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Organizzazione Aziendale, Rita Bissola Appunti scolastici Premium

Appunti completi presi in aula di Organizzazione Aziendale, Rita Bissola. Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, del Corso di laurea in Scienze Linguistiche e Letterature Straniere.

Esame di Organizzazione aziendale docente Prof. R. Bissola

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QUESTI PRIMI DUE SONO REGOLE DEFINITE E CHE ESISTONO ANCHE QUANDO

L'organizzazione non è in funzione; quando i lavoratori sono in funzione invece si pone il

problema di DEFINIRE DELLE MODALITÀ PER TENERE INSIEME IL CONTRIBUTO DI TUTTI.

Quando la struttura entra in azione si manifesta il fabbisogno di inserire IL TERZO ELEMENTO,

cioè I MECCANISMI DI COMUNICAZIONE E COORDINAMENTO. Quanto più c'è

differenziazione tanto più c'è fabbisogno di questi meccanismi di coordinamento, comunicazione.

È presente la dimensione della PROFONDITÀ, che sarà presente quanto più c'è differenziazione.

Queste tre componenti definiscono LA STRUTTURA.

LA TERZA COMPONENTE è la componente dinamica della struttura perché entra in gioco nel

momento in cui le regole sono APPLICATE DAI LAVORATORI!!!

Qual è la relazione tra struttura organizzativa e dimensioni strutturali?

Non sono la stessa cosa, quando mi do delle regole che definiscono una determinata scelta

strutturale, creo di fatto una struttura organizzativa che si caratterizzerà delle dimensioni

strutturali. Le mie scelte in termini di sistemi di regole definiscono poi come si caratterizzerà la mia

organizzazione.

La struttura organizzativa di impresa spesso viene rappresentata graficamente attraverso un

ORGANIGRAMMA, che non coincide con la struttura organizzativa ma ne è una

rappresentazione grafica definita sulla base di un insieme di regole grafiche convenzionali.

All'interno possiamo sempre definire il numero di livelli gerarchici (livello 0-1-2 esempio sulle

slide); si contano partendo dal vertice perché ho l'unità organizzativa sopra la quale non c'è

nessun altro, quindi è il vertice LIVELLO GERARCHICO 0; Poi per capire quali sono gli altri devo

seguire coloro che seguono il livello 0, quindi abbiamo LIVELLO GERARCHICO 1; le unità

organizzative che dipendono dal livello uno hanno al di sopra DUE livelli gerarchici. Questo mi fa

capire le RELAZIONI FRA I LAVORATORI. Devo sempre dedicare attenzione al LIVELLO 1,

perché potrei avere unità organizzative DI LINEA e accanto trovo spesso unità organizzative DI

STAFF, quindi non sono unità organizzative uguali. La differenza fra le due e che le unità di linea

si trovano a livello gerarchico uno e sono inserite nella catena gerarchica della catena gerarchica

d'impresa e che riportano al vertice, inoltre se guardiamo la loro natura, la loro attività contribuisce

alla realizzazione della attività caratteristica d'impresa. Per quanto riguarda quelle DI STAFF, la

loro attività non è attribuibile alla realizzazione della attività caratteristica d'impresa (esempio

RISORSE UMANE). Questo genere di attività non contribuisce direttamente alla realizzazione

core dell'azienda, è una sorta di supporto, servizio interno.

Nell'organigramma trovo rappresentati i criteri applicati per la definizione dei rapporti fra laboratori

e la suddivisione delle attività.

Differenza fra macro progettazione organizzativa e micro:

Occuparsi di macro significa scegliere dei criteri che definiscono di quali unità organizzative e

posizioni organizzative si compone la mia struttura organizzativa; sostanzialmente è colui che

definisce le unità organizzative che stanno in un determinato livello.

Occuparsi di micro significa definire la mansione, il loro obiettivo è associare una mansione ad

ogni unità organizzativa. La mansione e l'insieme di tutti i compiti che devono essere svolti dal

lavoratore che occupa una determinata posizione lavorativa, il punto di partenza sono le ATTIVITÀ

ELEMENTARI di cui si compone il flusso organizzativo. Una attività elementare e una successione

di azioni che insieme assumono un senso compiuto, per esempio uno dei compiti di un docente è

la redazione del registro delle lezioni.

