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Ortopedia – Fratture piatto tibiale Appunti scolastici Premium

Appunti di Ortopedia Fratture piatto tibiale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Le fratture del piatto tibiale sono fratture articolari e, coinvolgendo un'articolazione che sopporta importanti carichi di lavoro, hanno prognosi incerta.
Il meccanismo traumatico a volte è di difficile... Vedi di più

Esame di Ortopedia docente Prof. M. Benvenuti

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FRATTURE DI GAMBA

Le fratture di gamba sono fratture extra-articolari e per definizione interessano

contemporaneamente entrambe le ossa della gamba. Sono frequenti, spesso esposte e

pertanto ad alto rischio infettivo.

Il meccanismo traumatico può essere sia di tipo indiretto sia di tipo diretto:

Nel primo caso si realizzano per brusche torsioni o flessioni della gamba con la caviglia

immobilizzata (trauma da sci); la rima di frattura è solitamente di tipo spiroide od obliqua

ed è localizzata ad un livello diverso rispetto al punto in cui è avvenuto il trauma.

Le fratture per trauma diretto si verificano frequentemente negli incidenti automobilistici;

la rima di frattura può essere trasversale, obliqua o comminuta e si trova nel punto in cui è

avvenuto il trauma.

L'80% delle fratture interessa 1/3 medio di gamba.

CLASSIFICAZIONE

Da un punto di vista anatomo-patologico distinguiamo fratture semplici e fratture

complesse; nelle fratture semplici si realizzano due frammenti ossei mentre nelle fratture

complesse più di due frammenti.

Le fratture semplici possono essere:

- fratture trasversali ed oblique corte provocate principalmente da traumi in flessione;

- fratture spiroidi od oblique lunghe; sono secondarie ad un trauma indiretto in torsione

esterna, più raramente per torsione interna.

Le fratture complesse si distinguono in:

- fratture a tre frammenti:

- ad ala di farfalla per torsione: sono determinate da un trauma importante raramente

sono esposte e il perone è sempre fratturato;

- ad ala di farfalla per flessione: sono più frequenti delle precedenti e sono esposte;

- fratture bifocali: caratterizzate dalla presenza di due rime di frattura isolate da un

frammento intermediario; sono dovute a traumatismi violenti e diretti;

- fratture comminute:

- per torsione; date da un trauma indiretto;

- per flessione: risultano da un traumatismo diretto, sono più gravi delle precedenti e spesso

accompagnate da lesioni dei tessuti molli.

LESIONI ASSOCIATE

Lesioni cutanee

Le lesioni cutanee sono frequenti nelle fratture di gamba e se presenti condizionano il

trattamento iniziale della frattura che deve essere considerata a rischio per infezioni.

Si distinguono tre tipi di lesioni cutanee:

- Tipo 1: ferite semplici, facili da suturare;

- Tipo 2: ferite lacero contuse a bordi larghi relativamente piccole con cute ecchimotica e

abrasa per il trauma che possono andare incontro a necrosi ma che tuttavia possono essere

suturate immediatamente;

- Tipo 3: perdita di sostanza cutanea, sicura necrosi, sutura immediata impossibile.

Lesioni muscolari

Solitamente sono modeste e si riducono ad una semplice contusione anche se possono

verificarsi lacerazioni muscolari nel caso di una importante esposizione del focolaio di

frattura.

Lesioni vascolari e nervose

Rare (0,5%) le lesioni arteriose; possono interessare l'arteria poplitea, il tronco tibio

peroneale, la tibiale anteriore e posteriore.

Le lesioni nervose (1,4%) possono essere dovute a una sezione, contusione o compressione

del nervo sciatico-popliteo-esterno del nervo tibiale anteriore o di entrambi. Il nervo tibiale

posteriore può essere interessato nel caso in cui il traumatismo si realizzi nella loggia

posteriore.

CLINICA

Sintomatologia modesta nelle fratture incomplete e sottoperiostee, mentre è importante

nelle fratture complete e/o esposte che sono sempre accompagnate da impotenza funzionale

e frequentemente da extrarotazione del piede.

E' importante osservare la cute sovrastante il focolaio di frattura e ricercare una eventuale

lesione vascolare e/o nervosa (osservando la colorazione del piede, palpando il polso pedidio

e tibiale posteriore, saggiando la motilità delle dita e la sensibilità del piede).

ESAMI STRUMENTALI

Per confermare la diagnosi è sufficiente l'esecuzione di Rxgrafia in proiezione antero-

posteriore e laterale.

Nel caso in cui vi sia solo il sospetto di una lesione vascolare si impone l'esecuzione di

un'arteriografia d'urgenza.

TRATTAMENTO

Il trattamento delle fratture di gamba dipende dal tipo e dalla localizzazione della frattura

e può essere conservativo o chirurgico.

Il trattamento conservativo prevede l'applicazione di un apparecchio gessato previa

riduzione manuale o su telaio di Bohler quando necessario.

Il trattamento chirurgico può eseguirsi mediante:

- viti metalliche; si usano raramente nelle fratture spirioidi;

- placche metalliche; utilizzate nelle fratture oblique lunghe e spiroidi;

- chiodo endomidollare; fratture oblique e trasverse prevalentemente se localizzate al 1/3

medio. Il posizionamento del chiodo può avvenire sia a cielo aperto sia a cielo chiuso.

