ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
CAPITOLO 4
Organizzazione e ambiente parte 1
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Esempio: Fujifilm
Che cos’è l’ambiente?
Insieme di attori, risorse e relazioni che stanno al di fuori delle organizzazioni con le quali l’organizzazione intrattiene relazioni
che possono avere diversa intensità e natura
Esempio: fornitori, clienti, sindacati ecc.
In particolare l’ambiente è suddivisibile in settori accomunati da elementi simili, rispetto alle quali l’azienda decide il proprio
campo d’azione
L’ambiente relativo a un’organizzazione è suddivisile in undici settori: materie prime, risorse umane, risorse finanziarie, mercato,
tecnologia, condizioni economiche, settore di appartenenza, governo, naturale, fattori socio-culturali e fattori internazionali.
Inoltre essi possono ancora essere ulteriormente suddivisi tra ambiente di riferimento e ambiente generale.
L’organizzazione sceglie anche le porzioni di ambiente con le quali agisce in maniera diretta (ambiente di riferimento o task
environment) e in generale un’organizzazione interagisce in maniera indiretta con altri settori (es. ambiente di riferimento è
sicuramento quello del settore di appartenenza, o quello che ha a che fare con le materie prime, o il settore organizzativo o
quello socio-culturale, il settore tecnologico inoltre ha acquistato molta importanza)
Esempi:
• caso di AirBnb
• editoria cambiano abitudini e gusti dei consumatori
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L’area di influenza di un’organizzazione è il campo d’azione che essa sceglie nell’ambiente in termini di prodotti, servizi e mercati
definendo così la nicchia in cui operare e i settori esterni con cui interagire
Caratteristiche rilevanti per la progettazione organizzativa
L’incertezza ambientale: come organizzarsi e qual è la soluzione organizzativa
1. STABILITÁ vs. VARIABILITÁ
Dinamismo dell’ambiente, tasso di prevedibilità dell’ambiente
Rilevanza della dimensione temporale (velocità)
2. SEMPLICITÁ vs. COMPLESSITÁ
Eterogeneità/numerosità, variabili/attori, connessioni tra variabili, ambiguità delle relazioni
Rappresentazione della situazione tramite matrice
Esempi legati alla matrice + modello di sintesi
CONCETTI CHIAVE
Ambiente: fattore contingente
o Complessità e dinamismo: dimensioni rilevanti per analisi dell’ambiente
o Incertezza ambientale: variabile critica per la progettazione organizzativa
o
Organizzazione e ambiente parte 2
à
Come le organizzazioni possono fronteggiare il tema dell’incertezza?
Alcune “risposte organizzative” all’incertezza:
1. Processi di management organici e meccanici (T. Burns & G.M. Stalker)
2. Differenziazione e integrazione (P. Lawrence, J. Lorsch)
3. Aggiungere posizioni e unità organizzative apposite (Thompson)
4. Costruire relazioni
5. Pianificazione e previsione
(1) Tra i primi analizzarono la relazione tra incertezza e modalità di configurazione della struttura organizzativa e individuarono
attraverso una serie di studi su aziende britanniche forme diverse di organizzazione che chiamarono Processi di management
organici e meccanici
Scoprirono che all’interno del campione di aziende analizzate vi erano delle aziende che adottavano un approccio alla
progettazione organizzativa che chiamarono “Approccio del modello meccanico”, altre organizzazioni adottarono il modello
invece definito “organico”
Queste due modalità rappresentano due poli opposti, con caratteristiche speculari
Modello meccanico:
• Approccio burocratico della piramide, nel progettare forme della divisione del lavoro si va nella direzione di una forte
specializzazione dei compiti e delle mansioni, degli organi, delle funzioni organizzative e delle unità organizzative à
elevata specializzazione
• Si enfatizza la dimensione della formalizzazione, si privilegia la codifica in forma scritta delle norme, regole, processi e
procedure
• È molto ben sviluppata la configurazione della scala gerarchica, si articolano diversi livelli all’interno della gerarchia che
ha un forte peso e la comunicazione e flussi di informazioni scorrono prevalentemente lungo l’asse verticale, attraverso
il meccanismo del riporto gerarchico
• Elevata centralizzazione: i processi decisionali tendono ad essere accentrati, si tende a delegare il meno possibile ai
livelli più bassi
Tipici fattori contingenti
Þ Ambiente stabile, bassa incertezza
Þ Focus: prestazioni efficienti, cultura rigida
Modello organico
• Si predilige limitare la specializzazione dei compiti e si preferisce che le persone abbiano ruoli piuttosto allargati e