06/04/2017

Come si può pervenire alla progettazione di una struttura organizzativa? Ci sono due modalità

contrapposte:

-Approccio Zero Based Review: si parte dal'analisi delle attività semplice che si svolgono

all'interno del'impresa e sulla base di alcuni criteri che sono osservabilità, analizzabilità e

interdipendenze. Su questa base si decide se le attività semplice devono essere svolte insieme,

cioè in un'unica mansione o se più mansioni devono stare un un'unica unità organizzativa eppure

divise in unità diverse. È un approccio che parte da osservazione e si decide se le attività stanno

insieme o se vanno divise. È una attività che richiede tempo, assomiglia ad un abito fatto su

misura cioè costruito sulle caratteristiche dell'attività.

-Approccio valutazione comparata: Approccio che parte da un livello BOTTOM-UP cioè

osservazione e confronto di alcuni modelli organizzativi già dati, Archetipi di strutture organizzative

che si caratterizzano per alcuni punti di forza o debolezza, sono particolarmente adeguate in caso

di alcune circostanze ecc. L'approccio procede con l'analisi di questi modelli, con un confronto e

attraverso questo confronto, porta chi progetta la struttura ad applicare un modello piuttosto che

un altro. Considerazione dei pro e contro di alcuni modelli puri; in realtà capita che alcune aziende

non siano in grado di applicare in maniera rigorosa un modello piuttosto che un altro, ma si giunge

ad alcune strutture cosiddette ibride, che consentono delle modifiche per poter meglio adeguare il

modello alle esigenze. Quali sono questi modelli, archetipi? I più diffusi sono:

2. Struttura funzionale

3. Struttura divisionale

4. Struttura a matrice

5. Struttura modulare

6. Struttura funzionale con collegamenti orizzontali.

MODELLI DI STRUTTURE ORGANIZZATIVE:

-Stiamo parlando di un modo diverso di configurare le tre componenti di cui si compone una

struttura organizzativa d'impresa; queste sono dimensione orizzontale, verticale e dimensione

della profondità.

-Ciascuna struttura è definita dal tipo di specializzazione degli organi di primo livello, perché al

primo livello gerarchico se si va ad osservare le unità di linea si può riconoscere il modello

utilizzato dall'azienda.

7. Ciascuno dei modelli e caratterizzato da diversi ambiti di applicabilità, ci sono alcune

situazioni che suggeriscono, rendono più adeguata l'applicazione di un modello piuttosto

che un altro.

Le modalità per identificare le unità organizzative di primo livello sono 2: ESEMPIO SLIDE

Suppongo di essere il capo di una unità organizzativa che si occupa di manutenzione di impianti

all'interno di una azienda tessile. Sotto la mia responsabilità ci sono 40 lavoratori; una prima

modalità per organizzarli è dividere fra di loro elettricisti e meccanici, dividerli in due macro

categorie, questo perché gli impianti sono composti da una parte elettrica è una meccanica, a loro

volta si divideranno in impianti che servono per la realizzazione del filo (filatoi), e i telai, cioè quelli

che lavorando il filato consentono di realizzare le pezze. Le alternative sono quelle di organizzare

le persone attorno a due criteri:

1. mettere insieme elettricisti e in un altro gruppo i meccanici. Questa opzione punta sulle

competenze delle persone, valorizza le risorse umane, cioè le competenze delle proprie

persone. Punti di forza: diventano molto competenti e sono molto motivati. Punti di

debolezza: comunicazione è possibile conflittualità fra elettricisti e meccanici.

2. dividere le persone sulle base delle caratteristiche degli impianti. Alternativa che mette al

centro l'impianto, ognuno sta all'interno di un reparto preciso. Metto al centro il voler far

funzionare il telaio o il filatoio. Sono due modalità che permettono di identificare la mia

unità organizzativa. Punti di debolezza: meno specializzazione da parte del lavoratore, che

si occupa solo di telaio, non anche di filatoio, quindi se c'è un problema generale saranno

meno in grado di affrontarlo perché sono specializzati in una cosa.

Se l'azienda acquista nuovi telai è più congenite te scegliere l'opzione B, se invece si verifica un

Black Out, per riattivare gli impianti della azienda è preferibile avere un'organizzazione di tipi A.

