Ortopedia lezione 1
Apparato locomotore
L'apparato locomotore è l'insieme delle strutture che permettono il movimento del corpo e delle sue parti. È formato da segmenti scheletrici assili e appendicolari, i muscoli, le articolazioni, tendini, legamenti, nervi e vasi.
Scheletro
Lo scheletro è formato da 206 ossa, divise in:
- Ossa piatte
- Ossa brevi
- Ossa lunghe
Le ossa sono formate da diafisi, la parte centrale, e da epifisi, le due parti esterne. Il periosto (pellicola molto sottile e importantissima) è la parte esterna. Poi si trovano le lamelle ossee concentriche che formano l'interno dell'osso e all'interno si ha il midollo osseo. I vasi passano sia in modo orizzontale attraverso i canali di Havers e in modo verticale attraverso i canali di Volkmann.
Articolazione molle
Formata da due capi articolari che si muovono attraverso due superfici cartilaginee, all'interno si ha un liquido sinoviale (diminuisce l'attrito e nutre la cartilagine perché il sangue non arriva alla cartilagine) che viene prodotto dalla membrana sinoviale contenuta nella capsula articolare. Fuori dalla capsula articolare ci sono i legamenti che legano le cartilagini e non permettono movimenti strani. Poi abbiamo i tendini, fatti dello stesso materiale dei legamenti, che collegano il muscolo all'osso. Intorno ai tendini ci sono le membrane sinoviali dei tendini che permettono di muoverli e farli estendere, e possono portare alla formazione della tendinite. Inoltre, si ha la borsa che contiene il liquido che permette di piegare il gomito e di far allungare la cute e di distenderlo; questo può portare alla formazione della borsite.
Articolazione del ginocchio
L'osso che sta nel vuoto si chiama sesamoide (patella). Ci sono i crociati che sono legamenti all'interno e i menischi che sono fibrocartilagini. Il crociato, i legamenti del polso e la lussazione della spalla non guariscono.
Muscoli
I muscoli servono per scaldarci e per dare movimento. I tendini danno il movimento, i legamenti danno stabilità. Il ginocchio ha quattro legamenti, due interni e due esterni.
Mano
Si compone di 9 tendini: 4 tendini flessori superficiali, 4 tendini flessori profondi, e 1 tendine estensore comune.
Traumatologia
Contusione
Definita come un trauma contro un oggetto smusso, provoca uno stravaso ematico che poi si riassorbe con ghiaccio, riposo e elevazione dell'arto.
Ferite semplici
Hanno luogo senza interessamento delle strutture nobili. Si possono trattare con steri-strips oppure con punti di sutura. Si allestisce un piccolo campo chirurgico con disinfezione usando betadine e un set chirurgico (porta aghi, forbice e pinza chirurgica/antomica, bisturi, garze), cauterizzatore, telino, telino con foro, laccio e soluzione fisiologica. Si prepara il campo sterile, si disinfetta la mano con betadine, si applica un po' di anestesia e si posiziona un laccio che deve stare a 100 mmHg sopra la pressione. Una medicazione a piatto viene applicata su una gamba mentre una medicazione a palla viene utilizzata sulla mano.
Ferite complesse
In questi casi sono interessate altre strutture anatomiche.
Lesioni muscolo-tendinee
- Acute: distrazione, stiramento (allungamento dei muscoli), strappo muscolare (maggiore tempo di guarigione rispetto allo stiramento), tendiniti acute, rotture tendinee.
- Croniche: tendinopatie inserzionali, tendinosi, tendiniti croniche, rotture tendinee.
Lesioni tendinee acute
Possono essere:
- Infiammatorie: tendiniti (infiammazione) e tenosinoviti.
- Degenerative: tendinosi e rotture. Se il termine finisce per "osi" è degenerativa.
Lesioni tendinee croniche
L'entese è l'inserzione di un tendine a un osso. Entesopatie comprendono epicondilite, pubalgia, cuffia dei rotatori, tendinosi e rotture tendinee.
Distorsione
Si verifica quando un'articolazione è sollecitata oltre il limite della normalità, provocando un eccessivo stiramento delle componenti capsulo-legamentose, con conseguente danno parziale o totale di capsula, legamenti, tendini o menischi. Si distingue in gradi (1 lieve, 2 moderato, 3 grave).
Immobilizzazione
Parziale: per lesioni meno gravi (caviglia, ginocchio, dita) si utilizza un bendaggio adesivo (tensoplast), bendaggio funzionale, o bendaggio jonex. Limita l'articolarità ma permette movimenti che non condizionano negativamente la guarigione dei legamenti, evitando la rigidità.
Completa: per lesioni gravi o grandi ematomi si applica una doccia gessata, tutori articolari o tutori termoplastici. Blocca l'articolarità tutelando maggiormente le strutture lesionate.
Caviglia
Per farla guarire si utilizza:
- Tensoplast
- Bendaggio funzionale con cerotti posizionati lateralmente
- Doccia gessata (se caviglia gonfia)
- Aircast, due parastinchi che tengono la caviglia con una piccola parte che si gonfia
Lesioni legamentose ginocchio
Il collaterale interno può portare alla formazione di ginocchia valghe, mentre il collaterale esterno non si rompe mai. Diversi metodi vengono eseguiti per trattare le lesioni:
- Artrocentesi: consiste nell'inserire un ago nel ginocchio per estrarre il liquido. Se si vedono bollicine di grasso significa che c'è una frattura (quando si rompe il midollo osseo, si formano bollicine di grasso). Se è presente sangue, si è rotto il crociato e il liquido si chiama emartro. Se invece è presente idrartro, il liquido è limpido e va bene.
È sempre necessario creare un campo sterile per evitare l'introduzione di germi, che potrebbe causare artrite settica.
Bendaggio di Jones: consiste in strati alternati di benda di cotone e di benda pehaft. Come ultimo strato si utilizza una benda elastica.