Orticoltura:
Produzione ortofrutticola nel mondo per categoria:
La coltivazione e commercializzazione dei prodotti orticoli è aumentata nel tempo e
c’è una enorme crescita:
In Europa, invece, la produzione di ortaggi si è mantenuta stabile mentre la produzione
di tuberi è diminuita:
Per quanto riguarda le superfici coltivate in Italia:
Primo fra tutti troviamo il pomodoro da industria, distinto dal pomodoro da consumo
fresco che ha una produzione minore. Secondo troviamo il carciofo e poi la patata
comune, il pomodoro da consumo fresco, il melone, il finocchio, la lattuga, i fagioli, le
zucchine, il cavolfiore, ecc. Per quanto riguarda il radicchio si trovano il radicchio di
Treviso (rosso), quello di Verona (rosso) e quello di Castelfranco che è variegato (verde
con puntini rossi), la colorazione delle foglie identifica la varietà. Siccome il radicchio è
una allogama obbligatoria, pianta che per riprodursi necessita di impollinazione
incrociata perché reca in sé stessa geni di autoincompatibilità, e questo vuol dire che è
normale che i radicchi si incrocino fra di loro e il colore della foglia è un indicatore del
patrimonio genetico prevalente della specie. Per quanto riguarda la superficie coltivata
in FVG:
L’orticoltura in FVG si caratterizza per piccole aziende che producono soprattutto
prodotti locali. In ogni caso, il FVG non è una regione con una grande tradizione
orticola e infatti ad orticoltura sono dedicati sui 1000 ettari. Inoltre, grand parte della
produzione viene da trapianto da vivaio e non da semina.
Sistemi colturali:
Diversi sistemi orticolturali:
- Orto familiare;
- Orto terapeutico;
- Orto sinergico: dove vengono coltivate specie appartenenti ad almeno 4
famiglie diverse in modo da avere bassa probabilità di essere colpite da
parassiti per realizzare una produzione di qualità.
- Orticoltura di pieno campo;
- Orticoltura fuori suolo: vengono utilizzati diversi substrati per le colture fuori
suolo come la torba, la fibra di cocco, la lana di roccia, la pula di riso. Esistono
diversi sistemi come i floating systems (in cui le piante sono allevate in pannelli
di polistirolo che galleggiano al di sopra di vasche contenenti la soluzione
nutritiva), nutrient film tecnique (dove una sottile soluzione nutritiva scorre
all’interno di grondaie inclinate in cui si trovano le radici delle piante), ecc.
L’orticoltura:
L’orticoltura è la scienza che si preoccupa dello studiare come nascono,
crescono e sviluppano le piante orticole studiandone la biologia, l’eco-
fisiologia e come coltivarle. Si occupa delle piante orticole, anche dette ortensi
o ortaggi, la parte commerciale di queste piante. Gli appezzamenti che si usano per
coltivarle possono essere piccole superfici, come orti famigliari, o superfici più
grandi, in pieno campo o protetta, in serra o in ambiente confinato. Si può
sempre attuare l’orticoltura su terreno normale oppure fuori suolo. L’orticoltura di
pieno campo può essere destinata anche alla trasformazione industriale utilizzando le
macchine agricole. In generale per il prodotto fresco, sono colture erbacee che
sono raccolte prima che la pianta completi il suo ciclo. Il raccolto può essere
utilizzato per intero o solo per alcune parti e sono utilizzate per
l’alimentazione umana. Piante utilizzate, per intero o per alcune parti,
nell'alimentazione umana allo stato fresco, crude oppure cotte, o variamente
conservate (e trasformate). Orticole o ortive nel senso comune del termine
(ortaggio è il prodotto utile di una coltura orticola) comprendono anche piante ad uso
culinario, piante officinali, funghi eduli.
La superficie coltivata ad orticole è in aumento:
Il valore di volume di produzione ha avuto una crescita ancora più grande:
Per quanto riguarda i maggiori produttori di orticole nel mondo:
Per quanto riguarda l’orticoltura a livello europeo:
Si è avuta una diminuzione delle superfici ed orticole oltre che una diminuzione della
produzione:
Si è però avuto, negli anni, un incremento relativo del prodotto orticolo:
Per quanto riguarda la distribuzione del mercato ortofrutticolo:
Colture protette:
Nell’ambito dell’azienda orticola ci può essere un ambiente protetto in cui si
svolgono attività particolari come la preparazione delle piantine per il
trapianto. In generale, per l’acquisto delle piantine, l’orticoltore si affida ad un vivaio
in modo da essere il più possibile assicurato che il materiale con cui opera nella sua
impresa sia sano: indenne da patologie e della varietà desiderata, a identità garantita.
