Organizzazione aziendale
Capitolo 1: I temi
- Il rapporto tra strategia d’impresa e i sistemi operativi di gestione delle risorse umane.
- Le configurazioni della Direzione Risorse Umane.
- La definizione della strategia, la sua pianificazione e la loro implementazione.
Vantaggio competitivo
Come faccio a sapere se un'impresa ha un vantaggio competitivo? L'indicatore è la redditività sugli investimenti; da questi ottengo dei redditi. Questo valore deve essere superiore a quello medio dei concorrenti e bisogna mantenerlo nel lungo periodo.
Strategia d'impresa
Quale strategia? La strategia è il piano di come ottenere il vantaggio, le azioni per avere un vantaggio competitivo dettato dalla posizione strategica.
Approcci strategici
- Approccio strumentale: definire la strategia è compito di chi gestisce le risorse umane. Inoltre, deve verificare che le persone abbiano un comportamento coerente con quello richiesto nell'ambiente e nella strategia in cui si vuole operare. È tipico del rapporto lineare tra strategia-struttura-sistemi operativi di gestione delle risorse umane. Una volta definita la strategia, la risorsa umana è un soggetto passivo sul quale s'interviene affinché le sue caratteristiche e i suoi comportamenti rispondano al bisogno del business.
- Approccio lineare: la scelta del cosa produrre è una competenza della strategia e quella del come produrre dell’organizzazione. Ciò ha prodotto il paradigma strategia-struttura che postula una relazione lineare: una volta definita la strategia sarà costruita la struttura più adatta a implementarla e verranno inserite le risorse umane necessarie.
- Approccio interdipendente: in presenza di un ambiente complesso e variabile, di un’articolazione interna delle conoscenze e del potere decisionale, strategia, struttura e risorse umane si influenzano reciprocamente e sono esposte alle influenze dell’ambiente, cui cercano di adattarsi. La struttura si conforma alla strategia che a sua volta viene influenzata dalla struttura in un processo circolare.
- Approccio evolutivo: attraverso l’azione di una pluralità di soggetti che interagiscono con i cambiamenti ambientali. La relazione tra strategia e struttura passa da circolare a contestuale. In tale approccio, oltre all'ambiente, figurano le strategie degli attori, le strutture che governano le relazioni tra gli attori. Modello della “competizione allargata”, strategie competitive di base, determinismo ambientale.
- Approccio costitutivo: vi è l’idea che le risorse umane possano entrare in maniera costitutiva nella definizione del vantaggio competitivo. Resource-based view cerca di superare i limiti del determinismo ambientale e adotta come unità di analisi la singola impresa considerata nella sua unicità, definita dalla specificità e dalla difficile trasferibilità delle sue competenze. La strategia viene definita a partire da risorse (fattori fisici, tecnologici, finanziari e umani impiegati nell’impresa), capacità (saperi conoscenze, capacità operative formatesi all’interno dell’impresa), competenze; si inizia da quello che sappiamo fare e poi decidiamo in che settore entrare.
La Resource Based View
In essa le risorse comprendono tutti gli assets, capacità, processi organizzativi, caratteristiche dell’impresa, informazioni, conoscenze che le consentono di concepire e implementare strategie che ne aumentano l’efficacia e l’efficienza. Le risorse sono fonte di vantaggio competitivo sostenibile se sono:
- Eterogenee
- Non perfettamente mobili
- In grado di generare valore
- Rare
- Inimitabili o non perfettamente imitabili
- Insostituibili
Le persone sono portatrici di abilità, capacità e competenze la cui combinazione genera vantaggio competitivo sostenibile.
I modelli organizzativo-strategici della gestione delle risorse umane
- Amministrazione del personale
- Gestione del personale
- Gestione delle risorse umane (direzione e sviluppo delle risorse umane)
Amministrazione del personale
Task: Concezione (gestione) contabile-amministrativa del rapporto di lavoro, volta ad amministrare il rapporto di lavoro. Attività:- Scarsi rapporti con il vertice e con la line
- Segmentazione amministrativa del personale
- Professionalità degli addetti è generica sugli aspetti gestionali, mentre è elevata sugli aspetti giuridico-amministrativi
Valutazione della performance: Legittimità, correttezza amministrativa / costo servizio.
