Estratto del documento

Il progetto riabilitativo nelle patologie dell'apparato locomotore

Medicina fisica e riabilitativa ha come obiettivo principale recuperare l’autonomia funzionale dell’apparato locomotore nelle varie attività della vita quotidiana. In modo progressivo, si mira a ridurre la dipendenza dal personale sanitario, dai familiari, da sussidi ortesici, da protesici o ambientali (come l’abbattimento delle barriere architettoniche). Tutto ciò avviene attraverso un programma personalizzato per ogni paziente, a seconda della sede colpita, del tipo e della gravità della patologia, fino a favorire l’integrazione sociale ottimale dei soggetti disabili.

Medicina fisica

La medicina fisica studia l’applicazione di varie forme di energia sia a scopi diagnostici (elettromiografia dinamica del cammino EMG, esame neuro-elettrico ENE...) che terapeutici.

Riabilitazione

La riabilitazione è un insieme di procedure multidisciplinari (fisioterapista, infermiere, ortopedico, neurologo...) importanti per la prevenzione, diagnosi e recupero degli esiti di vari processi morbosi congeniti o acquisiti responsabili di disabilità di grado variabile nel sistema nervoso, dell’apparato locomotore, cardiocircolatorio, respiratorio, urinario.

Valutazione in un paziente disabile

La valutazione avviene in fase di ricovero e di dimissione dal reparto di riabilitazione, considerando una serie di scale di valutazione come la scala secondo Barthel, FIM (Functional Independence Measure) e indice ADL di Katz, indice IADL (nei soggetti anziani). In generale, queste scale consentono di valutare il grado di disabilità di un soggetto, considerando vari criteri a cui si dà un punteggio per stabilire i risultati raggiunti col passare del tempo rispetto al periodo di prima osservazione.

  • Grado di autonomia con o senza assistenza (totale, intensa, minima, moderata).
  • Capacità del paziente di curare l’ambiente in cui vive (mettere ordine in casa).
  • Capacità di curare la propria persona (igiene personale).
  • Capacità di vestirsi.
  • Capacità di prepararsi il cibo e mangiare da solo.
  • Capacità di controllare la defecazione e la minzione (sfinteri anale e vescicale).
  • Capacità del paziente di assumere i farmaci alle dosi e tempi prescritti.
  • Capacità di muoversi da solo o con l’uso di altri mezzi (bastoni canadesi, carrozzine...).
  • Capacità di salire e scendere le scale.
  • Capacità di comunicare e memorizzare, ... (aspetto cognitivo-comportamentale).

Chinesiterapia

La chinesiterapia si basa sul movimento e viene distinta in chinesiterapia passiva e attiva.

Chinesiterapia passiva

La chinesiterapia passiva si basa su tecniche di rilasciamento psico-fisico, allineamento posturale, massaggio connettivale, mobilizzazione passiva e manipolazioni.

Rilasciamento psico-fisico del paziente deve avvenire prima di iniziare qualsiasi trattamento di chinesiterapia, in un ambiente privo di stimoli irritanti (rumori, odori, polvere...), indicato nei pazienti che presentano una certa tensione psico-emotiva o una grave contrattura muscolare. Il paziente si mette in posizione supina con la testa leggermente sollevata da un cuscino, le ginocchia in lieve flessione, le braccia rilassate lungo i fianchi e gli occhi chiusi.

Allineamento posturale

L’allineamento posturale è la condizione in cui il paziente dispone tutte le articolazioni nella posizione più favorevole, con adeguato stato di tensione muscolare e equilibrio tra muscoli agonisti ed antagonisti. Si garantisce simmetria tra tutte le parti del corpo con testa e rachide perfettamente allineati, rispettando le curve fisiologiche della colonna vertebrale. L’allineamento posturale è necessario prima di ogni trattamento riabilitativo, specie in presenza di contratture, dolori muscolari, emiplegie, paraplegie, distrofie muscolari, lesioni cerebrali di varia natura, alterazioni strutturali della colonna vertebrale per evitare l’insorgenza di complicanze come retrazioni muscolo-tendinee e capsulo-legamentose durante le manovre riabilitative.

L’allineamento posturale può essere spontaneo da parte del paziente o usando cuscini, sacchetti di sabbia, ortesi, busti, tutori per gli arti, scarpe ortopediche.

Massaggio

Il massaggio si basa su una serie di manovre manuali (sfioramento, frizione, impastamento, percussione, vibrazione) o strumentali (vacuumterapia, idromassaggio, ultrasuonoterapia) eseguite sui tessuti molli ottenendo effetti diretti o indiretti.

Tra gli effetti diretti abbiamo:

  • Miglioramento della circolazione emo-linfatica a livello muscolare, azione antiedema con nutrimento delle fibre muscolari.
  • Smaltimento delle scorie potenziando la capacità di lavoro, aumentando il tono muscolare e la capacità contrattile delle fibre, migliorando l’elasticità di fasce, tendini e legamenti muscolari.
  • La cute diventa più morbida ed elastica.
  • Eliminazione di scorie e detriti cellulari a livello dell’apparato pilo-sebaceo.
  • Effetto analgesico, sedativo a livello delle terminazioni sensitive dei nervi cutanei.
  • Riassorbimento di ematomi ed essudati a livello di tendini e legamenti con lisi dei fenomeni aderenziali.

Tra gli effetti indiretti abbiamo la stimolazione della diuresi e azione sedativa e rilassante dell’organismo.

Il massaggio è indicato in caso di cervico-brachialgia, lombo-sciatalgia, lesioni traumatiche dolorose e deve essere eseguito rispettando alcune regole:

  • L’ambiente deve essere pulito, caldo e confortevole.
  • Il paziente deve essere comodamente sdraiato e rilassato.
  • Il terapista deve avere le mani pulite, calde, prive di callosità, unghie tagliate e prive di anelli, bracciali ed orologio.
  • La parte da massaggiare deve essere accuratamente pulita e preriscaldata.
  • Alcune volte si usano pomate, unguenti o polvere di talco.

Mobilizzazione passiva

La mobilizzazione passiva si basa su una serie di movimenti guidati dal fisioterapista rispettando i movimenti fisiologici dell’apparato locomotore. È indicata in caso di riabilitazione di un paziente dopo frattura o trattamento chirurgico con osteosintesi, artroprotesi, paralisi centrali o periferiche, stati comatosi o in situazioni in cui deve essere evitato il movimento attivo, come nei giorni successivi ad un IMA.

Il paziente è completamente rilassato mentre il terapista effettua il movimento dell’articolazione, tenendo con una mano l’arto e effettuando i movimenti con l’altra mano, con lo scopo di:

  • Favorire la mobilità articolare fino a ripristinare la massima escursione possibile.
  • Stimolare la sinoviale, favorendo la lubrificazione e trofismo della cartilagine articolare.
Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Ortopedia - Medicina Fisica e Riabilitativa Pag. 1 Ortopedia - Medicina Fisica e Riabilitativa Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Ortopedia - Medicina Fisica e Riabilitativa Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze mediche MED/34 Medicina fisica e riabilitativa

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie dell'Apparato Locomotore e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Foggia o del prof Specchiulli Vincenzo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community