BASI MOLECOLARI E BIOLOGICHE DEL CANCRO
I tumori utilizzano meccanismi già presenti nell’organismo e li de-regolano
Una neoplasia è una formazione ex novo di una massa di tessuto che cresce in modo de-regolato e tendenzialmente
progredisce anche se viene a cessare stimolo iniziale che l’ha provocata
Massa abnorme di tessuto che cresce in modo deregolato e progredisce similmente
anche dopo la cessazione dello stimolo inziale che l’ha causata
Iperplasia è un meccanismo di adattamento cellulare, lo stimolo (ad esempio
ormonale) induce una crescita più elevata, ma quando esso cessa, la crescita si ferma
Crescita sempre clonale, parte da cellula capostipite (molto raro che vi siano alterazioni policlonali) e inizia ad estendersi
oltre all’iniziale contesto
infiltrazione se raggiunge vasi ematici o linfatici ⇾ metastatizzazione in siti non a diretto contatto
Che cosa causa il cancro?
Viene causato da diversi potenziali stimoli dannosi o anche non dannosi
Esogeni: agenti chimici, virus, batteri, radiazioni
Endogeni: dieta, ormoni (fattori di crescita), eredità (alterazioni che predispongono l’insorgenza)
Processo da cellula sana a tumore maligno
Tessuto sano deve essere sottoposto a stimoli che causano mutazioni a carico del
DNA
queste mutazioni genetiche sono ereditabili dalla cellula male alla figlia
attraverso un processo di iniziazione
La cellula ha subito delle mutazioni e le ha trasmesse alle cellule figlie, le mutazioni danno un vantaggio proliferativo
rispetto alle cellule circostanti
Se la mutazione non viene corretta, si fissa e viene trasmessa alle cellule figlie ⇾ ha un potenziale tumorale
Fase di promozione
le prime mutazioni hanno conferito instabilità genetica e quindi suscettibilità ad altre mutazioni
trasformazione in senso neoplastico, accumulo di mutazioni diverse
Ormoni stimolano fisiologicamente la proliferazione di queste cellule (come fattori di crescita), queste cellule hanno una
probabilità maggiore di diventare cellule trasformate
vengono stimolate a proliferare, ma hanno un’instabilità genetica
La progressione neoplastica porta una cellula trasformata alla formazione di un tumore che sarà sempre più aggressivo e
aumenterà le sue dimensioni ⇾ cellula tumorale maligna
Proliferazione porta alla formazione di altre diverse mutazioni a causa dell’instabilità genomica
Processo multi-step: diversi tipi di mutazioni corrispondono a diversi eventi biologici
Le mutazioni sono alterazioni permanenti del DNA
possono essere puntiformi ⇾ cambiamento di uno o pochi amminoacidi
Aberrazioni cromosomiche, alterazioni a carico del DNA e cambiamenti nella funzione e nella quantità di proteine tradotte
Possono essere:
- silenti, codificano per lo stesso amminoacido, variata la terza base, ridondanza del codice genetico
- missenso, a seconda dell’amminoacido l’effetto è diverso, dipende dall’ingombro sterico
- frameshift, delezioni o inserzioni di uno o due nucleotidi, cambiamento della cornice di lettura
Possono provocare la non produzione della proteina o la produzione di una proteina diversa
possono avvenire delle alterazioni nelle regioni regolative (domini di binding, promotore)
spesso avvengono mutazioni a livello dei promotori dei geni per le immunoglobuline e TCR
Amplificazioni geniche: più ripetizioni dello stesso gene, sarà trascritto diverse volte
Riarrangiamenti: possono porre degli enancher forti a geni che invece devono essere strettamente controllati
Unione di due parti di geni differenti: espresse funzioni in parte di un gene, in parte dell’altro
Tipi di mutazioni:
- ereditarie ⇾ acquisite tramite la linea germinale, trasmesse dai genitori e presenti dalla nascita
responsabili del 10% dei tumori, predisposizione all’insorgenza
- di tipo somatico ⇾ colpiscono le cellule adulte
dovute a diverse cause: agenti chimici, virus, radiazioni, batteri, stili di vita non corretti,
errori durante la replicazione del DNA, metabolismo cellulare (formazione di radicali liberi dell’
ossigeno dalla catena respiratoria danneggiano il DNA)
Danno al DNA ⇾ danno genotossico
il quale può essere causato dal metabolismo cellulare (ROS), errori di replicazione, radiazioni ionizzanti, agenti chimici,
esposizione ai raggi UV
Se una cellula normale viene danneggiata a livello del DNA
- induce il blocco della proliferazione, quindi del ciclo cellulare (attivazione check-point)
- stimola la riparazione del DNA