Le strutture protette possono essere:
- A bassa e media tecnologia in cui si coltiva sul suolo e quindi per
quanto riguarda la nutrizione la pianta è autonoma. Si usa una
copertura di plastica che esercita una azione protettiva dalle avversità
climatiche e un effetto di riscaldamento. Eventualmente si possono
aprire sportellature e finestrature per effettuare una ventilazione.
- Ad alta tecnologia: la coltivazione delle colture viene effettuata fuori
suolo, su substrati come lana di roccia, pannelli di torba, ecc. Sono
disposti degli erogatori che forniscono alla pianta la soluzione nutritiva.
La copertura può essere in vetro o in materiale plastico flessibile. Si
individuano dei sistemi di condizionamento, di modificazione del clima
all’interno dell’apprestamento facendo ventilazione (tramite
destraficatori che ventilano l’aria e impedendo che l’aria più fredda ristagni
nella parte bassa), riscaldamento, luce artificiale, e CO . Maggiore il volume
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protetto dalla coperture, si ha una maggiore capacità della struttura di
condizionare gli abbassamenti termici: avendo un grande volume protetto sarà
minore l’escursione che si realizza all’interno dello spazio protetto rispetto alla
temperatura esterna. La capacità termica è proporzionale al volume di suolo
che si protegge.
La superficie globale ad agricoltura protetta è in rapido aumento ed ha
raggiunto i 5.630.000 ha dato che permettono la produzione di prodotti fuori
stagione. Questa possibilità è apprezzata dal mercato che è disposto a ricompensare
economicamente i prodotti fuori stagione. Le colture maggiormente prodotte in
serra sono:
- Pomodoro;
- Cetriolo;
- Peperone;
- Lattuga;
- Piante floricole: tulipano, crisantemo e rosa;
Pomodoro:
Per quanto riguarda la produzione, è crescente, passando da un ambiente di
pieno campo ad un ambiente protetto, che vuol dire poter limitare
l’evapotraspirazione della coltura ed avere quindi una maggiore efficienza
d’uso dei fattori, con irrigazione localizzata aumentando l’efficienza della
risorsa idrica. Se oltre all’ambiente protetto si ha la possibilità di fare un
controllo sui fattori climatici, come la ventosità, si diminuiscono i ricambi d’aria e
l’evaporazione aumentato le rese. Facendo una produzione fuori suolo si ha la
possibilità di allevare la pianta per più dei 4-6 mesi ma per un periodo più
lungo avendo anche la possibilità di modificare la soluzione nutritiva
aumentando ancora le rese. Applicando luce artificiale si spinge al massimo la
produzione ottenibile dal pomodoro.
La dose di fattori che si deve aggiungere, e quindi l’investimento, è via via crescente.
Per quanto riguarda il pomodoro da industria questo è prodotto quasi completamente
in pieno campo mentre solo una piccola parte di pomodoro da consumo fresco è
prodotto in pieno campo.
Colture protette in Italia:
In generale, le colture protette in Italia sono aumentate con serre grandi e
grandi tunnel che occupano circa 40 mila ha oltre che piccoli tunnel che sono
aumentati a 30 mila ha, considerato che permettono colture anticipate. La
produzione è di circa 2 milioni di tonnellate e sono coltivate principalmente
Solanacee, Cucurbitacee, lattuga e fragola. Il valore totale della produzione
orticola italiana è di circa 8 miliardi di euro, circa il 16% del valore complessivo
dell’agricoltura italiana. La PLV agricola italiana comprende una grossa fetta della
produzione agricola proveniente dagli allevamenti, il 37% del totale, ma il settore
orticolo, ortaggi 16% e patate 2%, è al secondo posto.
Il settore orticolo ha grande importanza in quanto contiene una dose di innovazione
molto elevata con utilizzo di tecnologie non utilizzate in alcun altro settore delle
produzioni vegetali, come ad esempio l’uso di illuminazione artificiale tramite LED o
l’uso di pannelli fotovoltaici. Ci sono stati altri settori di innovazione come il vertical
farming, l’allevamento di piante in strutture verticali tramite soluzione nutritiva
funzionale all’allevamento e alla produzione, l’indoor farming, coltivazione all’interno
di edifici, rooftop farming, coltivazione sui tetti di grattacieli, e space farming. Oltre a
questo, si trovano orti urbani e orti per ortoterapia.
