Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Notiamo subito che il valore economico delle due singole società è superiore rispetto al valore

contabile/capitale sociale.

Il rapporto di cambio tiene conto del valore economico e non del valore contabile → il modo con

cui i soci con cui entrano nel capitale della società risultante è scandito dalla dimensione da quanto

valgono le società partecipanti in termini di valore economico., il che implica che i soci di una

società ha maggiore valore economico hanno diritto ad una maggiore quota del capitale sociale

della società risultante.

Intuitivamente, il valore economico della società risultante dovrà essere almeno pari alla somma

algebrica dei valori economici delle società partecipanti, anche se da un'operazione del genere ci si

aspetta che risulti molti di più, e per ottenere tale risultato può capitare che ci voglia tempo.

Percentuali azioni di Gamma spettanti a Alfa:

460.000 / (460.000 + 850.000) = 35%

N. azioni di Gamma spettanti a Alfa

35% x 900.000 = 316.031 azioni

Percentuali azioni di Gamma spettanti a Beta:

850.000 / (460.000 + 850.000) = 65%

N. azioni di Gamma spettanti a Beta

65% x 900.000 = 583.969 azioni

Una volta determinate il numero di azioni (%) di gamma (nuove) spettanti ad alfa e beta (vecchie)

possiamo esprimere il rapporto che c'è tra le nuove e le vecchie azioni con due metodi alternativi:

 n azioni nuove / n azioni vecchie;

 n azioni nuove contro n azioni vecchie (metodo più intuitivo).

Pertanto i rapporti di cambio sono i seguenti:

316.031 azioni di Gamma / 20.000 azioni di Alfa

63 nuove azioni contro 4 vecchie azioni

583.969 azioni di Gamma / 300.000 azioni di Beta

19 nuove azioni contro 10 vecchie azioni

CONCAMBIO NELLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE

Possono presentarsi due fattispecie, ossia l'operazione può avvenire: 8

 fra parti non correlate → aumento di capitale (tenendo conto dei valori economici dei due

complessi aziendali), non si crea nessun problema dal punto di vista del concambio;

 fra parti correlate (che hanno rapporti partecipazione) → ci sono le stesse regole ma

l'incorporante è tenuta ad annullare il valore della partecipazione posseduta, in altre

parole, in se stessa; esse sono azioni, appunto, che dovrebbero spettare alla società

incorporante, quindi si evita che la società incorporante possegga/partecipi se stessa (fatto

8

distorsivo ), annullando tali azioni.

La formula per arrivare al rapporto di concambio è la seguente:

valore economico incorporata numero azioniincorporante

x

valore economico incorporante numero azioni incorporata

Esempio 2

La società Alfa e la società Beta, entrambe per azioni, hanno deliberato una fusione per incorporazione di Beta in Alfa.

Alfa Beta

Capitale sociale 450000 250000

Numero azioni 45000 125000

Valore nominale 10 2

Valore economico 500000 400000

Ipotesi A – parti NON correlate

valore economico A: valore economico( A+ B)= Cs A ANTE fusione:Cs A POST fusione

Otteniamo allora il capitale post fusione, pari a 810.000.

Aumento di capitale di Alfa:

(810.000 – 450.000) = 360.000 euro

Numero azioni di nuova emissione:

(360.000 / 10) = 36.000 azioni

8 E' permesso dal codice civile, in determinate fattispecie, con apposita riserva costituita e per arco temporale limitato. 9

Rapporto di cambio:

(400.000/500.000)x(45000/125000) = 2/7

2 azioni nuove di alfa contro 7 vecchie (fino a capienza, che costituisce l'aumento di capitale)

Esempio B (valgono gli stessi dati di prima) le parti sono correlate, Alfa possiede il 70 % di Beta

Si segue lo stesso procedimento visto in precedenza dove le parti non erano correlate (cioè calcolo

l’aumento di capitale necessario e le nuove azioni da emettere). A questo punto tolgo il 70 % delle

stesse dalla nuova emissione, in quanto l’aumento di capitale è destinato agli azionisti di beta, i

quali detenevano solo il 30% della società (dato che il 70 % è di Alfa).

Aumento di capitale: 360.000*30% =10800

Azioni di beta da cambiare: 125.000*30%=37.500 azioni

Rapporto di cambio: 10800/37.500= 2 azioni contro 7

ALL’AUMENTO DI CAPITALE!! Devo calcolare sulla base della percentuale che

NB: OCCHIO

mi manca da acquisire!!! Sono già azionista!!

CALCOLO RAPPORTO DI CAMBIO CON PRICE AZIONI

E’ possibile calcolare il rapporto di cambio anche facendo il rapporto fra il price delle azioni delle

due società; cioè faccio Price Acquirente/Price Acquisita.

Il price delle azioni lo calcolo facendo il rapporto fra valore economico e numero di azioni sul

mercato.

NB: questo metodo può essere usato in tutte le diverse tipologie di fusione; ovviamente è necessario

avere a disposizione il valore economico e il numero delle azioni.