Quindi le scelte danno punti di forza e debolezza.

Nel l'opzione A le unità organizzative di primo livello le identifico in base alle competenze in Input;

l'organizzazione assume delle risorse in Input e le restituisce in Output. La categoria di risorse in

Input su cui viene posto il Focus sono le competenze dei lavoratori, strutturo la mia

organizzazione in modo che il FOCUS siano le competenze dei lavoratori .

Nell'opzione B, la modalità di raggruppare le unità organizzative di primo livello, mette l'ensafi su

una categoria di Output, in particolare nel caso dell'esempio sul tipo di servizio che voglio tenere

(in caso dell'esempio manutenzione si filatoi e telai).

Da una parte assegno le attività sulle base delle competenze, dall'altra parte le assegno in base a

quello che voglio ottenere, in base all'OUTPUT.

Il caso A è detto RAGGRUPPAMENTO FUNZIONALE; il caso B è detto RAGGRUPPAMENTO

DIVISIONALE.

Non è detto che le categorie di input o output siano solo competenze dei lavoratori o tipologie di

prodotti; applichiamo il criterio di raggruppamento A o B considerando anche alte categorie di

input o output, per esempio: Input, il tempo lavorato, cioè attorno ai turni di lavoro un esempio può

essere il Call Center che lavora su più turni , quindi può essere convenite organizzare le persone

attorno ai turni di appartenenza perché al primo turno si contattano alcune categorie di persone

per fare alcune proposte, mentre nelle ore centrali si contattano altre categorie di persone, ecc.

Invece se suppongo di essere in una azienda che produce detersivi; lo stesso prodotto può essere

distribuito in una confezione differente in base al canale di distribuzione, che può essere

lavanderia di ospedali o ristoranti, che comprano non al supermercato come le casalinghe, oppure

supermercato, in questo caso conviene organizzare la struttura attorno al cliente, oppure

mettendo Il Focus sul tipo di canale di distribuzione. Qui prendono in nome di GRANDE

DISTRIBUZIONE, O DISTRIBUZIONE AL DETTAGLIO.

QUINDI: LE CATEGORIE DI INPUT E DI OUTPUD POSSONO ESSERE DIVERSE!

PRIMO MODELLO DI STRUTTURA ORGANIZZATIVA FUNZIONALE:

Modello che applica in modo rigoroso il criterio di raggruppamento di unità organizzative di primo

livello attraverso il criterio funzionale, lo capisco perché tutte le unità di primo livello sono

identificate sul la base delle competenze dei miei lavoratori.

SECONDO MODELLO DI STRUTTURA ORGANIZZATIVA FUNZIONALE: Anch'esso di tipo

FUNZIONALE, lo posso capire dal fatto che è suddiviso in ACQUISTI, PROMOZIONE E

COMMERCIALE, perché sono le unità organizzative che stanno al livello organizzativo 1, ovvero

secondo livello dell'organigramma. Devo quindi guardare le unità di primo livello e cercare di

capire quale è il criterio di raggruppamento; in questo caso il Focus è sulle competenze. Quanti

livelli ha questa struttura? 3!

0. Direzione generale, 1. Uffici amministrativi, acquisti, produzione e commerciale, 2. Stabilimento,

magazzino.

Una struttura organizzativa di questo tipo è particolarmente adeguata per: Azienda che si occupa

di produzione di scarpe, consente di essere efficienti .

07/04/2017

STRUTTURA FUNZIONALE: I lavoratori sono molto esperti ed abili nella loro attività, si minimizza

la probabilità di errori in questo modo. Questa è una struttura che consente di realizzare obiettivi

di efficienza perché lavoratori più rapidi significa aumentare la produttività del lavoro, fa acquisire

obiettivi di massimizzazione della produttività del lavoro e di conseguenza una minimizzazione dei

costi. Le economie di apprendimento sono: abilità nel proprio lavoro, mentre le Economie di scala

hanno a che fare con l'aumento delle quantità di beni prodotti e parallelamente la diminuzione del

costo unitario del prodotto, perché più si produce, più si riduce il costo della produzione per

prodotto. Quando sfruttiamo la capacità produttiva non saremo più in grado di sfruttare le

economie di scala. Consente di massimizzare gli obiettivi perché tutti i lavoratori sono

direttamente coinvolti nello svolgimento della attività caratteristica di impresa, per esempio che

abbia a che fare con una loro specializzazione personale; tutte le posizioni organizzative sono

pensate per ruoli che contribuiscono alla realizzazione del Core Business e che riguardano lo

svolgimento di attività con specializzazione tecnico-professionali. I principali inconvenienti di

questa organizzazione:

