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Un ritorno alle origini

Smith osservava un profondo cambiamento nel modo di produrre tradizionale: il passaggio dall'attività individuale del singolo artigiano che si occupava di tutte le fasi di un determinato lavoro, alla produzione in serie che comportava l'intervento di più addetti. Per attuare una produzione in serie era necessario effettuare una progettazione ben precisa e contenere informazioni operative semplici e riproducibili, fissare standard, predisporre locali atti ad ospitare le persone. Emerge poi la necessità di un controllo globale alle attività e una specializzazione verticale del personale, distinto in dirigenti e operai. Questo passaggio esprime le manifestazioni fra tre aree di conoscenza: la tecnica, l'economia e l'organizzazione.

Il prezzo che si organizza sul mercato è anche in funzione della quantità di moneta esistente in circolazione e dalla conseguente regolazione del credito, funzioni che solo il governo di uno stato con una organizzazione centralizzata può assicurare. Il rapporto economia organizzazione emerge evidente anche da altri due fenomeni: uno al rapporto fra produttore e consumatore, l'altro al fatto che le aziende, in quanto entità pluralistiche possono rivestire in contemporanea questi due ruoli.

Il rapporto produttore e consumatore si presenta sempre più frammentato nelle sue fasi, all'originario rapporto sui affiancano forme più indirette che richiedono una particolare organizzazione. Le imprese possono trovare conveniente infatti non gestire direttamente la distribuzione, ma ricorrere ad altri operatori.

Le teorie economiche di Smith e il mercantilismo

Mentre Smith propendeva per la limitazione dell'intervento dei governi sulle attività economiche, assumendo che l'istinto competitivo ed economico degli uomini fosse il risultato di una legge naturale, si contrapponevano le teorie mercantilistiche. I fatti che intervengono sulle condizioni economiche sono:

  • Comunicazioni e trasporti: i cambiamenti indotti hanno intensificato i contatti fra paesi ed aree geografiche diverse, e reso possibile un ampliamento delle dimensioni, in cui un'organizzazione può realizzare la propria funzionalità.
  • I modi di produzione della ricchezza si sono evoluti da quelli di un'economia industriale basata sulla produzione e scambio ad una economia postindustriale basata sull'informazione e sulla distribuzione.
  • Le tendenze demografiche: la crescita demografica comincia a far sentire il senso di un ambiente planetario globale le cui condizioni di vita devono essere governate.

Il governo degli stati risulta perciò essere indispensabile per assicurare un ambiente favorevole allo sviluppo delle attività economiche e delle condizioni di vita. L'intervento dei governi si può suddividere in 4 tematiche:

  1. La ridistribuzione delle risorse: attuata con il prelievo fiscale, si è svolto non solo in favore di ceti meno abbienti ma anche verso aziende ritenute indispensabili per la stabilità e lo sviluppo delle società.
  2. L'assetto giuridico-normativo: investe sia la legislazione che regola la forma delle imprese, i rapporti economici e di lavoro e la normativa ambientale.
  3. Gli interventi infrastrutturali: sia dei sistemi sanitari che le reti di comunicazione e trasporto.
  4. La gestione delle attività strategiche: collegate alla produzione di materiale bellico, energetici, campo finanziario.

L'intervento del settore pubblico subisce momenti di espansione o di contrazione in relazione alle vendite economiche e politiche.

Una forte interdipendenza

Torniamo sul tema del rapporto fra Offerta (proveniente da una produzione di origine generata da uno o pochi stabilimenti) e Domanda (diffusa nel territorio fra una pluralità di soggetti composti, famiglie, individui). Il collegamento sul mercato può essere assicurato da una valida organizzazione di scambio, basata su intermediari. In alcuni casi si ricorre come intermediari e dettaglianti, in altre come grossisti e dettaglianti. Per determinati prodotti la molteplicità di scambi favorisce la diffusione dei punti di vendita e di conseguenza l'accessibilità dei prodotti a tutto vantaggio del consumatore. La presenza di un intermedio semplifica il sistema, permette di concentrare gli ordini e di effettuare consegne più razionali. Questo ragionamento segue una logica organizzativa e di razionale collegamento fra soggetti che svolgono compiti diversi.

Ci sono alcune aziende che si pongono il problema se acquistare all'esterno o produrre da sole, anche questo problema di make or buy ci riporta a considerazioni di carattere organizzativo.

La pluralità di soggetti che opera in una azienda riveste in essa ruoli differenti: distinti in tre settori a seconda del livello o tipo di partecipazione alle attività aziendali. I ruoli principali che si ritrovano in una organizzazione aziendale sono:

  • Dirigenti.
  • Quadri intermedi.
  • Addetti operativi.