FOCUS RELAZIONE CONGRUITA’ RAPPORTO DI CAMBIO: l’esperto non deve

Uno o più esperti per ciascuna società devono redigere una

rideterminare il rapporto di cambio.

relazione sulla congruità del rapporto di cambio delle azioni o delle quote che indichi:

 che esso sia corretto da un punto di vista di metodologia eseguita (il perché scegliere un

criterio piuttosto che un altro), che siano applicati bene tali metodi e che essi portino ad un

risultato che sia consistente/corretto → il metodo o i metodi seguiti per la determinazione

del rapporto di cambio proposto e i valori risultanti dall’applicazione di ciascuno di essi;

 eventuali difficoltà di valutazione, soprattutto nel caso delle parti NON correlate, che

possono essere completamente diverse fra loro, e che necessitano di utilizzare due metodi

di valutazione diversa, rendendo quindi la verifica meno omogenea;

 parere sull'adeguatezza del metodo seguito per determinare il rapporto di cambio e 10

sull'importanza relativa a ciascuno di essi (generalmente esiste una gerarchia dei metodi da

utilizzare → posso utilizzare un metodo principale ed un metodo di controllo del metodo di

principale);

 indicare il risultato raggiunto.

LA NOMINA DEGLI ESPERTI

Essa suddivisa in base al tipo di società che partecipa alla fusione:

1. SPA e SAPA → revisore contabile/società di revisione, designati dal tribunale del luogo in cui

ha sede la società;

2. ALTRI CASI → esperto viene nominato dall'organo amministrativo di ciascuna società MA

FARE ATTENZIONE A NON CONFEDERE I RUOLI: l'esperto deve essere comunque un terzo,

perché esso ha responsabilità molto importanti; lo stesso commercialista può tirarsi

indietro lasciando l'incarico o esprimere un rapporto di cambio più consono alla valutazione

rispetto a quello proposto dagli amministratori;

3. SOCIETA' QUOTATE → società di revisione, nominata dal tribunale.

Vi è inoltre il caso particolare della FUSIONE ETEROGENEA (SC si fonde con una SP): si crea il

problema del regime della responsabilità illimitata dei soci che deve essere, in qualche maniera,

colmata → lo stesso esperto che è stato nominato per la valutare la congruità del rapportodeve

anche redigere una perizia di trasformazione che attesta che il capitale sociale della SC è capiente

(e che quindi non è annacquato) per soddisfare i creditori sociali, a prescindere dal patrimonio

personale dei soci.

Per quanto la legge consenta, ad ogni società partecipante, di nominare un esperto, generalmente

si affida tutto ad un unico esperto (anche per una questione di costi).

Ci sono dei casi in cui l'esperto non serve:

 Fusione di due (o più) società interamente possedute da una terza o comunque da un unico soggetto;

 Fusione di due (o più) società, una delle quali interamente posseduta da una terza e l’altra posseduta in parte da

quest’ultima e per la restante parte dalla prima;

 Fusione di tre (o più) società interamente possedute a cascata;

 Fusione di due (o più) società i cui soci siano i medesimi, secondo le medesime percentuali e i medesimi diritti; 11

 Fusione inversa della controllante nella controllata interamente posseduta.

L'aspetto comune di tali casi è che non vi è un fatto che deve essere posto sotto tutela, nel senso

che non c'è il pericolo che nessuna delle società partecipanti perda qualcosa dopo l'operazione. Vi

è un costo in meno da sostenere, un passaggio in meno che influisce sulla dinamica

dell'operazione.

DIRITTI E DOVERI DELL'ESPERTO

 Diritto di ottenere dalle società tutte le informazioni e i documenti utili e di procedere ad ogni necessaria verifica;

 in caso di rifiuto, può chiedere al giudice l’esecuzione coattiva dell’obbligo di fare e/o consegnare;

 divieto, penalmente sanzionato, di diffondere o servirsi delle informazioni di carattere riservato, cui hanno avuto accesso

in virtù dell’incarico;

 risponde degli eventuali danni causati alle società partecipanti alla fusione, ai loro soci e a

terzi (art 64 cpc) → risponde dei danni, IN SEDE CIVILE, a tutti; ecco spiegato il motivo per

cui il commercialista deve saper dire di no a un incarico.

DEPOSITO PROGETTO

Il progetto di fusione deve essere depositato dagli amministratori presso il registro delle imprese;

prima di arrivare all’assemblea dei soci per l’approvazione devono decorrere 30 gg (obbligo

pubblicitario per permettere ai soci di prendere visione del progetto).

I soci possono anche rinunciare, richiesta all’unanimità, ai 30 gg previsti dalla legge.

Per le società non azionarie, i termini appena visti si dimezzano.

CONSENSO DEI SOCI

Il progetto dopo i 30 gg di pubblicità, approda nell’assemblea dei soci che si riunisce per deliberare

o meno l’approvazione del processo.

Nelle Società di Persone per l’approvazione basta la maggioranza dei soci; i dissenzienti possono

chiedere il recesso dalla società, qualora l’operazione venga approvata (in ragione al rapporto

personale fra il socio e la società).

valgono norme previste dallo statuto e dall’atto costitutivo; nelle Srl è

Nelle Società di Capitali

causa automatica di recesso.

NB: se fra le società partecipanti alla fusione c’è un rapporto di partecipazione che va dal 90 al 100

% allora l’approvazione dell’operazione può essere fatta dagli amministratori (al posto

12

dell’assemblea dei soci).

TUTELE DALLA FUSIONE

Tre categorie di soggetti sono meritevoli di tutela da questa operazione:

sono previsti 60 gg dall’iscrizione in RI del verbale di approvazione

1. Creditori,

dell’assemblea, nei quali i creditori possono opporsi all’operazione. Per opporsi il creditore

deve citare la società nel tribunale dove questa ha sede, dimostrando il pregiudizio che sta

soffrendo a causa della fusione.

Se il tribunale si esprime a favore del creditore, la fusione si blocca.

Se il tribunale ritiene che il pregiudizio sia infondato, la fusione procede (la società può

anche chiedere i danni al creditore).

