Organizzazione d’impresa 05 marzo 2021
- Come nasce un’impresa?
Nasce da un’idea di business riguardante 3 elementi chiave
Gli elementi sono:
1) A chi?
2) Cosa?
3) Come?
Un’idea di business può nascere da tutti gli elementi. Se per esempio, nasce da “Cosa?”, l’idea di business nasce partendo da una
soluzione ad esempio un prodotto che dovrà poi trovare il proprio mercato. Se l'idea di business nasce da “A chi?” significa che
nasce dalla conoscenza del mercato al quale ci si intende rivolgere. Se nasce dal “Come?” significa che l'idea di business nasce dal
desiderio di sfruttare al meglio le competenze, il marchio, strutture produttive oppure strutture commerciali di distribuzione di una
certa impresa. A questi tre elementi, se ne aggiungono altri due, che sono rappresentati dai canali, che servono per portare il “Cosa”
verso la “Chi?” E dalla comunicazione.
A questi tre elementi si aggiungono i canali, per portare il sistema di offerta verso il mercato e la politica di comunicazione. Questi
cinque elementi devono essere tra loro coerenti. E l’insieme di questi cinque elementi, presenta quello che si chiama “modello di
business”. Ogni impresa ne ha almeno uno e deve tener conto del contesto nel quale l'impresa andrà ad operare (concorrenza e
ambiente).
L'ambiente è un insieme di forze che, modificandosi, richiedono degli aggiustamenti da parte del mio modello di business.
Quali sono queste forze?:
- ci sono forze macroeconomiche, per esempio il fatto che esistano paesi emergenti, e questo ha fatto sì che nei paesi occidentali ci
sia una tendenza allo spostamento di alcune attività verso paesi emergenti.
- Forze di mercato. Pensiamo ai mercati di approvvigionamento: le analisi dei mercati di approvvigionamento vanno a influenzare
la struttura e pensiamo a tutte le decisioni di outsourcing o di delocalizzazione della produzione in paesi terzi.
- “Trend”: ci sono diversi tipi di trend, per esempio trend socio-economici (l’invecchiamento della popolazione che porta a un
cambiamento del mercato al consumo, all’urbanizzazione, alle migrazioni). Un altro trend è di natura tecnologica (l’avvento di
Internet dove 15 anni fa non sarebbe stato possibile passare così rapidamente alla didattica online).
La concorrenza
I concorrenti non sono sullo stesso livello,
- Concorrenza diretta: costituita da quelle imprese che offrono sistemi di offerta analoghi a quelli della nostra impresa.
- Concorrenza indiretta: costituita da quelle imprese che offrono prodotti/servizi sostitutivi che soddisfano gli stessi bisogni.
- Concorrenza potenziale: costituita da quelle imprese che attualmente non sono in concorrenza ma che in futuro potrebbero
diventare concorrenti.
Sistema di offerta rappresenta ciò che l'impresa offre sul mercato
1. Elementi materiali:- prodotto (estetica, funzionalità)
-prodotti o servizi accessori
-gamma: ampiezza numero delle linee di prodotti che la compongono e profondità
Ampiezza: numero di linee di prodotto. Esempio Emporio Armani ha i jeans le camice le scarpe di intimo eccetera
Profondità: la sua linea di prodotto esempio i jeans si va a vedere la quantità di prodotti di quella linea per esempio regular fit, Slim
fit, skinny. Ci sono varie varianti come colore e taglio diverse
2. Elementi immateriali: immagine che il prodotto e lo status che il prodotto conferisce al cliente
3. Economici: sistema dei prezzi, tempi e modalità di consegna, tempi e modalità di pagamento, garanzia del sistema di offerta
Target di mercato: a Chi si offre quel prodotto servizio. Un'impresa non necessariamente deve servire tutti non tutti hanno gli stessi
bisogni. Il Rolex ha un target di mercato diverso dal target di mercato dello Swatch.i consumatori che stanno sul mercato a cui mi
rivolgo è il target di mercato.B2C Business to consumer consumatori finali. B2b business to business imprese
La struttura: è rappresentata dall'insieme delle risorse materiali e immateriali.Questa struttura riguarda l'intero network in cui è
inserita ed è il cosiddetto sistema di creazione del valore è costituito da diverse imprese.
Comunicazione: scelte relative al pubblicità, promozione campagna pubblicitaria può creare status symbol i relativi ad un prodotto
per esempio paghi due prendi tre
Canali : Scelte sui canali: il prodotto cosmetico viene venduto nel canale farmacia supermercato è diverso la percezione del cliente.
