LE ORGANIZZAZIONI
Definizione: le organizzazioni sono entità sociali guidate da obiettivi,
progettate come sistemi di attività deliberatamente strutturati e coordinati che
interagiscono con l'ambiente esterno.
Un'organizzazione esiste quando le persone interagisco tra loro svolgendo
ciascuna in maniera distinta la propria mansione, permettendo il
conseguimento degli obiettivi preposti. Ogni attore dell'organizzazione è
collocato nella propria unità lavorativa ed ha il compito di svolgere la
mansione assegnata al nucleo operativo al quale appartiene. Tuttavia
nonostante questa specializzazione (divisione del lavoro), oggi si predilige
mantenere, laddove è possibile, un coordinamento orizzontale delle attività
lavorative, utilizzando spesso gruppi di persone appartenenti a nuclei
operativi differenti da far cooperare in progetti. Recenti tendenze nel
management riconoscono l'importanza delle risorse umane, e i nuovi approcci
consentono di rafforzare “empowering” i lavoratori fornendo loro maggiori
opportunità formative.
Oggi i confini tra le diverse aree funzionali, ma anche i confini esterni con le
diverse organizzazioni sono diventati più flessibili e più labili, e le aziende
hanno un forte bisogno di dover rispondere velocemente ai continui
cambiamenti e alle pressioni dell'ambiente esterno. Queste organizzazioni
tendono sempre più a cooperare tra di loro, condividendo in maniera più
rapida le informazioni e le tecnologie traendo reciproci vantaggi.
Quali contributi apportano le organizzazioni?
1. Innanzitutto le organizzazioni mettono insieme risorse per raggiungere
specifici obiettivi;
2. producono beni e servizi in maniera efficiente e a prezzi competitivi;
3. cercano modi sempre più innovativi per la produzione e la distribuzione
di beni e servizi;
4. utilizzano tecnologie d'informazione e di comunicazione per trasmettere
più velocemente i dati;
5. si adattano all'ambiete esterno in trasformazione e lo influenzano;
6. creano valore per gli azionisti, i clienti e i dipendenti;
7. rispondono alle attuali sfide in termini di diversità della forza lavoro,
trattano e studiano le problematiche sociali, etiche e ambientali per
motivare dipendenti a raggiungere gli obiettivi lavorando
coordinatamente.
LE DIMENSIONI DELLA PROGETTAZIONE:
si articolano in due sottoinsiemi:
1. Dimensioni strutturali, sono elementi dell'ambiente interno a
un'organizzazione, che creano le basi della struttura (progettazione
organizzativa).
Si caratterizzano in:
Formalizzazione, essa si riferisce alla quantità di documentazione
• scritta, formale, e comprende procedure, mansionari, regolamenti e
l'insieme di leggi-linee guida.
Vantaggi: maggiore chiarezza, mancanza di ambiguità, tutela dei diritti,
alte responsabilità a cui far conto, controllo ed efficienza.
Svantaggi:lentezza del sistema, poca dinamicità.
Specializzazione, è il grado in cui i compiti organizzativi vengono
• suddivisi tra posizioni lavorative separate. Se la specializzazione è alta,
ogni dipendente svolge solo una ristretta gamma di compiti; viceversa, se
è bassa, svolge un maggior numero di compiti.
Vantaggi:maggiore precisione nello svolgimento del lavoro, risparmio di
tempo, aumento della produttività.
Svantaggi:artificiosa articolazione nel lavoro, difficoltà nel ripartire gli
ordini velocemente, demotivazione dei lavoratori.
Gerarchia, descrive chi ordina a chi e l'ambito di controllo di ogni
• manager. La gerarchia è descritta in un organigramma da linee verticali.
Vantaggi: maggior controllo e maggiore coordinazione.
Svantaggi: costi di coordinamento elevati, rigidità dell'organizzazione.
Centralizzazione, si riferisce al livello gerarchico che ha l'autorità per
• prendere decisioni; quando l'attività decisionale spetta esclusivamente ai
livelli gerarchici superiori l'organizzazione è centralizzata; quando
invece le decisioni vengono delegate a livelli organizzativi più bassi è
decentralizzata.
Vantaggi: velocità nel meccanismo decisionale e successivamente
operativo.
Svantaggi: autorità centralizzata nelle mani di un singolo individuo.
Professionalità, è il livello di formazione e addestramento formale dei
• dipendenti; essa varia in base al modello di azienda e al campo in cui
essa deve operare.
