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Ormoni sessuali

Sistema riproduttivo maschile

Le funzioni riproduttive nel maschio sono caratterizzate da:

  • Spermatogenesi, che avviene all’interno dei tubuli seminiferi (nel testicolo), che sono circa 900 (50 cm l’uno) e sono avvolti su se stessi, e che poi arrivano all’epididimo che poi si continua nel dotto deferente e sbocca poi nella ghiandola prostatica, insieme alle due vescichette seminali, dove tutte insieme sboccano infine nell’uretra che mette in comunicazione il testicolo con l’esterno.
  • Eiaculazione, dell’atto sessuale;
  • Ormoni sessuali, che regolano le funzioni sessuali.

Spermatogenesi

Durante l’embriogenesi le cellule primordiali germinative migrano nel tubulo seminifero, dove soggette a mitosi proliferano e si dispongono verso le cellule del Sertoli a formare gli spermatogoni, che dall’età puberale in poi subiranno delle trasformazioni per arrivare a formare gli spermatozoi. [Ricordiamo che per funzionare correttamente la spermatogenesi, i testicoli devono essere all’esterno dell’organismo, per avere una temperatura più bassa; nel caso di mancata discesa dei testicoli parleremo di criptorchidismo].

Questi spermatogoni proliferano per mitosi a formare gli spermatociti primari, poi secondari (dividendosi in due con la meiosi I) e da spermatociti primari in spermatidi (con la meiosi II) dai quali poi originano gli spermatozoi, con 23 cromosomi (ovviamente ogni spermatozoo avrà un cromosoma femminile o uno maschile, e sarà questo a decidere il sesso della prole).

Durante i processi meiotici lo spermatocita subisce delle modificazioni, come l’allungamento della testa e la formazione di una coda, che gli garantiranno le caratteristiche necessarie per svolgere le funzioni dello spermatozoo; ad esempio nella testa, che diviene a punta, sarà contenuto l’acrosoma, cappuccio spesso che contiene enzimi litici come la ialuronidasi, che servirà nel processo della fecondazione.

La coda dello spermatozoo, o flagello invece è caratterizzato da una porzione, “corpo della coda”, ricco di mitocondri, responsabili della formazione di ATP necessaria, per far muovere la restante parte della coda stessa. [È stato visto, pur non avendo chiarito bene il motivo, che spermatozoi non ben formati, ad esempio con due teste, non sono fertili in quanto privi di motilità; se la maggioranza degli spermatozoi presenta un’alterazione di forma il soggetto è sterile.]

Anche se gli ormoni sessuali saranno trattati più avanti, ve ne sono alcuni coinvolti nella spermatogenesi:

  • Testosterone, prodotto dalle cellule del Leydig, essenziale per la divisione delle cellule germinali;
  • FSH, stimola le cellule del Sertoli, importanti per un sostegno trofico;
  • LH, stimola le cellule del Leydig a secernere testosterone;
  • Estrogeni, prodotti dalle cellule del Sertoli a partire dal testosterone sotto l’azione dell’FSH, sono essenziali per la spermatogenesi;
  • GH, importante per la divisione cellulare, senza questo non avverrebbe spermatogenesi.

Gli spermatozoi una volta prodotti e rilasciati nel lume del tubulo arrivano fino all’epididimo dove sostano per ore e giorni, e qui, dopo 18-24 ore, acquistano la capacità di muoversi, e vi restano immobili finché non avviene l’eiaculazione. Inoltre essendo prodotti in grandi quantità ogni giorno, vengono accumulati nel testicolo (in caso di intensa attività sessuale se ne accumulano meno) e questa riserva mantiene la fertilità per almeno 1 mese.

Avvenuta l’eiaculazione, grazie al liquido seminale secreto insieme agli spermatozoi (che contiene estrogeni e testosterone) avviene la loro maturazione e divengono capaci di fecondare. La loro attività aumenta notevolmente in ambiente alcalino (generato dal liquido con cui sono secreti) e ad elevate temperature (ma alzandosi il metabolismo avremo anche un accorciamento della vita), mentre è ridotta notevolmente in ambiente acido, che può anche condurli a morte. Mentre nell’epididimo possono restare per giorni, nel tratto genitale femminile massimo 1-2.

Le vescichette seminali hanno il compito di secernere fruttosio, acido citrico, come nutriente per gli spermatozoi e anche grandi quantità di fibrinogeno e prostaglandine, e si pensa che le prostaglandine abbiano il compito di reagire con il muco cervicale per agevolare il movimento degli spermatozoi e indurre contrazioni nella muscolatura uterina per favorire la risalita verso l’ovaio.