8. I lavoratori difficilmente hanno una visione di insieme di ciò che avviene in azienda, ma

sono indotti a conoscere solo la parte della attività che riguarda la propria specializzazione

tecnico-professionale. Questo può avere conseguenze negative sulla motivazione del

lavoratore perché non riesce ad avere un'idea sul suo contributo sulla attività complessiva

di impresa; induce quindi il lavoratore ad identificarsi con la propria funzione piuttosto

che con l'azienda.

9. Questo ulteriore limite si ripercuote quando deve cambiare il lavoratore, perché in queste

aziende si fa "carriera a camino", cioè si fa carriera all'interno dell'ambito della

specializzazione funzionale. Quando l'ambiente cambia questo tipo di struttura non cambia

velocemente, non risponde agli stimoli di cambiamento proveniente dall'ambiente esterno

perché i lavoratori sono abituati a svolgere una mansione specifica; i cambiamenti sono

possibili la la struttura non si adatta in modo veloce.

10. Un altro problema è il fatto che se il lavoratore si identifica di più nella sua funzione,

quando c'è qualcosa che non va, le diverse funzioni rischiano dei conflitti perché le

persone sono così identificate con la propria unità che quando c'è qualche problema

l'obiettivo delle persone e dimostrare che le persone di ogni funzione hanno fatto il loro

lavoro. Quindi ognuno si preoccupa del raggiungimento degli obiettivi funzionali, cioè di

ogni funzione; per esempio i lavoratori della produzione si preoccupano che nella loro

funzione sia tutto a posto, che i loro obiettivi vengano realizzati. CONFLITTI FRA LE

FUNZIONI.

In aziende come queste (FUNZIONALI) si dice che i lavoratori di ogni area funzionale sviluppino

dei LINGUAGGI DIOSINCRATICI, cioè linguaggi molto tecnici e professionali che rendono però

poco comprensibile il linguaggio per altre aree funzionali. Inoltre ogni area funzionale avrà uno

sguardo diverso rispetto alle altre aree, della realtà aziendale.

CASO TICTAC

:

Struttura organizzativa di tipo funzionale, 6 direzioni.

Nell'organigramma non devono esserci frecce! Il problema in questa azienda è che il fatto che i

due prodotti stanno facendo nascere delle discussioni fra i due fratelli e di conseguenza fra le

funzioni che si sono schierate, quindi perché scegliere per forza? La soluzione migliore sarebbe

utilizzarli tutti e due, uno è il prodotto tradizionale,l'altro è un prodotto nuovo che può avere uno

sviluppo positivo, il problema è che sono due prodotti che richiedono attenzioni diverse dalle

stesse funzioni. Sono due prodotti simili, due orologi però con esigenze differenti.

QUINDI: La struttura organizzativa funzionale va molto bene quando c'è una unica linea di

prodotto! Il problema è quando ci sono più linee di prodotto, prodotti non molto diversi fra loro ma

con esigenze diverse. Questa struttura organizzativa inizia a dare alcuni problemi, causati dalle

conflittualità fra le funzioni, in questi casi conviene orientarsi verso una struttura organizzativa

FUNZIONALE MODIFICATA, che affianca alle funzioni delle unità di linea, queste unità sono unità

organizzative inserite con lo scolo di essere responsabili della realizzazione di due linee di

prodotto che vengono offerte dall'organizzazione stessa. È una soluzione che permette di

mantenere la FUNZIONALE però con dei manager responsabili delle categorie di prodotto,

coordinano le attività delle singole funzioni per fare in modo che si arrivi a produrre e

commercializzare sul mercato gli obiettivi fissati relativi ad ogni categoria di prodotto. Queste

nuove usa si identificano con una posizione organizzativa, avremo il PRODUCT MANAGER BLU,

E IL PRODUCT MANAGER WILLY.

