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Riassunto esame Organizzazione aziendale, prof. Nacamulli, libro consigliato Motivare, Cortese

Riassunto per l'esame del professor Nacamulli, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Motivare, Cortese . GLi argomenti che vengono trattati sono i seguenti: le teorie motivazionali, la gerarchia dei bisogni di Maslow, il dinamismo gerarchico, le teorie di McClelland, la teoria di Alderfer, la teoria di Herzeberg, il modello delle aspettative di Vroom, la teoria... Vedi di più

Esame di Organizzazione aziendale e dei servizi docente Prof. R. Nacamulli

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la declinazione degli obiettivi generali in obiettivi specifici (dagli obiettivi generali a

quelli relativi al singolo individuo).

Esistono due tipi di obiettivi:

a) Obiettivi di contributo che riguardano la prestazione che il collaboratore deve fornire;

b) Obiettivi di competenza che riguardano l’acquisizione di competenze e abilità importanti

per raggiungere gli obiettivi di contenuto.

Gli obiettivi devono essere: raggiungibili, misurabili, rilevanti, controllabili e con

scadenza. E’ importante che anche i collaboratori partecipino al momento della

definizione degli obiettivi.

4) La valutazione – Tendenzialmente si hanno parecchie perplessità riguardo al valore

motivante della valutazione perché si ritiene che essa sia:

a) Impossibile da realizzare in modo oggettivo;

b) Crei disuguaglianza;

c) Sia fonte di ansia per il valutato e il valutatore;

d) Inutile perché già presente a livello informale.

Questi aspetti negativi della valutazione sono dovuti però non alla valutazione in sé ma

alla cattiva gestione dello strumento. La valutazione infatti è un momento

indispensabile per l’agire organizzativo, in quanto: si valorizza l’individuo, si

incrementa la consapevolezza di sé e si pongono le basi per la sua crescita. Le

modalità di valutazione che risultano maggiormente motivanti sono:

a) Colloqui con il capo che devono essere regolari e approfonditi;

b) Feedback a 360°: il capo può servirsi anche delle valutazioni espresse da colleghi, clienti,

fornitori, ecc.

La valutazione per essere motivante deve:

a) guardare al futuro;

b) attribuire importanza alle risorse possedute dall’individuo;

c) considerare gli errori come punti di partenza;

d) attingere a diversi punti di vista;

e) alimentare l’autovalutazione.

5) La partecipazione – Attualmente è considerata un imprescindibile strumento a

sostegno della motivazione degli individui nelle organizzazioni. Le aree di attività in cui è

possibile realizzare una più alta partecipazione sono:

7

a)trasformazione di obiettivi generali in obiettivi specifici;

b) presa di decisioni;

c) individuazione, analisi e soluzione di problemi;

d)definizione di valori e politiche;

e) controllo delle risorse.

6) Integrazione sociale – La dimensione relazionale è considerata un bisogno fondamentale.

I metodi per raggiungere l’integrazione sociale in organizzazione sono principalmente due:

a) La socializzazione organizzativa che comprende le fasi di pre-entrata, confronto

e inserimento nell’organizzazione, svolte con l’ausilio di un tutor o di un formatore.

b) Lavoro in gruppo. La valenza motivazionale è alta, in particolare, nei gruppi

autogestiti, dove tutti i membri hanno un alto grado di responsabilità.

7) La retribuzione – La retribuzione di tipo monetario (fissa o variabile) si lega a 4

vantaggi:

a) consente l’acquisto di beni di prima necessità;

b) accresce la sensazione di controllo del futuro;

c) permette l’accesso a possibilità di gratificazione personale;

d) promuove l’auto e l’etero attribuzione di status.

Mentre la retribuzione fissa soddisfa le esigenze di base del lavoratore, la

retribuzione variabile (incentivi monetari) ha un alto valore motivazionale.

Le strategie relative alla retribuzione variabile sono:

a) Incentivi di prestazione - Incentivo economico legato al grado di raggiungimento degli

obiettivi assegnati ai dipendenti;

b) Incentivi di competenza - Legati alla acquisizione di nuove competenze o

approfondimento di quelle già possedute;

c) Condivisione dei guadagni e utili;

d) Opzioni azionarie (azioni = titoli che rappresentano quote di proprietà dell’azienda);

8) L’apprendimento – Il legame tra le opportunità di apprendimento e la motivazione è

confermato da molte ricerche. E’ motivante l’apprendimento che consente di cambiare,

trasformarsi e crescere. E’ motivante soprattutto quando punta anche alla costruzione e alla

realizzazione del sé. 8

9) La soddisfazione – C’è certamente un legame tra la soddisfazione per il lavoro in

organizzazione e la motivazione. La soddisfazione si può definire come il modo in cui le

persone sentono il proprio lavoro (cioè quanto il lavoro svolto piace o non piace). Per

incrementare la soddisfazione, le organizzazioni possono adottare soluzioni formali (esempio

orari flessibili, part-time, telelavoro) oppure soluzioni informali, simili alle precedenti.

10) La differenza – Nelle organizzazioni sono riscontrabili due tipi di diversità:

a) Nell’organizzazione confluiscono diverse categorie di persone, che hanno attese,

credenze e valori diversi;

b) Esiste poi la diversità propria di ciascun individuo, che ha la propria soggettività

che ha radici nella sua storia.

