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ORGANIZZAZIONE

AZIENDALE E DELLE

RISORSE UMANE

anno /

2016 2017

INTRODUZIONE

L’organizzazione aziendale nasce con la nascita dell’azienda e quindi con la

rivoluzione industriale.

Il marketing scardina il rapporto prezzo-qualità del principio storico per cui

al’aumentare del prezzo la domanda diminuisce e viceversa, aumenta così il

numero delle variabili che devono essere considerata dal azienda.

L’organizzazione deve tenere conto di molto aspetti: le variabili sono molte, la

razionalità aumenta, la probabilità aumenta contro la prevedibilità e si da sempre

più spazio ai valori etici.

L’azienda deve valutare il rispetto del’equilibrio: finanziario, economico e

organizzativo. Molto importante risulta l’equilibrio organizzativo questo può

evidenziare danni a livello globale che derivano da un non adeguato sistema

organizzativo, problemi che non sono visibili in modo immediato ma con il tempo

saltano fuori e danneggiano l’azienda.

Lezione del 30/ 09 Padroni

LA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE AZIENDALE E IL CAPITALE UMANO

L’organizzazione non è una teoria ma è un modo di vedere i problemi per prendere

decisioni migliori e in tempo più rapido. Risulta quindi molto importante dato che il

tempo sta diventando sempre di più una variabile fondamentale vista l’esigenza di

cambiare i prodotti secondo le esigenze del consumatore che sono in continuo

mutamento.

La struttura organizzativa si amplifica con l’ampliamento delle esigenze e il loro

continuo cambiamento, risulta necessario reagire in modo più veloce possibile.

Mentre ieri l’imprenditore doveva essere stabile e resistere alle pressioni esterne,

e la stessa l’azienda aveva una struttura di questo tipo. Successivamente siamo

passati ad una struttura adattiva fino ad arrivare oggi ad una struttura proattiva,

1

non si parla solo di elasticità e flessibilità come capacità di adeguarsi ai

cambiamenti ma adeguarsi in modo proattivo ricercando cioè continuamente

soluzioni.

Per taylor la persona era considera come un elemento meccanico, un ingranaggio,

lui si rifaceva ad un pensiero meccanicistico, cioè un pensiero basato sulla

fabbrica, fondamentale era la struttura produttiva il problema della vendita era

secondario, quello del ambiente non esisteva. Questo pensiero è stato poi superato

e siamo passati ad una struttura proattiva.

Oggi capiamo come i punti di forza del’azienda e il segreto del successo non sono

le tecnologie che sono tutte simili e usate allo stesso modo da tutte le aziende, i

punti di forza sono riuscire ad arrivare sul mercato prima degli altri.

Fondamentale risulta l’innovazione poiché è l’elemento con cui si riesce a

distaccarsi dalla concorrenza. L’innovazione deve essere continua e non riguardare

solo il prodotto ma anche di packaging ecc.

LEGAME STRUTTURA - STRATEGIA.

Mentre prima l’organizzazione si occupava solo di struttura oggi la struttura è

sempre più legata con la strategia, possiamo quindi vedere come la struttura

condiziona la strategia ma inoltre la strategia condiziona la struttura.

Decisa la strategia l’azienda deve impostare la struttura da attuare, ma allo stesso

tempo la strategia deve essere impostata secondo la struttura che abbiamo a

disposizione (la struttura condiziona la strategia).

Mentre prima la struttura organizzativa era piramidale, concezione Taylorista, al

vertice stava il capo con maggiori responsabilità, conoscenze ecc; andando verso il

basso queste diminuiscono fino alla base dove c’erano i lavoratore pratici, oggi

invece tutti gli elementi sono fondamentali, un elemento non adeguato anche alla

base può danneggiare tutto il resto, si è superata al concezione di Taylor, quello

che conta è tutto il sistema, cioè ogni singola variabile.

Es. la Vodafone se un operatore è non gentile, il consumatore si lamenta di tutta la

Vodafone e quindi il lavoro negativo di un solo soggetto al livello più basso

danneggia tutti gli altri.

Fondamentale risulta il sistema informativo, se è corretto e distribuisce le sue

informazioni allora ci sono le informazioni a tutti i livelli altrimenti no e si danneggia

l’insieme aziendale. ogni elemento del organizzazione è quindi legato da

informazioni connesse tra di loro. Con questo si voleva spiegare come la struttura

condiziona la strategia.

Punti focali:

DA SISTEMA COMPLICATO A COMPLESSO

• DA SISTEMA PREVEDIBILE A PROBABILE

• 2

LE FRONTIERE AZIENDALI DEVONO ESSERE AMPIE

DA SISTEMA COMPLICATO A COMPLESSO:

Complicato: ci sono molti elementi legati tra loro sempre nello stesso modo.

