ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
Fontana
Organizzazioni e teoria organizzativa
Strategie: studiare comportamenti da adottare per essere migliori/preferibili
rispetto ai concorrenti; AMBIENTALE
Analisi SWOT : strumento di analisi strategica; si fa un’analisi
(=MINACCE E OPPORTUNITA’ attraverso l’analisi delle 5 forze di
Porter) ORGANIZZATIVA (=PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA
e
attraverso l’approccio basato sulle risorse, quello che ho, e
competenze, quello che so fare) .
Impresa: si occupa di prodotti;
Azienda: si occupa di servizi;
Organizzazione: insieme di persone che lavorano nell’impresa/azienda;
Binomio strategia-struttura
Strategie di corporate, di business e funzionali: devono essere coerenti tra loro
tendendo ad unico obiettivo.
Il valore di una strategia è dato dalla capacità di combinare elementi interni ed
esterni che esprimono la progettualità dell’organizzazione e consentono di
sfruttare e dominare la complessità ambientale al fine di valorizzare le proprie
(Approccio evolutivo:
risorse = saper sfruttare le trasformazioni, i
cambiamenti…esigenze di flessibilità).
ORGANIZZAZIONI: entità sociali guidate da obiettivi, progettate come sistemi
(ottica sistemica: le parti non sono a sé stanti; es. collane ogni perla
di attività
in più si ha più valore) deliberatamente strutturati e coordinati che
interagiscono con l’ambiente esterno.
TEORIA ORGANIZZATIVA: L’analisi e l’osservazione sistemica delle
organizzazioni permette di effettuare delle diagnosi e risolvere dei problemi che
le organizzazioni incontrano, proponendo modelli che aiutano a comprendere
gli avvenimenti passati, e i possibili futuri, ed a gestire in maniera più efficace
le organizzazioni.
COORDINAMENTO: essenza dell’organizzazione.
Caratteristiche dell’organizzazione:
Sono costituite da persone;
Hanno obiettivi e risultati da raggiungere;
Hanno una struttura progettata con precisione;
Si relazionano con l’ambiente esterno;
Utilizzano risorse (tangibili, intangibili, umane) per raggiungere i propri
fini.
SISTEMA: Insieme di elementi interagenti tra loro che acquisiscono input
dall’ambiente, li trasformano e restituiscono output.
Ambiente Input Processo di Output
trasformazione
Materie prime Produzione, Beni e servizi
Persone(- adattamento,
competenze e
Persone Legittimazione
manutenzione.
capacità;
Risorse -committenti; Strutture
informative -quanto è legato organizzative
Risorse finanziarie all'organizzazione Meccanismi
il lavoratore) operativi
Risorse materiali e
immateriali
Risorse finanziarie
Importanza delle organizzazioni
Mettono insieme risorse per raggiungere gli obiettivi desiderati;
Producono beni e servizi in maniera efficiente;
Facilitano l’innovazione;
Utilizzano moderne tecnologie produttive e dell’informazione;
Si adattano all’ambiente in trasformazione e lo influenzano;
Conciliano le sfide di diversità, etica e coordinamento;
Creano valore, per gli azionisti, i clienti e i dipendenti.
Le dimensioni organizzative
Ogni organizzazione è descritta da specifici tratti della sua struttura. Si hanno
due tipologie di dimensioni:
Dimensioni strutturali:
1. descrivono le caratteristiche interne
dell’organizzazione e consentono un benchmark (confronto) con
altre organizzazioni;
Dimensioni contestuali:
2. riguardano l’organizzazione nella sua totalità
e l’ambiente organizzativo che influenza la sua sfera.
Per comprendere e valutare le organizzazioni bisogna esaminare entrambe le
dimensioni.
Struttura organizzativa
Organigramma: mappa di ogni organizzazione che mostra le varie parti e il
modo in cui sono collegate.
Dimensione verticale: esprime il livello di gerarchia e controllo all’interno
o dell’organizzazione;
Dimensione orizzontale: esprime il livello di divisione del lavoro e di
o specializzazione.
Perché studiare le dimensioni?
Per progettare l’organigramma in modo da raggiungere alti livello di
performance.
Valutare un’organizzazione
Efficacia: si ha quando l’organizzazione raggiunge il suo obiettivo;
o Efficienza: quantità di risorse impiegate per raggiungere gli obiettivi
o (razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse);
Approccio stakeolders: bilanciare le esigenze e gli interessi di vari
o stakeolders nella definizione degli obiettivi e nel perseguimento
dell’efficacia.
