Diagnosi di gravidanza
Si intende per diagnosi di gravidanza il riscontro della presenza di un organismo (o di più organismi) in via di formazione all'interno dell'utero materno; la sua validità sarà influenzata dalla precocità nella formulazione del giudizio diagnostico.
Importanza della diagnosi precoce in medicina veterinaria
In medicina veterinaria una diagnosi precoce di gravidanza riveste la massima importanza, in particolare nelle specie zootecnicamente valide, e in quei settori dove la riproduzione rappresenta il momento e lo scopo principale dell'allevamento. Questo è importante non solo per il valore intrinseco del singolo animale, che a gravidanza instaurata risulterà aumentato, ma anche per la necessità di pianificare le attività aziendali, evitando i danni economici dovuti al mantenimento in un allevamento di soggetti scarsamente produttivi.
Discorsi più particolari potrebbero essere fatti per gli animali da affezione o ad uso sportivo: in ogni caso, è chiaro come la diagnosi di gravidanza diventi un momento estremamente qualificante della professionalità per il medico veterinario.
Parametri generali per la diagnosi di gravidanza
In linea generale, possiamo fissare per la diagnosi di gravidanza alcuni parametri validi per certe specie animali: tali sono la facilità e comodità di esecuzione, la precisione, la precocità e il costo; ovviamente il metodo ideale dovrebbe essere semplice, preciso, precoce e di basso costo.
Vari sono i metodi oggi a disposizione; essi si distinguono sia per il momento di esecuzione, sia per la specie (o le specie) alla quale sono applicabili. Si distinguono preliminarmente tra metodi clinici e metodi di laboratorio.
Metodi clinici
I metodi clinici consistono nell'effettuare direttamente sul paziente una serie di rilievi, e peraltro dal punto di vista metodologico non si discostano da quelli effettuabili nel corso di una visita clinica su qualunque apparato, i cui risultati ci consentano bioptici emissione del giudizio diagnostico.
L'indagine clinica resterà rinfrancata da riscontri particolari, effettuabili mediante l'utilizzazione di apparecchiature speciali: tali sono indagini radiologiche, ultrasoniche, elettrocardiografiche, laparoscopiche, ecc. Per la particolarità della metodica diagnostica, potremo identificare questi ultimi procedimenti come diagnosi di gravidanza mediante mezzi fisici.
L'importanza di questo supplemento diagnostico è dovuta al fatto che non solo si possono dirimere eventuali dubbi sorti nel corso dell'immagine clinica, ma anche perché si può ottenere, a seconda dei casi, tutta una serie di informazioni riguardo al feto (numero dei feti, vitalità fetale, periodo di gestazione, presenza di anomalie, ecc.).
Metodi di laboratorio
Le diagnosi di laboratorio consistono invece nell'evidenziare materiali di origine materna (urina, sangue, latte, prelievi bioptici, ecc.) la presenza di composti organici o variazioni caratterizzanti lo stato gravidico. In pratica, vengono ricercati la presenza o gli effetti degli ormoni tipici della gravidanza nelle varie specie e nei vari periodi.
In questa categoria diagnostica, la presenza del soggetto in esame non è indispensabile se non al momento del prelievo, sempre che esistano presupposti anamnestici per una reale condizione gravidica; la maggiore o minore praticità dipende dal tipo di prelievo da effettuare e dal tipo di indagine da eseguire.
Diagnosi clinica dettagliata
L'importazione della diagnostico limite di gravidanza deve uniformarsi a qualunque altra indagine clinica. Dovrà essere raccolta l'anamnesi prossima remota, effettuato l'esame obiettivo generale del soggetto e quello particolare dell'apparato genitale.
Negli animali di grossa mole sarà molto dimostrativa l'ispezione vaginale e l'esplorazione rettale, mentre nelle specie di taglia più modesta, sarà perfettibile la palpazione transaddominale, eventualmente congiunta all'esplorazione digitale rettale. In tutte le specie, particolare attenzione dovrà essere portata alle condizioni dell'apparato mammario.
È opportuno sottolineare l'importanza e i vantaggi del metodo clinico, che si rivela a tutt'oggi valido ed addirittura essenziale in specie di grande interesse zootecnico e professionale, quale il bovino. Per quanto riguarda la percentuale di errore, questo non si rivela maggiore rispetto ad altri metodi, specialmente se la diagnosi è eseguita da un clinico qualificato e dotato di sufficiente esperienza. Forse unico aspetto negativo è rappresentato dalla precocità, che risulta fortemente condizionata appunto dall'esperienza del clinico stesso.