Complesso: ci sono molti pezzi/elementi ma quando sono smontati le relazioni tra

di loro sono diverse.

Siccome gli elementi presenti sul mercato variano in maniera molto veloce,

l’azienda deve essere in grado di adattarsi in modo veloce, esempio succede

qualcosa l’azienda deve cambiare la struttura ma nella pratica ciò è molto difficile,

ecco allora che l’azienda crea delle strutture che sono intrinsecamente in grado di

cambiare (la lean organizzation- organizzazione flessibile).

Dalla organizzazione rigida si passa a un sistema flessibile e per farlo devo creare

un lavoratore in grado di cambiare e per questo devo addestralo (fatto tecnico) e

formarlo (fatto culturale) mentre prima (per Taylor) il lavoratore doveva solo fare un

operazione ora invece il lavoratore deve essere in grado con le proprie conoscenze

di capire cosa succede e nel caso intervenire per correggere, ognuno è in grado di

capire cosa succede e va a ridurre il controllo finale ed avere un prodotto di qualità

elevata.

Per avere queste persone non devo avere solo degli esecutori ma il personale deve

essere competente e quindi deve essere formato in modo diverso e fatto lavorare in

modo diverso dandogli maggiore responsabilità e un maggiore salario.

Un cambiamento organizzativo è quindi necessario, non serve solo a fare profitti

ma anche per essere competitivi e rimanere sul mercato.

PROBABILITÀ E NON PREVEDIBILITÀ

Poiché ci sono moltissime variabili e possibili relazioni, (sistema complesso) non si

riesce a prevedere cosa accadrà ma possiamo fare delle ipotesi di probabilità.

Il sistema meccanico era prevedibile poiché complicato, cioè composto da un

numero inferiore di variabili con pochi legami tra di loro, ora invece le variabili

aumentano e aumentano le relazioni tra di essere non si ha più prevedibilità ma

probabilità.

Tanto più il sistema è complesso tanto più è soggetto a emergenze, è

➔ probabile che abbia problemi, danni, logorio, risulta fondamentale gestire le

emergenze e risolverle.

LE AMPIE FRONTIERE DEL’AZIENDA.

Le frontiere dell’azienda non sono elementi pratici e inoltre sono ampie.

(È più importante avere il mercato che avere il prodotto, poiché con il mercato

posso poi far realizzare il prodotto da un altro, quando invece non ho il mercato non

ho modo di vendere ciò che produco.) 3

Le frontiere sono permeabili si deve pensare prima al mercato e al ambiente e poi

progettare e produrre secondo quanto analizzato, diverso rispetto a prima in cui

l’azienda realizzava tutte le fasi del prodotto ma se poi qualcosa del mercato

variava dovevo variare tutte le fasi nel’azienda e ciò comportava costi molto alti.

Questo era possibile solo nel periodo di Ford in cui la macchina Tnera non aveva

caratteristiche differenziate ma le macchine erano tutte uguali e soddisfavano tutta

la clientela che non aveva particolari pretese, oggi non è così poiché ognuno al

proprio concetto di qualità della macchina e degli altri prodotti, le esigenze del

consumatore sono molteplici e differenziate tra di loro.

In precedenza la domanda era molto alta e ci si accontentava di tutti i prodotti oggi

invece la domanda varia continuamente ed è conveniente farsi realizzare alcuni

pezzi da altri e metterli insieme in modo da avere la flessibilità proattiva.

Lezione del 06/10 Padroni

LA COMPLESSITÀ, per risolverla è fondamentale capire cosa abbiamo di fronte.

L’azienda deve essere considerata come un sistema aperto e dinamico.

Mentre nel mondo taylorista ci si rifaceva a una logica di One best way, cioè c’è un

modo ottimo per, una unica soluzione per risolvere le problematiche, oggi l’azienda

si trova di fronte a una forte complessità e deve saper gestire le diverse situazioni

di volta in volta.

la sfida dell’azienda che deriva dalla complessità è che dobbiamo rioffrire soluzioni

non eterne, dare soluzioni in tempi brevi sempre più innovative.

La velocità del tempo è fondamentale poiché il sistema economico varia

continuamente e non è prevedibili ma probabile devo essere quindi pronto a

variare in modo rapido per rimanere sul mercato.

La concezione di azienda innovativa cambia nel tempo, prima si parlava solo

d’innovazione di prodotto oggi di innovazione nel modo di portare il prodotto, di

confezionarlo, di mercato-segmento di riferimento.

