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Il morbo di kohler I insorge all'età di 3-8 anni ed è più comune nel sesso maschile. La

necrosi avascolare interessa il nucleo di ossificazione dello scafoide del piede ed è di solito

monolaterale.

Se clinicamente manifesto, il bambino si lamenta per un dolore al carico localizzato nella

regione del mesopiede; esso può influire sulla deambulazione determinando una lieve

zoppia, con il piede atteggiato in varismo per ridurre la pressione sull'arco longitudinale.

La radiografia mostra lo scafoide appiattito, sottile, sclerotico o frammentato (eseguire la

radiografia del piede controlaterale).

La prognosi è favorevole e in 18-24 mesi si ha la ricostituzione completa e spontanea dello

scafoide. Se invece il dolore è particolarmente intenso e duraturo, si consiglia uno stivaletto

gessato da deambulazione per 4-6 settimane. Poichè è possibile la genesi di un piede piatto e

doloroso, causato da un progressivo appiattimento della volta longitudinale del piede , è

possibile utilizzare un plantare morbido longitudinale ad arco per sollevare la volta stessa e

scaricare dal peso l'osso compromesso.

OSTEOCONDROSI DELLA TESTA DEL SECONDO METATARSO

MORBO DI KOHLER II O DI FREIBERG

Questa osteocondrosi si manifesta più frequentemente nel sesso femminile tra i 18-30 anni.

La sintomatologia è caratterizzata da un dolore all'appoggio del secondo metatarso

durante la deambulazione ( spt. con scarpe col tacco), da rigidità dell'articolazione

metatarso-falangea e dolenzia locale alla digitopressione della testa metatarsale deformata

e slargata. Queste stesse caratteristiche si evidenziano con l'esame radiografico.

E' necessario utilizzare un plantare per sottrarre il carico alla testa metatarsale.

OSTEOCONDROSI DEL SEMILUNARE

MORBO DI KIENBOCK

La necrosi avascolare di questa osteocondrosi determina la deformazione e lo

schiacciamento del semilunare carpale.

Insorge più frequentemente a destra, fra i 15 ed i 40 anni , soprattutto nelle persone

predisposte per motivi di ordine meccanico (es. compressioni ripetute nei lavoratori con

martelli pneumatici).

La malattia esordisce con dolore al polso, irradiato all'avambraccio, rigidità e dolenzia alla

palpazione locale; è caratteristico un aumento della sintomatologia algica all'estensione

dorsale del polso e del dito medio. Contemporaneamente vi è una diminuzione della presa

di forza.

I reperti radiografici mostrano una sclerosi del semilunare , una sua frammentazione ,

immagini cistiche ed un suo appiattimento; inoltre l'alterazione del semilunare si riflette

sulle ossa del carpo causandone una instabilità globale.

L'evoluzione della malattia è cronica , senza guarigione spontanea .Nella fase iniziale è

opportuno immobilizzare con un gesso il polso a scopo antalgico e per favorire la

rivascolarizzazione dell'osso.

E' possibile l'escissione chirurgica del semilunare e l'inserzione di una protesi acrilica

oppure l'artrodesi limitata tra capitato e uncinato per prevenire le alterazioni secondarie

delle ossa carpiche.

OSTEOCONDROSI DELLA COLONNA VERTEBRALE

MORBO DI SCHEUERMANN

La malattia ha decorso progressivo e si manifesta in eta puberale (12-14 anni) più

frequentemente nei maschi.

E' caratterizzata macroscopicamente da una accentuazione della normale cifosi della

colonna toracica ; infatti vengono coinvolti dalla necrosi ischemica i nuclei epifisari dei

corpi vertebrali, predisposti all'accrescimento in altezza della regione anteriore e laterale

del soma vertebrale. Questa necrosi deforma a cuneo i corpi vertebrali.

L'adolescente presenta un aumento della cifosi dorsale, un iperlordosi cervicale e lombare

compensatoria, una contrattura della muscolatura flessoria, un habitus astenico e spalle

spioventi per protrusione anteriore del cingolo scapolare.

La cifosi, raramente sintomatica in corrispondenza della regione apicale della deformità, è

fissa e persiste anche quando il paziente viene disposto in decubito prono con colonna

estesa. Al controllo radiografico si evidenzia una cifosi dorsale ad ampio raggio con corpi

vertebrali contigui deformati a cuneo; i nuclei di accrescimento risultano frammentati

addensati e schiacciati.

Il trattamento precoce, utilizzando dei corsetti gessati o corsetti ortopedici (es.Milwaukee),

arresta la progressione della deformità della colonna vertebrale in accrescimento. Se al

contrario non viene utilizzato un trattamento incruento, è possibile una accentuazione

grave della cifosi fino al termine della crescita; le indicazioni ad un trattamento chirurgico

con un'artrodesi dorso-lombare strumentata, sono il dolore lombare e/o dorsale associati ad

una cifosi di 65 gradi Cobb.

Un ulteriore osteocondrosi ad interessamento vertebrale è la VERTEBRA PLANA O

MORBO DI CALVE'; è una forma rara con insorgenza nella prima infanzia .

La necrosi ischemica colpisce il nucleo di ossificazione di un solo corpo vertebrale ed in

particolare della prima vertebra lombare.

Si genera un gibbo acuto , spesso asintomatico, che viene trattato con corsetti gessati.

OSTEOCONDRITE DISSECANTE

Questa osteocondrosi è caratterizzata da una lesione osteocartilaginea della superficie

articolare del ginocchio e, meno frequentemente, del gomito, dell'astragalo e dell'anca. La

lesione è di tipo necrotico ed è determinata da un disturbo locale del circolo vascolare per

continui microtraumi. I frammenti osteocartilaginei possono staccarsi dall'osso sotto forma

di pastiglie coniche endoarticolari mobili.

Il morbo di Konig è la forma che colpisce il ginocchio soprattutto sul condilo femorale

mediale.

La sintomatologia è correlata alle dimensioni della lesione , alla sede ed alla presenza di un

corpo mobile endoarticolare; infatti il paziente si può lamentare per una modica gonalgia

diffusa sotto sforzo, oppure per rigidità articolare, intensa algia improvvisa e cedimenti del

ginocchio in occasione dell'interposizione della "pastiglia" sufficientemente grande fra

condilo e piatto tibiale. Questi episodi causano versamenti sinoviali subentranti ed anche

blocchi articolari.

La diagnosi si avvale della radiografia standard e della proiezione per la gola

intercondiloidea e della TAC per lo studio della dimensione della lesione.

La terapia nelle fasi iniziali necessita soltanto dello scarico con stampelle dell'arto affetto

per un periodo variabile di 6-8 mesi; se invece la lesione è di grosse dimensioni o se è

presente un corpo mobile, si effettua per via artroscopica la cruentazione della lesione per

favorirne la cicatrizzazione oppure la rimozione della pastiglia stessa.

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Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Ortopedia Osteocondrosi. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Osteocondrosi dell'epifisi prossimale del femore: morbo di Legg-Calve'- Perthes; Osteocondrosi dell'apofisi tibiale anteriore: morbo di Osgood-Schlatter; Osteocondrosi dell'apofisi posteriore del calcagno: morbo di Haglund, ecc.


DETTAGLI
Esame: Ortopedia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ortopedia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Benvenuti Mario.

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