NB: la società può evitare il giudizio del tribunale, prestando idonee garanzie al creditore

(es. soma a disposizione in banca o fideiussione bancaria).

NB2: non è necessario far decorrere 60 gg dalla fusione quando:

 i creditori vi rinunciano.

 Società paga i creditori che non hanno acconsentito alla rinuncia.

 Società di revisione afferma, sotto propria responsabilità, che la società è in grado di

adempiere ai propri debiti.

 Deposito integrale ammontare debiti presso banca.

2. Obbligazionisti, possono opporsi alla fusione a meno che la loro assemblea non abbia già

deliberato a favore.

NB: se ci sono obbligazioni convertibili la società deve pubblicare in Gazzetta Ufficiale, 90

dell’iscrizione

gg prima in RI dl progetto di fusione, la possibilità di conversione delle

obbligazioni in azioni ordinarie (rapporto di cambio, e modalità).

3. Soci: per SRL la fusione è causa di recesso, quindi il socio può recedere in automatico. Per

tutti i tipi di società è prevista la possibilità per il socio dissenziente di poter impugnare la

delibera assembleare di approvazione, dietro prova ragioni fondate danno nei suoi confronti.

Solitamente si fa solo quando mancano elementi essenziali dell’operazione o rapporto

cambio è sbagliato, etc.

I soci possono anche impugnare la convocazione dell’assemblea.

ESEMPIO FUSIONE: INTESA SAN PAOLO

L’operazione coinvolge due banche del nord: Intesa e San Paolo.

L’operazione si configura nel 2006, in un contesto particolare: al governo della banca d’Italia c’è

13

Fazio che crede molto nell’italianità del nostro sistema bancario.

Quando banca San Paolo entra nelle mire di San Ander, istituto di credito spagnolo, la possibilità di

un’OPA ostile agevola la fusione fra le due banche italiane (fusione che si realizza in tempi

brevissimi, dall’agosto al dicembre 2006; e per questo definita da molti come anomala).

Banca intesa incorpora San Paolo IMI, fusione che verrà digerita nel tempo data la grandezza delle

due banche, ma porta il nuovo istituto al secondo posto per capitalizzazione nel sistema bancario

italiano.

Interessante anche il progetto organizzativo della fusione (come vengono destinate le unità

organizzative, le risorse, degli istituti coinvolti: per norme della legge antitrust, limite massimo al

numero degli sportelli detenibili da un gruppo bancario, la nuova società decide di cedere buona

parte dei suoi sportelli ad altre banche.

ATTO FUSIONE

Decorsi i 60 gg per eventuali opposizioni dei creditori, l’atto di fusione deve essere redatto sotto

forma di atto pubblico; entro 30 gg deve essere depositato dal notaio o dagli amministratori delle

società conivolte, nel RI dei luoghi dove le società coinvolte nella fusione hanno sede.

dell’assemblea.

In allegato devono essere depositati anche i verbali

CONTENUTO DELL’ATTO: se fus. Per incorporazione: devono essere contenute anche attività e

passività oggetto della fusione; se fus. Propria anche gli elementi costitutivi della nuova società.

EFFETTI DELL’ATTO: partire dal momento dell’ultima iscrizione nel RI;

la fusione ha effetto a

dopo l’iscrizione non può più essere proninciata l’invalidità dell’atto medesimo.

Non si può pronunciare la nullità , rimane salvo risarcimento del danno per i danneggiati

dall’operazione. antecedenti alla fusione continuano e l’esperto risponde di eventuali danni da

I rapporti processuali

concambio.

SEMPLIFICAZIONI

Tre possibili fattispecie in ordine alle società coinvolte:

a) Incorporazione di una società interamente posseduta: si tratta di una unificazione di due

realtà nella sostanza già unificate.

E’ prevista la possibilità di eliminare alcuni obblighi informativi e procedurali

particolarmente onerosi, al fine di adeguare più semplicemente uno stato di fatto che già

esiste.

Sono previste le seguenti semplificazioni:

 No rapporto di cambio delle azioni o quote. 14

 No modalità di assegnazione delle azioni o quote di incorporante.

 No data dalla quale tali azioni o quote partecipano agli utili.

 No relazione organo amministrativo.

 No relazione degli esperti.

 Se lo statuto lo prevede, la fusione può essere decisa dai rispettivi organi

amministrativi con deliberazione sotto forma di atto pubblico; i soci che

rappresentano almeno il 5% del capitale sociale possono chiedere di ricorrere alla

forma ordinaria (devono però farne richiesta entro 8gg deposito in RI delibera cda).

b) Incorporazione società posseduta al 90%: può essere omessa la relazione degli esperti se è

possibilità ai soci dell’incorporata di far acquistare le proprie azioni

lasciata alla società

incorporante per un corrispettivo determinato secondo i criteri del recesso.

Se lo statuto prevede:

1) La fusione può essere decisa dai rispettivi CDA dietro redazione verbale sotto forma

di atto pubblico; devono però essere rispettati gli obblighi di deposito 30 gg prima

decisione per visione soci e il progetto deve essere depositato almeno un mese prima

della decisione presso il RI.

NB: i soci dell’incorporante che rappresentano almeno il 5% del capitale sociale possono

8 gg dall’iscrizione progetto nell’RI, che

comunque chiedere, con domanda alla società entro

la società segua la procedura ordinaria.

c) Fusione in cui non partecipano società di capitali azionarie:

Per queste società sono ridotti alla metà alcuni termini: data fra iscrizione progetto e

decisione fusione (15 gg), deposito degli atti presso sede sociale (15 gg), termine per

opposizione creditori (30 gg).

