MEZZI DI TRASMISSIONE E SEGNALI
1. INTRODUZIONE
Nell’era dell’Informazione e Comunicazione, affinché due generici oggetti possano comunicare, è necessario
effettuare tutta una serie di operazioni sull’informazione, che deve ad esempio essere generata, manipolata,
protetta, trasmessa, ricevuta e decodificata in modo veloce ed affidabile.
modello ISO/OSI,
Tutte queste operazioni vengono definite dal che è costituito da una pila di 7 livelli in cui
sono strutturati i protocolli attraverso i quali viene gestito un sistema di comunicazione.
livello fisico,
Il livello inferiore, detto include anche il mezzo di trasmissione che costituisce il supporto fisico
su cui l’informazione è trasportata dalla sorgente alla destinazione; è questo il livello che definisce i limiti
ultimi, le cui prestazioni sono legate alle leggi della fisica.
Per selezionare il mezzo di trasmissione più opportuno bisogna individuare il miglior compromesso tra
capacità di trasmissione, massima distanza raggiungibile, consumo energetico e tutti gli aspetti legati al
costo, installazione, manutenzione, vita media e facilità di utilizzo. spazio libero, cavi metallici
I principali mezzi utilizzati nella trasmissione dell’informazione sono lo i (cavo
fibre ottiche.
coassiale e linea bifilare) e le Sebbene le caratteristiche fisiche, i materiali impiegati e la
geometria siano molto diverse, questi mezzi sono caratterizzati dal fatto che l’informazione si trasmette
onde elettromagnetiche.
attraverso
2. IL LIVELLO FISICO
Il livello fisico ha l’obiettivo di trasmettere i singoli segnali e riguarda direttamente l’hardware del sistema di
trasmissione. segnale
In generale, un è una qualsiasi grandezza fisica, variabile nel tempo, a cui è associato un contenuto
informativo: l’informazione sta proprio nella variazione temporale di tale grandezza che non è nota a priori a
chi riceve il segnale.
Prima di essere trasmessi, i segnali provenienti da una generica sorgente devono essere messi nella forma
trasduttori,
più adatta al mezzo di trasmissione. Di questo si occupano i che trasformano il contenuto
informativo generato dalla sorgente in un formato elettrico.
modulazione
Il processo di invece, permette di allocare l’informazione nella banda di frequenze più
opportuna e idonea al mezzo di trasmissione considerato.
3. MEZZI DI TRASMISSIONE
3.1. Mezzi guidanti
mezzi guidanti
I sono mezzi in cui la trasmissione dell’informazione può avvenire unicamente lungo una
direzione, intrinsecamente individuata dalla struttura fisica del mezzo.
linee di trasmissione:
Sono anche indicati con il termine generico di una linea è costituita da un sistema di
conduttori metallici e/o dielettrici in grado di guidare il campo elettromagnetico, trasferendo l’energia ad
esso associata attraverso un fenomeno propagativo di tipo unidimensionale.
Le caratteristiche del mezzo di trasmissione rimangono relativamente costanti nel tempo, permettendo cosi
un approccio deterministico. Nelle strutture guidanti l’onda in transito si attenua solo per effetto delle non
idealità del mezzo di trasmissione che introducono delle perdite di potenza dell’onda.
Twisted pair:
• composto da una coppia di conduttori metallici isolati, tipicamente in rame, ricoperti di un
rivestimento isolante e tra loro intrecciati. Sono storicamente utilizzati per le comunicazioni telefoniche, ma
sono oggi molto diffusi per i sistemi ADSL e nelle reti locali LAN. Si possono realizzare connessioni fino a
100m che consentono la trasmissione dati con protocollo Ethernet fino al Gbit/s.
Cavo coassiale:
• composto da un singolo conduttore di rame posto al centro del cavo e da un dielettrico
che separa il conduttore interno da un conduttore esterno costituito da fili metallici intrecciati. Vengono
impiegati oggi per collegamenti a breve/media distanza per interconnettere sistemi televisivi A/D.