mansioni ampie e svolgano diversi tipi di attività, si lascia una certa flessibilità nell’essere interscambiabili
• Privilegiata la dimensione dell’informalità e il coordinamento tra le persone avviene più in forma diretta, meno
formalizzazione e più elasticità
• Nella gerarchia è enfatizzata la dimensione orizzontale, si tende a configurare pochi livelli gerarchici (organizzazioni
piatte o meno gerarchizzate possibile), il lavoro di squadra è privilegiato insieme allo scambio di informazioni
orizzontale tra diverse unità organizzative e diversi organi
• Decentralizzazione decisionale delegare verso il basso il più possibile
à
Tipici fattori contingenti
Þ Ambiente instabile e incerto
Þ Focus: innovazione, apprendimento, cultura adattiva
Questi due approcci sono due estremi molti altri approcci che si collocano in mezzo, che possono presentare caratteri più tipici
del modello organico e altri più tipici del modello meccanico
In secondo luogo bisogna considerare che le organizzazione cambiano continuamente nel tempo, in base alle esigenze proprie
dell’azienda e anche dell’ambiente esterno
Bisogna anche tenere in considerazione che nelle aziende all’aumentare della complessità organizzativa possono coesistere
questi due approcci organizzativi, a seconda delle diverse unità
Organizzazione e ambiente parte 3
à
(2) Proposta di Lawrence e Lorsch
Per quanto riguarda la relazione tra organizzazione e ambiente proseguono gli studi Burns and Stalker e suggeriscono di
distinguere all’interno dell’azienda diverse unità organizzativa ciascuna delle quali dovrebbe potersi relazionare con diverse
porzioni di ambiente che hanno caratteristiche tra loro diverse
La differenziazione interna Presidente Unità vendite
Unità ricerca e Unità produzione
sviluppo
Sotto-ambiente scientifico Sotto-ambiente di produzione Sotto-ambiente di mercato
- riviste scientifiche - lavoro - clienti/concorrenti
- centri di ricerca - materie prime, macchinari -sistemi distribuzioni
- associazioni professionali - fornitori -agenzie pubblicitarie
(alta incertezza) (bassa incertezza) (incertezza intermedia)
Le unità organizzative si differenziano per rispondere alle necessità dei sotto-ambienti, ognuno che può essere caratterizzato da
un livello di incertezza diverso
L’organizzazione inserisce ruoli e unità di integrazione
Presidente
Divisione ricerca Divisione produzione Divisione vendite
e sviluppo Sotto-ambiente di produzione Sotto-ambiente di mercato
Sotto-ambiente scientifico - Modello meccanico - Modello intermedio
- Modello organico
Se il livello di incertezza è diverso anche le soluzioni organizzative saranno diverse
Þ La teoria di L. e R. è completata sottolineando come se diverse unità organizzative rispondono a logiche diverse e si
organizzano in modo diverso il rischio è che l’organizzazione possa faticare a lavorare perseguendo degli obiettivi
unitari
Þ D’altra parte essi osservarono che l’attività delle singole unità organizzative non erano completamente autonome l’una
rispetto all’altra
Þ Per mantenere un costante collegamento tra le diverse unità organizzative è necessario che siano introdotti dei
meccanismi di integrazione, ovvero delle figure professionali che a loro volta svolgano attività come quella di
coordinamento e collegamento tra le diverse unità organizzative
Differenze negli obiettivi e negli orientamenti tra unità organizzative
(3) Unità apposite
Þ Unità cuscinetto:
circondano il nucleo operativo (dove avviene attività azienda) e scambiano materiali, risorse tra ambiente e
organizzazione (es. unità acquisti, logistica in uscita)
Obiettivo: assorbire l’incertezza proveniente dall’ambiente aiutando il nucleo operativo a funzionare in modo efficiente
Þ Ruoli di confine:
collegano e coordinano un’organizzazione con gli elementi chiave dell’ambiente esterno (es. team di customer
analytics)
• Rintracciare e acquisire dati sui cambiamenti che avvengono nell’ambiente
• Inviare informazioni all’ambiente al fine di presentare l’organizzazione sotto una luce positiva
Concetti chiave:
• Differenziazione tra unità organizzative:
risposta ai sotto-ambienti
• Integrazione delle unità organizzative:
garantisce coordinamento tra unità organizzative
• Unità cuscinetto e ruoli di confine:
nucleo tecnico e rispondono a stimoli ambientali
CAPITOLO 2
Organizzazione e strategia parte 1
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L’efficacia organizzativa
Perché è così importante parlare di efficacia e di misurazione dei risultati?
