Curva Piana
Si dice Curva Piana una funzione continua γ: I ⊆ ℝ → ℝ² dove I é un intervallo di ℝ e γ(t) é il punto di coordinate (x(t), y(t)).
Le equazioni parametriche sono
- x(t) = x
- y(t) = y
t ∈ I nel piano -> 2 variabili (x,y) nello spazio -> 3 variabili (x,y,z)
Quando si definisce una curva?
- Se I è chiuso e limitato
- Le funzioni sono continue
Sostegno di una curva
Data una curva γ: I ⊆ ℝ → ℝ², si dice sostegno di γ l'insieme di tutti i punti di ℝ² corrispondenti ad un valore della variabile t ∈ I
Sostegno di γ = γ(I), {x(t), y(t) : t ∈ I}
Curva Chiusa
PIN = PFI cioè γ(a) = γ(b), I = [a,b]
Curva di Classe C1
Una curva γ: I ⊆ ℝ → ℝ² si dice di classe C1 se le due componenti x(t) e y(t) sono di classe C1
cioè sono continue e derivabili e con derivate x'(t) e y'(t) continue.
(Vedo se x(t) e y(t) sono continue e derivabili e che I é intervallo) dirò che γ ∈ C1([I])
Curva Piana
Si dice curva piana una funzione continua γ: I ⊆ ℝ→ℝ² dove I è un intervallo di ℝ e γ(t) e' il punto di coordinate (x(t), y(t)).
Le equazioni parametriche sono:
- x(t) = x
- y(t) = y
- t ∈ I
nel piano → 2 variabili (x,y) nello spazio → 3 variabili (x,y,z)
Quando si definisce una curva?
- Se I è chiuso e limitato
- Le funzioni sono continue
Sostegno di una curva
Data una curva γ: I ⊆ ℝ → ℝ², si dice sostegno di γ l'insieme di tutti i punti di ℝ² corrispondenti ad un valore della variabile t ∈ I
Sostegno di γ = γ(I); {x(t), y(t) : t ∈ I}
Curva Chiusa
se Pin = Pfi cioè γ(a) = γ(b), I = [a,b]
Curva di Classe C1
Una curva γ: I ⊆ ℝ→ℝ² si dice di classe C1 se le due componenti x(t) e y(t) sono di classe C1
cioe' sono continue e derivabili e con derivate x'(t) e y'(t) continue.
(vedo se x(t) e y(t) sono continue e derivabili e che I e' intervallo) diro' che γ ∈ C1( I )
Lunghezza di una curva (L(γ))
Teorema Sia γ: I ⊆ ℝ→ℝ² una curva (I intervallo di ℝ)
Se : ipotesi 1 l'intervallo I è chiuso e limitatocioè I = [a,b]
ipotesi 2 γ è di classe ¹
Allora : tesi 1 L(γ) < +∞, cioè le lunghezze di γ è finitatesi 2 L(γ) = ∫ab || γ'(t) || dt = ∫ab √(x'(t))² + (y'(t))² dt
Insieme di livello
Sia una funzione f: domf ⊆ ℝ²→ℝ e K ∈ ℝ sidefinisce insieme di livello K della funzione f
Ek = { (x,y) ∈ domf : f(x,y) = K }
Derivate parziali
Sia f: domf ⊆ ℝ²→ℝ una f.di di due variabili ese (xo,yo) ∈ domf
Si dice che f è derivabile rispetto a x in (xo,yo) se∃ finito ∂f/∂x (xo,yo) = lim (f(x,yo) - f(xo,yo)) / (x - xo) = lim (f(xo + h,yo) - f(xo,yo)) / h
Si dice che f è derivabile rispetto a y in (xo,yo) se∃ finito ∂f/∂y (xo,yo) = lim (f(xo,y) - f(xo,yo)) / (y - yo) = limk→0 (f(xo,yo + k) - f(xo,yo)) / k
f è derivabile in (xo,yo) se è derivabile in (xo,yo)sia rispetto a x, che rispetto a y.
