CAP 1...LO SPIRITO TOYOTA
I due principi (per lui i pilastri) su cui insiste sempre Hono ( è stato un ingegnere
giapponese specializzato in meccanica, è considerato il padre del sistema di produzione attuato
) sono:
nell'azienda automobilistica Toyota
La produzione just in time
- L’auto-attivazione della produzione
-
Sue principi che devono rendere fluida la produzione e che vengono prima di
tutto assieme agli obiettivi del sistema, anche prima delle istruzioni e delle
procedure applicative.
Lo spirito toyota non deve essere confuso con la tecnica dela produzione a zero
stock. Al massimo è anche questo, o meglio, questo è uno dei risultati cui
perviene.
Come dice Ohno stesso, questo sistema nasce dalla necessità di produrre
piccole quantità di numerosi tipi di prodotti. Si è dovuto quindi iricercare un
metodo che fosse flessibile, che non fosse pensato per la produzione a grande
scala ma che garantisse, attraverso la sua flessibilità, il suo adattarsi facilmente
alle più difficili condizioni di diversificazione.
In parole povere, tutto il contrario dei sistemi di produzione di massa teorizzati e
poi implementati di Taylor e Ford. Il loro sistema secondo Ohno portava infatti
alla riduzione dei costi con la produzione di tante auto ma con una gamma di
modelli sempre ristretta. Il mercato giapponese si proponeva invece di produrre
piccole serie di tanti modelli differenti, sempre cercando di ridurre i prezzi
ovviamente. Il problema per tutti questi studiosi era lo stesso: ovvero come
aumentare la quantità (domandata e quindi prodotta) quando questa non
aumenta. Se non vi è domanda di un certo prodotto è inutile produrlo a scala
mondiale, per cui meglio proporre tanti diversi prodotti.
Prime scoperte
Ohno non si concentrò o meglio non prese come punto di partenza il problema
degli stock. Anzi egli ne tenne conto come indicatore di quelli che sono gli
sprechi.
La fabbrica minima
Secondo Ohno dallo stock si può comprendere dove c’è esuberanza di
manodopera e dove si deve quindi intervenire. Eliminando gli stock si elimina
anche del personale. Questa è la fabbrica minima: per Ohno è quella con un
organico minimo, ma in realtà è una fabbrica dove personale, capitale sono
ridotti a dei coefficienti utili solo per far fornte alle domande giornaliera o
settimanale. Il kan-ban è appunto il metodo attraverso cui è possibile gestire la
manodopera grazie agli stock. Questi hanno quindi una valenza metodologica
per Ohno ed è il suo punto d’attacco (quello di Taylor e Ford era la
razionalizzazione e l’intensificazione del lavoro). La produttività cui mira il
giapponese non è quindi più rivolta all’esterno (rivolta a quelle che sono le
esigenze della massa) ma è interna (sfruttando al max poche risorse per una
produzione mirata).
Dirigere con gli occhi
Un ‘altro dei fondamenti del metodo toyota che prevede la visione diretta, lo
sguardo su quei processi che non vanno bene. Si collega ad un’antica
preoccupazione dei padroni industriali,ovvero poter controllare tutto con il
proprio occhio, preoccupazione che Ohno risolve in maniera moderna con dei
cartelloni luminosi che indicano l’andamento della linea e dove vi sono eventuali
problemi. Inoltre ogni macchina possiede una luce di diversi colori che indica il
grado di difficoltà che in quel momento sta attraversando.
La fabbrica gestita dagli stock e il metodo di gestione con gli occhi garantiscono
una certa flessibilità all’azienda che a sua volta garantisce la sua stessa
esistenza. La fabbrica fordista viene invece definita “grassa”, con tutto
l’accumulo sulle linee, nei depositi, dove l’efficienza viene misurata sulla velocità
degli operai.
II. Origini e condizioni di formazione del sistema
La creazione e l’innovazione nascono sempre dal bisogno, per cui per
comprendere le nuove scoperte ohniste occorre tener conto di certi riferimenti
cronologici.
Una prospettiva cronologica: le quattro fasi e momenti chiave della concezione
del sistema toyota:
1947- 1950…importazione nell’automobile delle innovazioni tecnico
1) organizzative ereditate dall’esperienza tessile. Si cerca di introdurre
l’autonomazione (la gestione simultanea i più macchine è affidata ad un
solo operaio) e la toyota inizia a beneficiare del savoir-faire accumulato
nel settore tessile. Ciò presuppone comunque una nuova spazializzazione
dei reparti e un consumo della forza lavoro mai visto prima.
Lo shock degli anni 1949-1950 ed i l suo significato: aumentare la
2) produzione senza aumentare gli organici. Nel 49 una cirisi porta la toyota
sulla crisi del fallimento e tutto si risolve grazie ad un prestito da parte di
molte banche. Nel 50 invece avviene un grande sciopero e 16600
dipendenti vengono licenziati mentre il presidente-fondatore Toyoda si
dimette. Poi inizia la guerra in Corea e la fabbrica si ritrova con una marea
di richieste. Dal momento che erano state appena licenziate tutte quelle
persone, non poteva perdere la faccia riassumendole, quindi nasce così
uno dei metodi di produzione più innovativi
Anni 50…sono i veri anni dell’importazione del kan ban e la leggenda
3) racconta che Ohno fu colpito da una frase detta dal presidete “come
sarebbe bello produrre solo ciò che serve e farlo just in time”.