Perché a seconda di come l’impresa misura la sua prestazione sulla base di diversi indicatori, essa può ricevere informazioni di
carattere diverso e modificare il proprio piano strategico e la propria progettazione
Misurare l’efficacia non è secondario, perché insieme alla strategia, agli obiettivi operativi e al modello organizzativo può
influenzare l’ambiente ed esserne influenzati
Le metriche della prestazione funzionano da segnale interno ed esterno all’impresa, e possono essere un input per modificare il
modello organizzativo e aggiornare la strategia
Esempio di Salvatore Ferragamo “responsible passion”
Da qualche anno non si concentra solo sulla redditività e le variabili tecniche, ma anche sulla prestazione sociale, quindi di come
questo business abbia un impatto sulla società, dal punto di vista dell’inquinamento ambientale, o da quello delle relazioni
umane misurazione dell’efficacia per costituenti strategici
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Questo cambiamento nel misurare l’efficacia porta a dei cambiamenti organizzativi e strategici, ad esempio Ferragamo ha creato
una linea di capi “green”, ecologici, che non hanno un impatto negativo sull’ambiente
Dal punto di vista organizzativo questo avrà corrisposto, ad esempio, ad un potenziamento della sezione ricerca e sviluppo,
come alla costruzione di nuove unità organizzative come quella di “corporate social responsibility” reciproca evoluzione tra
à
struttura organizzativa e obiettivi
Misurare l’efficacia organizzativa
1. Approccio basato sugli obiettivi: consiste nell’identificare gli obiettivi di output di un’organizzazione e nel rilevare la
misura in cui questi sono stati conseguiti; approccio più tecnico
2. Approccio basato sulle risorse: si basa sulla capacità dell’organizzazione di ottenere risorse scarse e di valore, e di
integrarle e gestirle con successo, maggiore complessità della misurazione, risorse strategiche intangibili
3. Approccio dei processi interni: misura l’efficacia come stato di salute ed efficienza interna dell’organizzazione, anche in
questo caso le metriche da usare sono più complesse
4. Approccio dei costituenti strategici: misura l’efficacia prendendo in esame il livello di soddisfazione degli stakeholder
chiave (es. valutazione di impatto dei progetti sociali)
Esempi:
1. Approccio basato sugli obiettivi
• Redditività: i profitti ricavati dalle attività commerciali o dagli investimenti dopo aver detratto le spese
• Quota di mercato: percentuale del mercato che l’azienda è in grado di acquisire in rapporto ai concorrenti
• Crescita: capacità dell’organizzazione di incrementare nel tempo le vendite, i profitti o la base di clienti
• Qualità di prodotto: la capacità dell’organizzazione di raggiungere elevati standard qualitativi per i propri beni
e servizi
• Soddisfazione clienti (customer satisfaction)
2. Approccio basato sulle risorse
• Posizione negoziale: la capacità dell’organizzazione di ottenere risorse scarse e di valore nel suo ambiente,
comparazione rispetto ai competitor e ai fornitori
• Capacità dei decisori dell’organizzazione di percepire e interpretare correttamente le reali caratteristiche
dell’ambiente esterno e le forze dell’offerta
• Capacità dell’organizzazione di rispondere ai cambiamenti nei settori dell’ambiente legati alle risorse
3. Approccio dei processi interni
• Una cultura aziendale forte e adattativa e un clima di lavoro positivo
• Rapporti basati sulla fiducia tra personale e management
• Efficienza operativa: time to market
• Comunicazione orizzontale e verticale non distorta
• Crescita e sviluppo dei dipendenti
• Interazione tra le parti dell’organizzazione
4. Approccio dei costituenti strategici
Gruppo di costituenti strategici Criterio di efficacia
• Proprietà • Rendimento finanziario
• Dipendenti • Retribuzione, buona supervisione,
• Clienti soddisfazione del lavoro
• Creditori • Qualità dei beni e dei servizi
• Comunità • Affidabilità creditizia
• Fornitori • Contributo alla vita della comunità
• Stato • Transazioni soddisfacenti
• Rispetto delle leggi e delle norme
Strategia, progettazione organizzativa ed efficacia parte 2 (capitolo 2)
