1^ Guerra Mondiale.

Il secolo americano

Gli Stati Uniti furono i protagonisti del XX secolo. All'inizio del '900 gli USA non erano molto considerati militarmente, specie per quanto riguarda le forze di terra (era invece più considerata la flotta navale). Malgrado questo, gli USA erano già una grande potenza economica. Nel 1901 creavano già ¼ della produzione mondiale dell'industria, dato che nel 1913 sale a 1/3 (circa il 33% di tutta la produzione industriale mondiale). L'industria siderurgica vede gli USA estremamente all'avanguardia dal punto di vista tecnologico e delle quantità prodotte.

Gli Stati Uniti si stavano avvicinando all'Impero britannico come grandi commercianti (nelle quote di commercio mondiale), le loro esportazioni crescevano in maniera esponenziale (anche in conseguenza alla guerra anglo-boera, che aveva convogliato alle esigenze belliche molti capitali inglesi, e gli USA avevano sostituito quasi del tutto quelli europei nel centro e nel sud America e si stavano imponendo anche in Oriente). L'espansione economica andava di pari passo con la diffusione delle idee (la cultura dell'élite industriale americana vedeva gli Stati Uniti investiti di una missione speciale).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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