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Origine della riforma protestante e del Concilio di Trento e i suoi
effetti sull’arte
Tra la fine del 400’ e i primi del 500’ i fervori di un rinnovamento religioso del
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mondo cattolico già presenti nelle predicazioni di Girolamo Savonarola e nel
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pensiero di Erasmo da Rotterdam sfociarono nella riforma protestante avviata da
Martin Lutero che nel 1517 affisse sulle porte del Duomo di Wittemberg le
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novantacinque tesi contro la vendita delle indulgenze concesse, da Papa Leone X,
a tutti coloro che contribuivano con donazioni in denaro o di materiali alla
costruzione della nuova basilica di San Pietro.
In queste tesi Lutero dichiarava che il papato rappresentava ormai solo la
morale e religiosa dell’epoca
decadenza poiché la vendita delle indulgenze era
l’ambizione mondana della chiesa
estranea alla vera fede cristiana, inoltre,
induceva i cristiani ad adorare i quadri e le statue piuttosto che Dio. Tuttavia pur
condannando l’adorazione dei dipinti e delle sculture sacre egli disapprovava
l’istigazione all’iconoclastia vandalica promossa da altri come il predicatore
2 L’obiettivo
tedesco Carlostadio . della riforma di Lutero invece era di dare vita a
nuovo cristianesimo che fosse in grado sia di purificare la religione dagli aspetti
di rendere l’individuo responsabile
esteriori sia attraverso un corretto uso delle
immagini. Infatti sulla scia di Gregorio Magno anche Lutero riteneva che le
immagini fossero la “ Bibbia degli analfabeti” e dunque utili per comprendere il
significato delle Sacre Scritture bisognava solo non trasformarle in feticci da
idolatrare.
La riforma protestante fu un processo lungo e tormentato e in questa delicata
situazione un ruolo chiave fu svolto dai pontefici: Leone X, Clemente VII e Paolo
Farnese. Quest’ultimo
III nella prima parte del suo pontificato fu particolarmente
sensibile alle istanze dei riformatori infatti promosse a cardinali i prelati riformatori
1 L’indulgenza era il diritto – –
se così si vuol dire che il fedele acquisiva nei confronti del
Padreterno di ridurrere la propria pena in Purgatorio in cambio di alcune buone azioni compiute in
vita.
2 Altrettanto intransigenti furono le posizioni di Calvino e Zwingli secondo i quali le immagini
sacre erano frutto di un’usanza pagana che Dio stesso aveva vietato. 2
e erasmiani: Contarini, Pole, Sadoleto e Morone. Poi appoggiò la fondazione di
nuovi ordini religiosi e la riforma di altri già esistenti:
- nel 1535 confermò i barnabiti;
- nel 1540 approvò la Compagnia di Gesù fondata da Ignazio Loyola;
approvò
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