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Organizzazione del Servizio Sociale.

Le teorie organizzative. Organizzazione nel lavoro sociale.

Il problema dell’organizzazione è trattato per tre motivi:

1) È stato banalizzato come concetto riducendolo a qualcosa di puramente

burocratico.

2) I problemi organizzativi sono visti spesso come problemi dei singoli.

3) L’organizzazione deve essere trattata non solo come struttura ma anche come

cultura.

Il lavoro sociale è condotto da un’organizzazione che non è la semplice somma di

individui, ma un organismo vivente, formato dall’interazione tra persone e gruppi,

con propria struttura e cultura.

Il lavoro sociale nasce per dare una risposta ai problemi sociali (situazioni di disagio,

sofferenza, emarginazione, disuguaglianza che non riguardano il singolo ma più

individui di una stessa società. Ciò vuol dire che i problemi sociali mutano con il tempo

e in base al tipo di società). Il lavoro sociale per risolvere tali problemi deve studiare il

contesto sociale in cui si collocano (ci sono situazioni che riguardano anche l’intera

società).

La sociologia e la psicologia hanno dimostrato, infatti, che i problemi sociali derivano

da un particolare assetto organizzativo della società, pertanto possono essere

prevenuti modificando il tipo di organizzazione sociale in cui si collocano.

I servizi di assistenza (sistema sanitario, gli istituti, le comunità terapeutiche,

cooperative, volontariato) sono nati per dare risposta a questi problemi; la nascita di

questi servizi può dipendere da scelte politiche oppure dalla solidarietà tra i membri di

una comunità. Queste organizzazioni nell’erogare determinati servizi si ispirano al

modello naturale della famiglia , tentando di sostituirsi alla famiglia assente o

incapace di intervenire. Coloro che fanno parte di queste organizzazione sono costretti

a misurarsi ogni giorno non solo con i problemi sociali, ma anche con le strutture

interne all’organizzazione, verso le quali si sviluppa un atteggiamento di distacco e

indifferenza, poiché molti operatori ritengono che le regole dettate dall’organizzazione

sul loro lavoro limitano le loro motivazioni solidaristiche. A questa motivazione se ne

aggiungono altre due: - coincidenza tra struttura religiosa e servizio assistenziale –

femminilizzazione del lavoro sociale, che ha favorito l’inserimento del modello

familiare nell’organizzazione. Possiamo affermare che per garantire un buon servizio

solidarietà e famiglia non bastano, sono necessarie regole che permettono di

massimizzare le risorse per ottenere i risultati desiderati.

Quando sono nati questi servizi?

Tali servizi sono nati alla fine degli anni ’60 su impronta pubblica. Nell’ultimo decennio

sono nati anche altri servizi nell’ambito privato (terzo settore – non profit). Si

scatenano due reazioni: - i privati ritengono che l’eccessivo uso di regole minacci la

loro spontaneità – il pubblico risentendo del peso di queste regole invoca di frequente

l’intervento del privato ma anche questo necessità di una struttura organizzativa.

Cos’è l’organizzazione?

L’organizzazione non è un’invenzione moderna ma nasce con l’uomo, nel momento in

cui questi si rende conto che solo unendosi agli altri può raggiungere risultati che da

solo non sarebbe in grado di raggiungere.

Nella società moderna, tuttavia, le organizzazioni si moltiplicano poiché vi è

un’esaltazione della razionalità e la forma organizzativa ne è espressione. La

definizione di organizzazione è : l’org. È la razionalizzazione di un gruppo costruito per

raggiungere un fine specifico attraverso l’uso di risorse. Si caratterizza per la

suddivisione del lavoro e la presenza di un centro di potere che la sottopone ad analisi

critiche. Esse devono essere efficaci (realizzare i propri fini – funzione di orientamento

dell’organizzazione) ed efficienti ( rapporto tra risultato e i mezzi impiegati per

ottenerlo).

L’organizzazione è concepita come sistema perché ogni elemento non ha significato

da solo ma trova la sua ragion d’essere in essa; l’attività di ogni elemento è

causa/effetto dell’attività altrui; ogni disfunzione particolare diventa disfunzione del

sistema. L’organizzazione è un sistema aperto perché attua degli scambi con

l’ambiente in cui è inserito ed è da questo condizionato.

Quali sono gli elementi del sistema organizzazione?

- Strumenti (non solo materiali, conoscenze, regole e metodi di lavoro)

- Persone (interagiscono tra loro determinando la cultura dell’organizzazione

perché ognuno interviene con il proprio bagaglio culturale)

- Struttura: scheletro dell’organizzazione su cui poi si definiscono i ruoli e le

funzioni dei partecipanti, ordinati in modo gerarchico, attribuendo poteri e

autorità diverse. La struttura ha la funzione di controllare e coordinare le

attività. Vi è anche una struttura informale (relazioni interpersonali)

- Attività e scopi: attività per assicurare la disponibilità delle risorse e per il loro

uso adeguato, per il controllo e il coordinamento d

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

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