Quando parliamo di dimensioni strutturali troviamo le caratteristiche della
struttura organizzativa:
Gerarchia: suddivisione verticale delle responsabilità;
Specializzazione: la suddivisione del lavoro tra le posizioni lavorative,
delle mansioni;
Centralizzazione: la concentrazione del potere decisionale, chi decide
(uno per tutti, potere delegato ecc…);
Formalizzazione: utilizzo di regole predefinite, ovvero al crescere di
questa e quindi della quantità di regole diminuisce la discrezionalità
individuale; se un’organizzazione è formalizzata molto o no basta anche
guardare alla quantità di documentazione scritta (es. l’università è molto
formalizzata);
Professionalità: livello culturale e formativo delle persone che
compongono un’organizzazione; risorse umane.
Nella struttura lavorano le persone, le La gestione delle risorse
umane va a studiare il comportamento che queste hanno all’interno
dell’organizzazione. Il comportamento organizzativo dipende molto anche dal
comportamento personale.
Valutare l’organizzazione
Si valuta secondo tre criteri:
Efficacia:
1. in termini di risultato;
Efficienza:
2. in termini di razionalizzazione e ottimizzazione delle
risorse (non sprecarle);
Approccio degli stakeolders:
3. andare a vedere in che modo possono
essere interessati e quindi coinvolti nell’organizzazione.
Chi sono gli stakeolders?
Sono quei gruppi di soggetti che hanno interessi e aspettative differenti nei
confronti della performance del risultato dell’organizzazione. Cosa si aspettano
da noi organizzazione.
Sono stakeolders:
Il management: guarda all’efficienza (rispetti dei punti fissati es budget)
o e all’efficacia (raggiungere gli obiettivi);
Il governo: guarda il rispetto delle leggi, concorrenza leale ecc…
o Creditori: guardano alla capacità di credito;
o Clienti: qualità dei beni e dei servizi, che esista un valore per quel
o prodotto ovvero la somma che sono disposti a pagare, un valore che può
essere incrementato agendo sulla percezione che si ha del prodotto e qui
deve essere brava l’organizzazione in termini di comunicazione;
Comunità: guarda che l’organizzazione sia socialmente responsabile;
o Fornitori: guardano all’avere transazioni soddisfacenti, scambi
o mutualmente favorevoli;
Dipendenti: la soddisfazione, il compenso e il voler essere retribuiti
o (soddisfazione economica), vogliono sentirsi coinvolti, aggregati e
supervisionati.
Livelli di analisi
[ripresa dell’ambiente esteso, competitivo e competitivo del business]
Ambiente esterno:
1. all’interno ci sono le varie organizzazioni. Ne
scegliamo una (organizzazione A). All’interno dell’org. A troviamo dei
gruppi:
UNITA’ A
a. UNITA’ B
b. UNITA’ C
c.
[Queste unità sono le funzioni o divisioni dell’organizzazione]
All’interno di ogni unità troviamo degli individui.
L’organizzazione quindi è inserita in un ambiente esterno, poi mi focalizzo su
una e ci entro dentro e vedo dei gruppi fatti di persone.
Approccio basato su risorse e competenze (SWOT), studio minacce e
opportunità provenienti dal settore e poi guardo dentro ai punti di forza
(valorizzarli agli occhi dei consumatori) e di debolezza (nasconderli alla
concorrenza). Nell’ottica del processo manageriale poi si passa alla fase di
gestione strategica cioè la progettazione pianificazione delle strategie cioè di
quei comportamenti che fanno sì che la mia impresa è migliore rispetto a
obiettivi ufficiali
quella dei concorrenti; si definiscono quindi gli (quelli che
legittimano le mie azioni e che spesso vengono tradotti con degli slogan) e
obiettivi operativi (quello che decidiamo di raggiungere internamente e che
sappiamo noi interni, non vengono comunicati all’esterno perché al
Fase della progettazione organizzativa
consumatore non interessano). :
andiamo ad adeguare la struttura di un’organizzazione alle strategie che sono
state decise in base a dove si trova l’impresa (analisi ambiente esterno) e
quello che ha a disposizione (analisi delle risorse). Quindi questa fase studia chi
fa che cosa, come vogliamo trattare i dipendenti, la cultura organizzativa cioè
l’”aria” l’atmosfera che si respira dentro l’organizzazione, i collegamenti inter
organizzativi. In ultima analisi c’è la fase dei risultati, come si controllano e
verificano i risultati in termini di efficacia, efficienza e soddisfazione degli
stakeolders.