Cultura e valori: Anche eccentrici rispetto al resto dell’impresa.
Diffusione: PMI di tipo tradizionale o innovativo, grandi burocrazie, Pubbliche amministrazioni.
Gestione del personale
Task: Supporto tecnico-specialistico al vertice e alla line per argomenti come selezione, retribuzione del personale.
Attività:
- Segmentazione in base al ruolo organizzativo
- Addetti con professionalità generica sugli aspetti aziendali ma specialistica su aspetti tecnici della gestione delle risorse umane
Valutazione della performance:
- Efficienza ed efficacia delle politiche del personale; con un’ottica di breve periodo e di soluzioni di problemi specifici.
Cultura e valori:
- Cultura tecnocratica, competizione con altre funzioni, ottimizzazione costi/benefici nella gestione delle risorse umane.
Diffusione: Imprese medio-grandi in settori stabili.
Gestione delle risorse umane
(direzione e sviluppo delle risorse umane)
Task: Supporto alla strategia d’impresa.
Attività:
- Rapporto proattivo con il vertice e la line (scambio biunivoco di informazioni). Svolge una sorta di mediazione tra line e direzione generale.
- Segmentazione funzionale, per famiglie professionali, individui.
- Attenzione agli stakeholder esterni, immagine sociale professionalità specialistica su aspetti aziendali e tecnici della funzione, ma senza eccessive formalizzazioni.
Valutazione della performance: Contributo al vantaggio competitivo.
Diffusione: Imprese di diverse dimensioni, innovative, mercati perturbati (che operano in ambienti dinamici perturbati).
Il modello di Ulrich
È un approfondimento della configurazione gestione delle risorse umane che sintetizza la direzione multiruolo, sottolinea il fatto che i professionisti delle risorse umane devono nello stesso tempo assicurare la copertura dei ruoli strategici e operativi, essere controllori e partner, assumere responsabilità su obiettivi qualitativi e quantitativi, di breve e lungo termine. Il loro contributo alla generazione del valore in attività aziendali sempre più complesse richiede appunto la copertura di ruoli ugualmente complessi e talora contradditori. I ruoli sono definiti su due assi, quello verticale in alto sta il focus strategico e l’orientamento di lungo periodo, in basso il focus operativo e l’orientamento di breve periodo, quello orizzontale parte dai processi e arriva alle persone.
- Business partner: Contribuisce a definire e a realizzare la strategia; riduzione dei tempi di passaggio dalla concezione della strategia all’esecuzione; efficacia ed efficienza nell’implementazione.
- Gestore: Costruisce efficienti infrastrutture aziendali, processi e procedure efficienti e efficaci per la selezione, la formazione, la valutazione e la remunerazione delle persone.
- Agente di cambiamento: Sviluppa la capacità di trasformazione e innovazione organizzativa; agisce sulla cultura organizzativa; identifica e inquadra i problemi, crea relazioni di fiducia, trova le soluzioni, preordinare e realizzare i piani d’azione, supporta cambiamento organizzativo.
- Employee champion (mentore, portavoce, amico): Sviluppare l’impegno, il committment, le competenze delle persone, portavoce del personale; attività connesse all’utilizzo del dialogo e la ricerca di soluzioni a problemi.
Capitolo 10.2: L’outsourcing della funzione risorse umane
Esternalizzazione di attività di gestione delle RU, è un processo attraverso il quale l’azienda affida ad una realtà esterna specializzata la gestione operativa di una o più funzioni, attività, parti della catena del valore. Tale processo si caratterizza per l’elevato livello di commitment tra l’outsourcer (azienda) e il provider (soggetto che offre il servizio). Nel caso della funzione RU può essere utilizzato per:
- Compilazione buste paga
- Reclutamento e selezione
- Formazione
- Gestione delle politiche retributive
Obiettivi:
- Efficienza: riduzione dei costi
- Efficacia: utilizzo di competenze specialistiche che sono assenti all’interno dell’impresa
- Strategia: combinazione di competenze interne ed esterne, uso del mercato dei servizi per la gestione delle risorse umane
Tipologie di outsourcing
- Tradizionale: esternalizzazione di attività non core a bassa complessità gestionale.
