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Organizzazione dei servizi socio-sanitari

Prof. Di Stanislao
1/10/2012

Introduzione

Sanità pubblica (def. WHO 1998)

  • Si occupa dell’insieme delle politiche che permettono di prevenire/curare e promuovere la salute
  • Non è sinonimo di esclusività pubblica:
    • S. pubblica legislazione, finanziamento, programmazione
    • S. pubblica e privata organizzazione e gestione dei servizi
  • * Privato profit: es. S. Stefano/ Lega del Filo d’Oro. “Convenzionato” col SSN. 7% per la sanità (Marche 2,5%)

PIL italiano

In Italia si misura più il volume delle prestazioni che l’esito. Calcolo prestazioni/costi. Misurando l’efficacia si misura l’efficienza. Regioni 80% sanità e 20% altri servizi.

Organizzazione sanitaria

Data da:

  • Salute e malattie
  • Conoscenze scientifiche e sviluppo della medicina

Fattori:

  • Contesto sociale
  • Cultura
  • Economia
  • Politica

Mortalità infantile = nati vivi che muoiono entro i 365 gg di vita.

Mortalità perinatale = morti entro il 1° mese di vita + nati morti. Indicatore dell’efficacia del sistema sanitario (tutela gravidanze e partorienti). È legata all’assistenza della madre.

Mortalità materna eventi sentinella (che non dovrebbero più avvenire e che richiedono interventi immediati).

Disuguaglianze della salute

Standardizzazione rendere confrontabili i dati.

R.R. [Stat.] = Rischio Relativo = esposti a un fattore/ non esposti.

Promozione della salute

Punto di riferimento internazionale WHO: politiche di promozione della salute e lotta alle disuguaglianze.

1978 – Dichiarazione di Alma Ata

Base della nostra riforma sanitaria

  • Da ospedaliera a territoriale (medici di medicina generale); Italia: primo paese al mondo ad attuarla.
  • 3 livelli: 1° = medicina generale, 2° = specialistica, 3° = ospedale

Concentrata sulla sanità (organizzazione sanitaria)

1986 – Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

  • Concentrata sulla Promozione della Salute
  • Principi fondamentali
  • Definizione di Promozione della salute:

La promozione della salute è il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla. Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, un individuo o un gruppo deve essere capace di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di cambiare l’ambiente circostante o di farvi fronte. La salute è quindi vista come una risorsa per la vita quotidiana, non è l’obiettivo del vivere. La salute è un concetto positivo che valorizza le risorse personali e sociali, come pure le capacità fisiche. Quindi la promozione della salute non è una responsabilità esclusiva del settore sanitario, ma va al di là degli stili di vita e punta al benessere.

  • Requisiti per la Salute: Le condizioni e le risorse fondamentali per la salute sono la pace, l’abitazione, l’istruzione, il cibo, un reddito, un ecosistema stabile, le risorse sostenibili, la giustizia sociale e l'equità. Il miglioramento dei livelli di salute deve essere saldamente basato su questi prerequisiti fondamentali.

Chronic Care Model (Ed Wagner)

Community Health System:

  • Delivery system design
  • Decision support
  • Clinical information
  • Self management support

* Transforming care for Canadians with chronic health conditions (Put people first, expect the best, manage for result).

Promozione della Salute significa:

  1. Costruire una politica pubblica per la tutela della salute
    • Legislazione, provvedimenti fiscali, modifica dei criteri organizzativi si fondono in un’azione coordinata diretta a imporre politiche ispirate a una maggiore equità
    • Tutela della salute in tutti i settori non sanitari
  2. Creare ambienti capaci di offrire sostegno
    • Sostegno reciproco aver cura gli uni gli altri, della comunità e dell’ambiente naturale
    • Tutela delle risorse naturali responsabilità globale
    • Riflettere sul modello di consumo
  3. Rafforzare l’azione della comunità
    • Potenziamento comunità, per renderla padrona e arbitro delle sue aspirazioni e del suo destino
    • Risorse umane e materiali per favorire l’autosufficienza e la solidarietà sociale e per elaborare sistemi flessibili diretti al rafforzamento della partecipazione e della gestione diretta per quanto riguarda i problemi relativi alla salute
    • Accesso libero e costante a tutte le informazioni e opportunità di conoscenza
    • Adeguato supporto finanziario
  4. Sviluppare le capacità personali
    • Fornendo informazione, istruzione sul problema della salute e preparazione generale
  5. Riorientare i servizi sanitari
    • Attenzione alla ricerca e all’innovazione
    • Collaborazione

