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Ortopedia – Articolazioni Appunti scolastici Premium

Appunti di Ortopedia Articolazioni. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Cartilagine articolare, L'architettura della cartilagine articolare, Le catene di glicosaminoglicano, Le catene di proteoglicani, Liquido sinoviale, Enartrosi (anca), ecc.

Esame di Ortopedia docente Prof. M. Benvenuti

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Al microscopio elettronico si evidenzia che la superficie della cartilagine articolare non è

liscia, ma presenta irregolarità, nei cui avvallamenti si trova il liquido sinoviale, che

favorisce la lubrificazione delle superfici articolari; questi avvallamenti aumentano con

l'eta'.

Nella cartilagine articolare si trovano: la componente cellulare (condrociti), la componente

fibrillare (fibre collagene) e la sostanza fondamentale (essenzialmente proteoglicani).

I condrociti: sono più numerosi e metabolicamente più attivi nella cartilagine fetale e

giovanile e la loro attività metabolica sembrerebbe essere stimolata dalle sollecitazioni

meccaniche della struttura fibrillare che avvalorerebbe quindi l'importanza del movimento

per il normale trofismo cartilagineo.

Fibre collagene: nei vertebrati sono state riconosciute almeno venti diverse catene che

caratterizzano 11 tipi di collagene con diversa localizzazione tissutale. Il collagene di tipo II

è quello più rappresentato a livello di cartilagine articolare sana.

Sostanza fondamentale: è composta essenzialmente dai glicosaminoglicani ( composti

polisaccaridici ), che contribuiscono alle doti di elasticità e di resistenza della cartilagine.

Questi glicosaminoglicani sono rappresentati da: condroitinsolfato, cheratansolfato e acido

ialuronico.

Le catene di glicosaminoglicano si legano covalentemente ad una catena proteica centrale

(core protein) e formano una catena di proteoglicano (unità proteoglicanica).

Le catene di proteoglicani hanno una rete di cariche elettronegative che per reciproca

repulsione danno rigidità al sistema e mantengono legata una elevata quantità di molecole

di acqua, che protegge questi complessi macromolecolari da eccessive deformazioni. Queste

interazioni spiegano come una noxa patogena possa alterare le doti di elasticità e resistenza

alla pressione della cartilagine articolare.

Membrana sinoviale: ricopre la cavità articolare all'interno delle strutture

fibrolegamentose della capsula senza raggiungere le superfici cartilaginee dei corpi

articolari. La vascolarizzazione è maggiore a livello della inserzione periostale, zona in cui

la membrana sinoviale assume una struttura villosa, per i piu' rapidi ed intensi scambi che

si hanno tra liquido sinoviale e letto capillare. E' formata da un sottile strato connettivale,

che nei punti di scorrimento è separato dalla capsula da materiale adiposo, che può

aggettarsi verso il cavo articolare, creando così vegetazioni intra-articolari.

La membrana sinoviale svolge tre funzioni essenziali:

1) ha proprietà fagocitarie grazie a sinoviociti di tipo A ed ai macrofagi subsinoviali che

depurano il cavo articolare da cataboliti e materiale estraneo

2) è in grado di filtrare le sostanze disciolte nel sangue per il loro passaggio nel liquido

sinoviale

3) è una membrana secretrice che produce acido ialuronico che garantisce viscosità al

liquido sinoviale.

Liquido sinoviale: è un dializzato del plasma, di colore citrino, contenente il 2% di proteine

costituite in gran parte da albumina (75%).

Questo liquido ha due funzioni fondamentali:

1) nutrizione cartilaginea

2) lubrificazione articolare di tipo idrodinamico e per strati molecolari.

Il tipo idrodinamico si realizza durante la deambulazione, in cui il liquido sinoviale viene

continuamente fatto scorrere sulle superfici articolari; mentre la lubrificazione per strati si

ha se l'articolazione è ferma in carico, infatti il film va progressivamente diminuendo fino

ad uno strato praticamente monomolecolare, in queste condizioni i capi articolari si

muovono per scivolamento di uno strato molecolare sull'altro.

ARTRODIE (TARSO - METATARSICA)

L'articolazione tarso-metatarsica o interlinea di Lisfranc, in una visione dall'alto, mette a

contatto da una parte i tre cuneiformi in dentro ed il cuboide in fuori, dall'altra parte la

base dei cinque metatarsi.

Questa articolazione è formata da una successione di artrodie.

La base del II metatarso si incastra nel mortaio dei tre cuneiformi.