27/04/2017

STRUTTURA FUNZIONALE MODIFICATA: Secondo modello di struttura organizzativa, funzionale

con collegamenti orizzontali, questa struttura può essere ideale per la Binda. Nella struttura

organizzativa di impresa si possono inserire organi di primo livello il cui scopo è quello di creare

coordinamento tra attività delle funzioni in modo da controllare e consentire la realizzazione di una

e dell'altra linea di prodotto dell'azienda. La funzionale modificata può prevedere l'inserimento di

organi appositi per coordinare le funzioni. Questi organi si chiamano PRODUCT MANAGER,

livello gerarchico 1, nel quale trovo le funzione e gli organi di integrazione.

Gli organi di integrazione possono essere di due tipi:

1. Product manager sono organi di integrazione PERMANENTI, per il funzionamento della

struttura è necessario che ci siano stabilmente. La loro performance è il fatturato con

riferimento alla linea di prodotto di cui sono responsabili. Dall'altro lato queste figure non

hanno potere gerarchico sulle funzioni che vanno a coordinare, sui lavoratori che

coordinano, questo perché ciascun product manager verifica costantemente che all'interno

delle funzioni si portino avanti le attività per realizzazione e commercializzazione del

prodotto di cui sono responsabili. Quindi deve interagire con le persone, per esempio della

progettazione, poi verificherà la funzione produzione ecc. È colui che interagisce con le

funzioni. La sfida sta nel fatto che non ha autorità gerarchica su queste persone ma deve

utilizzare un diverso meccanismo per ottenere ciò che desidera dai lavoratori, altre leve

diversa che può utilizzare sono: la sua capacità di negoziazione; capacità relazionali,

dovrà essere orientato alle relazioni; autorevolezza, cioè il fatto che un product manager

possa essere riconosciuto come un esperto; queste caratteristiche ci dicono che spesso

chi ricopre questo ruolo è chi conosce tutte le attività della azienda, quindi un laureato in

economia o un ingegnere gestionale, con qualche anno di esperienza. (Nel caso Tic Tac

sono presenti). Esempio Slide: presenza evidente dei meccanismi di integrazione e

coordinamento.

10. Le aziende che lavorano per progetti hanno una struttura organizzativa modificata, sono

quelle aziende incubi prodotti o servizi hanno caratteristiche di unicità, che sono

complessi, e con elevato valore unitario; esempio grandi cantieri navali, aziende nel

settore edilizio che realizzano grandi opere pubbliche. In questo caso si parla di PROJECT

MANAGER è colui che viene posto a capo di un progetto, fino a quando non viene

ultimato il progetto, quindi c'è una temporaneità. È una figura diversa perché non è

permanente, e il Project Manager per la durata del progetto HA POTERE GERARCHICO

sulle persone che lavorano. Il numero di PM è variabile sulla base della numerosità dei

progetti. Esempio rappresentazione Slide: Due livelli gerarchici.

Tutti i modelli strutturali hanno al proprio interno meccanismo di integrazione e coordinamento.

QUALI SONO LE DIVERSE TIPOLOGIE DI INTEGRAZIONE E COORDINAMENTO ?

Ci sono alcuni meccanismi che agiscono lungo la dimensione verticale piuttosto che orizzontale di

impresa.

VERTICALE:

Cosa fanno gli organi di integrazione o coordinamento che agiscono sulla dimensione verticale?

Favoriscono la comunicazione, le informazioni lungo la catena gerarchica. Questi meccanismi

possono essere:

Fissare un sistema di regole che stabilisce che i lavoratori che hanno bisogno di uscire prima

rispetto all'orario prestabilito devono comunicarlo al responsabile, per esempio. Oppure la

timbratura del badge.

Altro modo sono i programmi e i piani, cioè quello che il capo dice ogni mese nelle riunioni, quindi

sono degli obiettivi.

I sistemi informativi sono un altro sistema per fluire lungo la dimensione verticale, consentono una

comunicazione continua fra i diversi livelli gerarchici; esempio mail.

La gerarchia è un meccanismo che agisce sulla dimensione verticale.