La fusione è consentita alle società in liquidazione a meno che non abbiano già cominciato

la ripartizione dell’attivo.

Il conguaglio in denaro può essere superiore al 10% del valore nominale delle quote

assegnate.

La relazione degli esperti può essere omessa se c’è il consenso di tutti i soci partecipanti alla

fusione.

PRIMO BILANCIO SUCCESSIVO ALLA FUSIONE (art 2504 bis)

A norma di tale articolo del cc, nel primo bilancio successivo alla fusione le attività e le passività

sono iscritte ai valori risultanti dalle scritture contabili alla data di efficacia della fusione medesima.

15

Tre possono essere le alternative per l'iscrizione delle attività e passività delle società interessate nel

bilancio successivo alla fusione:

5. contabilizzazione a VALORI STORICI PER TUTTE LE SOCIETA' INTERESSATE;

6. contabilizzazione a VALORI STORICI per l'INCORPORANTE, ed a VALORI CORRENTI

per le INCORPORATE;

7. contabilizzazione a VALORI CORRENTI PER TUTTE LE SOCIETA' INTERESSATE.

Generalmente viene utilizzato il primo criterio per la rilevanza di aspetti fiscali relativi alla

tassazione di plusvalenze emergenti.

Interpretazione OIC 4 bilancio di apertura → è

Cosa si intende per primo bilancio? Si intende riferito alle ore zero del

giorno successivo a quello di efficacia della fusione.

LA RETRODATAZIONE E LA POSTDATAZIONE (art 2504 bis)

Come già visto, all'art 2504 bis è disposto che “La fusione ha effetto quando è stata eseguita l'ultima

delle iscrizioni prescritte dall'art 2504 (atto di fusione). Nella fusione per incorporazione può

essere stabilita una data successiva.”

Inoltre, è possibile la retrodatazione (per entrambe le tipologie di fusioni), retrodatando di fatto gli

effetti contabili ed operativi, NON QUELLI REALI. Lo stesso principio, legato alla retroattività,

vale anche ai fini tributari (art 172 comma 9 TUIR). Retrodatazione fiscale e contabile coincidono.

Tre sono le possibili modalità di retrodatazione contabile, nel caso in cui il bilancio di chiusura (per

la fusione) sia a cavallo fra 2 esercizi:

 → società fuse o incorporate dovranno

assenza di retrodatazione procedere ad una chiusura

dei conti redigendo un bilancio infrannuale avente le caratteristiche proprie di un bilancio di

esercizio; la società incorporante o risultante dovrà recepire i valori patrimoniali delle

società fuse o incorporate;

 → la società incorporante o risultante

retrodatazione alla data di inizio dell'esercizio in corso

dovrà rilevare i soli saldi dei conti relativi alla frazione di periodo delle società fuse o

incorporate; 16

 → per le

retrodatazione ad una data compresa fra l'inizio dell'esercizio e l'atto di fusione

società incorporate o fuse vi è la normale chiusura dei conti, mentre nella incorporante o

risultante si dovranno recepire i valori provenienti dalle società incorporate.

AVANZO E DISAVANZO DA ANNULLAMENTO E DA CONCAMBIO

Nel primo bilancio della società risultante da fusione, le attività e passività devono essere iscritte al

valore contabile risultante alla data di efficacia della fusione medesima (iscrizione ultimo atto).

Si possono creare due differenze dalla fusione:

si originano quando c’è un rapporto di partecipazione

1) Differenze da annullamento:

fra le società coinvolte dalla fusione; la differenza si origina fra il valore della

partecipazione iscritto in bilancio e la quota di netto che si va ad acquisire.

Se costo partecipazione < patrimonio netto acquisito =avanzo da annullamento

Se costo partecipazione > patrimonio netto acquisito =disavanzo da annullamento

NB: altrimenti posso calcolarlo così:

riserve + netto acquisita aumento capitale

se >0, avanzo da concambio (quasi un ricavo) avere

se <0, disavanzo da annullamento (quasi un costo) dare.

Imputazione Disavanzo: Se è originato dall'esistenza di plusvalenze latenti dei beni e/o

dell'avviamento (oppure da maggior valore del complesso rispetto alla somma dei valori correnti dei

singoli beni che lo compongono), il disavanzo può essere sostituito con i valori correnti di

attività/passività e avviamento della società incorporata o fusa. Se dovuto ad altre cause (ad

esempio, perdite sostenute dall'incorporata, e quindi un cattivo affare), il disavanzo deve essere

annullato riducendo le riserve post fusione oppure deve essere imputato come perdita nel conto

economico.

Imputazione Avanzo: Se la sua origine è da porre in relazione alla previsione di dover sostenere

oneri e perdite futuri o da insufficiente redditività dell'incorporata, va iscritto in un “Fondo rischi

per oneri e perdite da fusione”. Se è dovuto alla presenza di riserve di utili dell'incorporata o da uno

sconto sul prezzo di acquisto della partecipazione, o alla rivalutazione monetaria dei beni

dell'incorporata in base a specifica legge (e quindi, buon affare), deve essere iscritto in una “Riserva

avanzo di fusione”. 17

NB: in contabilità annullo la partecipazione e iscrivo avanzo da annullamento (avere) e disavanzo

da annullamento (dare). Solo dopo imputo il disavanzo/avanzo alle relative poste.

si originano quando c’è differenza fra l’aumento di

2) Differenze da concambio:

capitale previsto per la fusione e il capitale acquisito dall’incorporante.

Se aumento capitale incorporante > quota netto acquisita=disavanzo da concambio

Se aumento capitale incorporante < quota netto acquisita=avanzo da concambio.