Destinazione dei prodotti agricoli:
Il prodotto può essere destinato al mercato fresco (prima gamma), circa per
il 60%, e si trova poi un 40% che viene destinato all’industria come
inscatolato (seconda gamma), surgelati e congelati (terza gamma), prodotti
lavati e confezionati e pronti al consumo (quarta gamma), e infine, prodotti
precotti e precucinati (quinta gamma).
Consumo ortofrutticolo in Europa:
Commercializzazione dei prodotti:
Il produttore può vendere i propri prodotti tramite:
- Punto di vendita aziendale: massimizza il ricavo che un produttore può
ottenere;
- Mercato locale;
- E-commerce: sito internet con cui contatta i compratori per la consegna del
prodotto;
- Mercato contadino: dove gruppi di produttori o aziende possono avere uno
stallo locale;
- Bottega locale: dove vengono venduti i prodotti di diverse aziende;
- GAS (gruppi di acquisto solidale): per organizzare la fornitura dei prodotti
con modalità concordate sulla base delle loro particolari esigenze;
I prodotti a chilometro zero normalmente provengono da agricoltura biologica e a
filiera corta.
Classificazione delle piante orticole:
La classificazione delle piante orticole è piuttosto complicato in quanto comprende
piante con famiglia botanica diversa ma soprattutto organi di piante venduti diversi.
Quando si parla di una specie si può conoscere la divisione, la sottodivisione, la classe,
la sottoclasse, l’ordine, la famiglia, la sottofamiglia, la tribù, il genere, la specie, la
varietà botanica e la cultivar.
In base alla classificazione botanica si trovano:
- Liliaceae (aglio, cipolla, porro, scalogno, ecc.)
- Solanaceae (pomodoro, peperone, melanzana, ecc.)
- Cucurbitaceae (cocomero, melone, cetriolo, zucchino, ecc.)
- Umbelliferae (aneto, carota, sedano, finocchio, coriandolo, prezzemolo,
ecc.)
- Compositae;
- Ecc.
In base all’organo di pianta si può fare una classificazione:
- Foglia o parte di essa: basilico, bietola da coste, cardo, cavolo cappuccio,
cavolo cinese, cavolo verza, cicoria, cicoria di Bruxelles (si deve raccogliere la
radice e la si capitozza ad un cm e mezzo tagliando tutte le foglie che vengono
dal campo senza però danneggiare la gemma centrale e si mettono le radici in
frigorifero che si possono conservare indefinitamente e nel momento in cui si
alza la temperatura a dodici- tredici gradi nasce la parte aerea che viene
toelettate e crescono eziolate), ecc.
- Fusto: asparago, cicoria, cavolo rapa, ecc.;
- Fiore: cappero, zucchino, ecc.;
- Infiorescenza: cavolo broccolo, carciofo, ecc.;
- Frutto: cetriolo, melone, peperone, zucca, pomodoro, ecc.;
- Falso frutto;
- Seme fresco;
- Radice: carote, bietola da orto, cicoria, batata, rapa, ravanello, sedano rapa,
ecc. ;
- Tubero;
- Bulbo;
Innovazioni in orticoltura sono legati alla produzione e commercializzazione
di: - Ortaggi dimenticati (pomodoro cuore di bue, ad esempio);
- Ortaggi tipici (aglio di resia, cavolo friulano, ecc. prodotti legati a varie aree
geografiche);
- Ortaggi biologici;
- Ortaggi integrati (da agricoltura integrata);
- Ortaggi della quarta e quinta gamma;
- Ortaggi funzionali: un esempio è la patata selenella che è ottenuta
spruzzando sulle foglie del selenio in modo da farglielo assorbire tramite
fertilizzazione fogliare. Hanno quindi effetti positivi su una o più funzioni
dell’organismo. Un altro esempio è il pomodoro sun-black che contiene più
antocianine con effetto antiossidante;
- Ortaggi High-tech: hanno metodi di produzione innovativi, ad esempio fuori
suolo e caratteristiche del prodotto molto specifiche;
Tipi di orticoltura:
- Orti familiari: orti che sono prossimi alle abitazione, dimensione contenute,
coltivate dalla famiglia e servono alle necessità alimentare della famiglia. Vanno
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da cento a mille m .
- Orti stabili: si realizzano in prossimità delle città e servono il mercato
locale con conferimenti ai mercati rionali, vendita ai mercati locali.