Significato Geometrico delle Derivate Parziali
Calcolare ∂f/∂x(x0,y0) significa considerare la funzione sulla retta y=y0 e calcolare la derivata nella sola variabile x. Avremo ∂f/∂x(x0,y0)=mx.
Allo stesso modo avremo ∂f/∂y(x0,y0)=my cioè rispetto a y
Possiamo interpretare la derivata parziale come la pendenza del grafico in P0=(x0,y0,f(x0,y0)) nelle direzioni degli assi: x e y.
Vettore Gradiente
Direzione nella quale la superficie dell’ipergrafico è più ripida (direzione di max salita)
diverso ∃ entrambe le derivate parziali
∇f(x0,y0)= (∂f/∂x(x0,y0), ∂f/∂y(x0,y0))
vmax=∇f(x0,y0)
||∇f(x0,y0)||Pmax
Derivate Direzionali
Può esistere la pendenza di F in P0 in qualsiasi direzione
[direzioni in IR2, un qualunque vettore di IR2 cioè:
un vettore V= (v1,v2) tale che ||V||=1 cioè v12+v22=1 ]
Sia f:domf ⊂ IR2 → IR una f in di due variabili,
se (x0,y0) ∈ domf
se V una direzione in IR2
Si dice che f è derivabile in (x0,y0) nella direzione V
se ∃ finito
∂f/∂V(x0,y0)=limt→0 (f(x0+tv1,y0+tv2)-f(x0,y0))/t
∂f/∂V(x0,y0) si dice derivata direzionale di f in (x0,y0)
nella direzione V = ∇f(x0,y0) ⋅ V
FUNZIONE DIFFERENZIABILE
Sia f : domf ⊆ ℝ2 → ℝ una f.ne di due variabili e se (x0, y0) ∈ domf. Si dice che f è DIFFERENZIABILE in (x0, y0) se:
f(x, y) - (f(x0, y0) + a(x - x0) + b(y - y0)) = o(√((x-x0)2 + (y-y0)2))per √((x-x0)2 + (y-y0)2) → 0.
(cioè se il grafico di f ammette PIANO TANGENTE NON VERTIC.in P0 = (x0, y0, z0 = ƒ(x0, y0))
- DIM. che f è differenziabile in (x0, y0)
- (1) f continua in (x0, y0)
- (2) f derivabile in (x0, y0)
- (3) f ammette piano TG in P0
- (4) f derivabile in ogni direzione con ∂ƒ/∂ν(x0, y0) = ∇ƒ(x0, y0) · ν ̄.
TEOREMA DIFFERENZIALE TOTALE
Sia f : domf ⊆ ℝ2 → ℝ e per Δ è domf.Allora f ∈ C1(A) ⇒ ƒ è differenziabile in ogni punto (x0, y0) ∈ A
f ∈ C1(A) ⇔ :
- f continua per A
- f derivabile in ogni p.to di A
- ∂ƒ/∂x, ∂ƒ/∂y sono continue su A
PIANO TANGENTE
z = ƒ(x0, y0) + a(x-x0)+b (y-y0) si dice tangente al grafico di ƒ in P0se ƒ(x, y) - (ƒ(x0, y0) + a(x-x0) + b(y-y0))= o(√((x-x0)2 + (y-y0)2))Piano TG è UNICO!