Importanza dei metodi fisici e di laboratorio
Nelle grosse femmine si prendono in considerazione le modificazioni genitali e mammarie di cui si è parlato. Si chiede l'epoca in cui la femmina è stata montata e si raccolgono dati quali se gli eventuali parti precedenti si siano compiuti regolarmente o no, se precedentemente abbia avuto degli aborti. Uno dei primi dati da prendere in considerazione è la sospensione del ciclo, cioè l'assenza dei calori. Questo rappresenta un dato di probabilità soprattutto nella bovina sia perché è una femmina ad ovulazione continua, sia perché in essa le manifestazioni del calore sono evidenti.
Modificazioni esteriori e tecniche diagnostiche
Modificazioni esteriori da valutare complessivamente: l'aumento di volume dell'addome nella sua parte inferiore, mentre i fianchi si snelliscono (ciò può essere dovuto ad un'alimentazione abbondante). Inoltre, attraverso l'esplorazione rettale possiamo constatare la presenza del corpo luteo; nelle piccole femmine bisogna considerare il loro comportamento, infatti divengono guardinghe, non saltano più come prima, si portano pezzi di stoffa nei giacigli, ecc.; sempre nelle grandi femmine si può avvertire al tatto il "fruscio" dell'arteria uterina media, ramo dell'ipogastrica.
La certezza si ha più tardi: a livello della cervice, nelle grandi femmine, si forma un tappo mucoso impedendo il passaggio di qualsiasi cosa, non è fluido, filante come nel calore, ma attaccaticcio, agglutinato costituito da sperma nei piccoli animali come gatta e coniglia. Nel caso di gravidanza giunta oltre il 5o mese nella vacca e nella cavalla, il feto può appoggiare con qualche parte sulla parete inferiore del fianco destro della madre; se con il pugno si urta a più riprese sul fianco stesso, mantenendo la mano sull'addome, è possibile sentire il feto che spinto dall'urto torna a sua volta ad urtare la parete addominale (ballottamento) assicurandoci così dello stato di gravidanza.
Ugualmente, sulla parete addominale è possibile apprezzare qualche volta i battiti cardiaci del feto che costituiscono pure un segno certo di gravidanza. Ma il non avere apprezzato il ballottamento, né i battiti cardiaci sul fianco della madre non autorizza ad ammettere che la femmina non sia gravida.
Esplorazione dell'utero
Nelle piccole femmine domestiche pratichiamo per assicurarci di una eventuale gravidanza l'esplorazione esterna dell'utero, palpando la parete addominale. Nelle grandi femmine, l'esame dell'utero e degli altri organi dell'apparato genitale la pratichiamo attraverso il retto come esplorazione transrettale o come esplorazione combinata retto-vaginale che si può compiere sempre nella vacca e con prudenza nella cavalla. Questa esplorazione è bene sia preceduta dall'esame vaginale che è rapido e utile ai fini diagnostici.
L'esplorazione vaginale si compie con lo speculum, molti dei quali sono forniti di pila ed essa ci rende edotti delle condizioni di normalità o meno degli organi genitali (ipoplasia, cisti, tumori, fistole, retto-vaginali, briglie cicatriziali o resti embrionali); dello stato di secrezione della mucosa vaginale, dello stato di chiusura del canale cervicale, della presenza e dello stato del tappo mucoso.
L'esplorazione rettale è molto utile; ci permette un esame completo dell'apparato genitale. Nella vacca, la mano è introdotta a trivella, svuotato il retto, è spinta in basso verso il pavimento del bacino sulla sinfisi ischio-pubica nelle primipare, o oltre il margine craniale della sinfisi nelle vacche che abbiano già partorito. È facile rintracciare l'utero subito al primo contatto, oppure riferendoci al collo, che per la sua formazione cilindroide compatta è inequivocabile; inoltre, l'utero reagisce alle palpazioni, si contrae rientrando in se stesso, mentre gli organi vicini appaiono morbidi, molto mobili, sfuggenti senza offrire la tonicità e la reattività dell'utero.
Rinvenuto il collo sarà facile sentirne il corpo e seguirlo con le dita fino alla divisione delle due corna, rilevarne il corno destro e sinistro, rintracciare le ovaie e l'eventuale corpo luteo sia seguendo il corno rispettivo, sia i legamenti larghi. L'esplorazione rettale permette anche di rinvenire l'arteria uterina media. La mano dell'esploratore portata verso l'angolo ileosacrale percepisce un vaso grosso quanto un dito e non spostabile, qualche centimetro caudalmente a questa si percepisce un altro vaso più piccolo, l'arteria ipogastrica.
