Prof. Ferrari - Organizzazione aziendale
Introduzione
Efficacia = capacità di centrare l’obiettivo
Equità = senso di giustizia sperimentato soggettivamente dagli operatori
Affidabilità = capacità di garantire un risultato costante
L’Organizzazione Aziendale (studio dei processi organizzativi, del sistema dei ruoli e delle posizioni, del rapporto tra funzioni organizzative e con l’ambiente esterno) presenta sovrapposizioni con la Psicologia Sociale, del Lavoro e dell’Organizzazione (l’apprendimento, le relazioni interpersonali, le dinamiche di gruppo, la motivazione al lavoro, il benessere lavorativo). La prima tratta elementi di tipo impersonale, la seconda elementi soggettivi.
Scienze esatte e probabilistiche
Scienze esatte (replicabilità, verificabilità, validità):
- Se …, allora …
Scienze probabilistiche:
- = 0,05 (margine di errore) Se …, probabilmente allora … con α
Metodi di conoscenza del comportamento
Es. Comportamentisti vs. Bowlby senso comune vs. scienza.
Che cos’è una scienza
Stadi del metodo scientifico:
- Definizione del problema
- Formulazione di una ipotesi
- Raccolta dei dati
- Elaborazione delle conclusioni
NB: Le scienze organizzative seguono le stesse regole delle altre scienze, anche se trattano di eventi mentali.
Il lavoro dell’Educatore Professionale si deve fondare su saperi scientifici (economici e psicologici) almeno di tipo probabilistico, che richiede rigore metodologico e familiarità con modelli statistici di valutazione dei risultati basati sul principio dell’evidenza, l’unico universalmente accettato dalla comunità internazionale.
L’organizzazione
Definizioni di organizzazione
4 definizioni di organizzazione:
- Sistema formale di compiti, mansioni e ruoli
- Collettivo finalizzato all’efficienza
- Collettivo finalizzato alla sicurezza
- Strumento collettivo per risolvere problemi
Poiché ci sono 4 definizioni già questo indica che non si può parlare di scienza esatta. L’aggettivo “aziendale” si riferisce a qualsiasi ente, non necessariamente alle aziende.
Punti in comune rispetto alle 4 definizioni
- Entità formata da più di una persona (soglia minima = 2; secondo la psicologia = 3)
- Presenza di un atto formale che ne attesta l’esistenza
- Presenza di uno scopo
Sistema formale di compiti e ruoli
- Formale: ufficiale, che ha carattere obbligatorio;
- Compiti: l’insieme definiscono la mansione da svolgere
- Ruolo: è definito dalle aspettative che l’organizzazione ha nei confronti del titolare del ruolo.
Organizzazione => rete di rapporti formali.
Mansione
Ruolo ≠ Soggettivo Oggettiva (come lo devi fare) (cosa devi fare)
Aspettative da parte dei partner di ruolo (= mansione complementare ad un'altra mansione; es. educatore-educando) rischio di asimmetria di potere, e quindi di abusi, negligenza, vessazione.
Collettivo finalizzato all’efficienza
Efficienza = il rapporto tra costi sostenuti e risultato conseguito;
- Specificità del fine: è la precisione con la quale sono stati definiti gli obiettivi, e permette di individuare i compiti da svolgere, il tipo di persona da utilizzare, le risorse necessarie e come devono essere distribuite.
- Formalizzazione: è un tentativo di rendere più prevedibile il comportamento dei partecipanti, standardizzandolo e regolandolo.
Nessuna organizzazione può trascurare il criterio dell’efficienza.
Collettivo finalizzato alla sicurezza
- Obiettivi di produzione: gli scopi primari per Economia classica ‘700 raggiungere i quali esiste l'organizzazione; 4 monopoli che non potevano essere privatizzati:
- Trasporti
- Istruzione
- Sanità
- Forze armate
Sicurezza di chi fa parte dell’organizzazione non ha come 1° obiettivo quello finanziario. Si intendono maggiormente le organizzazioni che erogano servizi.
Strumenti collettivi per risolvere problemi
- Limiti cognitivi: le persone presentano limiti naturali nella comprensione e soluzione di problemi
- Strumenti collettivi: il problema viene scomposto tante volte finché il sottoproblema può essere affrontato da una persona sola all’interno di una comune struttura
Problema => qualunque obiettivo da raggiungere.
Scomposizione del problema organigramma
PP P1 2P P P P3 4 5 6P 7
MAN SIONE
Sicurezza = equità + affidabilità “L’uomo, per un po’ di sicurezza, ha rinunciato alla possibilità di essere felice” - S. Freud, 1929
Elementi del sistema - Leavitt 1964
- Struttura sociale
- Partecipanti
- Scopi
- Tecnologia
- Ambiente
Tutte le organizzazioni hanno questi cinque elementi.
Diamante di Leavitt
Tecnologia Struttura Partecipanti sociale Ambiente Scopi
Struttura sociale
- Struttura normativa: il sistema di regole e abitudini, non scritte, che governa i rapporti tra i partecipanti a un'organizzazione
- Struttura comportamentale: le realtà concreta dei rapporti quotidiani tra i partecipanti ad un'organizzazione
- Struttura formale: il disegno ufficiale, obbligatorio, che regola i rapporti organizzativi tra i partecipanti a un'organizzazione
- Struttura informale: la rete delle relazioni interpersonali basate su meccanismi spontanei di simpatia, stima, affetto ma anche i loro opposti
Rete di persone. Struttura informale = struttura sociometrica (rapporti sociometrici); può soverchiare la struttura formale.