INTORNO CIRCOLARE
Detti (x0, y0) ∈ ℝ2 e δ > 0 si dice Intorno Circolare di centro (x0, y0) e raggio δ l'insieme
Bδ(x0, y0) = (x1, y1) ∈ ℝ2 : (x - x0)2 + (y - y0)2 < δ2
(cerchio ⊂ (x0, y0) e R = δ)
- p.to interno E
- p.to di bordo E
- p.to esterno E
INSIEMI
- Aperto se non contiene nessun p.to del suo bordo
- Chiuso se contiene tutti i p.ti del suo bordo
- Limitato E ⊂ ℝ2 LIMITATO se ∃R > 0 : E ⊂ BR(o,o)
- Non Limitato
- Compatto se CHIUSO e LIMITATO
Teorema di Weierstrass
Sia f : domf ⊆ ℝ2 → ℝ, sia E ⊆ domf insieme compatto
Se f è continue su E allora f emmette
MAX / MIN ASSOLUTI su E
DERIVATE SUCCESSIVE
se \( \varphi : A \subset \mathbb{R}^2 \rightarrow \mathbb{R} \, , \, \Delta \, \) esiste \( (x_0,y_0) \in A \)
\(\, \varphi \, \) è derivabile 2 volte in \( (x_0,y_0) \) se esistono tutte le derivate seconde
\(f_{xx} \, , f_{yy} \, , f_{xy} \, , f_{yx}\)
MATRICE HESSIANA
\(Hf(x_0,y_0) = \begin{pmatrix} \frac{\partial^2 f}{\partial x^2} & \frac{\partial^2 f}{\partial y \partial x} \\ \frac{\partial^2 f}{\partial x \partial y} & \frac{\partial^2 f}{\partial y^2} \end{pmatrix}_{(x_0,y_0)}\)
derivate seconde MISTE
derivate seconde PURE
CLASSE C2
Se \( \varphi : A \subset \mathbb{R}^2 \rightarrow \mathbb{R} \, , \, A\, \) aperto
\(\, \varphi \, \) si dice derivabile 2 volte su \( A \) se è derivabile entrambe le volte in ogni \( (x_0,y_0) \in A\)
\( \varphi \) si dice di classe \( C^2 \) su \( A \) \, \( (\varphi \in C^2(A))\)
Se :
- \( \varphi \in C^1(A) \)
- \( \varphi \) derivabile 2 volte in \( A \) e tutte le derivate seconde sono funzioni continue su \( A \)
Teorema di Shwartz
Se \( \varphi \in C^2(A) \) allora \( Hf(x,y) \) è matrice simmetrica
cioè \( \frac{\partial^2 f}{\partial y \partial x} (x,y) = \frac{\partial^2 f}{\partial x \partial y} (x,y) \,\, \forall (x,y) \in A \)
\( \varphi \in C^\infty (\mathbb{R}^2) \) se le derivate di qualunque ordine sono polinomi.
MAX/MIN
f: domf ⊂ ℝ² → ℝ , (x₀,y₀) ∈ domf
- (x₀,y₀) p.to MAX LOC. se ∃ δ > 0: f(x₀,y₀) ≥ f(x,y)
- (x₀,y₀) p.to MIN LOC. se ∃ δ > 0: f(x₀,y₀) ≤ f(x,y)
- (x₀,y₀) p.to MAX ASS. se f(x₀,y₀) ≥ f(x,y) ∀ x,y
- (x₀,y₀) p.to MIN. ASS. se f(x₀,y₀) ≤ f(x,y) ∀ x,y
Teorema Fermat (MAX/MIN LOC. int.)
f: domf ⊂ ℝ² → ℝ , (x₀,y₀) max/min locale e domf
Se f è differenziabile in (x₀,y₀) ⇒ ∇f(x₀,y₀) = (0,0)
PUNTO STAZIONARIO
f: domf ⊂ ℝ² → ℝ² due fine
Un punto (x₀,y₀) è detto p.to STAZIONARIO di f se:
- (x₀,y₀) ∈ domf (interno)
- ∇f(x₀,y₀) = (0,0)
Teorema (Condizioni sufficienti max/min locali interni)
f ∈ C²(A)
f: △ ⊂ domfℝ² → ℝ² , (x₀,y₀) p.to STAZIONARIO , Hessiano
- det Hf(x₀,y₀) > 0 e ∂²f/∂x² (x₀,y₀) > 0 ⟶ (x₀,y₀) p.to MIN. LOC.