La gerarchia consente di integrare maggiormente, è più potente come meccanismo di

integrazione, perché per esempio il sistema di regole ha il limite di valere fino a quando si

mantengono le condizioni nelle quali abbiamo fatto quelle regole, per esempio se si verifica un

evento non previsto dalle regole, invece i sistemi informativi garantiscono un flusso continuo di

informazioni, la comunicazione è continua. Le gerarchia ha più potere rispetto ai sistemi

informativi perché dietro la gerarchia ci sono delle persone, che sanno prendere delle decisioni al

verificarsi di nuove situazioni.

Altri meccanismi di integrazione e coordinamento ORIZZONTALE:

Sistemi informativi orizzontali, non sono sempre sistemi informatici, per esempio in alcuni ristoranti

ci sono sistemi informativi non informatici, quando il cameriere scrive la comanda su un foglietto e

lo lascia in cucina; questi foglietti, il cameriere, sono un SISTEMA INFORMATIVO orizzontale.

Quelli informatizzati, invece, possono essere sistemi informativi che permettono di comunicare,

senza che nessuno debba intervenire.

Contatto diretto: Un secondo meccanismo di coordinamento ha a che fare con il collocamento

negli spazi di impresa, riguarda il contatto diretto. I contatti diretti sono anche delle riunioni, che

hanno a che fare con la collocazione fisica dei lavoratori, ma anche con riunioni e meeting.

Altro meccanismo sono le task force, ovvero dei team di progetto costituiti per realizzare dei

progetti complessi, per i quali si richiede la collaborazione di lavoratori con esperienze diverse,

che poi si sciolgono quando il progetto è stato realizzato. Esempio: Il SAP è stato introdotto in

Università, questo passaggio ad un altro sistema informatico diverso è stato accolto con

preoccupazione in quanto richiede più informazioni e diverse, allora si è costituita una Task force

costituita dai rappresentati delle unità organizzative per introdurre il SAP. Ha la caratteristica di

essere TEMPORANEA, ha durata finché il progetto verrà realizzato.

Organi integrazione full time: sono posizioni organizzative, inserite nella struttura organizzativa

di impresa con lo scopo di coordinare tra diverse unità organizzative della struttura. Un esempio

sono i PRODUCT MANAGER.

Team permanenti: gruppi di lavoratori che riuniscono persone che hanno un profilo di

competenze diverso e appartengono a unità organizzative diverse. I comitati di direzione è un

team permanente che riunisce tutti i capi funzione dell'azienda e che periodicamente si incontra

con il vertice aziendale.

Anche per i meccanismi ORIZZONTALI è possibile collocare in un ordine di potenza di

integrazione crescente i meccanismi. Questa scala viene fatta in base alla necessità della azienda

e in base al costo, esempio i sistemi informativi hanno un costo basso, perché si tratta di un costo

rilevante solamente all'acquisto, il costo periodico è solo la manutenzione; invece unità

organizzative inserite all'interno della struttura per fare coordinamento costa molto di più. I team

sono i più costosi perché sono permanenti e formati da più persone.

28\04\2017

LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DIVISIONALE:

Qual è il cambiamento di struttura da operare, se si aggiunge a produzione di scarpe e borse,

anche ristoranti, conviene applicare un criterio di identificazione che mette enfasi su categorie di

output, di prodotto, quindi applicare un criterio di tipo DIVISIONALE.

Direzione Generale Marketing

RISTORAZIONE

PELLETTERIA

Quando si amplia la diversificazione bisogna mettere in evidenza le categorie di Output, enfasi

sulle due categorie di prodotto. I due business come vanno avanti l’uno rispetto all’altro?

Indipendenti, ciò che caratterizza la struttura divisionale è che le divisioni sono autonome; si dice

che le divisioni rappresentino delle quasi imprese, perché esercitano la loro attività in autonomia.

Questa è la prima caratteristica della struttura divisionale.

STRUTTURA DIVISIONALE PER PRODOTTO: Esempio slide

Azienda informatica, ciò che l’azienda produce sono tre tipologie di Software, tre tipologie diverse,

con caratteristiche profondamente diverse, quindi non era più possibile avere unità organizzative in


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze linguistiche e letterature straniere
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.vitale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Bissola Rita.

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