Partecipanti
Sono coloro che danno un contributo all’organizzazione, in cambio di qualche forma di ricompensa:
- Stima/autostima
- Identità
- Sicurezza
- Contribuzione
C’è sempre una ricompensa (materiale e/o immateriale).
13/11/12 Concetto di sé = idea che una persona ha di sé in un determinato momento; si migliora nell’appartenenza ad un’organizzazione (identità). Ricompensa oblativa/donativa = il premio deriva dalla possibilità di dare anziché di ricevere.
L’ingordigia organizzativa
- C’è la pretesa che l’individuo (I) rinunci alla propria libertà (L) per seguire le regole (R) dell’organizzazione (O)
- Fase ‘luna di miele’
- Sindrome dell’eunuco [“vorrei ma non posso”]
- Persone come margherite [non far dedicare tutto all’organizzazione. “Avere molti petali” molti campi d’interesse; costituisce un fattore di protezione]
Scopi
Sono le condizioni che i partecipanti tentano di realizzare tramite le attività dell’organizzazione. Possono essere:
- Individuali => ricompense
- Organizzativi => mission dell’organizzazione
- In generale => ciò che si cerca di realizzare
Tecnologia
- È il meccanismo che trasforma gli inputs in outputs
- Il ciclo produttivo è il principale dei cicli di lavoro
Definizione secondo l’organizzazione aziendale = qualunque trasformazione, anche immateriale. Più cicli più tecnologie Il ciclo produttivo caratterizza l’organizzazione.
Ambiente
È il sistema più ampio di cui l’organizzazione fa parte:
- Clienti [chi riceve l’output]
- Concorrenti [altre organizzazioni interessate agli stessi clienti, intenti a creare gli stessi output. Importante capire quanti sono: se pochi si possono creare accordi (es. consorzi)]
- Fornitori [forniscono in cambio di un compenso]
- Sistema normativo [da conoscere perfettamente; è l’elemento di diritto che regola il settore di attività: (a) diretto, che regola quella professione specifica; (b) indiretto]
Tutto ciò che non è organizzazione. Difficile stabilire un confine netto tra ambiente e organizzazione; spesso lo si definisce per convenzione. L’organizzazione è cliente dei fornitori e fornitore dei clienti. Il flusso fornitore-cliente è un flusso di beni e servizi. Quello cliente-fornitore è un flusso economico.
Prof. Ferrari
Stagisti/tirocinanti Strutture Disabile psichiatrico Fornitore Cliente diretto Fornitore Cliente Cliente Famiglia disabile Università Cliente indiretto Fornitore
Organizzazione come sistema
Cultura organizzativa = modo di interpretare in maniera condivisa i diversi rapporti tra gli elementi base dell’organizzazione da parte dei partecipanti. Per descrivere e/o prescrivere le organizzazioni ci sono 3 modelli di base: sistemi razionali, sistemi naturali, sistemi aperti due anime dell’organizzazione aziendale.
Modello descrittivo/osservativo o prescrittivo
Prescrivere => entrare in un’organizzazione e dire come deve funzionare. In questo corso le finalità sono descrittive.
Organizzazione come sistema razionale
“Collettività orientata al raggiungimento di fini relativamente specifici che presenta una struttura sociale relativamente formalizzata”. Scopo definito molto chiaramente a livello macro e micro (mansione). Formalizzata = scritta.
Razionalità
“… tutti i miei mezzi sono sani, il motivo e l’obiettivo folli”, Moby Dick, Melville
Si intende il mezzo, non il fine, come razionale => Organizzazioni razionalmente progettate e gestite Razionalità strumentale (della tecnologia) Specificità del fine Quanto più gli obiettivi sono vaghi o ampi, tanto più è difficile disegnare una struttura per perseguirli. È il livello di precisione col quale viene descritto il risultato atteso (=output). Caratterizza il sistema razionale; consente di individuare le risorse e i tempi per raggiungerli.
Formalizzazione
- Le regole di comportamento sono precise ed esplicite
- I ruoli e i rapporti sono prescritti in maniera impersonale
- L’obiettivo è rendere il comportamento prevedibile e standardizzato
- La formalizzazione contribuisce alla razionalità in altri modi, influenzando gli aspetti sociometrici
Prevedibile => si fa ciò che richiede la mansione. Standardizzato => necessità per regolare l’organizzazione (es. universalità del servizio).
Scuole importanti
- Taylor e l’Organizzazione Scientifica del Lavoro
- Fayol e principi organizzativi
- Weber e la burocrazia
- Simon e il comportamento amministrativo
Qualunque razionalità è limitata. Le persone hanno limiti cognitivi. (Simon)
L’enfasi di questo sistema è sull’efficienza.
Organizzazione come sistema naturale
“Collettività i cui partecipanti condividono un interesse alla sopravvivenza del sistema e si impegnano in attività collettive, strutturate informalmente, per garantire tale sopravvivenza”. Enfasi sulla sopravvivenza del sistema => sull’efficienza. 1° obiettivo: garantire l’output (es. partito, associazione volontariato). Tutte le organizzazioni hanno problemi di sopravvivenza, a parte quelle che nascono co