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La rottura dei tendini dell'estensore lungo del III°, IV° e V° dito della mano di solito vanno

incontro a rotture simultanee dovute generalmente alla sublussazione dorsale dell'estremità

distale dell'ulna.

L' estensore del II° dito della mano invece subisce invece delle rotture a livello del

legamento trasverso del carpo, mentre il tendine estensore lungo del pollice si rompe

generalmente a livello del tubercolo di Lister.

La diagnosi clinica in questi pazienti talvolta può essere molto difficoltosa per la gravità del

quadro e per la scarsità dei sintomi e segni ma va comunque sempre sospettata di fronte ad

una deformità delle dita (dita a martello, ad asola, a dbottoniere) o del polso

(ulnarizzazione , dorsalizzazione del carpo).

La tecnica riparativa della rottura dei tendini estensori di una mano artritica varia a

seconda se la diagnosi viene fatta pochi giorni dopo il trauma (sutura diretta) o più

tardivamente. In questo caso il curante può scegliere tra varie tecniche di trattamento

( innesto segmentario, trasposizione tendinea, sutura latero-laterale tra tendine leso e

tendine integro adiacente etc.).

La rottura dei tendini flessori nei pazienti reumatoidi non è così comune come quella dei

tendini estensori ma è senza dubbio più difficile da trattare chirurgicamente.

La rottura può verificarsi all'interno di un dito, come conseguenza di una tenosinovite

infiltrante o a livello del polso a causa dell'usura tendinea provocata dall'osso specialmente

a carico del tendine flessore lungo del pollice.

La rottura di una bandelletta del tendine superficiale può causare un dito a scatto; la

rottura del tendine profondo o del superficiale possono causare, se non diagnosticate, delle

rigidità articolari secondarie difficilmente trattabili in seconda istanza se non con una

chirurgia di salvataggio (artrodesi).

Generalmente si preferisce non usare la tecnica degli innesti tendinei (ad eccezione del

polso dove possono essere usati in casi selezionati degli innesti segmentari) per la scarsità di

risultati ottenibili nella mano reumatoide ma si opta per l'artrodesi interfalangea.

Tendinopatie da sport

Definite anche lesioni da sovraccarico si intendono classificare con questo termine tutte quelle lesioni

tendinee dovute ad atti motori specifici od eccessivamente ripetuti od attuati con una intensità tale da

determinare in genere nell'individuo praticante attività sportiva un'azione meccano-traumatica.

Rappresentano il 30-50% di tutte le lesioni da sport e sono dovute a fattori intrinseci del soggetto (difetti

torsionali od angolari degli arti, dismetrie, squilibri muscolari tra agonisti e antagonisti etc.) ed estrinseci

(errori di allenamento, anomale risposte elastiche da parte di attrezzature e/o attrezzi sportivi etc.).

Dal punto di vista clinico il sintomo comune è il dolore locale ad insorgenza acuta o cronica esacerbato per

lo più dai movimenti del tendine all'interno della guaina infiammata, l'edema peritendineo e, in casi ormai

cronici, dalla modificazione delle caratteristiche fisiche del tendine (dimensioni, forma, consistenza etc.).

A seconda del grado anatomo-patologico d'interessamento del processo infiammatorio e degenerativo,

distinguiamo tra:

- Peritendinite

- Tenosinovite associata a tendinosi

Colpisce i tendini ricoperti dal peritenonio, il foglietto tissutale differenziato che riveste il tendine (formato

dall' endotenonio e dall' epitenonio) e dal paratenonio che consente al tendine di muoversi liberamente nei

confronti dei tessuti circostanti.

Dolore rapidamente ingravescente, edema ed ipertermia locale, impotenza funzionale sono i tipici segni clinici

di questo stato infiammatorio. Caratteristicamente al controllo ecografico il tendine comunque appare ancora

sano dal punto di vista ultrastrutturale .

Le peritendiniti in genere regrediscono dopo alcuni giorni con la sospensione dell'attività sportiva, riposo

relativo, ghiaccio locale e somministrazione sistemica di FANS. Può inoltre risultare utile associare un ciclo di

fisioterapia mediante ionoforesi con farmaci antiinfiammatori e correnti antalgiche.

Una volta superata la fase acuta, è opportuno iniziare un programma di riabilitazione (allungamento e

potenziamento muscolare, esercizi propiocettivi) che ha il duplice scopo di stimolare ulteriormente i processi

di guarigione e di prevenire eventuali recidive. La terapia deve essere tempestiva ed efficace così da evitare

possibili cronicizzazioni del processo infiammatorio (tendinosi). Il tendine più colpito dalla peritendinite è

sicuramente il Tendine di Achille.


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Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Ortopedia Lesioni tendinee. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Lesioni tendinee atraumatiche, Tendinopatie da sport, Tendinosi, Entesopatie o tendinopatie inserzionali, Tenosinoviti ipertrofico-essudative, Lesioni traumatiche dei tendini, ecc.


DETTAGLI
Esame: Ortopedia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ortopedia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Benvenuti Mario.

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