- se non riesce a riparare il DNA, stimola l’apoptosi
Cellula dà tempo agli enzimi di riparazione di riparare il DNA, ma a volte non è riparabile e i danni possono essere troppo
estremi
la cellula ha come unica soluzione la morte cellulare se non riesce a riparare in tempo il DNA ⇾ apoptosi
sceglie di morire per non danneggiare l’intero organismo, sceglie l’apoptosi perché non scatena la risposta infiammatoria
I bersagli genetici alterati da mutazioni durante la trasformazione e progressione neoplastica sono:
- oncogeni
- geni oncosoppressori
hanno funzioni antitetiche
le mutazioni possono provocare proliferazione incontrollata, instabilità genetica e resistenza all’apoptosi
vengono de-regolate le loro funzioni e possono acquisire ulteriori mutazioni
Gli oncogeni hanno come funzione quella di stimolare la proliferazione, permettono la trascrizione di proteine che hanno
un ruolo importante nella regolazione positiva degli stimoli proliferativi
fattori di crescita, recettori dei fattori di crescita, proteine citoplasmatiche che trasducono il segnale, fattori trascrizionali
che regolano l’ingresso nel ciclo cellulare ⇾ proliferazione
Oncogene non mutato si chiama proto-oncogene, oncogene è la versione mutata
Gli oncosoppressori vanno a inibire/regolare negativamente la segnalazione da parte dei recettori di fattori di crescita,
vanno a limitare la trasduzione del segnale, regolazione negativa del ciclo cellulare ⇾limitano oncogeni
Il cancro prevede una deregolazione del ciclo cellulare in vari punti
Vi sono vari check-point
quello più importante è quello della fase G1, si trova prima che la cellula va incontro al
ciclo replicativo ⇾ regola entrata nel ciclo
se la cellula passa questo check-point, svolge tutto il ciclo
Vi sono periodicamente altri punti di controllo
La cellula deve essere in una situazione in cui possa proliferare, servono dei fattori di crescita
necessaria giusta quantità di nutrimenti e assenza di danni al DNA ⇾ se vi sono, avviene il blocco del ciclo in G1
Contesto in cui vengono integrate diverse segnalazioni, passa o meno stato di quiescenza
Se i regolatori stimolano troppo la crescita ⇾ acquisiti oncogeni, persi oncosoppressori
vi è il rischio che la cellula passi i check-point anche quando il DNA non è stato riparato
integrazione dei segnali spinge la cellula a continuare il ciclo cellulare
I geni deputati alla riparazione del DNA, hanno un’azione riparativa e un ruolo di controllo
per questo sono degli oncosoppressori
- Base-excision repair
tolta base errata e sostituita con quella giusta
- Nucleotide-excision repair
riconosce grosse distorsioni della doppia elica, è importante per i danni causati dai raggi UV
rimozione tratto del filamento danneggiato a opera di esonucleasi, risintesi del filamento complementare
- Recombinational repair
utilizzata come stampo una sequenza omologa del cromatidio fratello o del cromosoma omologo
- Miss-match repair
associata alla replicazione, riconoscimento, rimozione e sintesi
Riparazione della doppia elica ⇾ non homologous end joining
rottura della doppia elica non avvenuta durante la riparazione, interruzioni riempite con dei
nucleotidi casuali
processo mutagenico
E’ importante che la cellula possa andare incontro al processo di morte programmata, vi sono alcune proteine rilevanti nei
determinare la morte della cellula ⇾ proteine del suicidio cellulare, p53
se vi sono danni alle proteine oncosoppressorie, la cellula continua a vivere
Proteine che salvaguardano la cellula dall’apoptosi (BCL2) se sono aumentate o aumentano la loro funzione, la cellula non
va incontro all’apoptosi
gli oncogeni impediscono la morte cellulare
Gli oncogeni de-regolati favoriscono la proliferazione neoplastica e impediscono la morte cellulare
è sufficiente una copia mutata a livello del DNA per determinare un acquisto di funzione
Per quanto riguarda gli oncosoppressori, devono essere mutate due copie ⇾ entrambi gli alleli, perdita di funzione
non è sempre vero Durante la progressione neoplastica, si ha l’acquisizione di nuove mutazioni che
hanno nuove caratteristiche
formazione di sottocloni
alcune mutazioni sono favorite, alcune vanno a perdersi (mutazione di geni
essenziali)
in alcuni casi avviene l’espressione di antigeni che possono essere riconosciuti
dal sistema immunitario
Alcune cellule acquisiscono la capacità di metastatizzare
Ogni sottoclone ha caratteristiche specifiche, vi è una collaborazione tra i sottocloni