Indicatori del personale, si riferiscono all'impiego delle persone nelle
• varie funzioni ed uffici.
2. Dimensioni contestuali, caratterizzano l'intera organizzazione e si
distinguono in:
Dimensione, viene misurata tipicamente attraverso il numero dei
• dipendenti, ma anche con il fatturato, che riflette anch'esso la grandezza
dell'organizzazione ma non indica la dimensione della sua componente
umana, bensì della produzione.
Tecnologia, si riferisce agli strumenti, alle tecniche e alle azioni utilizzate
• per trasformare gli input in output. Essa riguarda il modo in cui
l'organizzazione realizza i prodotti, ed è caratterizzata da metodi
produttivi flessibili, sitemi informativi e internet per l'acquisizione e il
trasferimento dei dati e delle informazioni.
Ambiente,include tutti gli elementi esterni all'organizzazione,
• comprende altre organizzazioni come clienti,
fornitori,concorrenti,pubblica amministrazione e comunità finanziarie.
Obiettivi e strategie, definiscono lo scopo e le tecniche competitive (core
• competence) che distinguono le varie organizzazioni le une dalle altre.
Gli obiettivi sono spesso messi per iscritto e certificano l'intento
dell'azienda (mission e vision). Le strategie sono piani d'azione
attraverso i quali l'azienda stabilisce come allocare le risorse e le
attività, come relazionarsi con l'ambiente esterno e come raggiungere gli
obiettivi.
Cultura, è l'insieme dei valori fondamentali/di fondo, di convinzioni,
• conoscenze condivise dal complesso dei dipendenti e acquisite anche
esternamente.
Questi elementi sopra descitti vengo anche definiti come variabili
contingenti, perchè mutevoli; inoltre queste sono interdipendeti tra loro
e non possono essere analizzate distintamente e senza una
corrispondenza.
Lo scopo che è sotteso allo studio di queste dimensioni strutturali e
contestuali è quello di progettare l'organizzazione in modo tale da
raggiungere alti livelli di efficienza ed efficacia. I manager adattano le
dimensione strutturali e contestuali per trasformare gli input in output.
L'efficienza viene misurata mediante l'insieme di risorse (materie prime,
denaro, lavoratori) impiegate per raggiungere gli obiettivi
dell'impresaì( è il modo in cui vengono raggiunti gli obiettivi) , e per
produrre un determinato quantitativo di output.
L'efficacia è un elemento più generale, e indica il livello di
raggiungimento degli obiettivi preposti nell'organizzazione.
Per essere efficaci le organizzazioni necessitano di obiettivi chiari e
definiti e di adeguate strategie; fondamentali sono le tecnologie che
vengono utilizzate a scopo di perseguire efficienza ed efficacia.
In un'impresa tuttavia non è semplice perseguire l'efficacia poiché
diverse persone attendono dall'organizzazione elementi differenti. Ogni
attore interno o esterno all'azienda che nutre interessi verso di essa, si
aspetta il perseguimento di determinati obiettivi; dunque il compito
fondamentale dei manager è cercare di far fronte alle richieste di tutti i
portatori d'interesse (stakeholder), cercando di soddisfare le attese più o
meno di tutti in maniera esaustiva, anche se ogni attore ha per l'azienda
un peso e un'importanza differente, è necessario che anche chi ha minor
rilevanza venga “accontentato”.
CONFIGURAZIONE ORGANIZZATIVA:
Di quali parti si compone un'organizzazione?
• In che modo queste componenti si adattano le une alle altre?
•
Per rispondere a questi quesiti, bisogna analizzare la configurazione
dell'organizzazione; un modello di configurazione è stato proposto da
Mintzberg, egli suggerisce che ogni organizzazione si componga in 5 parti
fondamentali:
1. Nucleo operativo, comprende l'insieme di persone che effettuano il
lavoro basilare dell'organizzazione che hanno il compito di trasformare
gli input producendone output (beni e servizi).
2. Tecno-struttura, è costituita da ingegneri, ricercatori, informatici che
hanno il compito di osservare l'ambiente, per individuare problemi,
svilluppi tecnologici e cambiamenti, aiutando con queste scoperte e con
la trasmissione delle informazioni, l'organizzazione ad adattarsi
all'ambiente esterno.