Le differenze da concambio non vengono imputate (si lasciano in bilancio).

 “Nel caso di disavanzo da concambio, normalmente non ha un preciso significato economico.

Se ha tale significato e l'operazione di fusione avviene tra parti indipendenti e si attua il

trasferimento del controllo nell'incorporata, il disavanzo può essere sostituito dai valori correnti di

attività/passività e avviamento dell'incorporata, purché i maggiori valori siano confermati con una

relazione di stima (art 2343).

Se il disavanzo ha natura causale deve essere eliminato con una riduzione delle riserve post fusione

o con l'imputazione a conto economico come perdita.”

Nel caso di avanzo da concambio, esso ha natura di riserva di capitale equiparabile alla riserva

sovrapprezzo azioni o quote.

NB: se fra le società c’è rapporto di partecipazione, allora si può verificare differenza da

se non c’è rapporto di partecipazione allora non si può verificare (possibile solo

annullamento;

differenza da concambio. avere dare.

NB2: per contabilità: avanzo disavanzo 18

FOCUS IMPUTAZIONE DIFFERENZE DA FUSIONE: 19

FUSIONE INVERSA

La fusione inversa si realizza quando una società A incorpora una società B, che controlla A.

Viene fatta quando la incorporata è una holding (quindi per snellire la struttura del gruppo) oppure

la controllata è titolare di diritti, doveri o rapporti non trasmissibili (mentre con la fusione si

trasmettono, dato che si viene a creare un’unica società) oppure la società controllata è una quotata

e si vuole che lo sia anche la società risultante dalla fusione.

NB: questo tipo di operazione pone un problema circa detenzione di azioni proprie, in quanto dopo

l’acquisizione B si trova in pancia le sua azioni che aveva A.

ignorando l’art 2357 CC al momento della definizione dell’operazione (limite

Il problema si risolve

massimo di acquisto nei limiti degli utili da distribuire + riserve risultanti in bilancio e nelle spa

aperte, fanno ricorso al mercato di rischio, non può essere superiore ad un quinto del capitale

una volta realizzata l’operazione la società deve provvedere a deliberare l’annullamento

sociale),

e/o la vendita delle eventuali azioni che superano queste soglie.

Per quanto riguarda eventuali differenze di fusione, possono esserci differenze da concambio ma

non da annullamento (dato che B non detiene alcuna partecipazione di A).

FUSIONE A SEGUITO DI ACQUISIZIONE CON INDEBITAMENTO

prevede l’acquisizione di

Questo particolare tipo di fusione, anche detto Levereged Buy Out (LBO),

una società per il tramite di un debito contratto garantito dalla società che si va ad acquisire.

Il rimborso del finanziamento contratto verrà fatto con i flussi di cassa della società acquisita e

eventuali asset non strategici della stessa.

Particolare forma di LBO è il Merger leverage buy out (MLBO), cioè viene costituita un società ad

hoc (NEWCO) con scarso capitale di rischio, la quale sottoscriverà un contratto di finanziamento

per acquisire la società target (sottoscrizione debito e acquisizione sono contestuali).

Il debito viene garantito dalle azioni della target acquisite tramite il debito stesso.

La newco viene incorporata dalla target (più raro il caso inverso o la fusione propria tramite nuova

società); a questo punto il debito della newco viene garantito dai beni della target.

A seconda di chi promuove l’azione, l’operazione di LBO può assumere diverse notazioni:

management buy out (i promotori sono i manager della target), family buy-out (le azioni della target

sono detenute da un unico gruppo familiare), corporate buy out (l’operazione avviene all’interno di

un gruppo).

Tipicamente gli enti finanziatori di queste operazioni sono dei Venture Capitalist. 20

perché l’operazione abbia successo devono essere rispettati una serie di requisiti:

REQUISITI:

 La società target deve realizzare elevati cash flow per ripagare il debito (tipicamente in tre,

cinque anni).

 Fra gli asset patrimoniali della target devono esserci attività da poter vendere (non

strategiche) così da ridurre il rischio e eventualmente rientrare di parte del debito.

 Settore sufficientemente stabile e poco volatile, posizionamento competitivo della target

buono.

 Il management deve avere comprovate capacità e la società non deve richiedere ulteriori

investimenti tecnici.

 Occhio a i costi del finanziamento e al rapporto capitale /debito.

In estrema sintesi la società target deve avere queste caratteristiche: forte posizione sul mercato,

contesto competitivo stabile, prodotto senza rischio obsolescenza, asset in surplus da smobilizzare,

management efficiente, assetto tecnico-produttivo solido.

INTEGRAZIONI ALLA NORMALE PROCEDURA FUSIONE: questa particolare tipologia di

fusione prevede una serie di integrazioni agli obblighi di legge previsti per le fusioni ordinarie.

Questi sono:

1. Progetto di fusione deve indicare le risorse finanziarie che serviranno a soddisfare le

obbligazioni future della società che risulterà dalla fusione.

In allegato deve presentare una relazione della società di revisione incaricata della società

target o dell’acquirente.

deve contenere le ragioni economiche dell’operazione

2. Relazione CDA, + piano economico

finanziario indicante le risorse finanziarie e gli obiettivi che si intendono raggiungere.

3. Relazione degli esperti deve attestare la ragionevolezza delle indicazioni contenute nel

progetto di fusione.

4. Anche dove ne ricorrano i presupposti, non possono essere applicate le semplificazioni

previste per fusione tra società partecipate al 90% o al 100%. 21

ASPETTI FISCALI DELLA FUSIONE

La normativa fiscale sulla fusione è contenuta nell’art 172 del TUIR, che è stato modificato nel

2004, 07, 09.