Nell'angolo formato da questi due vasi si rinviene sul legamento largo un'arteria molto più piccola delle precedenti che si stacca dall'ipogastrica, tortuosa, pulsante, spostabile; l'arteria uterina media che durante la gravidanza aumenta il suo calibro ed offre al tatto un caratteristico fruscio. Nella cavalla invece l'arteria uterina media si riunisce subito anteriormente all'iliaca esterna e in basso, sempre comunque nel legamento largo.
L'esplorazione combinata retto-vaginale è compiuta con due mani in modo che una dalla via vaginale raggiunga la cervice e l'altra contemporaneamente dalla via rettale esplori l'utero.
Diagnosi con mezzi fisici
Diagnosi radiologica
Consiste nell'identificare mediante radiografia (o scopia) la presenza di feti all'interno dell'utero materno. La possibilità di effettuare tale indagine è legata alla presenza, a livello fetale, di nuclei di ossificazione, che appaiono radiopachi. Non è quindi un sistema diagnostico molto precoce; bisogna tuttavia sottolineare la possibilità di valutare esattamente il numero dei feti.
In pratica, tale metodo, che ovviamente richiede l'uso di apparecchiature abbastanza complesse, viene utilizzato solo in specie di taglia medio-piccola. Sembra invece irrilevante eventuale azione dannosa delle radiazioni sul feto, tanto che il metodo viene utilizzato praticamente di routine anche in medicina umana.
Quanto ai parametri utilizzabili (tempo-potenza-intensità), questi dipendono ovviamente dal tipo di apparecchiature utilizzabili e dalla taglia del soggetto; in linea generale tuttavia, tali parametri non si discostano da quelli impiegati per una normale indagine a livello addominale.
Diagnosi ultrasonica - Effetto Doeppler
Il doeppler ostetrico è un apparecchio in grado di emettere e captare ultrasuoni. Tali strumenti sono portatili, leggeri, alimentati a batterie o accumulatori, forniti di mezzi stereofonici di ascolto. Funzionano in genere a frequenze di 2-5 MHz e a potenze variabili intorno ai 12 MW/cm2. Il fascio di ultrasuoni viene emesso tramite un fenomeno piezoelettrico, cioè dalla vibrazione sotto una corrente elettrica ad alta frequenza di sostanze quali un cristallo di quarzo, o di titanato di bario, o di titanato-zinconato di piombo.
L'apparato ricevente è un cristallo analogo e giustapposto al precedente, che produce una corrente elettrica allorché la sua frequenza di risonanza corrisponde a quella di vibrazione di ultrasuoni. I segnali raccolti vengono amplificati, filtrati dai rumori parassiti, e trasformati in suoni percepibili acusticamente. L'insieme del cristallo-fonte e del cristallo-ricevente prende il nome di "transducer".
Gli ultrasuoni così emessi interferiscono con qualsiasi struttura in movimento all'interno dell'organismo, in particolare nel nostro caso con il cuore fetale e con la circolazione placentare. Nelle gestanti possono essere evidenziati suoni caratteristici:
- Il cuore fetale, sotto forma di rumore di galoppo, di frequenza più elevata di quella del cuore materno (clapping sound);
- I vasi ombelicali, sotto forma di un sibilo, con frequenza pari a quella del cuore fetale (swishing sound);
- La circolazione uterina, sotto forma di un suono simile a un sibilo di vento, di frequenza pari a quella del battito cardiaco materno (blowing sound).
Tale indagine, applicabile a tutte le specie animali, risulta abbastanza precoce: è infatti utilizzabile dal momento dello stabilirsi dell'attività cardiaca fetale. L'innocuità degli ultrasuoni emessi è largamente provata: danni al feto potrebbero provocarsi solo utilizzando potenze molto superiori.
Diagnosi ultrasonica - Effetto Eco
Tecnica molto utilizzata in medicina umana, riveste per ora, in veterinaria, un'importanza puramente sperimentale a causa della complessità delle apparecchiature necessarie. In pratica, si tratta di inviare un fascio di ultrasuoni all'interno dell'organismo: se questi incontreranno un ostacolo, si formeranno delle onde riflesse che verranno captate dalla stessa fonte che ha emesso gli ultrasuoni; tali onde vengono trasformate in impulsi elettrici di variabile intensità, quindi visualizzate su uno schermo catodico sia sotto forma di onde, sia sotto forma di segnali luminosi ad intensità differente.