- det Hf(x₀,y₀) > 0 e ∂²f/∂x² (x₀,y₀) < 0 ⟶ (x₀,y₀) p.to MAX LOC.
- det Hf(x₀,y₀) < 0 ⟶ (x₀,y₀) p.to SELLA
- det Hf(x₀,y₀) = 0 ⟶ non dico nulla
MOLTIPLICATORI DI LAGRANGE
Metodo per determinare MAX/MIN ASSOLUTI di una funzione
su una curva o sul bordo di un insieme
γ : [a,b] → ℝ2 , γ(t) = (x(t), y(t)) , γ ∈ C1(Δ) , Δ aperto
Per leggere f su γ considero g(t) = f(x(t), y(t)) , t ∈ [a,b]
Δlore i p.ti di MAX/MIN ASSOLUTI di f su γ li
posso trovare :
- nel PIN = γ(a)
- nel PFI = γ(b)
oppure nei p.t. per cui g'(t) = 0
Costruisco g(x,y) che abbia il sostegno di γ come
insieme di livello k=0 : ( g(x,y) =0 )
e oltre ∇g (x(t),y(t)) , y'(t)> =0 , ∀ t ∈ ] a,b [
- sistema →
- ∂f/x (x,y)|l = λ ∂g/x (x,y)
- ∂f/y (x,y)|l = λ ∂g/y (x,y)
- g(x,y) = 0
∇f ∥∥ ∇g
(x,y) ∈ γ
FORMULE INTEGRALI DOPPI
- rispetto a x → E = { (x,y) ∈ ℝ2 : a ≤ x ≤ b, α(x) ≤ y ≤ β(x) }∫E∫ f(x,y) dx dy = ∫ab ( ∫α(x)β(x) f(x,y) dy ) dx
DOMINIO NORMALE (x)
- rispetto e y → E = { (x,y) ∈ ℝ2 : c ≤ y ≤ d, β(y) ≤ x ≤ δ(y) }∫E∫ f(x,y) dx dy = ∫cd ( ∫β(y)δ(y) f(x,y) dx ) dy
DOMINIO NORMALE (y)
Teorema (Riduzione ad un rettangolo)
Rettagolo E = { (x,y) ∈ ℝ2 : a ≤ x ≤ b, c ≤ y ≤ d }→ ∫E f(x,y) dx dy = ( ∫cd ( ∫ab f(x,y) dx) dy = ( ∫ab ( ∫cd f(x,y) dy ) dx )
CAMBIAMENTO VARIABILE COORDIN. POLARI
x = ρ cos θ
y = ρ sen θ
Il fattore correttivo dell'area derivadelle matrice Jacobiana J(ρ,θ) = (cos θ -ρsen θ)(sen θ ρcos θ)|det J| = ... |ρ| = ρ >0
Teorema
∫Σ f(x,y) dxdy = ∫Σ',ρ,θ f(ρ,θ) . ρ dρdθ
EQ. DIFFERENZIALI...
Equazione aventi per incognite una funzione y(x) edeve contenere almeno una derivata della funzione incognita
ordine dell'eq diff = grado delle più alte derivate di y(x)
Le soluzioni delle EQ. DIFF. di 1° ordine sono infinitee variare di una costante
- EQ. DIFF. LINEARE se y(x) e le sue derivate non sono MAImoltiplicati né per sé stesse, né fra di loro
- EQ. DIFF. COEFF. COST. se lineare e se y(x) sono moltiplicateal massimo per una costante
- EQ. DIFF. COEFF. VARIABILI se invece sono moltiplicate(anche 1 sola) per una funzione
-
Domande Orale Analisi 2
-
Domande orale Analisi Matematica 2
-
Analisi matematica 2 - preparazione per orale
-
Teoremi esame orale Analisi matematica 2