L’articolo contiene 11 commi, i quali prevedono regole specifiche per il trattamento fiscale della

(elenco proposto corrisponde ai commi articolo; l’11 corrisponde al 10 bis):

fusione 

Neutralità dell’operazione (non costituisce realizzo)

1. principio generale: la fusione è

neutrale per il fisco, è assoggetta ad una comune operazione di ristrutturazione aziendale

(successione a titolo universale); cioè non genera componenti positivi o negativi di reddito

ai fini fiscali. di maggiori valori per attribuzione del disavanzo:

2. Irrilevanza fiscale dell’iscrizione per

il principio generale visto prima, eventuale disavanzo o avanzo da fusione (sia per

annullamento che per concambio) non è rilevante ai fini fiscali.

fiscalmente in base all’ultimo valore fiscale risultante

I beni ricevuti devono essere valutati

nel bilancio dell’incorporata (non devo guardare al valore contabile risultante

dall’attribuzione del disavanzo/avanzo da fusione non deducibilità ammortamenti

superiori a quelli contabili).

Quadro RV: prospetto di riconciliazione contenuto nel Modello Unico (dichiarazione dei

redditi) nel quale la società espone il valore contabile e quello fiscale dei beni risultanti da

fusione ed eventuali disallineamenti.

Obbligo di compilazione a carico della incorporante.

3. Neutralità del cambio delle azioni o quote per i soci: la fusione è irrilevante anche nei

confronti dei soci: cambio delle azioni proprie con quella dell’incorporante o newco, non

costituisce conseguimento di ricavi o minusvalenze (no tassazione).

partecipazione rimane lo stesso ( quello dell’acquisto originario, prima

Il valore fiscale della

della fusione).

Eventuale conguaglio in denaro è considerato come un corrispettivo per il recesso parziale

ed è quindi tassato dell’art. 47 comma 7 del TUIR.

4. Successione alla società incorporata: la società risultante dalla fusione, incorporante o

newco, subentra negli obblighi e nei diritti della incorporata o delle società fuse, salvo

quanto disposto dai comma 5 e 7 di questo articolo; esempi di diritti ed obblighi sono:

adempimenti dichiarativi di pagamento e versamento, stratificazione rimanenze LIFO e

FIFO.

Ricostituzione delle riserve in sospensione d’imposta(comma

5. 5 e 6): per prima cosa

occorre capire cosa sono le riserve d’imposta. 22

i fondi in sospensione d’imposta sono quelle voci del netto per le

RISERVE D’IMPOSTA:

quali è stato rinviato il pagamento dell’imposte (in sospensione) per una determinata legge.

Vengono tassate al moneto della loro distribuzione, sia in capo alla società che ai soci.

La fusione prevede che queste riserve siano ricostituite in capo alla incorporante o alla

newco; altrimenti devono essere tassate (come se fossero distribuite).

Il legislatore fiscale le divide in due tipi:

o Tassabili in ogni caso: devono esser ricostituite per forza, tramite: avanzo, riserve

libere o capitale della società (scritto in NI). Se tutto ciò non basta, la parte non

coperta viene tassata in capo alla società ed ai soci.

Tassabili solo in caso di distribuzione: le devo ricostituire se c’è un aumento

o di

capitale superiore al capitale delle partecipanti (al netto di quelle possedute) o se c’è

un avanzo (eventuale eccesso viene tassato solo in capo ai soci); se l’avanzo non

basta il restante non viene costituito.

6. Riporto perdite: le perdite fiscali pregresse delle società partecipanti alla fusione possono

essere portati a diminuzione del reddito della risultante solo se vengono rispettati due

requisiti:

 Activity Test, requisito di vitalità: le società con perdite pregresse devono avere ricavi

caratteristici e spese per il lavoro dipendente ( A1 e B9 del CE) superiori al 40%

delle media dei due anni precedenti.

Se non ci sono esercizi precedenti obbligo di presentare un interpello.

 l’importo massimo delle perdite riportabili è pari al netto

Requisito quantitativo:

della società, da questi sono esclusi i versamenti dei soci nei 24 mesi precedenti alla

fusione.

La verifica dei requisiti prevede prima l’Activity Test e poi la verifica del requisito

quantitativo.

Periodo d’imposta frazionario (incorporata):

7. per il periodo di imposta che intercorre fra

l’inizio dell’esercizio e la data di efficacia della fusione, le imposte sul relativo reddito

vengono calcolate secondo le normali disposizioni previste dal TUIR in relazione al tipo

societario delle partecipanti (salvo retrodatazione).

la fusione ha efficacia fiscale dall’iscrizione dell’ultimo atto di

8. Retrodatazione fiscale:

fusione nel RI.

E’ possibile postdatare (solo se Incorporazione) o retrodatare (sia per fusione propria che

incorporazione) gli effetti dell’atto, se l’atto stesso lo prevede.

Nel caso di retrodatazione è inoltre impossibile portare la data di valenza a periodo

23

precedente alla chiusura del più recente dei bilanci delle società coinvolte.

Se alla fusione partecipano società di persone la retrodatazione non è possibile.

9. Successione anche negli obblighi di versamento (anche acconti e ritenute): gli obblighi

di versamento ancora in essere alla data di efficacia della fusione, passano tutti in capo alla

incorporante o newco (fino alla data di fusione questi spettano alle relative società

partecipanti alla fusione).