WHO – Health 21. La salute per tutti nel XXI secolo

  • Strategie multisettoriali
  • Assistenza sanitaria di 1° livello integrata
  • Processo di partecipazione allo sviluppo della sanità

Malattia – Sanità (professionisti/tecnici) Salute – Welfare (comunità)

Evoluzione ordinamento sanitario italiano

Dall’unità d’Italia alla 2a guerra mondiale

1865 – Regio Decreto 2248

  • Obbligatorietà dei comuni di assistenza ai poveri medico condotto (mantenuto fino alla riforma sanitaria)
  • Unificazione norme:
    • Tutela della salute in caso di malattie endemiche ed epidemiche
    • Salubrità abitazioni, luoghi abitati, alimenti
  • 1840-1886 – Società Operaie di Mutuo Soccorso (istituzione di un fondo comune)
  • 1888 – Legge Crispi-Pagliani “Tutela dell’igiene e della sanità pubblica”
    • Organizzazione sanitaria
    • Riconoscimento giuridico della condotta medica e ostetrica
    • Assistenza farmaceutica e zooiatrica
    • Igiene abitazioni, luoghi abitati, alimenti
    • Vigilanza sulle professioni

Ministero dell’interno prefetto sindaco

Direzione generale di Ufficiale sanitario Medico provinciale Sanità comunale Consiglio superiore di Consiglio provinciale sanità di sanità 3 Laboratorio d’indagine di Vigilanza igienica con popolazione affiancamento alla Direzione >20.000 abitanti con adatto personale generale (Istituto Igiene Roma) e convenienti laboratori

1890 – Riforma delle Opere Pie in Istituti Pubblici di Beneficenza In Germania con Bismark…

  • 1881 – assicurazione obbligatoria per gli operai contro gli infortuni
  • 1883 – assicurazione obbligatoria di malattia
  • 1889 – assicurazione obbligatoria in caso di inabilità di lavoro e di vecchiaia

1900-1946

  • 1907 – Primo Testo Unico leggi sanitarie
    • Cure prevenzione pellagra Assistenza sanitaria
    • Vaccinazioni Igiene abitato
    • Manicomi (istituiti nel 1902)
  • 1904 – Obbligo assicurazione industria
  • 1917 – Obbligo assicurazione lavori agricoli
  • 1923 – Dispensari malattie veneree
  • 1927 – Consorzi provinciali anti-TBC
  • 1929 – Obbligo assicurazione malattie professionali
  • 1934 – Testo Unico leggi sanitarie
    • Laboratorio d’indagine Istituto di Sanità Pubblica
    • Oltre al consiglio provinciale viene istituito il laboratorio provinciale di igiene e profilassi
    • Assistenza su base assicurativa: INADEL(1925) ENPDEP (1939) INAIL (1933) ENPAS (1942) INPS (1935) INATI (1943)
  • 1938 – Prima Riforma Ospedaliera (L. 1631)
    • Classificazione ospedali
    • Regole per l’edilizia degli ospedali
    • Articolazione interna
    • Consigli di amministrazione degli ospedali eletti dai consigli comunali
  • 1942 – “Beveridge Report”, proposta di fondare un National Health Service basato su INGHILTERRA 3 principi:
    • Universalità di accesso ai servizi sanitari
    • Finanziamento del sistema attraverso la fiscalità generale
    • Gratuità della prestazione nel punto di erogazione

1947 – Art. 32 della Costituzione

  • Salute come fondamentale diritto e interesse della comunità
  • Garanzia di cure gratuite agli indigenti
  • Nessun trattamento obbligatorio (eccetto TSO)
  • Sanità di competenza delle Regioni

1958 – Istituzione del Ministero della Sanità

1964 – Piano di programmazione quinquennale

1968 – Riforma ospedaliera (L.132)

  • Ente sanitario
  • Classificazione ospedali
  • Consiglio d’amministrazione, consiglio sanitario

1969 – D.P.R. 128-129-130

  • Ordinamento interno ospedali
  • Stato giuridico personale

1970 – Istituzione Regioni

∼ 1972: trasferimento funzioni sanitarie statali alle regioni

∼ 1974: estinzione debiti enti mutualistici

∼ 1977: trasferimento funzioni enti mutualistici alle regioni

1975-1978 – Leggi settoriali: Consultori familiari (L. 4065/1975) Tossicodipendenze (L. 685/1975) Psichiatria (L. 180/1978) Interruzione Gravidanza Volontaria (L. 194/1978)