Le organizzazioni che riconoscono queste diversità sono dette inclusive,

mentre quelle che le negano sono dette esclusive.

Le organizzazioni inclusive vedono nella diversità una risorsa che offre un vantaggio

competitivo.

Le organizzazioni esclusive negano le diversità individuali e pensano di avere a che fare

con un individuo “medio”.

Per gestire la diversità, l’organizzazione può adottare queste strategie:

- promozione delle pari opportunità,

- sostegno alla carriere delle donne,

- eliminazione delle barriere architettoniche,

- corsi di formazione.

N.B. Dalla descrizione di queste 10 buone pratiche si capisce che, per tenere la

motivazione al centro delle politiche di gestione, è necessario mettere al centro

l’individuo e quindi le relazioni che costituiscono il principale strumento di

motivazione. 9

Capitolo 3 – La ricerca in tema di motivazione

La motivazione viene misurata in due modi:

1) Modo indiretto: tramite l’analisi di alcune variabili come le prestazioni lavorative,

l’assenteismo, il ritardo, il turnover, il livello di maturità della carriera.

2) Modo diretto: tramite questionari si misura direttamente il livello di motivazione.

Un esempio di misura diretta è il job involvement (livello di identificazione degli

individui con il proprio lavoro).

Un ulteriore esempio è l’organizational commitment (= legame con

l’organizzazione). Sono tre le possibili forme nelle quali tale legame si può

manifestare:

a) attaccamento affettivo: gli individui restano nell’organizzazione perché lo vogliono;

b) attaccamento di convenienza: gli individui restano nell’organizzazione perché ne hanno

bisogno;

c) attaccamento per obbligo: gli individui restano nell’organizzazione per un obbligo

morale. Gramm ha proposto il concetto di cittadinanza organizzativa per indicare i

comportamenti discrezionali, non prescritti dal ruolo, che vanno a vantaggio dei

colleghi e dell’organizzazione. Essa è basata su obbedienza, lealtà e

partecipazione.

I principali caratteri della ricerca organizzativa in tema di motivazione sono

riassumibili in 5 nuclei concettuali:

1) L’obiettivo – La ricerca è un processo finalizzato a scoprire qualcosa che non si conosce.

Realizzare una ricerca è possibile se ci si è dati un metodo di lavoro, cioè un insieme di regole e

di strumenti che tutelano la correttezza del processo. In sintesi, vi sono tre condizioni che

devono essere soddisfatte perché la ricerca abbia successo:

a) autenticità del desiderio di saperne di più;

b) chiarezza delle domande alle quali si deve rispondere;

c) adeguata progettazione e verifica delle attività da compiere.

Le finalità generali di una ricerca possono essere di tre tipi:

10

a) descrittive, quando la ricerca si propone di fare una fotografia di un dato contesto e delle

variabili sotto osservazione;

b) esplicative, la ricerca, oltre la descrizione del fenomeno, si propone di formulare delle

spiegazioni del fenomeno stesso;

c) di intervento/cambiamento, oltre alla descrizione e alla spiegazione, si propone di offrire

indicazioni per intervenire e trasformare la realtà.

2) Il metodo – Il metodo definisce l’insieme delle attività, degli strumenti e delle regole

che si intendono usare per raccogliere le informazioni necessarie a rispondere alle domande

di ricerca. Un metodo è considerato corretto quando garantisce risultati validi, attendibili e

precisi. Esistono due metodi utilizzabili per una ricerca sulla motivazione:

a) metodo quantitativo: il ricercatore chiede ai suoi interlocutori di dichiarare il proprio

pensiero usando una modalità espressiva di tipo numerico. Questo metodo consente di ottenere

risultati facili da leggere e da confrontare. Si possono coinvolgere molte persone senza eccessivo

dispendio di risorse.

b) metodo qualitativo: il ricercatore chiede ai suoi interlocutori di dichiarare il loro pensiero

usando una modalità di tipo verbale. E’ vantaggioso perché consente di scoprire informazioni

impreviste, privilegia il dialogo e il confronto.

3) Gli strumenti

A) In ambito quantitativo lo strumento privilegiato è il questionario, le cui domande

devono sviluppare il contenuto della ricerca. Per avere questa sicurezza si possono usare

questionari già validati da specialisti oppure si possono creare nuovi questionari su misura.

B) In ambito qualitativo gli strumenti privilegiati sono: l’intervista (colloqui faccia a

faccia) e focus group (l’intervistatore ha di fronte un gruppo di persone). In entrambe i casi il

ricercatore guida la conversazione a partire da una traccia. Le risposte vengono annotate o

registrate. Nessuno dei due approcci può essere considerato il migliore, essi sono

complementari e possono essere usati nella stessa ricerca.

4) Il processo di ricerca – Le principali tappe del processo di ricerca sono:

a) Costituzione di un gruppo di progetto;

b) Definizione dell’obiettivo;

c) Identificazione degli interlocutori-chiave (intervistatori, tecnici informatici, ecc);

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame del professor Nacamulli, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Motivare, Cortese . GLi argomenti che vengono trattati sono i seguenti: le teorie motivazionali, la gerarchia dei bisogni di Maslow, il dinamismo gerarchico, le teorie di McClelland, la teoria di Alderfer, la teoria di Herzeberg, il modello delle aspettative di Vroom, la teoria dell'equità di Adams, le pratiche del motivare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher assuntarappi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e dei servizi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Nacamulli Raoul Claudio.

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