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Oncologia molecolare - Tumori

appunti per esami di oncologia molecolare sui tumori.
I tumori sono la terza causa di morte nei paesi più sviluppati, preceduti da malattie
cardiovascolari e incidenti stradali, mentre nei paesi in via di sviluppo i tumori sono
preceduti da malattie infettive e cardiovascolari.

Esame di Oncologia molecolare docente Prof. G. Baldassarre

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di giunzione tra epitelio squamoso ed epitelio cilindrico, si pensa che le cellule

staminali presenti nell’epitelio subiscano delle alterazioni genetiche da parte di alcuni

elementi tossici del fumo.

Tumore e neoplasia sono comunemente usati per indicare sia forme benigne che forme

maligne, sia tumori solidi che tumori che non formano una massa distinta come ad es.

le leucemie.

Tumori benigni : sono localizzati (non provocano metastasi) e non

infiltrano il tessuto normale. Circoscritti, capsulati e differenziati. Producono

danni rilevanti solo per compressione od ostruzione di strutture anatomiche

importanti (ad es. il tumore delle meningi, il tumore all’intestino) o, quando hanno

capacità secernente, a causa della grande quantità di sostanza prodotta (ad es.

insulinoma, tumore pancreas che può dare gravi crisi ipoglicemiche). I tumori benigni

sono istologicamente e citologicamente simili ai tessuti d’origine. Il fibroadenoma è un

tumore benigno ed è capsulato. La rimozione del tumore benigno è totale cosicché la

probabilità di una successiva insorgenza è bassa.

Tumori maligni : sono invasivi, cioè infiltrano i tessuti normali circostanti e

possono essere metastatici in organi/tessuti distanti dal punto d’origine, sono

indifferenziati. La morfologia delle cellule tumorali è diversa rispetto alle cellule del

tessuto d’origine. L’adenocarcinoma è un tumore maligno non capsulato. La rimozione

chirurgica o chimica del tumore maligno non è mai totale cosicché la probabilità di una

nuova insorgenza è alta. Caratteristiche cito-istologiche dei tumori maligni:

Anaplasia e atipia cellulare. Anaplasia: perdita del differenziamento cellulare

 rispetto al tessuto di partenza. Il tumore anaplastico è fortemente

indifferenziato. Atipia: alterazioni del nucleo e citoplasma delle cellule. Nel colon

c’è la presenza di villi per aumentare la superficie di assorbimento delle

sostanze da eliminare, al di sotto del villo c’è la cripta con una struttura

digitiforme in cui ci sono le cellule staminali che si dividono, salgono lungo la

struttura del villo, si differenziano e acquisiscono la capacità funzionale di

assorbire. Tutto ciò richiede circa 5-6 giorni, dopodiché la cellula muore e va a

finire nel foro del colon. Visto in sezione traversale, nel villo normale ritrov iamo

gli enterociti e le cellule che producono la mucina. Nel tumore benigno la

struttura è più o meno mantenuta, il numero di cellule aumenta e le cellule pur

essendo costituite da poco citoplasma continuano a produrre mucina. Nel

tumore maligno ben differenziato i nuclei sono irregolari per forma e

distribuzione, sono stratificati, c’è assenza di mucina, i nucleoli sono larghi e

irregolari. Nel tumore maligno scarsamente differenziato c’è scarsa

rassomiglianza con l’epitelio del colon, presenza di figure mitotiche con

cromosomi condensati, organizzazione anomala e perdita delle funzioni. Nella

cervice uterina c’è un epitelio basale in cui ci sono le cellule staminali, ognuna

di essa si duplica poi una resta ferma e l’altra sale differenziandosi,

successivamente perde la capacità di differenziarsi e viene desquamata. Il

tumore che si origina dalla cervice porta alla distruzione dell’epitelio basale e

del differenziazione. Quindi nell’anaplasia le cellule perdono la capacità di

differenziarsi, ma mantengono la capacità di proliferarsi.

Attività mitotica aumentata.

 Modelli di crescita differenti.

 Invasione dei vasi sanguigni o, dei vasi linfatici o, dei tessuti adiacenti.

 Metastasi, ovvero, disseminazione a distanza.

Tumore benigno dell’endometrio: incapsulato, non invasivo, non metastatico, cellule

ben differenziate e crescita lenta. Tumore maligno dell’endometrio: poco marcato,

cresce rapidamente con emorragia e necrosi, localmente invasivo. Il concetto biologico

di benignità e malignità fa riferimento all’invasione locale e alle metastasi; mentre, il

concetto clinico di benignità e malignità definisce delle eccezioni. Ad esempio tumori

benigni che uccidono perché si trovano in regioni difficili da raggiungere per essere

rimossi: meningiomi/ependimomi (comprimono l’encefalo), mixomi atrio sinistro,

tumori delle miocellule liscie, adenomi endocrini/feocromocitoma e adenoma

pleomorfo gh. salivari. Oppure, tumori maligni con andamento benigno: tumori della

mammella, fibrosarcomi, basalioma e tumori germinali.

Nella classificazione delle neoplasie si deve tener conto della cellula d’origine e delle

caratteristiche morfologiche e funzionali. I tumori benigni sono identificati dal suffisso

–oma, si classificano secondo il tessuto da cui derivano:

Epitelio ghiandolare adenoma

Epitelio squamoso epitelioma

Fibroblasti fibroma Cellule mesenchimali

Cartilagine condroma

Osso osteoma Cellule mesenchimali

Tessuto adiposo lipoma

Cellule germinali teratoma (3 foglietti embrionali).

Nomi storici: - Polipo: proiezione macroscopica della superficie mucosa (es. epitelio

gastrico, utero, colon-retto, delle corde vocali), si origina dall’epitelio ghiandolare, al

suo interno presenta un’asse fibrovascolare. Papilloma: proiezione digitiforme a partire

dall’epitelio di superficie (crescita ramificata e in rilievo), si origina dall’epitelio

squamoso e assume una struttura ad albero.

I tumori maligni si classificano secondo il tessuto da cui derivano:

Epitelio carcinoma

- ghiandolare adenocarcinoma

- squamoso carcinoma squamoso

Tessuto connettivo sarcoma

- fibroblasti fibrosarcoma

- osso osteosarcoma

- cartilagine condrosarcoma

- tessuto adiposo liposarcoma

Cellule ematopoietiche leucemia (si manifesta in circolo con cellule immature, ha

origine midollare) / linfoma (è un tumore solido con cellule indifferenziate, ha origine

nei linfonodi)

Sistema nervoso glioma

I nomi storici possono essere confusi come tumori benigni: Epatoma, melanoma,

seminoma e amartoma.

Il carcinoma papillare ha una struttura digitiforme, il carcinoma nodulare ha una

struttura solida, con il carcinoma ulcerato si forma una sorta di foro sull’epitelio, il

carcinoma multifocale presenta diversi depositi cellulari, il carcinoma diffuso cresce

lungo la parete dell’organo. I carcinomi rappresentano la grandissima parte delle

neoplasie: circa 85-90%. I sarcomi sono poco frequenti: circa 1-2%. Le leucemie

riguardano i bambini perché il sistema immunitario si sviluppa nei primi anni di vita e

perché le cellule ematopoietiche presenti nel midollo sono sottoposte ad un controllo


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6

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1.19 MB

AUTORE

BabiCol

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (6 anni)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BabiCol di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Oncologia molecolare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Baldassarre Gustavo.

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