La struttura organizzativa deve cambiare cioè le persone che ci lavorano devono

essere pronte al cambiamento (diverso da Taylor che diceva che era impossibile far

cambiare le persone perche sono scelte e organizzate per fare una singola

operazione come delle macchine).

Si sviluppa quindi contro alle teorie classiche il concetto di economia

comportamentale, per cui il comportamento umano non sia prevedibile. Secondo

questa concezione devo selezione le persone non solo per poter saper fare un

operazione ma secondo il grado si saper risolvere e adattarsi a determinate

situazioni, devo creare del personale capace di imparare (lean organizzation) da

ciò, anche in azienda si rompe la struttura gerarchica di capo- lavoratori, le persone

ottengono maggiori responsabilità e discrezionalità nel loro lavoro. 4

La conoscenza è un elemento fondamentale che deve essere mantenuta e

coltivata continuamente, cambia la visione dei lavoratori che sono considerati come

dei piccoli imprenditori che sono capaci (fornitori-clienti).

Inoltre tutti devono avere le informazioni in modo da ridurre i passaggi delle info

dalle varie aree e così si è veloci.

La conoscenza accademica fornisce gli ambiti e le condizioni per osservare

correttamente i problemi piuttosto che le soluzioni, in azienda devi però essere

capace anche di trovare le soluzioni.

Simon premio nobel sulla Razionalità limitata dice che la razionalità è limitata

sfacendo l’idea di meccanizzazione- classica.

“Non si deve guardare solo gli elementi pratici e misurabili” March si

contrappone alle teorie classiche di Taylor , secondo lui si deve generare idee e

non avere risoluzioni ai problemi statiche e programmate, andare oltre la semplice

soddisfazione dei bisogni ma cercate di dare qualcosa in più.

Esempio: Jobs, con lo smartphone che da molte cose in più e non telefona e basta

riesce a capire un bisogno in modo anticipato rispetto agli altri.

Non si parla più di soddisfare un bisogno ma un desiderio che ancora non si è

percepito e i consumatori non hanno espresso.

Per fare ciò la struttura organizzativa ne è condizionata e deve cambiare, si decide

così di esternalizzare alcune fasi in modo rendere più facile il cambiamento e il

modo di adattarsi ad esso, cercare di rendere il processo decisionale più facile e

veloce possibile.

LA TEORIA DELLA COMPLESSITÀ deve essere valutata a livello di economia

aziendale come sistema, cioè questa può essere applicata come regola generale a

tutte le azione piccole e grandi.

Sistemi complessi: richiedono un approccio sistemico, sono marcati da una

dinamicità, indicano situazioni caratterizzate da molte variabili, interconnesse a

livello reticolare. Sono aperti, ne è difficile determinare i confini, risentono di

vicende passate che li influenzano e si configurano come fattore di apprendimento.

Lezione del 07/10 Padroni.

Mendenhall “La teoria della complessità riguarda anche in ambito aziendale lo

studio di cause e fattori che determinano le modalità di comportamento”.

Sistemi complessi, si contrappongono a quelli semplici del passato in cui c’erano

poche variabili, adesso invece si deve capire le relazioni e interrelazioni tra i vari

elementi, è quindi un approccio sistemico, in cui ci sono molte variabili

interconnesse tra di loro, grazie alle quali si è capaci di variare il prodotto finale

secondo le esigenze e i cambiamenti continui. 5

Il personale è autonomo, non è più un pezzo della macchina ma una persona che

pensa e sa agire da solo, avrà quindi una formazione e selezione diversa rispetto al

passato.

Queste interrelazioni portano a far si che i processi decisionali vadano ad influire su

tutto il sistema, cioè sulle decisioni degli altri. Le informazioni risultano fondamentali

per permettere questo e per prendere decisioni. Non è quindi un elemento

vincolante ma è un elemento di aiuto e permette la tempestività delle azioni.

I sistemi sono aperti, possono essere scomposti ma non sono la somma delle parti

che le formano. La complessità non riguarda solo il mondo economico ma anche

altri studi di chimica, biologia.

La complessità porta a cambiare il significato stesso del termine organizzazione ,

non comprende più solo l’azienda ma tutto il sistema d’azienda (visto le continue

relazioni che questa va a intraprendere, anche creando gruppi aziendali).

Il mercato è turbolento e di fronte a questo è alto il rischio di vuoti e ritardi nelle

capacità d’adattamento e recupero, le relazioni (acquistare materie in un paese in

cui c’è la guerra, in cui c’è un cambiamento politico e quindi le regole sono diverse)

divengono sempre più difficili da comprendere, l’azienda deve cercare di essere

capace di prevederle.

La gestione delle emergenze, intese come ad es. l’Enel che aveva degli impianti

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Crisho di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e risorse umane e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Padroni Giovanni.
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