La persona dell'organizzazione e i sistemi di gestione delle risorse umane
Esperimenti risorse umane
Esperimenti della Western Electric
Esperimenti negli stabilimenti della Western Electric (1926 e 1932): verificare la relazione tra l'ambiente e rendimento dell'operaio.
Migliori condizioni di luminosità, allora migliore performance. Apparato sperimentale:
- Sono individuati due gruppi di operai;
- È misurata la variazione della produttività di ciascun gruppo, essendo variate le condizioni di luce in modo differente.
Si rilevò che anche nel gruppo che non beneficiava di migliori condizioni di luminosità, la produttività incrementava. Allora si ipotizza che altri fattori erano intervenuti a modificare il comportamento degli operai: esisteva un fattore umano prima non considerato. Infatti, gli operai sentivano di aver preso parte ad un esperimento e avevano di propria iniziativa scelto di modificare il loro comportamento. Si ebbe quindi un'integrazione della logica tayloristica del lavoro con "variabili" prima non considerate di organizzazione.
Mayo: il movimento delle relazioni umane
Prima fase: addette ai relè telefonici
Sono isolate sei addette all'assemblaggio di relè telefonici in una stanza allestita per l'esperimento; furono modificati i ritmi di lavoro attraverso l'introduzione di pause e per oltre due anni l'accorciamento dell'orario lavorativo. Si provò a inserire delle pause e delle uscite anticipate, ma si notò che alla fine dell'esperimento, con il ritorno delle condizioni di lavoro iniziali, si raggiungeva la massima produttività. Non erano, allora, fatica e stanchezza ad essere determinanti nella performance.
Attraverso due ulteriori esperimenti si cercò di capire se tale aumento fosse legato ai differenti incentivi economici, ma anche questa ipotesi fu smentita. I migliori risultati erano legati alla creazione dello spirito di gruppo:
- Predisposizione positiva verso il lavoro
- Incremento del morale
- Disciplina auto imposta
- Consolidamento delle relazioni umane
Avvenne che i sei individui diventarono una squadra che si mise spontaneamente a collaborare all’esperimento. Di conseguenza, le operaie avevano il sentimento di una partecipazione libera ed erano contente sapendo che lavoravano senza coercizioni dall'alto né limitazioni dal basso.
Seconda fase: motivi di lamentele e di soddisfazione
- Interviste di massa ai lavoratori: 1600 interviste riguardanti i motivi di lamentela o disoddisfazione della Western Electric nei confronti della propria azienda.
Si riscontrò che i lavoratori traevano beneficio dalla possibilità di essere ascoltati e compresi. L'atteggiamento sul posto di lavoro è influenzato da esperienze sociali maturate sia dentro, che fuori l'organizzazione.
Terza fase: fattori di solidarietà e di antagonismo informale nei gruppi di lavoro
Osservando un gruppo di 14 operai i ricercatori rilevarono comportamenti simili ai casi di rallentamento osservati da Taylor. Il gruppo aveva istituito norme proprie differenti rispetto a quelle del management:
- Strettamente osservate dai singoli membri
- Favorivano la coesione
- Fissavano gli standard di produzione e comportamenti socialmente accettati
- Promuovevano solidarietà tra membri
- Chi apparteneva a gruppi sociali superiori riceveva pressioni per uniformarsi agli altri.
Le ricerche di Hawthorne enfatizzano l'importanza dei fattori psicologici e sociali nei processi di lavoro; evidenziano la presenza di dinamiche sociali che si sviluppano informalmente al di là del controllo del management; suggeriscono di riflettere su aspetti formali e informali della vita di un'organizzazione. Queste ricerche non si contrappongono come spirito ai principi di razionalità assoluta del taylorismo; si propongono di individuare i "meccanismi" psicologici che muovono il comportamento e ambiscono ad informare il management nelle scelte di progettazione del lavoro.
I meccanismi di coordinamento
Esistono cinque tipi diversi di coordinamento, a complessità crescente in base alle necessità del gruppo:
a) Adattamento reciproco
Il coordinamento avviene mediante la comunicazione informale; il controllo del lavoro resta nelle mani di coloro che lo eseguono (relazione operatore-operatore). Questa tipologia di meccanismo è adeguato per le aziende semplici (es. laboratorio ceramica, persone in canoa). Nelle organizzazioni più grandi caratterizza l'inizio di processi innovativi: in fase di sperimentazione è impossibile prevedere con esattezza le attività da svolgere e coordinare adeguatamente il lavoro. Il successo in questi casi dipende dalla capacità degli specialisti di adattarsi l'uno all'altro. Questo meccanismo vien abbandonato mano mano che l'organizzazione diventa più complessa.
b) Supervisione diretta
Il coordinamento avviene mediante il controllo diretto di un soggetto sugli altri (relazione manager-operatori). Il supervisore è responsabile del lavoro altrui, assegna i compiti e guida nello svolgimento. In questo caso la divisione del lavoro è accentuata e il lavoro individuale è specializzato. L'adattamento specifico non è sufficiente per svolgere tutto il lavoro, per questo occorre un "regista".
c) Standardizzazione
Il coordinamento è raggiunto già in fase di progettazione del lavoro prima ancora che l'attività sia svolta (relazione analisti-operatori). Il lavoro è svolto in conformità alle aspettative e gli operatori non devono preoccuparsi di coordinarsi con gli altri (es. addetti alla catena di montaggio). Ci possono essere vari tipi di standardizzazione, a complessità crescente:
1. Standardizzazione dei processi
Sono definiti i contenuti del lavoro. Il processo di lavoro è scomposto in fasi che vengono strutturate prima dello svolgimento dell'attività. Il lavoro procede attraverso l'esecuzione delle attività predisposte. Questo processo è tipico di attività che prevedono l'assemblaggio o il montaggio, ecc. (es. istruzioni per l'assemblaggio di un gioco).
2. Standardizzazione degli output
Sono definiti i risultati del lavoro. L'attenzione è sull'esito del lavoro svolto. Può prevedere discrezionalità da parte dell'operatore relativamente alla modalità di esecuzione. Permette il coordinamento preventivo delle diverse fasi di lavorazione.
3. Standardizzazione degli input
Sono definite le risorse necessarie per svolgere il lavoro. Sono standardizzate le conoscenze e le capacità necessarie per svolgere il lavoro. La definizione di un certo background culturale e il per...