Aumento della massa tumorale ⇾ dalla prima cellula tumorale alla prima massa di 1/2 avvengono 30 duplicazioni
alcune cellule possono già essere andate a formare delle metastasi microscopiche
Un tumore può essere benigno o maligno
vi è un’alta probabilità che avvenga l’evoluzione di un tumore benigno in uno maligno
Il comportamento biologico determina il decorso clinico, la prognosi ⇾ associabile all’aspetto morfologico e biochimico
Differenze nel comportamento biologico tra tumore maligno e benigno riguardano:
- differenziazione
- tasso di crescita
- invasione locale e metastasi ⇾ sicuramente maligno
Necessario concentrarsi sulla differenziazione e sul tasso di crescita, per sapere come intervenire e per fare previsioni
sull’evoluzione del tumore
Valutazioni sono basate su:
- differenziazione
i tumori benigni sono ben differenziati
la cellula esprime le sue funzioni, non ha caratteristiche generiche, esprime geni tessuto specifici, è quindi come le altre
cellule del tessuto
i tumori maligni hanno una struttura alterata ⇾ si definiscono anaplastici
tendono ad essere meno differenziati perché hanno origine dai progenitori staminali non differenziati che sono mutati
e quindi mantengono caratteristiche maggiori di staminalità
serbatoio di cellule: staminali tumorali, mantengono popolazione originale ⇾ mantenimento dell’autorinnovamento
Se l’alterazione colpisce una componente maggiormente differenziata (non in senso completo), devono essere capaci
di autorinnovarsi anche esse nel tempo ⇾ differenziamento a ritroso per recuperare questa capacità di
autorinnovamento
Se il differenziamento è alterato, viene ripercorso con mutazioni, non è biologico
La componente staminale ha un’elevata capacità di autorinnovamento: cellula madre dà origine ad almeno una delle due
cellule identica alla staminale, una delle due cellule figlie è in grado di differenziarsi nel tempo
la differenziazione delle cellule staminali è molto bassa, sono i progenitori a differenziarsi (infatti hanno capacità limitata
di differenziamento)
aumento della differenziazione produce delle cellule funzionali che non sono più capaci di proliferare
I tumori originano da cellule staminali oppure le cellule trasformate ne recuperano le proprietà di autorinnovamento e
potenza
Una cellula staminale: non è differenziata, può mantenersi per un periodo prolungato, può dare origine a diversi tipi
cellulari differenziati
Il grado di differenziamento spesso correla inversamente con il livello di malignità
il tumore benigno è displastico ⇾ lievi anomalie nello sviluppo di un tessuto con accumulo di cellule immature a
discapito di quelle differenziate e funzionali
spesso associato a un processo neoplastico benigno o in fase pre-maligna e
riguarda solo il tessuto di origine
elevato numero di mitosi
Variazioni patologiche microscopiche, pleomorfismo ⇾ cellule di dimensioni variabili
⇾ cellule di forma variabile
⇾ numero elevato di mitosi
il tumore maligno è anaplastico ⇾ mancanza di differenziamento o differenziamento alterato
modificazioni morfologiche ⇾ accentuato pleomorfismo, rapporto nucleo/citoplasma
alterato, nucleo molto grande e cellule enormi
⇾ distribuzione della cromatina irregolare e nuclei
ipercromatici
⇾ elevato numero di mitosi con figure mitotiche atipiche
⇾ perdita della normale polarità
⇾ alterata architettura tissutale
modificazioni morfologico/funzionali ⇾ sintesi di proteine non proprie di quel tessuto
carcinomi bronchiali possono produrre vari
tipi di ormoni
o di quello stadio differenziativo
come gli antigeni onco-fetali
- tasso di crescita
per un tumore benigno è lento e progressivo, l’espansione avviene in modo coeso, avvengono molte mitosi ma non
anomale
nei tumori maligni la crescita è veloce ed è soggetta a variazioni nel tempo, non è costante
formazione di maggiori cloni favorevoli o meno alla crescita
Tasso di crescita dipende da due fattori: quanto le cellule proliferano e quanto le cellule muoiono
Nelle fasi avanzate, anche nei tumori che hanno un elevato tasso di espansione si arriva a un massimo del 20% di cellule
che proliferano (le altre sono in fase G0 oppure differenziate terminalmente)
Fattori che stimolano la crescita tumorale ⇾ ormoni
⇾ fattori di crescita che possono essere prodotti anche dal tumore stesso
oppure esso può attivare la segnalazione a valle del fattore di crescita
riconoscimento dei fattori di crescita prodotti dalle cellule circostanti