Differenti imprese italiane e Nordamerica: questa è una differenza storica legata al modo di concepire l'economia. Il tessuto
imprenditoriale non è fatto di multinazionali ma di piccole e medie imprese a gestione familiare: capitalismo familiare, che è diverso
dall'America e dall’Inghilterra
Imprenditore: deriva dal francese nella metà del settecento è colui che ha avuto l'idea di business è il creatore.
Il manager: amministra l'impresa non è l'imprenditore non sempre
Finanziamento: come acquistare capitali monetari e finanziari.
Mercato finanziario: luogo ideale dove ci sono dei soggetti privati che offrono il risparmio.e lo giro a coloro che lo stanno
domandando come le imprese:
Natura:
• Mercato creditizio (debiti, si contrattano mutuo con garanzia)
• Mercato mobiliare si contrattano titoli in borsa
• Mercato assicurativo 1
Durata
• Mercato monetario circolano strumenti con durata di 12-18 mesi
• Nel caso di capitali circolano strumenti con durata maggiore di 18 mesi
Bot: buoni ordinari del tesoro. Circola sul mercato monetario entro 18 mesi
BTP pluriennale oltre 18 mesi.saranno sempre finanziatori dello Stato circola il mercato dei capitali
Emissione
• Mercati primari vengono emesse la prima volta i titoli
• Mercati secondari: titoli in circolazione
Socio: rischio improprio se va male idea di business e non la restituzione di capitale. Finanziatore: ha diritto alla restituzione visto
che ha fatto un prestito con imprese e verranno pagati anche gli interessi
Con il capitale assumiamo personale, acquistiamo impianti attrezzature e immobile.
cosa serve? Materie prime o merci. Prendiamo? Fuori nel contesto di mercati di approvvigionamento per ogni materia prima
Forniture: (a monte) mercati di approvvigionamento. Avremo un flusso in uscita e un flusso reale in entrata.
• Flusso di denaro in entrata da mercati finanziari con i prestiti
• Flusso in ingresso nel mercato di sbocco con la vendita
• Flusso in uscita acquistando materie prime.
• flusso volto a renumerare a chi ha contribuito al processo di produzione come i finanziatori e dipendenti attraverso il compenso e
la restituzione di interessi.
• Flusso sottoforma di interessi più restituzione del debito
• Flusso di denaro in uscita per la pubblica amministrazione per i servizi dell'infrastrutture e le imposte e le tasse
• Ciò che resta se resta poi soci potrebbe decidere di prelevare valore attraverso le azioni ottenere all'interno dell'impresa come
autofinanziamento
Ciclo della gestione:
• Operazioni di finanziamento
• operazioni di acquisto
• trasformazione
• vendita
L'impresa esiste e si apporta valore alla società l'impresa deve anche durare nel tempo non solo per un ciclo 09 marzo 2021
- Qual’è il fine dell’impresa?
Il fine è la creazione di valore. Un'impresa crea valore se il valore delle risorse in se è maggiore degli input e tenendo conto che
l'impresa dovrà renumerare tutti coloro che hanno partecipato la produzione
Breve termine e lungo termine.
- Breve termine: è l’intervallo di tempo in cui la capacita produttiva della mia impresa resta fissa.
- Lungo termine: la capacità d’impresa varia. Nel lungo periodo c’è un problema legato al valore della moneta (attualizzazione del
valore del denaro nel tempo)
- Il Profitto nel breve periodo: Profitto contabile, è un concetto che riguarda il breve termine, in particolare riguardante un anno
solare. Nel breve termine non c’è il problema dell’attualizzazione della moneta.
Il profitto è un concetto relativo: (il profitto è sempre una differenza tra Prezzo di vendita - Prezzo di acquisto).
Il prezzo di acquisto (2€) è il prezzo che io pago per acquistare una penna. Questo dato è certo, poiché documentato da una fattura.
Ogni transazione deve essere documentata da un documento fiscale, altrimenti andremmo incontro ad un evasione fiscale.
Il prezzo di vendita (5€) che io propongo su un mercato di sbocco, viene fuori per il fatto che io ho acquistato a 2€, ho immesso
questa materia nella mia impresa (merce all’interno della mia impresa), dove c’è un processo di trasformazione non fisico, ma
economico, con uno spostamento nel tempo e nello spazio.