Fibra ottica:
• è una struttura dielettrica a simmetria cilindrica, composta da due strati concentrici di
materiale dielettrico. È alla base delle telecomunicazioni a lunga distanza (migliaia di km) e offre
elevatissima capacità di trasmissione (diversi Tbit/s). Si sta diffondendo rapidamente sulle connessioni a
larga banda su aree metropolitane e interconnessioni all’interno di data centres.
3.2. Spazio libero
spazio libero,
Nello la propagazione non è guidata, ovvero può avvenire in direzioni arbitrarie.
Un elemento chiave della trasmissione in spazio libero è l’antenna, il trasduttore che trasforma il segnale
elettrico in un’onda che si irradia.
Rispetto ai mezzi guidanti le principali differenze sono:
Non - direzionalità:
• la propagazione può avvenire in qualunque direzione
Variabilità nel tempo:
• lo spazio libero può essere soggetto a variazioni molto significative (es. ostacoli fisici,
precipitazioni atmosferiche ecc.). Questo fatto implica l’utilizzo di un modello statistico.
Attenuazione di spazio libero:
• anche in assenza di ostacoli, esiste un fattore di attenuazione intrinseco che
dipende dalla non direzionalità del mezzo.
4. PARAMETRI CARATTERISTICI
Ogni mezzo di trasmissione ha caratteristiche ben definite che impattano sul modo in cui l’informazione deve
essere preparate prima di essere inviata al mezzo, sul degrado che il segnale subisce durante la
propagazione e sulla quantità di informazione che il mezzo è in grado di trasportare.
4.1. Attenuazione
La trasmissione dell’informazione implica il trasferimento dell’energia di un’onda elettromagnetica da una
sorgente (trasmettitore) ad una destinazione (ricevitore) attraverso un mezzo di trasmissione.
Non tutta l’energia che viene lanciata nel mezzo di trasmissione giunge a destinazione; di conseguenza, il
segnale che si propaga diventa sempre più debole, con il rischio che il ricevitore non sia in grado di
riconoscerlo correttamente.
coefficiente di attenuazione
Il del mezzo dipende dalla frequenza; ciò implica che il mezzo di
O
trasmissione sia più adatto alla trasmissione di segnali aventi certe frequenze e meno adatto per altre.
L’ampiezza di un’onda elettromagnetica in un mezzo guidato ha una dipendenza dalla distanza di
Z
oz
tipo esponenziale. e è d
8,68
0dB Z
20 e
10 d 2
Z log log
Si trova che l’attenuazione è legata alla costante di attenuazione attraverso un fattore di
4dB
proporzionalità. Tm Nrm
4dB 8,68 O
4.2. Frequenza e banda
f
frequenza
Con il termine (unità di misura ) si indica il numero di cicli che un segnale, o
Hz
un’onda, compie nell’unità di tempo. 1
Un segnale sinusoidale compie un’oscillazione completa quando
siti ft
A zitti
cos periodo
Il tempo impiegato per compiere un’oscillazione completa prende il nome di e vale Te s
Poiché in molte espressioni la frequenza è moltiplicata per il termine , spesso viene utilizzata la
2T
pulsazione,
frequenza angolare, detta definita come f rags
zitto
ci at
Un generico segnale con andamento temporale arbitrario può essere descritto come una collezione,
eventualmente infinita, di sinusoidi; queste componenti, ciascuna delle quali oscilla ad una singola
armoniche
frequenza, sono chiamate del segnale. banda del segnale
L’insieme delle frequenze contenute nel segnale prende il nome di ; il segnale
Bs
trasmesso occupa una banda di frequenze tanto maggiore quanto maggiore è la quantità di informazione
trasmessa per unità di tempo. banda passante
Analogamente è possibile definire una del mezzo di trasmissione come l’insieme
Bn
delle frequenze alle quali la trasmissione soddisfa determinati requisiti di qualità; maggiore è la banda del
mezzo, maggiore è la quantità di informazione che si può trasmettere.