Si possono distinguere: in dentro il leg. di Lisfranc che decorre dalla faccia esterna del I

cuneiforme alla faccia interna della base del II metatarso; in fuori un sistema legamentoso

con fibre dirette fra C2 e M2 e fra C3 ed M3 e con fibre crociate fra C3 ed M2 e fra C2 ed

M3.

La solidità articolare è garantita anche da numerosi legamenti tesi dalla base di ciascun

metatarso all'osso del tarso corrispondente e alla base dei vicini metatarsi.

ENARTROSI (ANCA)

I suoi movimenti si hanno solo a livello dell'articolazione coxofemorale; si tratta di una

enartrosi, dotata di un movimento inferiore della scapolo-omerale (compensata dal rachide

lombare) ma con una stabilità maggiore, quindi minor episodi di lussazione. L'articolazione

dell'anca è caratterizzata da tre assi e tre gradi di libertà:

1) asse trasversale: su un piano frontale su cui si effettua la flesso-estensione

2) asse posteriore: su un piano sagittale passante per il centro dell'articolazione su cui si

effettua la abduzione-adduzione

3) asse verticale: se l'anca è in asse si confonde con l'asse longitudinale dell'arto inferiore,

su cui si ha extra-intrarotazione

La testa femorale è formata per i 2/3 da una sfera di 40-50 mm. di diametro ed è connessa

alla diafisi tramite il collo. L'asse del collo femorale forma con l'asse diafisario un angolo di

"inclinazione" di 125° nell'adulto e con il piano frontale un angolo di declinazione o

antiversione di 10°-30°.

Il cotile ha la forma di una semisfera circondata dal ciglio cotiloideo. La cartilagine ricopre

il cotile solo perifericamente (faccia semilunare) mentre la parte centrale è più' profonda e

non ha contatto con la testa.

La cavità cotiloidea non è orientata direttamente in fuori, ma guarda anche in basso ed in

avanti: l'asse cotiloideo forma un angolo di 30°-40° con l'orizzontale quindi la parte

superiore del cotile deborda la testa femorale in fuori (angolo di copertura di Wisberg che è

normalmente di 30°). La testa femorale esercita la maggior pressione a livello del tetto

cotiloideo. Nella retrocavità cotiloidea si trova il legamento rotondo, che è una listarella

fibrosa di circa 30-35 mm. di lunghezza, che decorre dall'incisura ischio-pubica alla testa

femorale. La funzione del legamento rotondo, pur avendo un carico di rottura di Kg 45,

non è principalmente meccanica, ma vascolare, infatti dalla branca posteriore dell'arteria

otturatoria parte l'arteria del legamento rotondo, che con le arterie capsulari branche delle

circonflesse anteriori e posteriori, collaterali della femorale profonda, vascolarizzano la

testa ed il collo femorale. Il cercine cotiloideo, in sezione, si presenta triangolare ed ha tre

facce: una interna, inserita al ciglio ed al legamento trasverso, una centrale, ricoperta di

cartilagine e rivolta verso il centro dell'articolazione ed una faccia periferica alla quale si

fissa la capsula articolare. La capsula articolare si presenta come un manicotto cilindrico

teso fra ileo ed estremità superiore del femore. L'estremità interna del manicotto capsulare

si fissa sul ciglio cotiloideo, sul legamento trasverso e sul lato periferico del cercine ed ha

rapporti con il tendine del retto femorale; mentre l'estremità esterna si inserisce alla base

del collo seguendo una linea di inserzione che passa in avanti lungo la linea

intertrocanterica anteriore ed in dietro non segue la linea intertrocanterica posteriore ma si

inserisce all'unione del terzo esterno e dei due terzi interni della superficie posteriore del

collo. La capsula articolare presenta anteriormente e posteriormente dei potenti legamenti.

Anteriormente:

il legamento ileo-femorale (Bertin)

il legamento pubo-femorale

Posteriormente:

il legamento ischio-femorale

Movimenti dell'anca

Flessione attiva:

ginocchio esteso (90°)

ginocchio flesso (> 120°)

Flessione passiva:

supera sempre i 120°, però a ginocchio flesso supera i 140°

Estensione attiva:

ginocchio esteso (20°)

ginocchio flesso (10°)

Estensione passiva:

nell'affondo arriva a 20°, raggiungendo i 30° quando l'arto è fortemente esteso indietro.

Abduzione - Adduzione: (45°-0°-30°).

PEDARTROSI O ARTICOLAZIONI A SELLA (TRAPEZIO-METACARPALE)


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Ortopedia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ortopedia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Benvenuti Mario.

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