- Tattico: esternalizzazione di attività ad alta complessità gestionale ma distanti dal core business, esternalizzazione di funzioni specialistiche, ICT, logistica.
- Di soluzione: processi caratterizzati da vicinanza al core business e da bassa complessità di gestione, viene affidata la produzione a terzi.
- Strategico: attività vicine al core business e ad alta complessità gestionale, viene esternalizzata quando l’impresa ritiene di non avere le competenze necessarie per poter svolgere efficientemente ed efficacemente la funzione.
Capitolo 10.1: Progettazione del lavoro
Compito: Insieme di operazioni umane elementari necessariamente collegate e indivisibili, per ragioni di natura tecnica o psicologica.
Mansione (job)
Insieme ordinato di compiti assegnati ad una persona, è caratterizzato da:
- Varietà: definisce la divisione orizzontale del lavoro e deriva dalla numerosità e dalla diversità dei compiti assegnati.
- Autonomia: descrive la divisione verticale del lavoro e si collega al grado di discrezionalità tecnica (possibilità di poter scegliere gli strumenti tecnici da usare nello svolgimento delle proprie mansioni) e al grado di discrezionalità decisionale (possibilità di decidere come impiegare le risorse disponibili e come programmare il lavoro).
- Contribuzione (o identità): si riferisce al fatto che la mansione permetta al lavoratore di identificare chiaramente il contributo che la sua attività porta al risultato finale.
- Feedback: si riferisce al grado in cui il lavoratore può disporre di informazioni di ritorno sull’efficacia e sui risultati dell’attività svolta.
- Varianza: insieme di eccezioni, degli eventi imprevisti e delle incertezze che caratterizzano il processo di lavoro e che determinano una deviazione rispetto allo standard di riferimento, con effetti non trascurabili sul risultato finale e che possono essere risolte solo ricorrendo all’intervento umano.
- Specificità delle conoscenze: quanto più specifiche sono le competenze per svolgere dei compiti, tanto più intense saranno le interdipendenze informative e tanto più conveniente sarà riunire tali compiti all’interno di una medesima mansione.
Sistema primario del lavoro
Insieme di operazioni interdipendenti che portano a un risultato identificabile in termini di prodotto o di servizi.
La sfera d’azione delle mansioni (Thompson)
I lavoratori cercano di entrare in mansioni che gli permettano di far carriera; ai diversi tipi di mansioni corrispondono diversi tipi di rapporti tra organizzazione e lavoratori. Tre dimensioni:
- Opportunità di apprendere: nello svolgimento di una mansione acquisto conoscenze.
- Opportunità di visibilità: possibilità degli altri di vedere il mio svolgimento della mansione. Alcune si vedono solo in negativo altre attraverso i risultati, esecuzione o risultato ottenuto.
Tipologie di valutazioni utilizzate
- Mansioni nelle tecnologie routinizzate: Un esempio è la catena di montaggio che detta le mansioni, azioni e tempistica, non vi è apprendimento, vi sono competenze generiche e diffuse su tutta la popolazione, le persone sono intercambiabili.
- Mansioni ai confini contingenti: individua le situazioni in cui l’organizzazione si interfaccia con i terzi.
- Mansioni nelle tecnologie intensive (i professional): es. Ospedale. Insieme di attività finalizzate a un obiettivo definito e comune, non sono ripetitive e c’è bisogno di competenze specifiche. I professional sono persone che hanno ruoli e perseguono obiettivi differenti a seconda del contesto in cui operano (architetti, medici). Possiedono competenze e abilità specialistiche necessarie a svolgere un ruolo senza dipendere dall’organizzazione.
- Mansioni nella tecnologia manageriale: impostare i problemi e trovare delle soluzioni, non ci sono competenze di tipo specialistico ma valutate sui risultati.