3. Staff di supporto, si caratterizza nell'attività di gestione delle risorse
umane; come le procedure di assunzione, la determinazione delle
retribuzioni e dei benefit, e la formazione e lo sviluppo dei dipendenti; e
nell'attività di manutenzione dell'organizzazione delle componenti
fisiche e umane.
4. Linea intermedia, è responsabile dell'implementazione e del
coordinamento a livello del nucleo operativo, dunque ha il ruolo di
riferire i compiti a ciascuna area operativa, che gli sono stati delegati dal
vertice operativo.
5. Vertice operativo e management, è responsabile della direzione e del
coordinamento dell'intera organizzazione, ed inoltre spesso ha potere
decisionale ed è colui che fornisce linee guida, che definisce gli obiettivi e
le strategie e che determina le competenze distintive di un'azienda.
Secondo Mintzberg le cinque parti possono essere inserite all'interno di
fondamentali modelli di organizzazione da lui formulati, che ancora oggi sono
la base dei nostri modelli organizzativi, sebbene si sia arrivati alla conclusione
che esistano infiniti modelli di organizzazione,e che non esistono
organizzazioni ideali, bensì ogni modello è adatto ad uno specifico contesto
competitivo, organizzativo e ambientale.
Le cinque configurazioni organizzative da lui ideate sono:
1. struttura semplice o imprenditoriale, è di norma uno start-up semplice,
giovane e di piccole dimensioni; formata principalmente da un top
manager e da addetti del nucleo operativo. Essa viene gestita e
coordinata dal vertice strategico e non si serve della delegazione alla
linea intermedia o alle unità di supporto. Il livello di specializzazione e di
formalizzazione è basso, e questa tipologia è adatta ad un'ambiente
dinamico, perchè è una struttura flessibile e semplice.
2. Burocrazia meccanica, è una struttura di grandi dimensioni, matura e
dotata di un nucleo operativo spesso orientato alla produzione di massa.
Dispone di unità tecniche e amministrative sviluppate, mentre la linea
intermedia è alquanto ristretta e che assolve funzioni di rappresentanza
del vertice strategico. Questa configurazione presenta alti livelli di
specializzazione e di formalizzazione, e ha come obiettivo primario
l'efficienza. Si tratta di una tipologia adatta ad un ambiente semplice e
poco dinamico, in quanto tale burocrazia sarebbe poco flessibile ad
assumenre dei cambiamenti derivanti dall'ambiente.
3. Burocrazia professionale, le caratteristiche distintive di tale struttura
sono la dimensione e il potere del nucleo operativo, che è composto da
professionisti altamente qualificati. La tecno-struttura è pressochè
ridotta o addirittura inesistente perchè sono i professionisti a
rappresentare il nucleo dell'organizzazione. È necessario però un nucleo
di supporto ai professionisti che si occupi delle attività amministrative di
routine. Gli obiettivi primari sono la qualità e l'efficacia, e sebbene vi sia
un alto grado di specializzazione e di formalizzazione, i professionisti
godono di un certo grado di autonomia. Questo accade poiché questi
professionisti hanno un alto tasso di responsabilità tale da potergli
garantire una certa autonomia nel prendere determinate decisioni.
( autonomia e responsabilità godono di una rapporto biunivoco,ovvero”
senza la prima non esisterebbe la seconda.”)
4. Soluzione divisionale o forma diversificata, tale struttura è caratteristica
per aziende mature, estremamente grandi e suddivise in gruppi di
prodotto e di mercato. Esse dispongono di un vertice strategico
relativamente piccolo e coadiuvato da una tecno-struttura di piccole
dimensioni e di uno staff amministrativo invece più numeroso che è
incaricato a gestire il lavoro burocratico delle varie divisioni, che variano
in base alle dimensioni aziendali. La struttura divisionale serve a
combattere quella rigidità dovuta da un sistema come quello della
burocrazia meccanica, tale rigidità viene combattuto mediante un
decentramento del potere e una forte coordinazione e collaborazione tra
le unità divisionali.
5. Adhocrazia, essa si sviluppa in un ambiente mutevole e complesso, il suo
obiettivo è la costante innovazione e il soddisfacimento dei bisogni in
continuo cambiamento. La caratteristica è che le varie parti che
solitamente nelle organizzazioni vengono considerati come elementi
distinti, si fondono per formare una coalizzazione.
