Estratto del documento

Osteocondrosi

Il termine osteocondrosi indica un gruppo di affezioni di interesse ortopedico caratterizzate da una alterazione degenerativo-necrotica di nuclei di ossificazione epifisari od apofisari in accrescimento. La patologia colpisce durante il periodo di maggiore attività osteogenetica dell'adolescente.

Causa del processo

Pur rimanendo ancora oscura la precisa causa del processo di necrosi ossea asettica, si ammette per la teoria vascolare una turba della nutrizione del nucleo di ossificazione a causa di un disturbo vascolare (spasmi vascolari, occlusioni vasali, minor apporto ematico...). Il deficit vascolare determina una necrosi cellulare più o meno diffusa nel nucleo, costituito da una parte centrale ossea e da un mantello periferico cartilagineo. La conseguente diminuzione delle resistenze meccaniche del nucleo predispone alla sua stessa deformazione per azione del carico e dell'azione traente delle inserzioni muscolari.

Decorso e caratteristiche

Tutte le osteocondrosi possiedono un decorso relativamente benigno e lento, nel quale il processo necrotico regredisce spontaneamente per far posto ad una successiva riparazione e definitiva ossificazione del nucleo con o senza alterazioni morfo-anatomiche. Ogni nucleo di ossificazione può essere sede di un processo osteocondrosico, spesso con decorso clinico asintomatico. Vi sono sedi invece dove tale processo si riscontra con maggiore frequenza e dove assume importanza clinica. Le varie osteocondrosi vengono contrassegnate anche mediante un eponimo, dal nome dell'autore che per primo le ha osservate.

Esempi di osteocondrosi

  • Osteocondrosi dell'epifisi prossimale del femore: Morbo di Legg-Calvé-Perthes
  • Osteocondrosi dell'apofisi tibiale anteriore: Morbo di Osgood-Schlatter
  • Osteocondrosi dell'apofisi posteriore del calcagno: Morbo di Haglund
  • Osteocondrosi dello scafoide tarsale: Morbo di Kohler 1
  • Osteocondrosi dell'epifisi prossimale del 2 metatarsale: Morbo di Kohler 2
  • Osteocondrosi del semilunare: Morbo di Kienbock
  • Osteocondrosi della colonna vertebrale: Morbo di Calvé - Morbo di Scheuermann

Osteocondrosi dell'epifisi prossimale del femore

Morbo di Legg-Calvé-Perthes

Nel 1910 questa alterazione è stata descritta separatamente negli Stati Uniti, in Germania e in Francia dai medici Legg, Perthes e Calvé, i quali accettarono senza alcuna evidenza scientifica la genesi di necrosi avascolare della testa del femore con conseguente sua frammentazione, collasso e deformità. Soltanto nel 1921 Phemister ha evidenziato radiologicamente questa necrosi avascolare.

La malattia si manifesta fra i 3 ed i 12 anni (età media 7 anni) con maggior frequenza nei maschi rispetto alle femmine. La localizzazione bilaterale è presente nel 10-15% ed in questo caso la manifestazione clinica compare in un'anca circa un anno più precocemente che nella controlaterale. La necrosi più o meno diffusa del nucleo di ossificazione cefalico del femore è secondaria all'interruzione della vascolarizzazione nel territorio dell'arteria cinconflessa posteriore.

Fasi del morbo di Legg-Calvé-Perthes

  • Fase di necrosi: con interruzione dell'ossificazione encondrale sia nella cartilagine epifisaria che in quella metafisaria del collo femorale, dove si ha una prematura chiusura del piatto di accrescimento e perciò della crescita longitudinale.
  • Fase di riassorbimento (frammentazione): l'osso necrotico viene lentamente riassorbito; la neoformazione di capillari determina la ripresa dell'ossificazione encondrale epifisaria. L'osso neoformato si deposita su quello avascolare con netto aumento della massa ossea per unità di superficie (incremento della densità ossea evidenziabile con la rx-grafia in fase iniziale).
  • Fase di ricostruzione
  • Fase di rimodellamento: la testa femorale può venir modellata con aspetto sferico normale oppure alterato (con coxamagna o plana); la eccentrazione o la sublussazione della testa favorisce una coxartrosi secondaria. Inoltre l'alterazione della regione metafisaria causa l'accorciamento del collo femorale (coxa vara).

Nella fase iniziale le manifestazioni cliniche possono essere sfumate con modica algia intermittente sul versante anteromediale della coscia e con gonalgia sotto sforzo; successivamente si evidenzia una zoppia di fuga, una contrattura muscolare antalgica ed una ipotrofia della muscolatura della coscia e della natica.

All'esame obiettivo è caratteristica la retrazione dei muscoli adduttori della coscia ed una limitazione funzionale dell'abduzione e della rotazione interna dell'articolazione colpita. Le ricerche bioumorali sono negative ad eccezione della velocità di sedimentazione degli eritrociti, che può essere leggermente aumentata. Il decorso della malattia della durata media di 18-24 mesi può essere studiato in tutto il suo decorso con molte metodiche diagnostiche.

L'indagine radiografica di bacino in A-P ed assiale di anca evidenzia i diversi momenti evolutivi comuni a tutte le osteocondrosi: negli stadi precoci vi è un leggero allargamento dello spazio articolare ed una osteoporosi della regione metafisaria del collo femorale, immediatamente adiacente alla linea epifisaria.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Ortopedia – Osteocondrosi Pag. 1 Ortopedia – Osteocondrosi Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Ortopedia – Osteocondrosi Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze mediche MED/33 Malattie apparato locomotore

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ortopedia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Benvenuti Mario.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community