I knowledge worker
I lavoratori della conoscenza sono lavoratori dotati di conoscenze teoriche e tecnologiche strutturate oltre che di significative esperienze e competenze applicative.
- Responsabilità di innovazione
- Gestione di processi complessi
- Opera su informazioni e esegue un lavoro non prescritto, risoluzione di problemi
- Autonomia nello svolgimento del suo compito
- Conoscenze specifiche rispetto all’area professionale, output chiaro, definito
- Responsabile verso cliente interno ed esterno
I knowledge worker descrivono mansioni importanti visto l’emergere delle nuove tecnologie ed emergono come una componente di imprese in cui conoscenze incorporate nell’organizzazione e nelle tecnologie e conoscenze e abilità individuali interagiscono nella gestione e innovazione di processi di produzione e di servizio. Il rapporto knowledge worker e organizzazione è di partenership o scambio di mercato, le aziende sono viste come un fornitore di opportunità professionali e come un partner con cui condividere nuovi obiettivi e nuove opportunità. Essi si identificano con i parigrado.
Il team work
Team e gruppo
- Cos’è un gruppo? Insieme di due o più persone che interagiscono e dipendono gli uni dagli altri per il raggiungimento di un obiettivo comune.
- Cos’è un team? Forma particolare di gruppo in cui i compiti e le attività sono definite, i ruoli determinati e vi è un alto impegno da parte dei membri.
Gruppi formali: costituiti per raggiungere un determinato obiettivo.
- Comitati
- Gruppi di progetto
- Task force
- Circoli di qualità
Il team è efficace quando il singolo non è capace di svolgere la funzione da solo. Il gruppo è una funzione importante quando ogni individuo porta una conoscenza specifica. Caratteristiche: stretta interazione fra le persone, tutte devono essere responsabilizzate sull’obiettivo da raggiungere. Possono esserci conflitti su come procedere e vi è il confronto; importanti sono gli aspetti culturali, deve esserci una cultura da condividere tra le persone.
Organizzazioni team-based
Si definiscono con team le diverse forme di gruppi di lavoro e di strutture orizzontali centrate sui processi e su programmi, che hanno carattere temporaneo e variabile.
L’organizzazione basata su team:
- Non è l’opzione principale di organizzazione del lavoro: caratteristica dei servizi, mercati in crescita e con elevata varietà e variabilità.
- Non è detto che il team crei motivazione e benessere per i lavoratori: stress, tensione, competizione.
Condizioni di introduzione del teamwork
- Aspetti culturali: interventi di comunicazione orientati a diffondere nell’impresa una cultura collaborativa e partecipativa, basata sulla condivisione delle informazioni e delle esperienze e sull’integrazione dei contributi, adeguatamente misurati e valutati.
- Aspetti organizzativi: è necessario legittimare la creazione del gruppo sostenendone l’attività, e dandogli un’autonomia adeguata al raggiungimento degli obiettivi.
- Aspetti gestionali: politiche di gestione delle risorse umane che l’impresa può attivare per favorire le performance del team. Ossia si vuole trovare forme di remunerazione per stimolare le persone e disincentivare i free riding, ossia persone che cercano la remunerazione senza aver dato il proprio contributo.
Condizioni per un buon funzionamento di un team
- Selezionare le persone giuste
- Favorire la partecipazione a corsi di preparazione al lavoro di gruppo
- Incentivare il lavoro di gruppo tramite forme di retribuzione variabile
- Definire chiaramente gli obiettivi del gruppo (chiari, specifici, misurabili, difficili ma raggiungibili)
- Garantire elevata autonomia
- Assicurarsi che i gruppi abbiano la dimensione adeguata
- Assicurare l’equilibrio fra condivisione dei valori e presenza di differenze cognitive
- Garantire identificazione e commitment
Tipici problemi dei team
- Non prestarsi ascolto reciproco
- Non dare spazio agli altri
- Non poter esprimere opinioni
- Bassa disponibilità al confronto
- Non percepire i bisogni degli altri
- Critiche distruttive
- Sentirsi sconfitti se non si riesce a raggiungere gli obiettivi
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Organizzazione Aziendale. Parte 2
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