Teorie organizzative
Le teorie classiche: l’organizzazione è un mezzo che viene plasmato da chi
detiene il comando; il capo è l’unico soggetto rilevante, si opera secondo un
razionalità
principio di trascurando ogni altra considerazione (culturale,
psicologica…); il focus è sull’efficienza quindi sull’utilizzo ottimale delle risorse.
La rivoluzione industriale ha visto la nascita del sistema moderno creando un
nuovo ordine sociale.
Si ritrovano in questa teoria Weber, il capostipite, e Ford, organizzazione
scientifica del lavoro. approccio
Quando si parla di prospettiva/teoria classica si ha un
meccanicistico-razionale . L’efficienza e la produttività del lavoro possono
essere migliorate attraverso la determinazione scientifica ed empirica. Un
approccio meccanicistico-razionale prevede:
La standardizzazione delle procedure: spacchettamento delle procedure e
si ripete;
Alta formalizzazione: poca scelta da parte dei dipendenti, bassa
arbitrarietà;
Selezione dei lavoratori in base solo alle loro capacità;
Pianificazione delle attività: addestramento (non ancora si parla di
formazione);
Divisione del lavoro;
Incentivi ai lavoratori: vengono dati dei bonus sui salari per incrementare
gli output per velocizzare l’efficienza.
Es. La catena di montaggio
Subito dopo viene l’approccio di Fayol: la progettazione e il funzionamento
approccio
dell’organizzazione vengono analizzati nel complesso secondo un
gerarchico. Si concentra sulla funzione direzionale ricercando principi
scientifici. Fayol con quest’approccio ha dato un fortissimo contributo alle
organizzazioni burocratiche di Weber perché si concentra sulla gerarchia sul
comando e la burocratizzazione ne è diretta conseguenza.
Il modello burocratico di Weber : per Weber l’organizzazione ideale è quella
fondata sulla burocrazia;
I limiti della scuola classica: ci sono sicuramente regole e linee di comando
stabilite ma ci sono limiti in primis:
L’attenzione sulla produttività e non sull’uomo: il cronometraggio che è
uno dei modi per verificare l’efficienza, che è il no spreco di risorse, il
tempo è una risorsa, non tiene conto della fatica perché il focus è sulla
produttività e non sull’uomo;
Assenza di basi fisiologiche: il concetto di fatica non esiste perché finché
uno riesce possono riuscirci tutti;
Assenza di basi psicologiche: tutta la dimensione umana è assente.
Organizzazioni intese come macchine: appunto approccio
MECCAnicistico.
Manca tutta la parte quindi sulla motivazione. Le teorie motivazionali
affermano che a parità di competenza, quello che so fare, il risultato migliore
mi arriva dalla persona più motivata, quella che si impegna di più. Si può
lavorare sulla motivazione e migliorarla.
Si giunge poi a delle teorie dove si prendono in considerazioni gli aspetti
umani.
La scuola delle relazioni umane: il maggior esponente è Maio, le relazioni
umane influiscono positivamente sulla motivazione e produttività (esempio dei
due campioni cambiando delle condizioni, elettricità con e senza).
Teoria contingente: per essere efficaci le organizzazioni devono avere una
buona corrispondenza tra struttura interna e condizioni dell’ambiente esterno.
Ciò che funziona in un determinato contesto non è detto che funziona bene da
un’altra parte, replicare non è detto che porti sempre allo stesso successo.
Dipende tutto dalla coerenza dei fattori interni con i fattori contingenti (cultura,
strategie…).
Dimensione Parametri
contesuale progettuali
Obiettivi Gerarchia Risultati
Ambiente Specializzazione
Strategie Centralizzazione
Formalizzazione
Professionalità
Abbiamo un modello contingente che prende in considerazione ciò che c’è fuori
e ciò che c’è dentro.
I modelli
Modelli di progettazione: come posso orientare la mia organizzazione.