I segnali trasmessi nei vari mezzi di trasmissione sono veicolati da onde elettromagnetiche, cioè da
oscillazioni di campo elettromagnetico ad una certa frequenza temporale. Questa frequenza viene chiamata
portante, perché è la frequenza centrale dell’onda che trasporta il segnale.
4.3. Velocità e ritardo
velocità di propagazione costante
La di un’onda in un mezzo di trasmissione è strettamente legata alla
dielettrica relativa .
Er
La velocità è esprimibile come Fà
Nf di rifrazione del mezzo.
dove è la velocità della luce nel vuoto, e è l’indice
ios Er
ma na
3
Il fatto che la velocità di propagazione sia finita, significa che il segnale portato dall’onda accumula un certo
ritardo per percorrere il mezzo di trasmissione.
l
Detta la lunghezza fisica del mezzo, il ritardo 1
4.4. Lunghezza d’onda
Si consideri il segnale sinusoidale e si immagini che il segnale si propaghi nello spazio
siti A zitti
cos
con una velocità ; un segnale di questo tipo può essere scritto come
if SHI rtf t
A cos
ed ha il significato fisico di un’onda che si propaga nella direzione .
Z
Fissando un istante di tempo ( ), si trova l’espressione dell’andamento spaziale dell’onda, che vale
t O
siti A ZIF
cos
L’onda presenta quindi un andamento sinusoidale anche nello spazio. Il periodo spaziale prende il nome di
lunghezza d’onda e vale È
a t.ms
La lunghezza d’onda indica la distanza tra due punti nello spazio in cui l’onda assume valore massimo.
4.5. Selettività in frequenza e dispersione cromatica
I parametri sono in generale dipendenti dalla frequenza. Poiché i segnali hanno una certa
O n
banda, cioè sono formati da varie armoniche a frequenze diverse, questa caratteristica può indurre
distorsione.
un’alterazione della forma temporale del segnale trasmesso; viene chiamato selettività in
La distorsione indotta dalla dipendenza dell’attenuazione dalla frequenza prende il nome di
frequenza; un mezzo selettivo in frequenza è un mezzo che attenua in modo diverso frequenze diverse.
La forma temporale del segnale ricevuto dipende anche dal ritardo relativo con cui le armoniche si
propagano; la velocità con cui si sposta l’energia del segnale (cioè la velocità del pacchetto di armoniche del
velocità di gruppo ritardo di gruppo.
segnale) prende il nome di e il ritardo del segnale si chiama
Se la velocità di gruppo dipende dalla frequenza, il segnale subisce una distorsione che prende il nome di
dispersione cromatica.
5. RAPPRESENTAZIONE LOGARITMICA: I DECIBEL dB
Data una generica grandezza dimensionale (es. attenuazione), la sua misura logaritmica espressa
in decibel è definita come 10
Xda
dB X
logo
Nota una grandezza espressa in dB si risale al valore in scala lineare con la relazione inversa X 10
Per la misura della potenza, il valore di riferimento con cui rapportarsi è tipicamente 1[mW].
Si definisce “dBm” il rapporto di potenza (in dB) della potenza misurata rispetto a un milliwatt.
P
Detta la potenza misurata in mW, la potenza vale
Pdbm Pdbm 10 1
logico
6. SEGNALI NEL DOMINIO DELLE FREQUENZE
segnale
Un è una grandezza fisica che varia nel tempo; il contenuto informativo sta nelle sue variazioni, che
vengono impresse dal trasmettitore e devono essere rivelate e interpretate senza errori dal ricevitore.
6.1. Segnali e bit simboli
Nel dominio del tempo, un segnale è costituito dalla successione di forme d’onda, dette (o impulsi),
ai quali possono essere associati uno o più bit di informazione; con un segnale a due livelli è possibile
trasmettere un bit per simbolo.
Nei casi pratici per aumentare la quantità di informazione trasmessa vengono tipicamente utilizzati segnali i
cui simboli possono assumere più di due livelli di ampiezza (e/o di fase) in modo tale che ogni simbolo
trasporti simultaneamente più bit di informazione.