Anche la prostata secerne il suo liquido alcalino per favorire la fecondazione, infatti durante l’eiaculazione, viene contratta la parete della prostata che aiuta la secrezione del liquido. Il liquido seminale è quindi l’insieme di spermatozoi, secreto prostatico (che conferisce l’aspetto lattiginoso) e delle vescichette seminali, oltre a qualche altro secreto mucoso. Ha un pH di circa 7,5, conferitogli prevalentemente dalla secrezione prostatica. L’enzima coagulante forma un coagulo che intrappola gli spermatozoi nella porzione più profonda della vagina, finché il coagulo non si discioglie, dopo di che gli spermatozoi iniziano a muoversi.

La vera e propria maturazione degli spermatozoi avviene nelle vie genitali femminili con la cosiddetta “capacitazione degli spermatozoi”:

  • Le secrezioni uterine e delle tube inibiscono l’attività degli spermatozoi;
  • Dopo l’eiaculazione la membrana della testa acrosomale diviene meno resistente per perdita di molecole di colesterolo (che è invece molto presente nel liquido seminale);
  • La membrana degli spermatozoi diviene permeabile agli ioni Ca, che permettono movimento più energetici della coda.

Affinché lo spermatozoo riesca a penetrare l’oocita è necessaria la cosiddetta reazione acrosomale, ossia la liberazione degli enzimi contenuti nell’acrosoma, che avviene grazie ad una prima fusione delle due membrane, e poi l’esocitosi dei granuli che contiene l’acrosoma, tra cui la ialuronidasi, che riesce ad oltrepassare la zona pellucida dell’oocita.

Vediamo che in realtà un solo spermatozoo riesce a fecondare l’ovocita perché si pensa che una volta penetrato uno spermatozoo, riesca ad entrare calcio nell’ovocita che permette l’esocitosi di alcuni granuli nella regione perivitellina che rivestono l’ovocita e impediscono il legame con altri spermatozoi.

La regione principale che dà origine a stimoli sessuali nel maschio è il glande, che se stimolato con vie afferenti, tramite il nervo pudendo arriva al midollo, e da lì risale fino a zone del cervello non ben conosciute. Anche la stimolazione di altre zone, come quella anale e perineale con afferenze stimolano l’atto sessuale; così come strutture interne come vescica, vescichette seminali, o semplicemente irritazioni della mucosa fanno aumentare il desiderio sessuale.

[Anche semplicemente una stimolazione psichica può far aumentare il desiderio, pensieri e sogni ad esempio portano alle polluzioni notturne. L’erezione è il primo processo che avviene con la stimolazione sia fisica che psichica; infatti l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico, tramite il nervi pelvici porta alla liberazione di NO e di acetilcolina, che portano all’attivazione della guanidilato ciclasi, che forma cGMP, che induce un rilasciamento sia della muscolatura che dei vasi del tessuto cavernoso. In questo modo aumentando il flusso sanguigno avremo un indurimento ed un allungamento del pene.]

Quando l’eccitazione sessuale arriva al culmine, vengono attivate efferenze simpatiche che portano inizialmente alla secrezione delle vescichette seminali e prostata, che quindi andranno a svuotarsi nell’uretra interna. Il simpatico va anche ad attivare una contrazione ritmica nel muscolo ischiocavernoso e bulbo cavernoso che quindi portano alla fuoriuscita del liquido seminale, con l’eiaculazione. Terminata l’eiaculazione si ha il rilasciamento definito risoluzione.

Ormoni sessuali

Il testicolo secerne vari tipi di ormoni sessuali (oltre a questi anche androstenedione e diidrotestosterone):

  • Testosterone, secreto dalle cellule del Leydig, normalmente secreto in grandi quantità nel neonato e nell’adulto a partire dalla pubertà. La maggior parte del testosterone è normalmente convertita in diidrotestosterone, la sua forma più attiva.

[Nel caso di produzione eccessiva di testosterone possiamo essere in presenza di tumori testicolari, diagnosticabili andando a compiere distruzioni con raggi X o alte temperature perché essendo più resistenti le cellule del Leydig resistono.]

Il testosterone è responsabile dello sviluppo degli organi sessuali maschili, in quanto nel cromosoma Y è presente un gene, SRY, che codifica per una proteina definita “fattore determinante il testicolo”.

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Scienze biologiche BIO/09 Fisiologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.cipriani.58 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Pessia Mauro.
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