La progettazione organizzativa si muove lungo due estremi rappresentati da
due modelli. Nel momento in cui vado a progettare avrò due modelli dove in
mezzo avrò migliaia di sfumature (dipende da tanti fattori quindi ogni
organizzazione avrà delle caratteristiche personali).
Modello Organico: Sfumature in base Modello Meccanico:
poche regole scritte, alle caratteristiche regole, procedure
bassa della mia standart e una
formalizzazione, e organizzazione date chiara linea
applicate con da fattori contingenti gerarchica. E' tipico
flessiblità, e strutturali di org. con grandi
autonomia dei dimensioni, strategie
dipendenti, potere orientate
decisionale all'efficienza,
decentrato ambienti stabili,
(delegato). Tipico di cultura formale e
org. piccole, forti rigida e tecnologia
innovazioni, manifatturiera
ambiente dinamico,
cultura adattiva (che
si adatta ai
cambiamenti)
Le sfide organizzative
Globalizzazione: collocare le diverse parti di un’organizzazione ovunque
sia più conveniente;
Competizione: crescente competitività ambientale (indice di
concentrazione, più aumenta e più aumenta la complessità);
Rapidità di risposta rispetto ai cambiamenti ambientali: la capacità di
sapersi adattare (tipico del modello organico);
Digitalizzazione: presenza o meno di information tecnology
Diversity management: gestione della diversità in termini di età, sesso,
religione ecc…
Capitolo 2: Strategia, progettazione organizzativa ed efficacia
Adeguare la struttura organizzativa alle strategie che si intraprendono.
Strategia: comportamento che mi permette di ottenere una posizione di
vantaggio rispetto ai concorrenti. Essere preferiti dai consumatori.
Come adatto l’organizzazione alle strategie che ritengo vincenti?
Direzione strategica e progettazione organizzativa
Il Top Management decide gli obiettivi (ufficiali, la mission, e operativi), la
strategia e la struttura dell’organizzazione, adattandola ai cambiamenti
dell’ambiente (approccio evolutivo, segue un cambiamento che riguardano
soprattutto l’ambiente esterno, che è dinamico e turbolento, l’adattamento
quindi diventa fondamentale, si parla di approccio dinamico). Le scelte del top
management hanno un forte impatto sull’efficacia (in termini di risultato)
dell’organizzazione.
Ogni organizzazione esiste perché ha uno scopo.
Il management definisce la direzione strategica, dove l’impresa vuole arrivare
(strategie di corporate), che l’organizzazione deve perseguire e la missione
specifica da realizzare, cioè gli obiettivi.
Quali sono gli elementi fondamentali per l’esistenza del processo evolutivo
dell’impresa? Affinché un’impresa possa nascere quali elementi servono: sono
patrimonio genetico progetto strategico.
il e il Il primo è quello che viene
definito idea all’avvio, il concepimento dell’impresa. Oltre all’idea (vorrei aprire
una pizzeria) si affianca il progetto strategico, la prospettiva, l’idea per il futuro.
Ci deve essere una spinta, l’idea, delle risorse dalle quali attingere (vorrei una
pizzeria, ho il tempo per gestirla? Ho un pizzaiolo? Ho i fornitori?) e laddove non
arrivano le risorse ho necessità di avere le relazioni (un mio amico il fratello fa
il corso da cuoco, mio cugino conosce dei fornitori perché ha un locale). Per la
prospettiva futura mi servono degli obiettivi, una strategia che mi fa essere i
migliori (punto su una leadership di costo o di differenziazione del prodotto?), le
risorse che ho e che mi procuro per arrivare all’obiettivo come le uso, come le
valorizzo al massimo.
Obiettivi ufficiali e progetto strategico
Le risorse di un’organizzazione vengono tutte indirizzate verse un obiettivo,
ovvero il risultato; devono avere un fine.
: Obiettivo ufficiale;
La Missione è l’obiettivo generale dell’organizzazione
e consiste nella visione (lo scenario) valori condivisi e ragion d’essere
dell’organizzazione stessa. È un importante strumento di comunicazione
in quanto viene comunicato, molto spesso sotto forma di slogan;
Il Vantaggio Competitivo: è ciò
Patrimonio Progetto
che contraddistingue
genetico (idea strategico (idela
all'avvio) per il futuro) un’organizzazione
Spinta Vision e Mission
dalle altre e permette di
imprenditoriale Strategia
soddisfare i clienti nel mercato;
Risorse disponibili compe
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