Quanto ci costa realizzare questa penna? Nel caso in cui la volessimo produrre, abbiamo comprato 2€ di materie prime e
l’abbiamo trasformata in prodotto finito. La materia prima, nel momento in cui viene trasformata non c’è più, ma non è così per
l’impianto e per lo stabilimento, i quali sono dei fattori che contribuiscono alla produzione di quella penna, ma non si consumano
interamente per produrla. Devo definire quanta parte di stabilimento e impianto ho consumato per fare quella singola penna. Questo
deriva da un processo di “stima”, cioè devo valutare il consumo di questi fattori, detti pluriennali poiché duraturi nel tempo (medio-
lungo termine) a differenza delle materie (breve termine).
Fare una stima significa fare un calcolo non certo, che dipende dalla persona che fa testo calcolo e dal momento in cui viene fatta.
Viene fatto su ciò che utilizzo.
- Se io sovrastimo il consumo di questi fattori, dico che il Prezzo di acquisto è più alto, ma se esso è più alto, il profitto mi viene un
valore più basso, e significa che le imposte saranno più basse, e l’impresa avrebbe interesse a sovrastimare i costi, poiché il
profitto sarebbe più basso e quindi pagherebbe meno tasse.
- Se io sottostimo il consumo di questi fattori, avrei un profitto più alto. (Annacquamento: capitale gonfiato rispetto alla realtà)
Il costo della penna, quindi, non è un dato certo come il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita, ma è un elemento relativo. Se il
costo della penna deriva da un processo di stima ed ha un valore relativo, anche il prezzo di vendita si porta dietro questa
componente. Il significato che io attribuisco a Prezzo di vendita - Prezzo di acquisto è un significato relativo.
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Un altro elemento, è che questo profitto contabile è una differenza tra Ricavi - Costi, riferita ad un anno solare.
Non stiamo tenendo conto del capitale impiegato, che però è molto importante.
- Profittabilità / Redditività: Indice di efficienza che rapporta il profitto contabile con il capitale che ho utilizzato per realizzare
quel prodotto. (Il profitto, invece, è un numero intero)
- Nell’impresa ci sono soggetti che rischiano in proprio, rischiando il proprio capitale. Sono i soci, i quali rischiano in proprio,
mettendo un capitale proprio a disposizione, ovvero quella parte di capitale che i soci investono nell’impresa e la rischiano
completamente. Scegliere di investire nell’impresa, va fatto se si aspetta di ottenere dall’attività d’impresa, un ritorno superiore
rispetto a quello che otterrebbe investendo in titoli con un grado di rischio simile. Non tiene conto delle aspettative degli azionisti
che rischiano.
- Per chi è il valore creato? A beneficio di chi va?
Valore per gli azionisti (massimizzo l’extra-profitto) e valore per gli stakeholder.
Il valore per gli azionisti deriva dalla finanza.
- Nel 1922, c’è Henry Ford, il quale introdusse dei bonus per i dipendenti (welfare aziendale). Aumentò così, la parte legata ai
costi, e quindi, il profitto si riduce. I soci di minoranza, in particolare i fratelli Doges, ricorsero in appello davanti alla corte
suprema vincendo il ricorso sostenendo che Ford aveva drenato una parte dei valori che spettava ai soci, donandolo ai dipendenti.
La Corte suprema ordinò a Ford di rimborsare il valore ai soci di minoranza.
- Negli anni ’50, la corte suprema cambia il verdetto.
- Nel 1953, Bowen scrive su una rivista Harvard Business Review, dove racconta che le imprese sono responsabili anche
socialmente. Arrivarono numerose critiche guidate da Friedman(premio Nobel per l’economia), il quale, nel 1960 scrive un
articolo sul New York Times dove dice che l’unica responsabilità dell’impresa è la massimizzazione del profitto per l’azionista nel
rispetto delle leggi. Friedman, successivamente, ritratta dicendo “Forse mi sono sbagliato e il fine dell’impresa non è la
massimizzazione dell’impresa.”
- Fine e scopi, sono la stessa cosa?
No. Il fine è essere la creazione di valore che si porta dietro il problema della distribuzione (azionisti e stakeholder) gli scopi si
declinano in 4 concetti:
- Mission: Risponde alla domanda “Qual’è il business dell’impresa?” Ovvero, cosa la società perderebbe se l’impresa non esistesse,
in che cosa l’impresa si differenzia?
- Vision: Ciò che l’impresa si propone di diventare in futuro. Quali traguardi vogliamo raggiungere ? Cosa vogliamo diventare tra
20 anni?