E’ consentita la compensazione fra crediti IRES ed IRAP dell’incorporata con i versamenti

dovuti dall’incorporante.

maggiori valori con il pagamento dell’imposta sostitutiva

10. Convalida dei (comma 10

bis): è possibile vedere riconosciuto ai fini fiscali il disavanzo (quindi i maggiori valori

patrimoniali iscritti in bilancio relativi ammortamenti/plusvalenze), per un regime

opzionale in deroga al generale (eccezione).

Tale regime prevede il riconoscimento fiscale del disavanzo dietro il pagamento di un

imposta sostitutiva dell’ Ires, Irap ed Irpef, così determinata:

 12% sui maggiori valori fino a 5.000.000 €

 compresa fra 5.000.000 e 10.000.000 €

14% sulla parte eccedente

 16% sulla parte eccedente 10.000.000 €.

Tale imposta sostitutiva si versa in tre rate annuali (30 -40-30) e i maggiori valori ai fini

dell’ammortamento verranno riconosciuti solo dall’anno successivo a quello dell’esercizio

dell’opzione.

Per i 4 anni successivi all’esercizio dell’opzione non si possono vendere i beni oggetto del regime

opzionale; eventuale vendita prevede pagamento della differenza.

NB: sono previste ulteriori due possibilità per il riconoscimento fiscale del disavanzo, da fonti

esterne al TUIR:

1. Art. 15 l. 2/2009: il riconoscimento fiscale dei maggiori valori è possibile dietro il

pagamento di una aliquota sostitutiva alle altre (ires, irap, irpef) del:

 16% sui beni immateriali

 20% per i crediti

 31,4% per tutti gli altri beni.

Tali maggiori valori vengono riconosciuti dall’anno successivo sia per la vendita che per

l’ammortamento.

L’imposta sostitutiva deve essere pagata in una unica soluzione.

2. Art. 4 DL 5/2009: applicabile alle sole fusioni del 2009 (non più a regime), prevedeva la

possibilità di riconoscere gratuitamente il disavanzo per un ammontare inferiore ai 5.000.00

24

€ (dietro il rispetto di determinate condizioni).

OBBLIGHI DICHIARATIVI: la società incorporante dovrà presentare la dichiarazione relativa al

periodo frazionario di imposta, fra inizio esercizio e dato effetto della fusione, per conto delle

società partecipanti.

Inoltre la società incorporante, o la newco, dovrà compilare quadro RV della dichiarazione.

NORMA ANTIELUSIVA, ART. 37 BIS DPR 600/1973

La fusione è classificata fra le operazioni che possono essere elusive.

Per questo hanno valore per le amministrazioni finanziarie le fusioni fatte senza valide ragioni

economiche, allo scopo di conseguire vantaggi fiscali.

IMPOSTE INDIRETTE

L’operazione di fusione non è rilevante ai fini IVA; si ha continuità nella posizione

creditoria/debitoria; la società risultante presenterà la dichiarazione annuale IVA (più moduli, uno

per ogni partecipante).

L’operazione di fusione è soggetta ad Imposta di Registro per 168 € sia per l’iscrizione del progetto

che dell’atto di fusione. 25

LA SCISSIONE

FONTI DI RIFERIMENTO

Ad esempio, società A e società B: A scinde una parte di essa e la unisce/trasferisce a B.

Dal punto di vista della società A è una scissione, mentre da un punto di vista della società B è un

aggregazione/fusione → fra l'altro, la fase in cui una parte di A si attacca a B (fase aggregativa) è la

più complicata.

In Italia, specialmente nella seconda metà degli anni 70 e primi anni 80, si era utilizzato, in assenza

della scissione, uno strumento per certi aspetti simile alla scissione, il cd conferimento o scorporo,

proprio per i motivi sopra esposti. Infatti, la scissione era fenomeno espressamente previsto dal

diritto francese (in Italia si utilizzava solo lo scorporo o conferimento); con la VI direttiva della

CEE, e relativo recepimento tramite DLGS 22/1991, è stato recepito anche nel nostro ordinamento

giuridico tale istituto → direttiva e nuova normativa italiana hanno cercato di seguire, sia nell'iter

che nelle forme di pubblicità dell'operazione, la fusione, con particolarità dovute alla sua diversa

natura.

IN COSA CONSISTE (art 2506)

Con la scissione una società assegna l'intero suo patrimonio a più società preesistenti o di nuova

costituzione, o parte del suo patrimonio, in tal caso anche ad una sola società, e le relative azioni o

quote ai soci → società vede decurtata una parte del proprio patrimonio.

Può avvenire per:

1. ristrutturazione finanziaria;

2. agevolazione dei processi di liquidazione;

3. riassetto organizzativo e produttivo;

4. diversificazione degli investimenti, con creazione di più società focalizzate su specifiche

attività, servizi o prodotti (FIAT, prima di fondersi con Chrysler, ha scisso una parte di essa

essere più compatibile con Chrysler stessa) → possibilità di “cessione” di singoli rami

per 26

aziendali, senza dover alienare l'intera impresa;

5. ridefinizione core business.

ATTENZIONE a scissione realizzata in fasi poco antecedenti al manifestarsi di situazioni di crisi di

impresa, dato che possono essere operazioni che portano pregiudizio per i creditori sociali,

ricordandosi poi, come la fusione, che la scissione non può essere smontata, ossia non si può tornare

indietro.

NB Le operazioni straordinarie sono possibili anche durante le procedure concorsuali, ma sono

molto rischiose.