’62 agli anni successivi dello shock del 73 il sistema alla toyota si
4) perfeziona mentre lo sforzo è rivolto alle imprese satellite dove viene
importato il metodo kan ban.
La vendita di automobili divenne mondiale solo verso la metà degli anni ’60,
risultato in cui né gli industriali né le banche avrebbero mai pensato.
Quindi, se il fordismo era nato in una situazione in rapida crescita (anche
demografica a differenza del giappone) e di un mercato in rapida espansione e
c’erano quindi tutti i presupposti per una produzione di massa, il giappone
invece si trova nella condizione opposta: si trova talmente in ritardo tecnico
industriale che non aveva nessuna prospettiva di importazione, mentre il
mercato interno diventava sempre più ricco di modelli differenti.
LE STRAVAGANZE DEL METODO DEKANSCHO. LA QUESTIONE DEGLI
STOCK E LA MINACCIA FINANZIARIA DEL 1949
Durante la crisi del 49 dove la toyota avea rischiato davvero di crollare, la
produzione era gestita secondo un metodo chiamato Dekanshoper 20 gg si
accumulavano pezzi diversi nel più grande disordine, semilavorati. Nei altri 10
gg si procedeva invece con il montaggio delle automobili. Questo metodo venne
poi considerato una delle cause del fallimento.
IL MERCATO DEL LAVORO E LE RELAZIONI INDUSTRIALI
Dopo la sconfitta del sindacato nella crisi del 49 dove vennero licenziate 1600
persone, nel 52 il sindacato subì un ulteriore sconfitta dopo aver cercato di
opporsi a qualsiasi compromesso per la retribuzione salariale. Dopo questa
seconda rottura Toyota organizza un sindacato “giallo”, interno le cui regole
vennero fissate dalla direzione. Due anni dopo ne viene creato un altro e
diveniva oltretutto una garanzia per poter essere promossi e godere della
formazione rivolta solo alla elite della toyota. L’introduzione dle metodo kan ban
anche nelle imprese appaltatrici non è stato possibile se non dopo questa
ridefinizione dei rapporti sindacali. La grandezza di Ohno sta quindi nelle sue
idee che hanno reso possibile, senza mercato interno e senza materie prime, e
con la concorrenza occidentale che schiacciava tutti col suo savoir faire, la
risalita e il successo dell’azienda nonché la creazione di un vero spirito toyota.
Per poter comprendere il metodo, occorre una rivoluzione mentale, e idem per
produrre a basso costo e incrementare comunque la produttività.
PARTE II
PRINCIPI, NORME E REGOLAMENTI
PRINCIPI: I DUE PILASTRI DELL'OHNISMO
1. Il just in time…vedi sotto
- L’autoattivazione…importato dall’impresa tessile, è un concetto che nasce
- in seguito a degli avvenimenti nel compartimento tessile della toyota dove
taiichi Ohno lavorava e dove gli venne l’idea di ridurre lo stock causato
dalle spole che s’inceppavano attraverso dei meccanismi si arresto
automatico che permettevano così di salvare lo scampolo. Con Ohno
questo diventerà un principio fondamentale della sua teoria e egli lo
definisce col temine “autonomazione” per indicare appunto la possibilità di
dotare di una certa autonomia le macchina automatiche.
L'AUTONOMAZIONE E LA SUA ESTENSIONE ALL'AUTOATTIVAZIONE
Il meccanismo opposto, che invece prevede l’attivazione viene invece chiamato
auto attivazione. Ohno amplifica questo concetto estendendolo a tutte le
situazioni dove può essere applicato, anche con le risorse umane e non solo
con le macchine.
SIGNIFICATO DEL PRINCIPIO: DESPECIALIZZAZIONE E POLIVALENZA
OPERAIA
Attraverso il metodo dell’autoattivazione, una persona riusciva a lavorare
contemporaneamente a circa 40 filai. Questo metodo venne applicato anche
nell’industria automobilistica dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il
principio dell’autoattivazione ruota attorno ad altri due: la linearizzazione della
produzione e la concezione del lavoro intorno a posti polivalenti.
La via giapponese è quindi proprio l’inversa di quella taylorista: si va spesso la
de specializzazione degli operai professionali e li si trasforma in operai
multifunizionali. Inizialmente questo fu vissuto come un attacco al proprio
mestiere.
IL "JUST IN TIME" E IL METODO KAN BAN
Questo è il secondo pilastro dello spirito toyota che nasce…
NASCITA DEL SISTEMA KAN BAN: OHNO E IL SISTEMA DEI
SUPERMERCATI…per poter far fronte all’enorme domanda dovuta alla guerra
in corea la toyota decise di non aumentare il proprio organico appena licenziato
e implementa una nuova organizzazione del lavoro basata sul massimo
rendimento possibile incentrato non sulla ripetitività delle azioni ma
sull’allargamento di queste. L’operaio non deve più attendere che gli arrivino i
pezzi ma li ordina lui stesso in base alle esigenze del momento. Questo metodo
venne preso in prestito da una società americana produttrice di aerei che con
questo metodo “da supermercato” era riuscita ad economizzare parecchio. In
questo senso, la produzione a monte non avviene per riapproviggionare il
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