IDEE CONTEMPORANEE DI PROGETTAZIONE
ORGANIZZATIVA:
Per la maggior parte del XX secolo, la scienza newtoniana considerava
l'ambiente come ordinato e prevedibile, come una macchina ben
disegnata e regolata, e si affidava al ruolo del manager la condizione di
mantenere tale stabilità.
Tuttavia con il passare degli anni le condizione ambiantali risultarono
essere altamente mutevoli, e caratterizzate da variabili tali da
modificarsi rapidamente e in maniera radicale. Dunque tali
cambiamenti portarono i manager ad entrare in crisi, assieme a tutte le
varie teorie che consideravano il mondo una macchina ordinata. Nacque
quindi una nuova teoria, alquanto odierna e adatta ai nostri contesti
ambientali che viene definita “teoria del caos”. In questa teoria si
affarma che:
le relazioni in sistemi complessi e adattivi, non sono lineari, ma sono
costituite da numerose interconnessioni e scelte divergenti che creano
effetti non desiderati e rendono l'universo imprevedibile. Il mondo è
tuttavia pervaso da incertezza, dovuta da rapidi cambiamenti e
confusione. I manager, quindi, non possono prevedere, misurare e
controllare gli effetti di tale condizione.
Questa teoria, dunque ha spinto numerose organizzazioni a modificare le
proprie strutture, passando da gerarchie rigidamente verticali a strutture
flessibili e decentralizzate, che prevedono la collaborazione orizzontale e una
diffusa condivisione d'informazioni. Questo è possibile perchè i confini tra le
varie funzioni vengono totalmente eliminati, dal momento che team
comprendono membri provenienti da diverse aree funzionali.
Questo modello di organizzazione definito dai manager, prende il nome di
“learning organization”, che ha come elementi distintivi la collaborazione e la
condivisione di informazioni e di tutti quegli elementi che rendono possibile
una maggiore flessibilità e rapidità nell'affrontare i cambiamenti.
Nella learning organization i dipendenti hanno dei ruoli all'interno di team o
di unità che possono essere velocemente modificati e adattati ai nuovi contesti
aziendali. I dipendenti vengono incoraggiati a risolvere i problemi lavorando
assieme e collaborando anche con l'aiuto dei clienti, che spesso contengono il
maggior numero di informazioni fondamentali per l'azienda e per il mercato.
La condivisione d'informazioni in questa organizzazione, viene fatta per lo
scopo di lavorare con un livello ottimale, condividendo all'interno di tutta
l'azienda le idee e le informazioni acquisite.
Data tale collaborazione, cooperazione e condivisione, le idee e le informazioni
si trasmettono più velocemente e quindi ogni attore dell'azienda contribuisce
nello sviluppo della strategia aziendale, a differenza delle vecchie strutture
laddove la strategia veniva precedentemente delineata dal vertice strategico e
dai manager. La cultura presente in questi tipo di aziende diviene quindi
adattiva, vengono eliminati gli stereotipi che davano fissità all'organizzazione,
e viene a crearsi una cultura che è in grado di plasmarsi in base ad ogni genere
di evenienza e di cambiamento.
L'EVOLUZIONE DELLA TEORIA E DELLA PROGRAMMAZIONE
ORGANIZZATIVA:
La scuola classica:
I primi studi sistematici dei sistemi organizzativi cominciarono a diffondersi
nella seconda metà del XIX secolo. Durante la Rivoluzione industriale vi era
stato un cambiamento nel sistema di fabbrica, che aveva portato a un
rilevante aumento sia delle dimensioni anziendali che della produzione. Con lo
svolgimento del lavoro su scala molto più ampia da parte di un gran numero
in più di lavoratori, si cominciò a pensare a come progettare e svolgere il
lavoro in modo da incrementare l'attività di produzione in maniera efficiente.
La prospettiva classica, che tentava di far funzionare le organizzazioni come
macchine efficienti, si basava su due elementi fondamentali: la gerarchia e la
burocrazia; essa inoltre poneva l'accento su efficienza e su elevati livelli di
produzione.
Taylor e lo scientific management:
•
Uno dei primi pionieri della scuola classica e dell “Scientific management”
suo postulato, fu Taylor, che in esso affermava che il miglioramento
dell'efficienza e della produttività potesse essere conseguito mediante metodi e
tempi di lavoro determinati da metodologie scientifiche “one best way”. Il
taylorismo nasceva e si sviluppava in un ambiente socio-economico
caratterizzato da una elevata disponibilità di manodopera poco scolari
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