Ognuno di queste categorie risponde a precisi valori di riferimento e possiede strumenti concettuali derivanti dallo studio e dall'esperienza condotta in campi specifici.

Innovazioni nel campo economico

L'organizzazione aziendale è interessata sia agli aspetti macroeconomici che a quelli microeconomici, profonde innovazioni prodotte in questo campo sono:

  1. Intervento dello stato nella regolamentazione dei mercati (attraverso ad esempio la fissazione dei prezzi).
  2. La presenza diretta dello stato in determinati settori economici.
  3. Il superamento della concezione di un mercato perfettamente concorrenziale e invece organizzato sulla base delle organizzazioni in esso operanti.
  4. La globalizzazione dei mercati: con la conseguente necessità di confrontarsi con regole e condizioni presenti in altri paesi.
  5. La rivoluzione informatica: con l'e-commerce.

Un altro aspetto importante è rappresentato dalle dimensioni del mercato che possono essere sintetizzate nel rapporto che presiede alla formazione del prezzo. Il prezzo dipende dalla relazione fra domanda e offerta, un aumento della domanda determina un aumento di prezzo, che determina un aumento dell'offerta che fa accrescere la quantità di merci disponibili. Questo rapporto viene continuamente superato da ulteriori equilibri, ne sono testimonianza le oscillazioni degli indici di mercato, che procedono con oscillazioni più o meno marcate generalmente in relazione diretta con l'ampiezza dell'organizzazione. Le dimensioni di riferimento possono essere definite individualmente, aziendalmente e strutturalmente.

La nozione di impresa collegata a quella di imprenditore ha subito dei cambiamenti, dei quali i più significativi:

  • Imprenditore classico: proprietario dei mezzi di produzione.
  • Imprenditore titolare/manager: gestisce ed organizza i mezzi di produzione.
  • Imprenditore puro: gestisce l'innovazione.

Tale evoluzione accompagna l'evoluzione delle teorie sull'impresa, che assegnano un'importanza crescente agli aspetti organizzativi.

Aziende, imprese e organizzazioni

Il complesso delle attività umane si svolge generalmente in unità aziendali e cioè insiemi di persone e mezzi destinati al perseguimento di un obiettivo. Questi obiettivi possono essere di carattere prevalentemente morale, (come gli Enti), di consumo (come famiglie) e di produzione. Questo da luogo a diverse tipologie di azienda, quelle dedicate all'erogazione, cioè al consumo delle risorse disponibili per fornire utilità e quelle dedite alla produzione. Un'altra distinzione è tra quelle che si dedicano alla commercializzazione e aziende che producono servizi.

In generale il criterio con cui le aziende sono rette è quello di non consumare di più delle risorse disponibili (per le aziende di consumo) e di produrre risorse, sotto forma di prodotti o servizi, di qualità e quantità più elevate di quelle impiegate. Il secondo criterio con cui sono rette è un criterio economico. L'azienda si presenta quindi come entità prevalentemente oggettiva mentre l'impresa viene definita come entità volta all'ottenimento di un profitto che primi l'iniziativa svolta in condizioni di incertezza e di rischio. L'imprenditore è colui che organizza a proprio rischio i fattori di produzione e trae la propria remunerazione dal profitto, ovvero da quel che rimane dal processo d'impresa.

L'emergere del settore no profit fra privati e la necessità di diffondere anche presso il pubblico comportamenti di carattere imprenditoriali, ha messo in dubbio la solidità dei sistemi classici di classificazione delle aziende (di aziende private-profitto, aziende pubbliche-erogazione). Un elemento unificante è senza dubbio il concetto di organizzazione ma non si può trascurare il criterio di economicità che può avere diverse manifestazioni.

Il bilancio aziendale è lo strumento principale attraverso il quale possiamo seguire l'andamento di una azienda verificandone il perseguimento degli obiettivi, la correttezza di comportamento e lo stato di salute aziendale. Essi rappresentano anche due diversi aspetti della gestione aziendale, un aspetto della struttura (stato patrimoniale) e un aspetto di flusso (conto), da cui possono trarsi una serie di informazioni base circa le condizioni economiche di una impresa. Un altro strumento utilizzato è il cash flow.

Tutte queste variabili (costo e ricavo) sono teoricamente tenute sotto controllo, ma in realtà assumono forme differenziate che riguardano forme particolari:

  • Controllo Amministrativo: rivolto alla correttezza formale e sostanziale delle singole operazioni.
  • Controllo economico.
  • Controllo operativo: processo con il quale vengono assicurate l'efficienza e l'efficacia nella conduzione di compiti specifici.
  • Controllo direzionale: avente lo scopo di tenere sotto controllo i fenomeni aziendali rilevanti.
  • Controllo di gestione.