- fissatore esterno; indicato nelle fratture esposte, fratture comminute chiuse e nel

trattamento di pseudoartrosi.

Il trattamento delle fratture di gamba non è scevro da complicazioni tra cui le più frequenti

sono il ritardo di consolidazione e la pseudo-artrosi che si manifestano con dolore in

appoggio e durante la deambulazione; l'esame Rxgrafico confermerà il sospetto

diagnostico.

FRATTURE DELLA TIBIO-TARSICA

L'articolazione tibio-tarsica è formata da tibia, perone e astragalo in modo tale che tibia e

perone formino un'estremità ad incastro per la troclea astragalica (pinza tibioperoneale).

Mezzi d'unione di questa articolazione sono rappresentati dalla capsula articolare e da

legamenti (legamento deltoideo, peroneo-astragalico anteriore, peroneo-astragalico

posteriore e peroneo-calcaneare).

FRATTURE DEL PILONE TIBIALE

Sono fratture importanti perchè coinvolgono l'articolazione tibio-tarsica.

Il meccanismo traumatico è di difficile ricostruzione perchè complesso e determinato

dall'azione sinergica di molte forze (compressione, torsione, flessione o trazione).

Frequentemente si realizzano per traumi da sci.

CLASSIFICAZIONE

Secondo Weber si distinguono tre tipi di frattura:

- formazione di un frammento anteriore e posteriore;

- formazione di un frammento anteriore;

- formazione di un frammento posteriore;

In associazione possiamo avere interessamento della pinza malleolare (il malleolo esterno e

più coinvolto) dei legamenti (principalmente i laterali esterni) e dell'astragalo.

ESAMI STRUMENTALI

Si devono eseguire Rxgrafie in proiezione antero-posteriore e di profilo centrate

sull'interlinea. Può essere utile l'esecuzione di una T.C. per studiare la frattura.

TRATTAMENTO

Il trattamento è principalmente chirurgico e può essere preceduto da un periodo di

trazione transossea se sono associate lesioni cutanee importanti.

Sono fratture instabili e la riparazione chirurgica deve ripristinare la normale superficie

articolare.

Complicanze tardive sono rappresentate da processi infettivi (più frequenti nelle fratture

esposte), pseudoartrosi, sindrome algodistrofica (interessano più frequentemente le forme

trattate con trazione e immobilizzazione)

FRATTURE DEI MALLEOLI

Anche per le fratture malleolari il meccanismo tarumatico è complesso.

E' determinato da tre principali meccanismi di frattura: adduzione, abduzione e rotazione.

Considerando il meccanismo traumatico abbiamo quattro differenti tipi di frattura:

- tipo I: si realizza per un meccanismo traumatico in adduzione e comporta una frattura

trasversale del perone sotto la sindesmosi (che rimane intatta) e verticale della tibia.

- tipo II: il meccanismo di frattura è in abduzione e determina frattura del perone sopra

alla sindesmosi e frattura del malleolo tibiale con dislocamento del frammento per azione

del L.L.I. che è spesso lesionato.

- tipo III: frattura per rotazione esterna con frattura obliqua o spiroide del perone, lesione

del legamento peroneo-tibiale anteriore e frattura a rima trasversale della tibia con

possibile dislocamento del frammento per azione traente del L.L.I.

- tipo IV: frattura del perone per rotazione esterna con rima obliqua o spiroide alla

sindesmosi, lesione del legamento peroneo tibiale posteriore e rima di frattura trasversale

alla tibia.

Il tipo III e Il tipo IV rappresentano il 75% di tutte le fratture, in particolare il tipo IV ne

rappresenta da solo il 50%.

Esistono anche fratture monomalleolari interessanti il solo malleolo interno o esterno e

fratture trimalleolari che oltre ad interessare i due malleoli coinvolge anche il margine

posteriore della tibia (frattura di Cotton).

CLINICA

L'esame obiettivo è di primaria importanza per diagnosticare la frattura ed evidenziare le

complicanze immediate. I segni e sintomi sono quelli classici delle fratture.

Nelle fratture in abduzione il piede è solitamente atteggiato in rotazione esterna, mentre è

atteggiato in rotazione interna nelle fratture per adduzione.

COMPLICANZE

Frequentemente ritroviamo segni del trauma nella regione posteriore della caviglia sotto

forma di ecchimosi e/o ematoma. Raramente si hanno lacerazioni cutanee, lesioni vascolari

e/o nervose.

ESAMI RADIOLOGICI

In urgenza una Rxgrafia in proiezione antero-posteriore e laterale sono le uniche

realizzabili. Se la frattura è molto scomposta sarà necessario ripetere l'indagine

radiografica a riduzione avvenuta (l'asse della tibia deve passare per il centro

dell'astragalo). E' importante osservare la larghezza dell'interlinea articolare tibio-perone-

astrogalica che deve essere costante per escludere un infossamento del pilone tibiale.

L'indagine tomografica è riservata ai casi difficili.

TRATTAMENTO


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Ortopedia Fratture piatto tibiale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Le fratture del piatto tibiale sono fratture articolari e, coinvolgendo un'articolazione che sopporta importanti carichi di lavoro, hanno prognosi incerta.
Il meccanismo traumatico a volte è di difficile comprensione...ecc.


DETTAGLI
Esame: Ortopedia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ortopedia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Benvenuti Mario.

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