Termografia
L'impiego pratico del sistema diagnostico mediante termografia all'infrarosso è condizionato dall'alto costo delle apparecchiature necessarie. Il principio base della termografia all'infrarosso è che tutte le superfici emettono radiazioni caratteristiche per una certa distribuzione spettrale; per una data lunghezza d'onda, l'energia emessa dipende dalla temperatura e dal fattore di emissione della superficie stessa.
Se, mediante un termografo, si trasforma l'energia radiante emessa (ad esempio dall'acuta) in energia elettrica visualizzabile, è possibile ottenere una rappresentazione della distribuzione delle temperature su uno schermo sotto forma di zone grigie ad intensità variabile. Apparecchiature più moderne sostituiscono all'immagine in bianco e nero quella a colori. Nel diagnostico di gravidanza sono possibili con tale sistema diverse osservazioni, prima fra tutte l'evidenziazione delle inserzioni placentari.
Elettrocardiografia fetale
L'elettrocardiografia fetale è stata utilizzata in medicina veterinaria per le specie di mole medio-grande (ovini, bovini, equini). È necessario l'impiego di un elettrocardiografo a più canali, di cui uno predisposto per l'ECG fetale (preamplificato). Mentre le derivazioni materne sono quelle classiche, per l'ECG fetale si usa la derivazione bipolare, con entrambi gli elettrodi applicati in genere a livello della linea alba (numerosi autori hanno tuttavia proposto svariati altri tipi di derivazione). Le registrazioni permettono non solo rilievi di vitalità fetale, ma anche di forme di gemellarità e di eventuali alterazioni alla funzionalità cardiaca fetale.
Laparoscopia
L'indagine laparoscopica, o peritoneoscopica, permette la visualizzazione diretta di difetti viscerali (dell'utero nel caso di utilizzazione a scopo diagnostico di gravidanza), tramite introduzione endoperitoneale, attraverso una piccola breccia laparatomica, di uno strumento telescopico fornito di dispositivi ottici che permettano un campo visivo sufficientemente ampio anche a distanze ravvicinate; il dispositivo è ovviamente corredato da un appropriato sistema di illuminazione.
Diagnosi di laboratorio
Il sistema diagnostico di gravidanza con metodiche di laboratorio è teoricamente il migliore, perché non lascia spazio ad interpretazioni personali dei reperti, contrariamente al metodo clinico, e non richiede in genere attrezzature complicate e costose, che in ogni caso saranno in dotazione al laboratorio di analisi e non all'operatore.
I limiti sono collegati alla validità, che è un dato peculiare per ogni singola prova. La validità è a sua volta in rapporto con la sicurezza dell'accertamento, al di fuori di possibili interferenze. In pratica, bisogna essere sicuri che ciò che si vuole evidenziare (presenza o livelli di ormoni, modificazioni indotte, ecc.) sia effettivamente in relazione allo stato gravidico e non ad altre situazioni, fisiologiche o patologiche.
In linea generale, le diagnosi di gravidanza di laboratorio possono essere classificate secondo il metodo di indagine necessario. Nel 1927 sono state messe in evidenza le gonadotropine placentari nel sangue e nelle urine della donna gravida. In seguito, nel 1931 fu evidenziata la gonadotropina serica nella cavalla gravida (PMSG). Esistono molte prove biologiche la cui funzione è quella di rendere evidente questa gonadotropina e quindi di attestare che è in atto uno stato gravidico.
Tra le prime ricordiamo la prova di Aschlieim-Zondek; le urine e il sangue preferibilmente della femmina ritenuta gravida si inoculano nelle topine impuberi (3-4 settimane), del peso 8 gr. per tre giorni consecutivi e due volte al giorno (0,2-0,6 ml di siero o urina). Al termine di questo periodo, le topine vengono sacrificate e aperte e in caso di gravidanza della femmina che ha fornito il materiale e quindi in presenza dell'LH placentare si riscontra, una edematizzazione di tutto l'apparato genitale per cui la topina ha raggiunto la pubertà. L'inoculazione di siero è da preferirsi in quanto l'urina può risultare tossica.
Notiamo nelle topine che l'ovaio presenta follicoli in maturazione e corpi lutei, ciò sta a dimostrare che la femmina che ha fornito il materiale urinario o ematico è gravida. L'assenza di questi fenomeni dimostra che non vi è gravidanza.
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