La distinzione fra controllo operativo e direzionale: il primo è più frequente e legato a specifici problemi di gestione che solitamente trovano compimento all'interno di un esercizio annuale, se non in sede giornaliera. Il secondo si proietta generalmente su decisioni che influenzano uno o più esercizi.

L'analisi di bilancio riflette la lettura di almeno 3 differenti livelli:

  1. La parte ufficiale determinata dai semplici prospetti.
  2. L'individuazione dei rapporti.
  3. Confronti fra le voci e tempi diversi e dati da:
    • Indici di bilancio: rapporti fra conti indicati a bilancio.
    • Indici temporali: riferiti a bilancio in tempi diversi.
    • Indici di raffronto: dal confronto con altre aziende.

La valorizzazione delle conoscenze empiriche

Possiamo a grandi linee distinguere fra chi osserva, studia e sperimenta l'organizzazione aziendale in due grandi famiglie: quella degli interessati alla conoscenza dei fenomeni e quella degli operatori interessati all'ottenimento dei risultati. I primi manifestano una maggiore rapidità di recepimento delle innovazioni, mentre i meccanismi dei secondi sono più lenti. L'organizzazione ha attinto da discipline teoriche che permettono di comprendere il comportamento dei soggetti o oggetti coinvolti, particolare il caso dell'informatica che sta alla base dell'organizzazione come fonte utilissima di conoscenze per le strutture e i processi organizzativi. L'altra fonte di sapere sulle organizzazioni è dato dall'attività pratico sperimentale.

Il campo di gestione

L'azienda è un insieme di elementi di diversa natura che in un certo periodo di tempo sono impiegati unitariamente da chi ha il controllo del campo di gestione. Il campo di gestione è definito dai limiti dell'area al di fuori della quale la capacità dell'azienda di controllare gli eventi viene superata dai condizionamenti dell'ambiente esterno. L'organizzazione è soggetto di una continua evoluzione che solo in parte è funzione delle caratteristiche dell'ambiente in cui sono presenti strutture e processi in lento movimento sia entità e flussi in rapido cambiamento. Per il resto un'organizzazione possiede caratteristiche sue proprie che possono essere fatte risalire a due principali aspetti:

  • Il diverso grado di controllo delle sue componenti.
  • La dimensione.

Il grado di controllo

Esso può dar luogo alle seguenti aree:

  1. Nucleo di governo
  2. Area del controllo diretto di gestione
  3. Area della delega
  4. Area del mercato interno
  5. Area del mercato esterno: nella quale si possono individuare diverse sotto categorie

Ognuna di queste aree organizzative risente della maggiore distanza dal nucleo di governo (1) dell'azienda (core management) rappresentato dalla proprietà, da chi ha la delega alla conduzione aziendale per norme o statuti o accordi. Esso può essere rappresentato da quelle persone che esercitano nel confronto del resto del campo un dominio strategico, ossia titolari per le società, assemblee, il consiglio dell'amministrazione, direttori. Direttori o responsabili di settore costituiscono l'area della delega (3) mentre le unità operative appartengono al mercato interno (4). Il nucleo di governo (1) è costituito dagli organismi con il ruolo di governance in funzione di indirizzo e di controllo, nelle organizzazioni il venir meno di questo nucleo comporta l'avvio o di liquidazione o nuove elezioni. Al di fuori del nucleo le attività di competenza sono caratterizzate dal controllo diretto di questo. Al di là del controllo diretto c'è l'area della delega (3), ad essa il potere del nucleo centrale deve essere delegato ad altre posizioni ad una determinata area funzionale.

Nelle aree successive il potere di controllo si affievolisce al punto di far affiorare tutti quei fenomeni che sono stati raggruppati sotto la nozione di mercati interni dell'organizzazione (4), qui c'è la caratterizzazione personale dei rapporti di collaborazione. Esiste infine l'area dell'ambiente esterno all'organizzazione (5) nel quale il potere di condizionamento si affievolisce ulteriormente e finisce per essere sottoposto alle situazioni ambientali le quali sono influenzate dal processo di produzione di beni e servizi forniti. È evidente che ogni organizzazione tende a accrescere le proprie potenzialità di condizionamento non solo all'interno del campo di gestione, ma anche nell'ambiente circostante, uno dei motivi di questo è dato dall'accesso diretto alle fonti di informazioni. Il mercato esterno possiede una diversificazione di campo significativa che è rappresentata da clienti fornitori del settore dell'azienda con clienti fornitori stabili con rapporti di continuità e clienti fornitori potenziali.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher piski94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bianchi Massimo.
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