Prima della Riforma (L. 883)

  • Non copertura di tutta la popolazione
  • Principalmente cura della malattia
  • Pluralità enti di governo e gestione non coordinati tra loro
  • Assenza di pianificazione e programmazione
  • Completo scollamento tra attività sanitaria e interventi di carattere sociale
  • Incremento costante e incontrollato della spesa
  • Difficoltà di controllo del livello locale (es. tutte le mutue erano a carattere nazionale)

1978 – Legge Istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (L.833)

Art. 1 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale. La tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. Il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l'eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio. L'attuazione del servizio sanitario nazionale compete allo Stato, alle regioni e agli enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini. Nel servizio sanitario nazionale è assicurato il collegamento ed il coordinamento con le attività e con gli interventi di tutti gli altri organi, centri, istituzioni e servizi, che svolgono nel settore sociale attività comunque incidenti sullo stato di salute degli individui e della collettività. Le associazioni di volontariato possono concorrere ai fini istituzionali del servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme stabiliti dalla presente legge.

Principi:

  • Unitarietà servizi
  • Territorializzazione
  • Programmazione
  • Globalità persona
  • Prevenzione
  • Partecipazione
  • Decentramento
  • Pianificazione

Art. 2 – Obiettivi

Art. 6 – Competenze dello Stato

Art. 7 – Funzioni delegate alle Regioni

Art. 10 – L’organizzazione territoriale: Alla gestione unitaria della tutela della salute si provvede in modo uniforme sull'intero territorio nazionale mediante una rete completa di unità sanitarie locali. L'unità sanitaria locale è il complesso dei presidi, degli uffici e dei servizi dei comuni, singoli o associati, e delle comunità montane i quali in un ambito territoriale determinato assolvono ai compiti del servizio sanitario nazionale di cui alla presente legge.

Sulla base dei criteri stabiliti con legge regionale i comuni, singoli o associati, o le comunità montane articolano le unità sanitarie locali in distretti sanitari di base, quali strutture tecnico-funzionali per l'erogazione dei servizi di primo livello e di pronto intervento.

USL – struttura organizzativa

  • Componente politico-gestionale (Comitato di Gestione, Presidente)
  • Componente tecnico-operativa (Ufficio di Direzione)

Comitato di Gestione eletto dall’Assemblea generale costituita dai consigli comunali appartenenti alla USL. Ufficio di Direzione coordinato da un componente del Comitato di Gestione. Titolo V Costituzione modificato nel 2000 tramite referendum (in modifica oggi) Capiservizi componenti dell’Ufficio di Direzione, di cui uno è coordinatore.

Sanità pubblica

  • Capodistretto
  • Medicina generale (servizi di base) Distretto
  • Specialisti
  • Ospedale

Aggregazione tecnica di tutti i servizi erogati distretti. Organizzazione a matrice.

Piano sanitario

  • Primo piano sanitario 1982 1996
  • Primo piano sanitario nazionale
  • Sicilia primo piano sanitario nel 2006
  • Ritardi nella programmazione nazionale nascita modelli differenti tra le Regioni.

1978-1995

  • 1984 – Delibera CIPE (standard)
  • 1985 – Norme per la programmazione sanitaria e per il PSN
  • 1988 – Dotazioni organiche personale
  • 1991 – Norme per la gestione transitoria delle USL
  • 1992 – Riordino delle discipline in materia sanitaria (D.L. vo 502)
  • 1993 – Modifiche alla 502 (D.L. 517)
  • 1994 – Atto di intesa tra Stato e Regioni per la definizione del PNS relativo al triennio 1994-1996
  • (PIL Italia 1600 miliardi) Sbagliato il concetto di Comitato di Gestione in mano alla politica.

Legge 502/1992 – II^ riforma sanitaria

Governo:

  • PSN
  • Finanziamento SSN
  • Livelli uniformi d’assistenza

Regioni:

  • PSR – linee organizzative dei servizi
  • Criteri di finanziamento delle ASL/AO
  • Indirizzo e controllo ASL

Aziende Sanitarie Locali (ASL)

= enti strumentali delle Regioni con personalità giuridica pubblica dotati di autonomia organizzativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica.

ASL servizi dei 3 macrolivelli LEA (H presidio ASL) Aziende Ospedaliere (AO):

  • Ospedali a rilievo nazionale e di alta specializzazione
  • Ospedali dotati di Dipartimenti
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Tennie91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione dei servizi sociosanitari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Di Stanislao Francesco.
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