TIPOLOGIE (art 2506)

 SCISSIONE TOTALE/INTEGRALE, Si ha il trasferimento di tutto il patrimonio della società

che si scinde a più società preesistenti o di nuova costituzione. Ad esempio, una società ha

tre rami di azienda: si scinde e assegna a tre società diverse i propri rami e quindi scompare.

Le società beneficiarie vedono replicata esattamente la compagine sociale della società scissa; in

altre parole, MR A deteneva il 60% nella società scissa e lo deterrà in una/due/tre società

beneficiarie. Inoltre, non vi sono alterazioni del profilo soggettivo dei soci.

→ SOLO in presenza di DUE O PIU' società beneficiarie è possibile la scissione

ATTENZIONE

totale, infatti:

 in presenza di una società beneficiaria già esistente non si avrebbe scissione totale, ma

fusione per incorporazione;

 in presenza di una società beneficiaria ex novo non si avrebbe scissione totale, ma

trasformazione della società scissa (cambio di involucro, la sostanza rimane la stessa).

 SCISSIONE PARZIALE, In questo caso la società che effettua la scissione continua ad

esistere, seppur con patrimonio decurtato dall'apporto effettuato; ai soci della società scissa

verranno assegnate azioni (in proporzione della partecipazione posseduta) della o delle 27

società beneficiarie dell'apporto.

Nel caso di società preesistente, ci sarà un aumento di capitale e ci saranno le stesse problematiche

di una fusione → CASO IN CUI LA SCISSIONE PUO' ESSERE UNA FORMA DI FUSIONE.

CONSEGUENZE PER SOCIETA' SCISSA (art 2506)

La società scissa può, con la scissione, attuare il proprio scioglimento senza liquidazione, dato che

con la liquidazione non ci sarebbe la continuità sostanziale (dei rapporti e della vita dell'azienda) →

la liquidazione cancella tutti i rapporti giuridici; oppure la società scissa può, con la scissione stessa,

continuare la propria attività.

Come la fusione, si persegue la continuità di valori (anche da un punto di vista fiscale).

SCISSIONE E CONFERIMENTO

Di fatto, con scissione e conferimento ottengo, da un punto di vista sostanziale (ossia del

patrimonio) lo stesso risultato:

 con la scissione abbiamo la creazione di nuove strutture societarie, il cui capitale è

posseduto dai soci della società scissa;

 con il conferimento abbiamo la costituzione di un altra società il cui capitale è comunque

detenuto dalla conferente.

Vi sono alcune differenze, due in particolare.

 α

ASPETTI PROPRIETARI, Ad esempio, abbiamo una società (società scissa) che scinde un

β.

pezzo da attaccare alla società

Con la scissione le quote di partecipazione dei soci A e B seguono la compagine societaria che c'era

α, α β.

in mentre con il conferimento è la società che diventa socio al 100% della società

Di per sé non esiste una convenienza per un operazione rispetto all'altra; occorre solamente vedere

il risultato che si deve raggiungere.

 PARTE DA CONFERIRE/SCINDERE, Con la scissione non sono vincolato al concetto del

28

ramo di azienda, dato che ne posso scindere anche solo una parte, mentre con il

conferimento vi è un vincolo vero e proprio per l'individuazione (e conferimento) del ramo

stesso (che sia conferita in una nuova società o in una preesistente.

MODALITA’ ASSEGNAZIONE AZIONI O QUOTE

Sono possibili due criteri nell’assegnazione delle azioni o quote:

1. Criterio Proporzionale, i soci mantengono la stessa percentuale di azioni anche nella

beneficiaria (n azioni della scissa n azioni della scissa e n azioni della beneficiaria.

2. Criterio Non Proporzionale, non si tiene conto delle percentuali di partenza (quelle cioè

prima dell’operazione).

Questo criterio è usato solitamente quando c’è dissenso fra le parti della scissione o nelle

scissioni a carattere familiare (quando cioè si vuole affidare a qualcuno il controllo di una

particolare area di business); tanto è che prima delle riforma del 2006 questo criterio non era

ammesso.

FOCUS SU CRITERIO NON PROPORZIONALE: Deve essere previsto nel progetto di scissione

la possibilità per il socio dissenziente di far acquistare la propria partecipazione ad un terzo,

secondo i criteri e modalità previsti per il recesso (comunicazione tramite raccomandata ai debitori,

liquidazione sulla base ultimo bilancio, pagamento entro 6 mesi approvazione bilancio).

Devono anche essere indicate persone disponibili all’acquisto.

Se uso il criterio non proporzionale allora devo calcolare il Rapporto di Cambio, facendo il rapporto

fra capitale competenza della beneficiaria (ex partecipazione detenuta)/capitale ottenuto dalla

scissione.

 –

la differenza fra quello che dovevo ottenere è quello che ottengo (capitale competenza capitale

effettivo) viene a configurarsi come un Conguaglio, che non può essere maggiore al 10 % del valore

nominale dell’azione.

Questo comporta un problema pratico: per utilizzare il crriterio non proporzionale è necessario che

la quota attribuita sia più o meno quella posseduta (una differenza maggiore al 10 % rende

l’operazione inefficace). [vd. libro].

FASI DELLA SCISSIONE

La scissione è vista dal nostro ordinamento come una business combination; quindi un qualcosa di

29


ACQUISTATO

14 volte

PAGINE

51

PESO

1.01 MB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Accounting e libera professione
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tommaso.ceccarelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Operazioni Straordinarie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Fazzini Marco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in accounting e libera professione

Riassunto esame Diritto Tributario, prof. Fazzini, libro consigliato Manuale di Diritto Tributario, Russo
Appunto
Riassunto esame Diritto Fallimentare, prof. Quagliotti
Appunto