⇾ apporto ematico con i nutrienti, ossigeno o glucosio
possono indurre angiogenesi, ma tendono a sottrarre nutrienti dalle cellule
circostanti
Fattori che influenzano negativamente la crescita ⇾ induzione dell’apoptosi
innescata da danno al DNA, instabilità genetica, ipossia
se la spinta proliferativa è molto elevata e se avviene una mutazione
a livello degli oncogeni o oncosoppressori, può essere indotta
⇾ necrosi causata da carenza di ossigeno, nutrienti e sostanze tossiche
⇾ immunità anti-tumorale rappresentata dalle cellule NK e linfociti
citotossici
⇾ sensibilità ai chemioterapici
⇾ metastasi, cellule che si staccano dal tumore primitivo
diminuiscono le sue dimensioni, processo poco efficiente
⇾ differenziamento
La differenziazione e il tasso di crescita di norma bastano da sole per valutare il tumore e fare una prognosi
- invasione
i tumori benigni non invadono mai il tessuto circostante, per questo hanno delle masse coesive (spesso intorno si forma
una capsula fibrotica), mentre i tumori maligni infiltrano i tessuti circostanti, presentano delle propagini
Basaliomi o carcinomi basocellulari sono indotti dalle radiazioni ultraviolette
la prima lesione iniziale può mandare delle propagini, si continua a riformare ma non metastatizza
- capacità di metastatizzazione
riguarda solo i tumori maligni
possono riformarsi in una regione lontana dal tumore primario, se vi sono metastasi il tumore è particolarmente
aggressivo
Tumori epiteliali In seguito a displasia (crescita multi-strato) si forma inizialmente un carcinoma ⇾
benigno
alterazione dell’architettura tissutale, ma senza che la membrana basale venga
attaccata
Tumore maligno: transizione epiteliale-mesenchimale, alcune cellule passano la
lamina basale e si infiltrano fino a raggiungere i vasi per poi diffondersi verso altre
regioni ⇾ diapedesi diretta
Sono necessarie alterazioni molecolari specifiche, frequenza di attecchimento è molto bassa
ma la frequenza di produzione di cellule metastatizzanti è alta
Componenti cellulari di un tumore:
- parenchima
cellule neoplastiche, classificazione dei tumori si basa sulla componente parenchimale
- stroma di sostegno
composta da tessuto connettivo e vasi sanguigni
fibroblasti, miofibroblasti, cellule endoteliali, periciti, cellule muscolari lisce, cellule dell’immunità infiltrate
lo stroma può influenzare direttamente e indirettamente la crescita e progressione tumorale
Microambiente supporta la proliferazione e la sopravvivenza del tumore, serie di cellule che co-partecipano
Cellule tumorali maligne, cellule necrotiche, cellule NK, macrofagi, linfociti T e B, adipociti, cellule dendritiche, cellule
mesenchimali
Classificazione
ci sono tumori composti da un solo tipo di tessuto parenchimale
tessuti di origine epiteliale
- adenomi se hanno origine ghiandolare
- papillomi quando formano delle escrescenze
- se si formano masse cistiche sono cistiadenomi
Quando vi sono le componenti maligne ⇾ -carcinomi
Tumori composti da cellule di origine mesenchimale
la loro versione maligna prende il nome di sarcoma
di solito sono particolarmente aggressivi
Tumori che hanno origine da più cellule di un unico foglietto embrionale
Tumori che derivano da foglietti embrionali diversi: teratomi maturi (benigni), teratomi immaturi (maligni)
differenziamento aberrante ⇾ derivano da cellule embrionali pluripotenti e multipotenti
ONCOGENI
Sono i principali geni a mutare con gli oncosoppressori
Passaggi della trasmissione del segnale proliferativo che possono essere alterati:
- fattori di crescita
- recettori per i fattori di crescita
- proteine intracitoplasmatiche che trasducono il messaggio
- fattori trascrizionali
- regolatori positivi del ciclo cellulare
Sono stati scoperti analizzando i virus trasformanti
Il primo oncogene scoperto è stato src ⇾ sarcoma di Rous, colpisce i polli
Avian erytroblastosis ⇾ erB
Simian sarcoma ⇾ sis
I virus trasformanti sono stati scoperti in tumori di origine animale
tutti gli oncogeni virali hanno un corrispettivo cellulare, sono una forma mutata dei proto-oncogeni
Dei virus possono integrarsi all’interno del genoma cellulare vicino a un oncogene
formazione di un virus che porta al suo interno oltre a tutto ciò che serve per il suo
ciclo cellulare, anche l’oncogene ⇾ trascritto
si ha quindi overespressione
v-sis
è un fattore
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