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Obiettivi della sessione
• Le organizzazioni esistono per uno scopo
• Gli organi di governo (i top manager) definiscono il progetto strategico dell’organizzazione, compresa una missione
specifica da realizzare: la MISSIONE (obiettivi ufficiali) rende esplicito lo scopo e la direzione di un’organizzazione
• Gli OBIETTIVI OPERATIVI designano fini specifici perseguiti mediante procedure operative effettive
• Gli obiettivi ufficiali e operativi costituiscono un elemento chiave all’interno delle organizzazioni perché rispondono a
diversi bisogni: costruire legittimità nei confronti di gruppi esterni, fornire ai dipendenti un senso di direzione e
motivazione e stabilire standard di performance
Scelte strategiche e progettazione organizzativa
• Vertice, top management = organi di governo economico
Organi (consiglio di amministrazione, amministratori delegati, presidenti, direttori generali) che hanno responsabilità
più elevata sia dal punto di vista economico che da quello competitivo e giuridico dell’assunzione delle decisioni e della
rilevanza che queste hanno in termini di risultati
• Come posso costruire un percorso decisionale che sia il più possibile efficace?
Dipende da due elementi: contesto esterno (incertezza, dinamismo e complessità), valutazione di ciò che è opportunità
e ciò che è minaccia e analisi del contesto interno quindi le risorse che oggi la nostra impresa ha e di cui può disporre
(patrimonio conoscitivo, tecnologico, storico, di modalità operative = stili di direzione)
Sulla base di questa analisi siamo capaci di determinare la direzione strategica mission, vision, strategia ufficiale che
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influenzano, condizionano, orientano la forma della struttura organizzativa
Gradazione degli obiettivi (vedi grafico) e il livello di responsabilità che richiedono questi obiettivi
dimensione gerarchizzazione che è parte della dimensione strutturale del cap. 1
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La strategia si declina in diversi obiettivi con diversi gradi di analiticità, formalizzazione e questi diversi gradi hanno livello di
rischio e orientamento temporale differente
Analisi SWOT
Strumento semplice ed efficace per analisi di decisioni, di punti di forza e debolezza e di rischi e opportunità
immediatamente ci fa osservare cosa è possibile fare e cosa no
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La SWOT analysis considera due elementi: concetto di attenzione sull’interno e sull’esterno, sul tempo presente e futuro
Core competencies quello che sappiamo fare meglio e ciò che ci differenzia dagli altri
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Aspetto del problem solving ma prima analisi ed elaborazione del problem setting, strumenti necessari SWTO analysis e
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individuazione delle competenze distintive
Che cosa fa si che le cose all’interno dell’organizzazione accadano?
Le persone con responsabilità e leadership, che fanno orientare le altre persone ad obiettivi comuni
esse hanno caratteristiche specifiche: concetto di leadership, chi è in grado di guidare
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Gli stili di leadership variano molto secondo tante variabili
Leader orientato al dipendente vs leader orientato alla produzione
Peter Drucker la cultura è alla base di tutto, specialmente nelle diverse teorie organizzative, “culture eats strategy for
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breakfast”
La MISSION
• Indica la finalità d’impresa, lo scopo che essa si propone di raggiungere (risponde alla domanda: perché l’azienda
esiste?)
• Ha una connotazione di concretezza e di operatività verso un risultato unico e sperato, mai raggiunto da altri prima
• È implicita una sfida, prima di tutto con se stessi, si misura la capacità di raggiungere un obiettivo preciso e ambizioso e
magari di migliorarlo, oppure di essere pronti a riprovarci facendo tesoro degli errori commessi
La VISION
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