Terapia con glucocorticoidi nei pazienti affetti da malattie non-endocrine
I glucocorticoidi possono essere usati nella terapia di varie condizioni cliniche grazie alle loro proprietà antiinfiammatorie e immunosoppressive, tra cui:
- Malattie reumatiche, come l'AR e il LES.
- Malattie respiratorie, come l'asma.
- Malattie renali, come le glomerulonefriti.
A causa degli effetti collaterali, i glucocorticoidi dovrebbero essere somministrati alla dose minima efficace e la durata del trattamento dovrebbe essere la più breve possibile.
Caratteristiche dei glucocorticoidi
Il prednisone ha un'attività glucocorticoide 3-5 volte più potente rispetto a quella del cortisolo e un'attività mineralcorticoide relativamente bassa. Il desametasone ha un'attività glucocorticoide 10-20 volte superiore rispetto al cortisolo e attività mineralcorticoide trascurabile.
I glucocorticoidi sintetici riescono a legarsi alla CBG ma rispetto al cortisolo presentano un'emivita plasmatica più lunga.
Modalità di somministrazione
I glucocorticoidi possono essere somministrati per via parenterale, per os o per via topica. Il tasso di assorbimento dopo somministrazione intramuscolare o intraarticolare dipende dal tipo di glucocorticoide. L'assorbimento transdermico dipende anche dalla severità dei disturbi infiammatori, dalla sede di applicazione, dalla presenza di veicoli che aumentano l'assorbimento (ad es. l'urea) e dall'uso di vestiti troppo aderenti.
I glucocorticoidi somministrati per via inalatoria hanno una biodisponibilità variabile; infatti, l'uso di distanziatori interferisce sulla quantità del farmaco che raggiunge il polmone.
Effetti collaterali e considerazioni
Gli effetti collaterali dipendono dal dosaggio e dalla durata della terapia, anche se è stata dimostrata una certa variabilità individuale. I glucocorticoidi possono sopprimere l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, infatti sopprimono la secrezione di CRH e ACTH (feedback negativo): questo effetto può essere dovuto alla somministrazione di prednisone a dosi > 5 mg/dl, ma non sempre è così.
In generale, i pazienti che sviluppano il quadro clinico di sindrome di Cushing o che hanno ricevuto una quantità di glucocorticoidi equivalente a 10-20 mg di prednisone/die per 3 settimane o più, dovrebbero essere identificati come pazienti in cui si è verificata una soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene clinicamente significativa. Nei pazienti che sono sottoposti a terapia con glucocorticoidi a giorni alterni, si osserva un rischio minore di soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
La somministrazione di glucocorticoidi per lunghi periodi di tempo può favorire la comparsa di osteoporosi.