- Valori: Sono principi guida attraverso i quali un’impresa dovrebbe lavorare
- Obiettivi: Specifici traguardi da raggiungere, spesso espressi in termini economico-finanziari(quota di mercato, fatturato…)
Spesso sono espressi in una logica Tripol Bottom Line, cioè espressi non solo in termini economico- finanziari, ma anche in
termini di impatto ambientale e sociale sul territorio e sulla collettività.
Questi 4 concetti, servano dall’ambito strategico. 12 Marzo 2021
Differenza tra profitto contabile (PV-PA) e profitto economico (PV-PA-costo opportunità del capitale)
Il profitto normale: profitto contabile pari al costo opportunità del capitale.
Extraprofitto: Se il mio profitto contabile è MAGGIORE del costo opportunità del capitale.
Ci sono 4 soggetti, seduti intorno a un tavolo per definire gli obiettivi del prossimo anno, e si decidono gli obiettivi del prossimo
anno. Come esempio, voglio aumentare la quota di mercato (aumento delle vendite)
Il direttore della produzione, dirà di
1) Acquistare nuovi impianti, investendo nella capacità produttiva, comprando impianti.
2) Subfornitura: io non ho la capacità produttiva, non acquisto un nuovo impianto ma decido di affidare a terzi il ‘di più’ che
produco.
Dal punto di vista dei costi, sono situazioni diverse.
Il direttore marketing, vuole migliorare l’immagine del prodotto, per esempio investendo in pubblicità e quel prodotto mi costerà di
più. Oppure potrei modificare il packaging, ma non è detto che il subforniture abbia gli impianti adeguati per fare questa modifica. Se
il direttore di produzione ha acquistato un impianto e il direttore marketing vuole fare modifiche, l’impianto è in grado di fare quelle
modifiche? In sede di budget, viene data a ciascuna di queste funzione, una certa capacità di spesa ed è evidente che ciascun direttore
vorrà aver più risorse per la produzione. È necessario che i soggetti collaborino per trovare la migliore situazione. Alla fine, le
decisioni vengono prese con situazione di potere e di compromesso, ed alla fine la decisione potrebbe non essere la migliore e
nemmeno quella che ottimizza il tutto.
Soggetto giuridico e soggetto economico:
- Il soggetto giuridico è una persona che risponde davanti alla legge di ciò che l’impresa ha fatto o non ha fatto. ‘Persona’, poiché
potrebbe essere una persona fisica oppure nelle imprese di società, risponde la società stessa con il suo patrimonio. Se non si ha
personalità giuridica, risponde la persona fisica e quindi posso andare intaccare i singoli soci.
- Il soggetto economico o portatore di interesse. Tutti coloro che hanno qualche interesse a conoscere qualcosa della mia impresa
(stakeholder) su come viene gestita e qual’è il suo stato di salute.
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Responsabilità di impresa: Relazione tra impresa e società
Negli anni ci sono stati 3 approcci evolutivi.
1) Filantropia: È il mondo della donazione, del volontariato d’impresa. La donazione è “dare qualcosa”, posso staccare un
assegno e darlo ad una causa benefica. Il valore della donazione è il valore della cosa donata. Il dono, invece, ha come oggetto
una persona, ed il suo valore è nel valore della relazione. Il dono è un dare senza perdere, ed è un prendere senza togliere. Nel
dono, quello che io ricevo, ha un valore infinito. Nel corso dei secoli, si è perso progressivamente il concetto di dono,
sostituendolo con quello di donazione. La filantropia risponde ad un’etica di tipo utilitarista, ovvero io faccio qualcosa per
massimizzare l’utilità, entrata in economia con l’economista Bentham (1789). Io faccio una donazione, perché da questa
donazione io ne ho un ristornò d’immagine. Tanto più io massimizzo l’utilità, tanto io sono più felice. L’utilità è una proprietà
dei beni, delle cose. Più è alto il PIL più e alta la felicita del paese. Ma il PIL, si muove dal punto di vista del bene totale(somma
di beni totali degli individui) la felicita si muove sulla totalità del bene comune.
2) Responsabilità sociale d’impresa : attenersi alle regole dei codici deontologici (Medici, Avvocati, Ingegneri). Essi elencano
cosa devo fare per essere considerato un professionista, sono responsabili nella misura in cui mi attengo a quello che c’è scritto
sul codice deontologico.La responsabilità sociale d’impresa, risponde all’etica del contrattua
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