Fisiologia del movimento e ruolo della via piramidale
Da chi è dato ciascun movimento che noi compiamo? Ai segnali che passano dalle vie piramidali. In realtà la via piramidale è solo il mezzo terminale che dà il movimento, essa tiene conto di una serie di fattori: dei suoni, degli odori, della vista, del dolore, della pressione, della posizione della testa, e alla fine dà quel dato movimento. Questo per integrare i concetti base.
I movimenti di qualsiasi genere che noi facciamo sono il risultato che si ottiene utilizzando le vie specifiche piramidali; la via piramidale è il braccio del sistema terminale; se io faccio quel movimento è in base a quanta luce, a quanti suoni ci stanno, a che temperatura c'è ecc. e alla fine faccio un dato movimento.
Posizione dei muscoli e percezione
E qual è la posizione dei muscoli? Noi senza guardare siamo in grado di sapere se le gambe sono piegate o distese, se la mano è aperta o chiusa ecc. In base a cosa siamo in grado di sapere ciò? Qual è il segnale che parte dalla mano aperta o chiusa in base al quale io mi rendo conto che la mano è aperta oppure chiusa? Per via dei recettori tattili e di altri elementi.
I movimenti che si eseguono vestiti sono diversi da quelli eseguiti svestiti e questo perché nel primo caso c’è sensibilità tattile termica che è diversa da quella percepita senza vestiti, allora il movimento conseguente sarà diverso.
Ormoni e regolazione delle gonadotropine
Quando abbiamo parlato dell’ipofisi, dei rapporti ipotalamo-ipofisi, parlammo del GnRH (Gonadotropin Releasing Hormone), un decapeptide che stimola la secrezione dell’ormone follicolo-stimolante (FSH) e dell’ormone luteinizzante (LH). Un unico ormone ipotalamico, quindi, sembra regolare la secrezione di entrambe le gonadotropine ipofisarie, anche se alcuni autori ancora ipotizzano l’esistenza di due ormoni ipotalamici. Ora dobbiamo vedere come queste gonadotropine interagiscono con gli ormoni sessuali propriamente detti e quindi formino un unico sistema di regolazione e di controllo.
Vi feci vedere una figura sugli ormoni ipofisari, in questo gruppo, che sono le glicoproteine, noi abbiamo TSH, FSH, LH, questi sono formati dalla subunità α, che è uguale per tutti, quello che le differenzia è la subunità β, che dà specificità biologica.
Le gonadotropine
Le gonadotropine sono gli ormoni ipofisari che influenzano la funzione delle gonadi. La secrezione delle gonadotropine viene regolata da un unico ormone ipotalamico, il GnRH, esso mantiene la secrezione basale delle gonadotropine, ne determina la secrezione fasica necessaria per l’ovulazione ed induce l’insorgenza della fase puberale.
La secrezione delle due gonadotropine è episodica, sia nel maschio che nella femmina, con picchi ogni ora circa, in rapporto alla fluttuazione analoga della secrezione di GnRH. Quindi c’è un rapporto netto di controllo del GnRH di tipo episodico, fluttuante, di regolazione in questo senso per cui il GnRH mantiene, controlla, la secrezione delle gonadotropine che è una secrezione fasica, cioè va su e giù. Perché va su e giù? Perché si crea un rapporto, un sistema feedback, per cui quando aumenta poi viene ricontrollata e quindi oscilla intorno a un dato valore.
Anche qui se io fornisco del GnRH le gonadotropine aumentano inizialmente, però dopo un po’ questo effetto diminuisce, forse anche qui per il solito fenomeno del down regulation a carico dei recettori del GnRH, fenomeno che si trova spesso, in alcuni casi è molto evidente.
Sulle cellule ipofisarie si determina una regolazione delle cellule ipofisarie per il GnRH, cioè le cellule ipofisarie rispondono al GnRH e quindi devono avere il recettore per il GnRH e quindi è chiaro che il problema è: i recettori del GnRH sono in numero costante? Presentano affinità?
È chiaro che il numero e l’affinità cambino in rapporto alla presenza di GnRH, alla produzione di GnRH e questo poi a sua volta dipende dal sistema nervoso e via dicendo. Inoltre, la secrezione delle gonadotropine e del GnRH è influenzata dalla concentrazione plasmatica degli estrogeni e progesteroni o degli ormoni periferici sia maschili che femminili, poi vediamo che a livello femminile c’è una regolazione molto più complessa ma vedremo che c’è una relazione tra concentrazione plasmatica e concentrazione delle gonadotropine e del GnRH.
Ormoni sessuali maschili
Nel maschio l’ormone LH stimola la produzione di testosterone da parte del testicolo, dalle cellule del Leydig e stimola la spermatogenesi.
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