In generale, se i simboli di un segnale assumono valori di ampiezza/fase, ciascun simbolo trasporta
N
bit di informazione, quindi è possibile aumentare in modo significativo il bit-rate di un segnale,
N
log
cioè il numero di bit trasmessi per unità di tempo, senza aumentare la banda di frequenze.
Le tecniche che vengono utilizzate per mappare i bit di informazione sull’ampiezza e la fase di un segnale
formati di modulazione.
prendono il nome di 10 01
00 10
11 01
annienta
1
1 1
O 1
0 t
Segnale a 2 livelli Segnale a N livelli
1 impulso = 1 bit 1 impulso = bit
logan
6.2. Segnali periodici (Serie di Fourier)
Consideriamo inizialmente un segnale periodico con periodo ; il segnale ha durata temporale infinita e
T
si ripete identico ad intervalli , cioè sit sit
T T
Dall’analisi matematica è possibile dimostrare che una funzione periodica può essere espressa come
sit
componenti armoniche,
combinazione lineare di funzioni esponenziali complesse , dette
tatare
e
Serie di Fourier.
attraverso la elitre
E
sit se coefficienti di Fourier frequenza
I termini complessi sono denominati e è detta
F
se
fondamentale, o prima armonica.
• Un segnale periodico è costituito dalla somma di un numero (eventualmente infinito) di funzioni
esponenziali complesse.
• Ogni componente armonica ha la sua frequenza , multipla della frequenza fondamentale, e una
KF
sua ampiezza Sa
• La fase dei coefficienti indica il ritardo con cui le armoniche si sommano.
Se
• Noto il segnale è possibile trovare i coefficienti di Fourier attraverso la relazione
SAI t.at
ste sit e
6.3. Segnali non periodici
Nel caso di segnali periodici è ancora possibile dare una descrizione nel dominio delle frequenze. Da un
punto di vista concettuale, l’unica differenza rispetto al caso dei segnali periodici è che in questo caso le
frequenze necessarie per descrivere il segnale non sono più individuate da un sistema discreto di armoniche,
ma da un continuo di frequenze.
Pertanto, la sommatoria discreta diventa un integrale ft
e't
SH f df
trasformata di Fourier.
dove la funzione complessa prende il nome di
SIF
L’operazione di trasformazione viene anche indicata con la simbologia ed è definita come
s'f FISHY
IN fate.at
f e
7
Linearità:
• ZIF A XIA BY f
ZIA AHH Hi t
By
F fatti
Slf
Ritardo: sit
• Y e
Un termine di fase lineare (con derivata negativa) nel dominio delle frequenze, corrisponde a un
ritardo nel dominio del tempo. Affinché un segnale mantenga inalterata la sua forma temporale,
l’unica modifica possibile nel suo spettro è un termine lineare nella fase.
at
F
treat 74 S fa
f
Modulazione:
• sit
2f
alti siti
Moltiplicando il segnale per una funzione esponenziale complessa efarfat
siti
l’effetto che si ottiene è una traslazione dello spettro lungo l’asse delle frequenze di Fo
Lo spettro viene quindi portato nell’intorno di un’altra frequenza, senza modificarne la forma.
Questa operazione viene utilizzata per collocare lo spettro dei segnali alle frequenze in cui i mezzi
di trasmissione presentano le migliori prestazioni.
6.4. Sistemi lineari tempo - invarianti
I mezzi di trasmissione che considereremo sono sistemi lineari tempo-invarianti.
Linearità:
• è caratterizzato dal fatto che il suo comportamento non dipende dall’intensità del segnale in
transito. Quindi è possibile definire una risposta del sistema, nel dominio del tempo o delle frequenze, che
prescinde dall’ampiezza e dalla forma del segnale in ingresso.
Tempo invarianza:
• in un sistema lineare tempo-in variante il comportamento non cambia nel tempo. Per i
collegamenti in spazio libero, il mezzo di trasmissione può cambiare drasticamente nel tempo; se le
variazioni del mezzo sono molto lente rispetto al tempo di transito del segnale all’interno di esso, allora si
può approssimare il comportamento del mezzo come la successione temporale di mezzi invarianti.<
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