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Vanno dai mille ai diecimila m . Si ha una utilizzazione intensiva della superficie
con avvicendamenti molto stretti (3-4 colture all’anno). La meccanizzazione non
è molto diffusa date le difficoltà tecniche ed economiche legate alle modeste
superfici. Si caratterizzano per la presenza di operatori part-time e destinano il
prodotto al mercato locale;
- Orticoltura non specializzata: azienda che si attiva nella produzione di
più tipologie di prodotti. Si ha la possibilità di alternare per questioni di
rotazione, le colture orticole con cerealicole e foraggere per diminuire la
stanchezza del terreno e la selezione di patogeni. Le orticole, quindi, prendono
quindi il posto delle colture da rinnovo o come intercalari. Si ha la limitata
disponibilità di macchinari specifici. I prodotti sono destinati al mercato
all’ingrosso, all’industria di trasformazione e all’export;
- Orticoltura specializzata: si realizza con apprestamenti protettivi a
volta, dedicata alla coltura di una specie per realizzare un prodotto che
viene poi fidelizzato. Si pratica in aziende di piccola o media
dimensione (1-10 ha). Si applica in zone particolarmente vocate alla coltura,
studiando le caratteristiche geografiche del luogo. È molto frequente che si
decida di affiancare la presenza di colture protette. Sono prodotti destinati al
mercato dell’industria e all’ingrosso.
- Orti sociali: orti pianificati da un comune per rendere disponibile ai
cittadini un luogo per l’attività orticola con funzione di socialità per
persone anziane, persone con disabilità, famiglie numerose, ecc.
- Orti terapeutici: usare l’orticoltura a scopi terapeutici per le persone
vulnerabili dal punto di vista psicologico. Si allestiscono attività con un
esperto orticoltore e di un terapeuta psicologico con l’obiettivo di raggiungere
benefici per gli utenti, di tipo fisico, psicologici e sociali. È un processo attivo
che si rivolge agli anziani, giovani a rischio fisico e psico-sociale, soggetti affetti
da demenza e Alzheimer, persone con svantaggio psicosociale, soggetti con
ritardi psico-fisici e il personale medico e sociosanitario.
Sistemi di coltivazione:
- Orticoltura in piena aria che può essere con o senza tutori,
meccanizzata o non, colture per il mercato fresco o la trasformazione
industriale. È sempre necessario sapere la disponibilità di manodopera
disponibile facendo un piano di produzione per vedere se la produzione sia
economicamente sostenibile.
- Coltura protetta: si individuano colture semiforzate (protezione per
parte del ciclo colturale) o colture forzate (protezione per tutto il ciclo
colturale). Queste serre servono per proteggere da stress abiotici e
biotici, per coltivare in ambienti non vocati, per stabilizzare le rese
colturali e per produrre “primizie” (prodotti disponibili già dall’inizio del
mercato). I tipi di apprestamento sono le mono-protezioni, la
pacciamatura, tunnel (piccoli, medi, grandi), tunnel-serra e serre. Si ha
la possibilità di avere colture protette su terreno o colture fuori suolo
come i sistemi NFT.
Intensità colturale e rischi di inquinamento:
Il problema delle colture protette e dell’intensità colturale è che ci si deve preoccupare
di proteggere la pianta e l’ambiente che si può creare con l’accumulo di
fattori produttivi. Ci si deve preoccupare del rischio connesso all’intensività
colturale: una dose eccessiva di fertilizzante può provocare nitrati negli
ortaggi da foglia (d’inverno la limitazione dell’illuminazione fa sì che la
fotosintesi sia in concorrenza con l’organicazione del nitrato e pertanto per
legge il tasso di nitrati permesso è leggermente maggiore). Altro problema è
il tasso di residui di fitofarmaci negli ortaggi.
Commercializzazione:
Per la commercializzazione è molto importante il marketing: la modalità di
conservazione, confezionamento e la presentazione. È molto importante anche
la presentazione e la promozione dei prodotti e per questo sono nati i vari marchi:
DOP, IGP e prodotti biologici dove ci sono agenzie terze che controllano la qualità
dei prodotti e gli itinerari di processo. Le produzioni biologiche hanno avuto un grosso
impulso anche per la loro capacità di ridurre la CO emessa.
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Miglioramento genetico e semente:
Molta superficie e PLV sono dedicate alle ditte sementiere. Il miglioramento
genetico lavora molto in orticoltura in modo da avere sempre nuove proposte
varietali anche per avere maggiore resistenza alle avversità abiotiche e biotiche. Le
ditte sementiere coltivano circa 11.000 ettari per circa 600 milioni di fatturato: è molto
importante in Italia data la grande variabilità climatiche si riesce a produrre sementi
per tutte le nazioni europee.
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Orticoltura
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Schema Orticoltura e floricoltura
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Orticoltura - appunti
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Tesi Laurea Magistrale "Innesto Erbaceo in Orticoltura, aspetti agronomici e problematiche"